Meteo4 di Emilio Bellavite e Angelico Brugnoli

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Previsioni a cura di Massimiliano Veronesi

Previsioni del tempo per Venerdì 03 Luglio:

La giornata di oggi ,vedrà cieli da poco nuvolosi al massimo variabile. Maggiore nuvolosità sui monti,come sempre in piena estate. Dal pomeriggio insisterà la solita immancabile nuvolosità che porterà a nuovi temporali ma probabilmente solo sui lessini. In serata apertura dei cieli e clima decisamente gradevole per rimanere all’aperto. Insomma giornata estiva e tutto sommato bella,sebbene molto afosa e umida.

Temperature stazionarie o in leggero aumento

Venti sempre deboli


Carta Prevista

Tendenza per i prossimi giorni:

Purtroppo la giornata di domenica sarà molto instabile e con alte possibilità di temporali in particolare sui monti. Chiaro precisare quanto saranno pericolose le escursioni in montagna,dunque massima attenzione. Ma il tempo non sarà molto bello nemmeno al piano e peggiorerà anche sulle coste venete. Lunedì giornata leggermente migliore,ma insisterà una forte variabilità che porterà a nuovi episodi temporaleschi. Lento miglioramento martedì,ma in quadro di continua instabilità. Tempo dunque certamente mite,anzi spesso anche caldo e umido,ma decisamente instabile e variabile.

Previsioni a cura di Massimiliano Veronesi

 

Grande nevicata in Lessinia anno 2008/2009

Undici metri di neve sul Carega - Da L'Arena del 16/04/2009

INVERNO DA RECORD. I primi dati confermano le eccezionali precipitazioni sulle montagne veronesi: dalla Lessinia al Baldo accumuli incredibili da novembre a marzo

Primi fiocchi già a fine ottobre: 530 centimetri a San Giorgio, 169 a Bosco e ben 195 a Velo E sul Tomba si è arrivati a 6 metri e mezzo

Innevamento eccezionale a Malga Grolla, letteralmente sepolta: la foto è stata scattata il 9 febbraio

Baldo e Lessinia. Si è chiuso con un bilancio difficilmente ripetibile nel medio e breve termine la stagione invernale in Lessinia: record per quantità di neve caduta (530 centimetri a Malga San Giorgio) e addirittura il doppio stimato sul Carega (circa 11 metri), ma soprattutto per la precocità del fenomeno nevoso. Non è da meno il monte Baldo, con accumuli stagionali sulle creste da variano da otto a dieci metri a seconda delle zone e dell'esposizione.
Dopo una spolverata a settembre, la prima vera neve in Lessinia è arrivata il 30 e 31 ottobre con ben 13 centimetri ai 1500 metri di Malga San Giorgio e 30 centimetri sul gruppo del Carega (2.259 metri la cima più elevata). È stato il buongiorno di una stagione che si annunciava con l'oro in bocca per gli operatori del settore, nonostante con l'inverno fosse ancora lontano.
A mantenere il buon umore sono poi seguite altre ottime nevicate nel mesi di novembre e dicembre che hanno portato da subito lo spessore del manto nevoso a livelli eccezionali per il periodo. A memoria d'anziano è infatti rarissimo che in Lessinia nevichi prima di Natale e le grandi nevicate si sono sempre concentrate nel mesi di gennaio, febbraio e marzo.
Lo confermano anche Flavio Menini e Corrado Vaona che dispongono di una banca dati completa degli accumuli di neve sull'altopiano dei Lessini, alle varie quote, nell'ultimo quadriennio e con stime affidabili anche sul Carega dove, per ovvi motivi di sicurezza, è impensabile compiere regolari misurazioni manuali.
Perché la caratteristica di Menini, che segue il settore orientale, e Vaona quello occidentale della Lessinia, è una passione infinita per la meteorologia e le misurazioni che li portano regolarmente a ogni nevicata a salire in quota. I dati raccolti confluiscono sul sito www.meteo4.com attraverso la loro associazione «Estremi di Meteo4» di cui fanno parte e che si occupa di studiare il microclima del Veronese.
Sono loro che possono confermare i dati raccolti nelle diverse uscite: 169 centimetri di neve sono caduti complessivamente su piazza Chiesa a Boscochiesanuova (a 1106 metri di quota) da ottobre a marzo; un metro in meno (65 centimetri) è stato registrato a Cerro, 85 centimetri a Roverè e ben 195 centimetri a Velo, che pur essendo posto a una ventina di metri più in baso di Bosco, gode di una miglior esposizione ai venti umidi e ha generalmente un mezzo grado di temperatura in meno del confinante paese lessinico.
Accumuli più consistenti a parità di quota sono stati registrati in alta Val d'Illasi e in Val d'Alpone, vallate che hanno precipitazioni invernali più consistenti e temperature leggermente più basse.
In particolare la frazione di Giazza, sebbene ad appena 760 metri di quota, conferma il nome che fa riferimento al freddo e al ghiaccio: «La valle si stringe e per questa conformazione orografica è normale che nevichi a quella quota quando altrove è solo acqua», spiega Menini, per la colonna di freddo che scende compatta dalle altitudini superiori fino al fondovalle».
Alle quote più elevate sono caduti quasi 300 cm di neve a 1.300 metri, 530 cm a San Giorgio e circa 650-670 cm sulla corona di cime attorno a San Giorgio a 1750 metri (Tomba, Sparavieri, Castel Gaibana).
Se la neve è stata precoce, ha però fatto mancare singoli grandi eventi come le furiose nevicate di fine febbraio e inizio marzo del 2004, che isolarono per più giorni diverse contrade della Lessinia a quote superiori ai 600 metri o come è accaduto più recentemente, nel gennaio 2006, quando in 48 ore San Giorgio fu coperto di 80-100 centimetri di neve.
A giorni saranno disponibili anche i dati rilevati dal servizio Meteomont, del Corpo forestale dello Stato che coprono il periodo dall'11 dicembre al 20 aprile su tutta la Penisola.
Per gli amanti delle statistiche si può aggiungere che da fine ottobre ad oggi ci sono stati in Lessinia 54 giorni in cui è caduto almeno un centimetro di neve, «suddivisi in 35 singoli eventi e tali si intendono se accadono dopo almeno 8-10 ore di pausa l'uno dall'altro», spiega Menini.
Sulle cime del Carega i due appassionati del gruppo Estremi di Meteo4 hanno stimato, come si accennava, accumuli impressionanti di 10,50-11 metri di neve totale, ma lassù la stagione nevosa potrebbe non essere ancora finita.

Vittorio Zambaldo,Flavio Menini,Corrado Vaona

 

Un anno di benefiche piogge.

Il titolo è abbastanza eloquente, l'argomento dell'articolo riguarda la piovosità ritrovato sulle nostre zone da gennaio 2008 ad oggi. Credo che sia giusto mettere in rilievo il fatto che già nel 2008 la pluviometria era risultata ottima, credo sia ancor più importante dire che negli ultimi 5 mesi le piogge sono state abbondanti. Ora la domande da porre sono: quanto c'è di normale in tutto questo? Il Global Warming e il minimo solare quanto hanno influito in questi ultimi 15 mesi?

Alla prima domanda rispondo che stiamo vivendo un normale periodo di surplus pluviometrico, dopo le continue secche di settembre '06/dicembre '07 è più che lecito sorprendersi per la continua piovosità, soprattutto quella di questi ultimi mesi, in realtà al momento non c'è nulla di eccezionale che possa ricondurre ad annate come il 1951, il 1994 o il 2000: a parte alcuni fiumi o canali secondari, come Fratta, Bisatto o Muson, in generale il livello dei fiumi è rimasto entro i canoni.

Nel rispondere alla seconda domanda dico che ne il Global Warming , ne il minimo solare, hanno avuto un ruolo importante per le piogge di questi ultimi 15 mesi. Soprattutto negli ultimi 5 mesi la regione Veneto è stata vittima di una persistenza configurativa che si è tradotta in una elevata pluviometria. 

Tornando indietro, come su di una macchina del tempo, al periodo precedente a questo, piuttosto caldo e siccitoso, sono andato a scartabellare delle vecchie discussioni, datate tra il 2006 e il 2007, dove si parlava di punto di non ritorno, di una inevitabile caduta verso il baratro della siccità, c'è chi discuteva di un "non inverno" che sarebbe diventato la normalità, l'atlantico è morto,ecc.... Anche in quel periodo in realtà vi fu una persitenza configurativa che portò l'alta pressione africana a dominare continuamente su di noi. Ora che sono passati due anni da quei momenti, non posso non avere un sorriso ironico nel leggere certe frasi riguardanti le cause di quelle anomalie termiche e pluviometriche, primo tra tutte veniva tirato in ballo il Global Warming.

Per non dilugarmi troppo vi saluto e rimando i lettori alla discussione di tale argomento sul forum.

Siro

ecco il link: http://www.meteo4.com/forum/showthread.php?p=150697#post150697 

 

 

Questo inverno verrà ricordato a lungo

Un buongiorno a tutti i lettori e gli amici di Meteo4.

Credo che sia doveroso da parte mia mettere in rilievo alcune cose che riguardano questa prima parte d’inverno. Per quello che ci è stato mostrato finora non ci sarebbe stupore se questo inverno venisse ricordato a lungo nella memoria di molte persone. Già a fine novembre questo inverno ha mostrato i muscoli. Il 22 un’irruzione di aria molto fredda in quota ha fatto comparire fiocchi di neve con temperature attorno a 10-12°. Il giorno 24 la regione è stata colpita da un nucleo freddo perturbato che ha portato accumulo anche di 10 cm in alcune zone del veronese, fino a 15 cm sulle cime più alte dei Colli Euganei. Dal 28 novembre al 2 dicembre il Veneto ha subito le precipitazioni portate da 3 perturbazioni diverse. La mattina del 28 fiocchi sporadici hanno fatto comparsa in pianura, mentre nel complesso del periodo perturbato in montagna si sono scaricati metri di neve.

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La Val Zoldana sepolta dalla neve!

11-12-2008 Ecco l'incredibile escursione di Luca Stevanato in val Zoldana!

Ragazzi miei, è stato qualcosa di indescrivibile!
Ero in trans nevoso..Non capivo più niente..troppa troppa neve da vedere tutto in un colpo solo..
Ora posso morire felice..

Già un metro di neve a Forno di Zoldo a 800 metri.
Più sotto gelicidio con 0°..strada completamente ghiacciata..
Non si poteva ne accellerare ne frenare..e se toccavo il volante l'auto tentava di mettersi di traverso..
Alla fine ho dovuto mettere in seconda e lasciare che salisse da sola..

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La magia della Nebbia: Verona 7 Dicembre

Un incantevole servizio fotografico: assolutamente da vedere!

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03-12-2008 - Neve in Lessinia!

Lessinia

Ecco qui pubblicato un resoconto dei nostri bravissimi fotografi Fabio Becchelli e Corrado Vaona, sulle copiose nevicate che si sono verificate in Lessinia in questo inizio inverno 2008-2009 da ricordare! Un reportage che sicuramente vi farà rimanere a bocca aperta! Buona visione!

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Focus Bassa Padovana/veronese: Inversione termica

I difficili equilibri dell’inversione termica autunnale

 

Con le prime avvisaglie di freddo capita sovente che alcune zone della pianura , in questo periodo dell’anno, vengano colpite dal fenomeno del ristagno di aria fredda, creando una sorta di inversione termica.

Proprio la notte scorsa il fenomeno si è fatto vivo;  viaggiando in auto lungo l’argine dell’Adige, tra Terrazzo e Begosso mi sono accorto di quanto il fenomeno sia talmente ridotto per quanto riguarda il suo spessore: l’argine più o meno è alto sui 10 m circa dal suolo tanto per intenderci.

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06-12 Ciaspolada in Lessinia.

Ecco qui un altro bellissimo reportage fotografcio in Lessinia regalatoci dai nostri Giancarlo e Corrado! Invito anche ad ammirare la bellissima escursione fatta sul Monte Zebio da Sergio Nichele con gli amici del CAI di Vicenza 

Visto lo straordinario innevamento abbiamo pensato di fare una ciaspolada in Lessinia. Partenza da Erbezzo Scandola.

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Verona e l'ombra Nevosa...

Bellori

La priorità dell'orografia su qualsiasi altra variabile in gioco non si smentisce mai, ed ecco che Verona ha fatto registrare, come da prassi, il solito buco precipitativo che la rende tanto famosa per essere tra le città meno nevose in assoluto del Settentrione.

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Gennaio 2000: dati importanti

Nel corso di questo ultimo decennio ci sono stati alcuni mesi che sono stati a dir poco gelidi, alcuni sono passati alla storia, mentre altri sono finiti nel dimenticatoio: uno di questi è il gennaio 2000. Nella bassa pianura il freddo lasciato in eredità dalla fine di dicembre, unito alla naturale inversione termica invernale, ha contribuito ad aumentare le caratteristiche di un clima sempre più rigido. Nella terza decade il mese si è potuto avvalere pure di una buona fase fredda.

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