Dal tardo pomeriggio/sera di lunedì fino alla mattinata di sabato molte località sono rimaste per molto tempo sotto lo 0°, la motivazione di tutto ciò va ricercato nella formazione della nebbia dopo il passaggio di aria fredda in quota.
In un primo momento la nebbia è stata appannaggio delle solite zone della pianura veronese, basso vicentino , basso padovano e polesine.
Successivamente la nebbia ha coinvolto anche i colli euganei e parte della provincia di Venezia fino alla costa.
Ma di questo ne ho già parlato in questo articolo: http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54
Per quel che riguarda le massime giornaliere più basse bisogna dire che si sono registrate tra martedì e giovedì, nei punti più freddi della pianura le temperature in pieno giorno non hanno superato i -1.5°/-2°. 
Giovedì 19, nel momento di maggior espansione della nebbia il fenomeno è riuscito a coinvolgere anche l'alto veneziano e varie zone della Marca trevigiana.
Cito le massime di alcune stazioni arpav trevigiane: Conegliano Veneto(TV) -0.2, Treviso città -1° ,Zero Branco(TV) -1.3.
In provincia di Venezia: Venezia Istituto Cavanis, Cavallino e Bibione -0.4°, Fossalta di Portogruaro -0.9°.
La nebbia ha coinvolto pure l'alta padovana e il medio vicentino , lo testimoniano i -1° di massima di Cittadella e Padova Orto Botanico e i -0.9° registrati a Quinto Vicentino e Rosà.
Nemmeno Verona città ha mancato l'appuntamento con la giornata di ghiaccio, la stazione Meteo4 di Verona Centro ha registrato -0.9° di massima.
Un dato di rilievo da segnalare per la giornata di giovedì sono i -2.2° di massima registrati dalla stazione MeteoVeneto di Abano.
Dicevo all'inizio dell'articolo che la nebbia ha coinvolto anche i Colli Euganei, la stazione Arpav di Faedo Cinto Euganeo posta a 247m di quota ha registrato due giornate di ghiaccio: Martedì 17 ha avuto una massima di -0.8°, giovedì 19 una massima di -0.6°; la stazione di Calaone a 70m di quota ha toccato i -1.5° di massima martedì e giovedì, -1° mercoledì. 
Venerdì 20 la nebbia si è dissolta velocemente nel pomeriggio, nonostante l'aumento termico alcune località hanno comunque registrato una giornata di ghiaccio. La stazione Arpav di Barbarano Vicentino ha avuto una massima di -0.3°, la stazione Meteoveneto di Abano(PD) una massima di -0.6°, quelle di Lendinara(RO) e Merlara(PD) -0.8°, la stazione Arpav di Roverchiara (VR) una massima di -0.3°
Nella serata di venerdì e nella prima mattinata di sabato il fenomeno della nebbia è tornato temporaneamente, ma poi il sole ha definitivamente dominato con temperature salite sopra i 7° in molte località.
Il numero di giornate di ghiaccio registrate in pianura questa settimana è stato da 1 a 4 a seconda delle località. Le stazioni Meteo4/MeteoVeneto di Merlara e Lendinara hanno registrato 110 ore consecutive di temperature sotto lo 0° e 4 gg di ghiaccio.
Ieri molte località della pianura veneta e della bassa collina euganea non hanno superato gli 0° di massima mettendo a registro quella che in meteorologia si chiama "giornata di ghiaccio". Per capire meglio la situazione bisogna partire dalla giornata di sabato.
Le previsioni mettevano in luce una discesa di aria artica sui Balcani mentre il nordest italiano sarebbe stato preso di striscio, dal sabato al martedì mattina. Solitamente questi eventi portano cieli sereni in tutta la regione però questo sabato non è successo per tutti, nel basso Veneto poco prima del tramonto si è formata la nebbia che ha fatto scendere i termometri dai 5/6° di massima delle 15:30 ai -1° delle 17:30. Nebbia e ghiaccio sono stati assoluti dominatori del panorama fino alle 13 circa della domenica, poi è uscito il sole che in un primo momento non ha fatto altro che risaltare la bellezza della galaverna illuminata dal sole stesso. La temperatura massima si è fermata sotto i 2° nel basso Veneto, sopra i 6-8° nelle restanti zone. 
Galaverna illuminata dal sole alle ore 13:15 di domenica. Foto Siro Morello. La notte successiva si è riformata la nebbia sempre nelle solite zone, la mattina del lunedì c'è stato spazio per brevi rovesci di neve chimica, cioè di neve che si forma con questi tre ingredienti: nebbia, temperature sotto lo 0° ed inquinamento. In alcune località hanno imbiancato per bene il paesaggio come fosse stata una vera nevicata In pieno giorno è uscito il sole, la temperatura è rimasta sotto i 3-4° nel basso veneto, sopra i 5-7° nelle restanti zone.
Nella notte tra lunedì e martedì la nebbia si è riformata ed al contrario dei giorni precedenti è aumentata di spessore e di superficie andando a prendere anche diverse località dei colli euganei e berici ed è arrivata fino al litorale veneziano prendendo buona parte della provincia. Anche nella giornata di ieri sono stati segnalati rovesci di neve chimica. Durante il giorno la nebbia si è alzata ma non è sparita, e per via della ridotta escursione termica normale in giornate di questo tipo le temperature massime di molte località di pianura non sono salite oltre lo 0°, nei posti più freddi i termometri non sono saliti oltre i -2°. Le zone che non hanno beneficiato della nebbia hanno tranquillamente superato i 6° di massima.
Tra le località da mettere in rilievo della giornata di ieri vale la pena citare Chioggia, la stazione sulla laguna ha segnato -4.2/-1.5° , Verona centro -4.9/-0.4°, Salzano -5/-1.1°, Sarmazza -9.8/-1.4° e Merlara -4.0/-2.1°.
Anche ieri perciò il paesaggio è stato imbiancato per il 3° giorno di fila dalla galaverna e per motivi di altezza della nebbia lo strato di galaverna migliore era situato sui colli euganei tra 150 e 250m di quota.
Tra una decina di giorni si arriverà al giro di boa dell'inverno meteorologico e in genere della stagione fredda. Come sta andando?
La stagione sta passando nell'anonimato e finora nessun evento degno di nota ha colpito la regione, perché?
La ragione va ricercata oltre il 50-55° parallelo, sopra questa linea fino a questo momento c'è stata una predominanza di basse pressioni, anche molto forti che sono scese fino a 950 hPa. In questo contesto di correnti zonali ad alte latitudini l'alta pressione delle azzorre non ha trovato lo spazio per salire oltre quel limite "sfogando" la sua forza su di noi.
Nella sinottica qui sotto si nota come vi sia un grande sistema di basse pressioni che dal Canada va alla Scandinavia, mentre nel mediterraneo centro-occidentale ci sia la protezione dell'anticiclone, costretto a rimanere in quella posizione perchè non riesce a salire 
Se da una parte la mancata salita dell'anticiclone ha precluso l'arrivo del freddo soprattutto sul nord Italia, dall'altra il regime anticiclonico ha prodotto nebbie fredde e molte gelate già a novembre, diverse minime anche a dicembre fino alla giornata odierna.,
Nei momenti più freddi sono stati raggiunti o sfiorati i -10° in alcune località della pedemontana veronese, -3/-5°in diverse zone della pianura: valori non eccezionali ma che sono stati raggiunti più volte.
La mia stazione meteorologica ha già registrato 28 gelate su una media (relativa agli ultimi 5 anni) di 45 gelate nel complesso della stagione fredda. Nella mappa di reanalisi qui sotto viene ben illustrata una delle possibili configurazioni per portare il freddo su di noi. Rispetto alla mappa postata sopra da notare come l'anticiclone delle Azzorre si spinga fino a sfiorare la Groenlandia e l'aria fredda dal Polo scenda sul lato orientale dell'alta pressione portando il freddo sull'Italia 
Arriverà l'inverno fatto di gelo e neve? Finchè l'anticiclone delle azzorre sarà costretto a rimanere sul Mediterraneo centro - occidentale le possibilità saranno pochissime.
Attendiamo migliori aggiornamenti!
Venerdì 08 Luglio 2011 00:00
Massimiliano Veronesi
Editoriale
A cura di Massimiliano Veronesi
Previsioni per sabato 4 febbraio:
La situazione vede un nuovo peggioramento durante la giornata di oggi. Il cielo si presenterà nuvoloso o molto nuvoloso. Come nei giorni scorsi noi siamo al limite dei sistemi perturbati per cui è sempre davvero difficile prevedere eventuali nevicate o meno. Facendo riferimento al modello da cui traiamo le previsioni non dovrebbero esserci nevicate sul nostro territorio. Detto questo però non è da escludere che in realtà vi possano essere più o meno in stile dell'altro giorno. Rimane esclusa la possibilità della forte nevicata.
Venti orientali di bora.
Venti sempre da oriente di bora.

Previsioni per i prossimi 3 giorni: Tempo sempre molto incerto anche per la domenica con nuvolosità frequente e pertanto assenza di freddi rilevanti. Chiaramente durante il giorno le temperature saranno molto basse e di molto sotto le medie del periodo. Lunedì aperture del cielo e pertanto nuovo calo dei valori della notte che risulteranno molto rigidi e gelidi. Poi durante il giorno progressivo peggioramento del tempo e con martedì nuova probabile giornata molto nuvolosa con rischio di brevi nevicate.
Ultimo aggiornamento Sabato 04 Febbraio 2012 01:44
Compilate da Andrea Bonvicini
Emesse il 02/02/2012 alle 18:44:54 Validità: dal 03/02/2012 al 05/02/2012
Situazione: Un cordiale saluto a tutti i videolettori . Tutta la nostra regione e’ investita da correnti orientali particolarmente rigide. Il freddo piu’ intenso sara’ avvertito in quota , in pianura a seguito della copertura nuvolosa e del continuo vento di bora che rimescola l’aria si avranno temperature meno pungenti , notevolmente basse le massime , prossime allo 0 , di qualche grado inferiori le minime con episodi di minime piu’ basse dove il vento sara’ meno intenso.
Previsione a 24 ore: Venerdi’ sara’ una giornata con cieli variabili e moderata bora sulla costa , aumento della nuvolosita’ in serata.
Temperature: -3 le minime
1 grado le massime
Precipitazioni: Nessuna
Previsione a 48/72 ore: La giornata di sabato sara’ contraddistinta da nuvolosita’ diffusa , possibilita’ di nevicate da deboli a moderate nella parte piu’ sud orientale della regione , meno probabili salendo verso nord , nord ovest. Possibili nuovi accumuli sul basso polesine. Temperature attorno allo 0 per tutta la giornata , non si esclude la possibilita’ di avere episodi di temperature sotto allo 0 per tutto il giorno . Vento moderato orientale.
Domenica si aprira’ con cielo nuvoloso e deboli precipitazioni nevose sulle zone piu’ orientali e meridionali , graduale miglioramento durante la giornata con permanenza di nuvolosita’ per quasi tutta la giornata con vento orientale teso in attenuazione .
Tendenza: Graduale miglioramento con sensibile calo delle temperature minime .
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 00:42
Dieci anni fa la pianura veneta è stata coinvolta da un bel blizzard rimasto nel cuore di tutti i meteofili, a distanza di tempo vorrei ripercorrere tra queste righe le fasi salienti di quel 13 dicembre.
Ad inizio dicembre l'Europa meridionale è sotto il dominio dell'alta pressione, mentre nelle repubbliche ex-sovietiche c'è un nucleo gelido e bassopressorio che nella settimana precedente al 13 dicembre fa registrare valori giornalieri fino a -20° di minima e -10° di temperatura massima
Col passare dei giorni l'anticiclone che dominava l'europa meridionale va man mano a posizionare i suoi massimi tra Regno Unito e Scandinavia, mentre il nucleo gelido e bassopressorio scivola verso sudovest, colpendo i balcani e l'Europa centrale.
Proprio in quest'ultime zone citate qualche giorno prima del 13 dicembre si registrano valori di temperatura minima molto freddi: -14 a Budapest , -17° a Bratislava, -11 a Bucarest, -11° a Zagabria(Zagreb/Pleso), -10° a Praga.

Nella mappa di reanalisi delle 12Z del 13 dicembre il nucleo alle spalle di Trieste. Alle prime ore del 13 dicembre il nucleo è ormai alle porte di Trieste, mentre nonostante il sole del mezzogiorno la giornata non è delle più calde. Cito alcuni dati di temperatura massima: Treviso Istrana 2.4°, Venezia Tessera 3.8°, Verona Villafranca 4°. In alcune località del polesine a causa della gelida nebbia mattutina che si è diradata solo poco prima dell'evento la temperatura massima ha superato di poco gli 0°.
Nel primo pomeriggio il nucleo entra definitivamente in Pianura Padana e tutto è perfetto: valori tra -35 e -40 a 5000m di quota, valori tra -10 e -15° a 1300m di quota, aria fredda continentale al suolo, pressione sui 1020 hPa ma geopotenziali molto bassi (di solito il burian/blizzard ha queste caratteristiche) 
Nella mappa di reanalisi relativa alle 00Z del 14 dicembre il nucleo gelido definitivamente entrato sul nord Italia.
Inizia a nevicare, il vento soffia forte, nel cielo tuoni e lampi: c'è il temporale. La temperatura passa dai 2-3° a -4/-5°, lo spettacolo è a dir poco impressionante, la neve cade orizzontale e dove accumula ghiaccia all'istante.
Ecco che d'improvviso la natura prende il comando della situazione, i vari black-out costringono le fabbriche a fermarsi, non è il suono di una campanella a sancire la fine di un turno lavorativo, ma l'impeto di un blizzard.
Le strade principali e secondarie che già in una giornata normale soffrirebbero per il troppo traffico , di colpo si trasformano in una lunga carovana di macchine, costrette ad andare a passo d'uomo per il fondo stradale ghiacciato: purtroppo nessuno spazzaneve o spargisale ha potuto fare qualcosa con una nevicata di quel tipo.
Di quella sera ho aneddoti anche buffi, mi ricordo che sono andato per aprire una porta di sicurezza esposta al forte vento di bora risultato? Io ancora attaccato alla porta che nel frattempo si è aperta velocemente a 180° , praticamente spiaccicato al portone della fabbrica senza rendermene conto. Un altro ricordo buffo è sicuramente legato ai finestrini della mia 106: uno non si è nemmeno abbassato per il ghiaccio, l'altro si è abbassato ed il lastrone di ghiaccio che lo ricopriva è diventato il nuovo finestrino.
Il vento ha continuato a soffiare impetuoso anche a fine evento, la macchina del tempo ci ha riportato indietro di mezzo secolo: il sibilo del vento e la luce di candela in casa sembrano farmi tornare ai racconti di mio padre o mio nonno, tutto sembra così surreale.
Ma quanta neve è caduta? Misurare l'accumulo di neve è stato impossibile, l'unica cosa certa che so è che a causa del continuo soffiare del vento per diverse ore si sono creati accumuli di neve superiori ad 80 cm nelle strade perpendicolari alla direzione del vento stesso: la neve secca da burian è facilmente trasportabile dall'aria. Ho ancora ben impresse sulla memoria quelle sculture di neve create dal vento sui fossi a lato della strada che hanno reso il paesaggio fiabesco per diverso tempo.
Il mattino seguente sulla pianura veneta si sono registrate minime tra -6° ed i -10°. Freddo temporaneo o inizio di un periodo gelido? Ne parlerò in un successivo articolo che riguarderà il mese che dal 14 dicembre al 15 gennaio.

Ognuno ha le proprie passioni che spesso sono innate e dagli altri non vengono capite, ecco perciò che quando sentiamo qualcuno dire che ha speso svariate centinaia di euro per una cosa che a noi non interessa più di tanto, lo prendiamo per matto: questo è quello che succede a noi meteofili quando spendiamo 1000 euro per una stazione meteorologica.
Ma al di fuori di quella che è la soddisfazione personale a cosa serve avere una stazione meteorologica a livello amatoriale? Innanzitutto sfatiamo il falso mito che questa serva a fare previsione del tempo, tale strumentazione serve a fare rilevazione di dati : questi potranno essere condivisi in tempo reale sul web e potranno essere archiviati in un database
Ma come si fa a condividere i dati? La strumentazione posizionata all'esterno trasmette ad una consolle collocata in casa, quest'ultima viene collegata ad un computer nel quale è installato un programma che elabora e spedisce i vari dati meteo nel web attraverso un modem.
I dati possono finire in un sito personale oppure possono venire condivisi con quelli di altre stazioni meteorologiche, ecco perciò che la passione di diverse persone diventa a tutti gli effetti un bene pubblico, i dati infatti sono di libera consultazione, chiunque si colleghi a determinati siti può sapere subito quali sono i parametri principali dell'atmosfera in quel momento in svariati luoghi della regione, della nazione o addirittura del mondo. Qui il mio pensiero va all'alluvione di Genova di poco più di un mese fa: il primo dato della pioggia caduta ad uscire nei telegiornali è stato quello di una stazione amatoriale.
Qualche paragrafo fa menzionavo l'archiviazione dati, anche questa può essere fatta in un sito personale oppure venire condivisa in pubblico, ci sono siti che sono attivi già da 6-7 anni e perciò esiste per alcune stazioni un database già ben fornito. Quotidianamente si possono confrontare i dati riassuntivi delle stazioni del giorno precedente, oppure di una particolare data o di un mese o una stagione specifica. Si può andare alla ricerca dei dati di un particolare periodo di ogni singola stazione.
Il futuro? Le tecnologie a disposizione dovrebbe avere ulteriori miglioramenti e perciò il meteofilo che vorrà fare campionamento dati avrà sempre meno difficoltà a svolgere il proprio compito.
Col passare del tempo poi i vari database si ingrandiranno sempre di più e si potranno studiare le fluttuazioni microclimatiche di un luogo o quelle climatiche della regione relative ad un decennio, ventennio e così via.
Chi scrive questo articolo bazzica nei forum di meteorologia dal 2003/04, anche se comunque più attivamente dall'autunno del 2005. Facile ormai dire cos'è per il sottoscritto un forum di meteorologia ma voglio spiegarlo pure a chi approcia alla meteorologia per la prima volta , a chi visita l'home page senza mai passarci ma si è sempre chiesto cos'è un forum, cosa succede, come si vive.
Prima di tutto bisogna dire che si tratta di un punto d'incontro, una specie di "piazza virtuale" (permettetemi il termine) dove si discutono tematiche inerenti la materia in questione. Tutti professori? Assolutamenti no, gli iscritti di un forum sono di varia natura, dal manovale edile al laureato in letteratura, insomma non c'è bisogno di essere esperti in partenza: la condivisione, la ricerca, il confronto con il tempo faranno dell'utente nel suo piccolo un "esperto".
In un forum si vive spesso di emozioni, il meteofilo scruta i movimenti del cielo usando il cuore e l'anima, il fatto poi di conoscere in anticipo cosa le previsioni prospettano fa sì che gli utenti si carichino di speranze: prima di un'ondata di freddo, di una nevicata, e non solo, anche prima di un temporale o di un'ondata di caldo.
L'emozione più grande? la neve ovviamente è il succo di vita di un forum , è il fenomeno che più di tutti sa rendere i vari utenti dei bambini, ogni nevicata che viene raccontata sembra sempre essere la prima, è un amore vero, dove ogni volta c'è la stessa intensità emotiva della prima volta.
Le emozioni però posso giocare brutti scherzi, in base al tempo previsto e a quello che sta succedendo le varie discussioni possono unire o dividere. Bisogna pensare ad un forum di meteorologia come ad uno stadio, ci sono le varie tifoserie: Non si discute di un fuorigioco, un rigore, un risultato, una formazione, si discute di una mancata nevicata , un episodio particolare, comunque sia il livello di polemica può essere così elevato da riuscire a superare tranquillamente quello che si riscontra in una partita di calcio di Serie A o della Nazionale.
E nei mesi non invernali? si vive lo stesso, quando i nivofili (così si chiamano gli appassionati di neve) lasciano la piazza rimane comunque chi sa discutere dei primi 20 gradi, di una perturbazione , di un'ondata di caldo, di un temporale. Ed è proprio con questi ultimi due fenomeni che un forum di meteorologia sa riempirsi anche d'estate, nei momenti di maggiori picchi di caldo o nello scrutare l'evoluzione di un temporale il numero di utenti "presenti in piazza" aumenta fino a raggiungere e superare talvolta il numero di visite invernali.
Alla base di un forum poi ci sta l'amicizia, che nasce tra le righe di una discussione e si fortifica per mezzo di incontri dal vivo, poiché nonostante la tecnologia permetta di discutere tra persone che sono distanti tra loro, alla fine è sempre il contatto umano a vincere su tutto. Dietro una tastiera possono nascere incomprensioni che vengono dissolte discutendo a quattrocchi con persone che fino a quel momento erano rappresentate solo da "una fila di byte" sul web.
Per esperienza personale vi posso dire che nel corso degli anni mi sono potuto pregiare di nuove amicizie, che col tempo poi si sono rivelate forti anche al di fuori del classico ambito meteorologico.Dovessi tornare indietro di 8 anni? Senza ombra di dubbio mi iscriverei ad un forum di meteorologia!
In questa ultima settimana la pianura veneta ha sperimentato temperature che per alcune località sono state pienamente invernali.
Il motivo del freddo va ricercato nel passaggio di una +2° a 1350m di quota nella giornata di sabato 12 novembre, i cieli sereni e la stagione in essere hanno depositato e "amplificato" il freddo giunto in quota permettendo così l'inversione termica, ovvero quel fenomeno che permette di avere più freddo al piano che in quota.
Il continuo dominio anticiclonico ha poi creato e rafforzato il fenomeno della nebbia, che se all'inizio del periodo in analisi era appannaggio delle ore notturne e del primo mattino, con il passare dei giorni è diventato un fenomeno persistente nell'arco di tutte le 24 ore.
La nebbia non ha colpito tutta la pianura veneta che così è stata divisa in due: nella pianura trevigiana, alto vicentino,alto padovano e alto veneziano c'è stato un dominio di cieli sereni con temperature sotto lo zero al mattino e superiori ai 10° di giorno,mentre in gran parte del veronese, nel basso vicentino, basso padovano , polesine e nel basso veneziano c'è stato il dominio delle nebbie con estremi termici 0°/3° circa. Nella maggior parte delle stazioni posizionate nella parte della regione dominata da cieli sereni si stanno registrando temperature minime inferiori allo 0° da lunedì scorso, mentre nella parte dominata dalla nebbia le gelate sono state una rarità.
Come spesso accade con un tempo nebbioso le temperature minime più basse sono state registrate ai limiti della massa nebbiosa, ecco perciò che alcune località della pedemontana veronese sono scese sotto i -4/-5° di minima per più giorni. Cito oltretutto la stazione posizionata alla quota di 70-100m circa sui Monti Berici in comune di Lonigo, anch'essa ha toccato i -5°, valore inusuale per quella quota ma che per merito della precisa locazione sul limite della nebbia si è verificato per più giorni.
Prima ho parlato di inversione termica, per farne un esempio pratico utilizzerò i dati Arpav di sabato 19 novembre di Noventa Vicentina(pianura a pochi chilometri dai colli euganei) che ha avuto come estremi termici -1.6°/3°, Faedo (media collina euganea) con 3.2/9.6 e Monte Grande(450m sugli euganei) con 5.3/11.1. I dati sono eloquenti, la pianura ha avuto un clima pienamente invernale per merito di una fortissima inversione termica.
Questo clima dovrebbe durare fino a domani, poi l'entrata di una debole depressione potrebbe rompere gli schemi consolidati.
Domenica 13 Febbraio 2011 18:09
Andrea Bascarin
Editoriale
di Andrea Bascarin
INVERNO 2011/2012
PREMESSA: Nel complesso sarà un INVERNO attorno alla media storica, ma con due fasi ben distinte: Una prima parte piuttosto fredda (indicativamente dicembre e prima parte di gennaio), la seconda più mite, ( da metà gennaio e febbraio): Precipitazioni nel complesso attorno alle medie stagionali, con valori tendenzialmente più bassi nelle basse pianure.
- Mese di Dicembre. Sarà un mese con anomalie NEGATIVE ( -1,1 / -1,5°C) con precipitazioni attorno alle medie su gran parte del territorio ( + 20 mm / - 10mm)
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- Prima decade. Il posizionamento dell'Alta pressione, ereditata della configurazione di fine di novembre, sembra persistere anche in questa prima fase di dicembre, con la prevalenza di correnti fredde accompagnate da annuvolamenti di passaggio sul lato Adriatico, ma con scarsi fenomeni associati. Ventilazione sostenuta orientale, clima freddo con estese gelate e valori minimi anche oltre i 5 /6°C sottozero nelle pianure più interne. La successiva formazione di una depressione sulle regioni centrali e meridionali porterà un peggioramento anche sulla nostra regione, a partire dalle zone meridionali, con neve fino a quote molto basse e clima molto rigido tra il giorno 7 e il 10. Visibilità buona. Temperature indicative per la decade nelle pianure Venete: 0 °C / 2°C Minime; 6°C / 8°C Massime
- Seconda decade. L'aumento della pressione farà allontanare la depressione dalla nostra regione, e il clima, pur rimanendo rigido diventerà più umido con formazione di nebbie sempre più dense con estese gelate notturne: Non si esclude il fenomeno della “galaverna” nelle pianure più interne. Ventilazione debole occidentale. A partire dal giorno 16/18 una nuova intensa discesa di aria fredda dall'Est Europa farà peggiorare il tempo con pioggia e neve fino quote molto basse, con venti settentrionali e un nuovo sensibile calo termico nelle zone più orientali e meridionali. Temperature indicative nelle pianure Venete per la decade: - 1°C / +1 °C le minime e 5 °C/ 7°C le massime
- Terza decade. La intensa discesa di aria fredda sembra perdurare anche in questa fase, con occasione per precipitazioni sparse, nevose in prevalenza, con clima rigido ed estese gelate. Nelle zone più interne si potrebbero sfiorare i -7 / -9°C notturni. Venti moderati orientali, visibilità buona. Tempo più stabile dal 27/28, con aumento termico e formazione di nebbie. Temperature indicative nelle pianure Venete per la decade: - 2°C / 0 °C le minime e 4 °C / 6 °C le massime
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