Prevista da qualche giorno è arrivata tra sabato e martedì dell’aria fredda ad abbassare le temperature che nell’ultima decade di agosto erano state di molto sopra la media.
Le temperature minime fino a venerdì superavano tranquillamente i 18°, poi il primo sbuffo di aria fredda di sabato (che ha provocato diversi temporali anche con grandine) ha abbassato di qualche grado i termometri.
Il clou del fresco mattutino si è avuto tra martedì e mercoledì quando i termometri sono scesi sotto i 10° in molte località ad eccezione della costa: di colpo le maniche corte al mattino presto sono state rimpiazzate dalla maglia della tuta.
Vale la pena citare i valori minimi delle due reti che di solito prendo in esame: Arpav e MeteoVeneto/Meteo4.
Inizio da martedì 31 agosto.
Per la prima i valori più bassi in pianura sono stati registrati a Ponte di Piave 6.2°, Portogruaro Lison 7.3°,Trebaseleghe 7.9° , Villorba 8.0, Galzignano 8.3° , Zero Branco 8.4°.
Per la seconda: San Donà e Musile di Piave 8.6°, Merlara 8.8°, Urbana 9.1°.
Curioso poi l’andamento termico del 31 agosto che ha visto un rialzo termico fino a toccare i 27° molto probabilmente per merito di venti di fohn che soprattutto in serata hanno mantenuto alte le temperature delle località in cui soffiava.
Tenendo sotto occhio le temperature martedì sera non era strano vedere temperature prossime ai 10° in località dove c’era calma di vento, e temperature prossime ai venti gradi dove il fohn soffiava ancora.
Finito l’effetto del fohn l’aria fredda ha fatto il suo dovere e anche nel primo mattino di mercoledì 1 settembre si è sofferto il freddo mattutino.
Per la rete Arpav i valori più bassi sono stati registrati a Galzignano 6.2°, Ponte di Piave e Favaro Veneto 6.6°, Eraclea e Villorba 6.9°
Per la rete Meteoveneto/Meteo4 i valori più bassi sono stati registrati a Merlara 6.8°, Urbana 7.6°, Resana 8.4°, Musile di Piave 8.7°.
Stamattina i valori minimi erano di qualche gradio più alti e anche nei prossimi giorni avranno un graduale lieve aumento.
A cura di Massimiliano Veronesi
Previsioni del tempo per venerdì 3 settembre:
La giornata di oggi,sarà molto simile a quella di ieri. Prevalenza di sole per gran parte del giorno con degli annuvolamenti stratificati e qualche cumulo. Solo sui monti si potranno avere degli episodi radi di temporali o rovesci dalla tarda mattinata e nel pomeriggio. Nel corso del giorno il cielo tenderà a chiudersi per un certo aumento della nuvolosità che in serata potrebbe diventare consistente un pò su tutta la provincia. Comunque non è prevista alcuna precipitazione in pianura.
Venti orientali deboli da NE in mattinata, in rinforzo da SE dal pomeriggio.
Temperature stazionarie senza variazioni di rilievo

Tendenza per i prossimi giorni:
Sostanzialmente bella giornata di sole quella di domani. Come sempre non mancheranno degli annuvolamenti irregolari, in particolare in prossimità dei monti ma il tempo tenderà a rimanere molto soleggiato ed anche mite. Una previsione dunque decisamente più ottimistica rispetto quanto ci aspettavamo ieri. Per domenica prevista qualche nube in più con remote possibilità di brevi precipitazioni. In pratica comunque il tempo resterà abbastanza positivo e al massimo avremo della spiccata variabilità ma niente altro di più. Cambia poco il quadro per lunedì, prosegue questa fase, se vogliamo anche un pò noiosa di tempo variabile con qualche nube e molto sole. Temperature mai molto alte e clima sicuramente godibile senza alcun eccesso nè da una parte nè dall'altra. Forse con metà della prossima settimana, il tempo tenderà a vivacizzarsi maggiormente per l'arrivo di forti perturbazioni atlantiche ma è presto per parlarne.

Nell'immagine qui a fianco i danni su di un tetto ad Abano dopo il temporale del 23 luglio 2010. (Foto: Nibbio del forum di Meteo4)
In diversi articoli il sottoscritto ha sottolineato come il caldo ha dominato più volte la pianura veneta. Nell’ultima settimana però il gran caldo ha lasciato spazio ad un quadro termico più sopportabile, negli ultimissimi giorni si è rimasti addirittura sotto i 27/28° nel periodo che dovrebbe essere tra i più caldi dell’anno.
Alla base di questo raffreddamento c’è un temporaneo cedimento dell’alta pressione che ci dominava da fine giugno: questo cedimento ha permesso all’aria fresca di entrare franca nella nostra pianura.
Ecco quindi che se fino a venerdì 23 i termometri toccavano i 35°, si sono poi stabiliti nei dintorni dei 29/31° ed infine giovedì è stato raggiunto il punto più basso con temperature massime comprese tra 21° e 25°.
Anche il quadro termico del primo mattino è cambiato, per venti giorni ci eravamo abituati a temperature minime sopra i 20°, i 14-16° degli ultimi giorni hanno dato una strana sensazione di freddo estivo.
In generale anche nel resto del mese non sono mancate periodiche (e brevissime) pause dovute a passaggi temporaleschi che in alcuni casi sono stati pure abbastanza violenti. Tali momenti sono stati più produttivi per la fascia centro-settentrionale della pianura, mentre la parte meridionale è rimasta spesso a secco: la pluviometria mensile va dai 10-20 mm della pianura meridionale agli oltre 100 (addrittura 200-300) mm della pianura centro settentrionale.
Il mese concluderà molto caldo, le anomalie delle prime due decadi sono state troppo pesanti ed in quest’ultima decade si dovrebbe finire nella media.
Il fresco ci fa pensare alla fine dell’estate? La risposta è no ovviamente. L’estate in Veneto va a gonfie vele anche fino a metà settembre, perciò ci sono ancora 40 gg di stagione calda davanti.

Da una ventina di giorni circa abbiamo a che fare con il caldo, prima più azzorriano e poi più africano, comunque sia afoso. Ora mettersi lì a raccontare giorno per giorno cos’è successo non avrebbe senso però vale la pena risaltare i picchi alti raggiunti venerdì 16 luglio, perché sono stati quasi raggiunti i valori dell’ondata di caldo del luglio del 2007.
La differenza principale tra queste due onde calde non sta nella temperatura ma nell’umidità, infatti nel 2007 c’è stato un grande aiuto del fohn appenninico che ha portato a valori minimi di ur inferiori al 20%, mentre in questa onda calda i valori di ur minima sono rimasti ben al di sopra del 40% con indice di calore tra 42° e 51° a seconda dei momenti e delle località, rendendo perciò il tutto più pesante rispetto a quel 19 luglio 2007.
Vale la pena fare una carrellata di valori delle reti Arpav e MeteoVeneto/Meteo4.
Arpav: Maser 39.2,Noventa Vicentina 38.7,Castelfranco Veneto 38.6, Roncade 37.8,Noventa di Piave 37.6, Rosa' 37.6
Meteoveneto: San Martino di Lupari 38.6°,Oppeano2 38°,Settimo di Pescantina 37.9°, San Donà di Piave 37.8°, cito pure i 37.7° di Salzano raggiunti però il 17 (il 16 aveva toccato un più fresco 36.9°)
Molte altre stazioni appartenenti ad entrambi le reti hanno superato i 36° di massima. I 30° sono stati raggiunti pure in località situate ad una quota di 700/900 m slm (vogliate scusarmi se compio qualche imprecisazione).
Usando una certa logica viene da dire che i valori alti raggiunti siano il risultato di 20 giorni di continuo afflusso sempre più caldo. Il fatto poi di aver avuto elevati indici di calore va additato al potente mix di temperature e umidità elevate che hanno reso soprattutto gli ultimi giorni (in termini reali e di temperatura percepita) tra i più caldi dell’ultimo quindicennio.

Nei giorni scorsi ho scritto un articolo che trattava del caldo afoso, alla fine dell’articolo scrivevo pure che le temperature e l’umidità avrebbero avuto ulteriori lievi aumenti.
Bene (o male dipende dai punti di vista): un aumento di altri 2-3° c’è stato e anche l’umidità relativa ha avuto un ritocco verso l’alto.
Tutto questo per colpa di una configurazione che non ha subito sostanziali cambi, c’è stato solo un ulteriore apporto di aria calda che con l’aiuto del catino padano ha completato il quadro della situazione.
Praticamente quello che stiamo vivendo in questo periodo non è altro che il corrispettivo di quello che succede d’inverno con la presenza della nebbia: con il passare dei giorni c’è una maggiore stagnazione di umidità e un “rafforzamento” della temperatura (verso il freddo d’inverno, verso il caldo d’estate).
Ecco quindi che con il passare dei giorni la sensazione di caldo e afa si sono fatte maggiori, soprattutto all’alba e alla sera per via di una maggiore umidità presente nell’aria.
Per spiegare al meglio cosa significhi questa ondata di caldo, cito i dati di ieri della stazione Meteoveneto, essendo essa più urbanizzata rispetto ad Arpav credo che rispecchi maggiormente il quadro della situazione.
La stazione di Verona Saval ha avuto una minima di 26.9°, Cavazzale 25.9°, Chioggia (direttamente della laguna) 25.7°, Cadidavid 24.8°, San Giovanni Lupatatoto 24.2°; pochissime le stazioni sotto i 21° di minima.
La stazione di Cadidavid ha raggiunto una massima di 35.6°, San Giovanni Lupatoto e Oppeano 35.3°, Bresega 35°, San Martino di Lupari 34.9°; molte le stazioni con valori massimi sopra i 33°.
Anche l’umidità relativa merita una citazione, nella giornata di ieri sono poche le stazioni che sono andate sotto il 40% di U.R. minima e l’80% di U.R. massima, tra i dati più importanti cito gli estremi 43/94 di Adria Valliera e i 49/91 di Bovolenta.
Poche novità all’orizzonte se sono quella di sopportare ancora questa ondata di caldo

Il periodo fresco di metà mese è già stato posto nel dimenticatoio, negli ultimi giorni il caldo è andato via via crescendo, ed anche se le temperature non hanno toccato livelli record l’alto tasso di umidità ha creato un’opprimente sensazione di afa che si è fatta sentire anche nella notte.
La spiegazione di tutto questo sta in una moderata ondata di calore che “invecchiando” ha prodotto una stagnazione di umidità in pianura padana con l’aiuto di una relativa calma di vento.
Di giorno il valore di umidità minimo in molte località è stato superiore al 35%, mentre di notte il valore massimo ha superato l’80%, in alcuni casi anche il 90%.
Le temperature della notte poi non sono state certo d’aiuto, infatti solo poco prima dell’alba si sono toccati valori attornianti i 20°, mentre per buona parte della notte il termometro è rimasto tra i 21 e i 24°.
Svariate le località in cui la temperatura minima è stata sopra i 20°, nelle località di mare e nei grossi centri urbani il termometro non è mai sceso sotto i 22°.
Il caldo afoso ha comunque il pregio di non fare toccare ai termometri temperature troppo alte di giorno, ecco quindi che a minime di 20° si sono corrisposte massime comprese tra 30° e 33°, valori non di certo eclatanti e che sono rappresentativi di una normale ondata di calore.
Nei prossimi giorni la situazione non dovrebbe cambiare, forse ci sarà un’ulteriore lieve aumento nei valori termici e nel tasso di umidità.

Negli ultimi articoli fatti dal sottoscritto è stato spesso sottolineato come ci sia una sorta di rottura tra il clima che abbiamo vissuto fino alla metà degli anni ’90 circa e il clima che stiamo vivendo in quest’ultimo quindicennio.
Le medie parlano chiaro, soprattutto il semestre caldo ha avuto un’impennata che ha superato +1°/+1.5° rispetto alle medie 61/90.
Quali sono le differenze principali di questi due tipi d’estate?
Temperature massime e umidità relativa minima
Nella vecchia estate le temperature massime raggiungevano i 32° mentre l’umidità relativa minima rimaneva sopra il 40/50% creando quell’opprimente sensazione di afa.
Nelle estati dell’ultimo quindicennio abbiamo visto spesso le temperature salire a 34/36° senza problemi per più giorni, l’umidità relativa minima può scendere anche sotto il 20%.
Escursione termica
L’escursione termica risulta maggiore nelle estati dell’ultimo quindicennio, molto probabilmente la minore umidità garantisce una maggiore escursione termica, non è raro nelle ultime estati vedere che a minime di 15° corrispondono massime di 36°. La classica estate padana propone solitamente minime sui 17/18° e massime di poco sopra i 30/32°
I cieli
Nella classica estate padana si ha un maggiore senso di variabilità del tempo, con la presenza di nuvole all’orizzonte, che verso il tardo pomeriggio possono dar vita a brevi scrosci di pioggia. Nell’estate del nuovo millennio invece i cieli risultano spesso puliti e passano diversi giorni prima di vedere una nuvola in cielo
Pluviometria
Questo parametro non ha subito grosse variazioni, quello che è cambiato è il numero di giorni in cui si registrano precipitazioni. La tendenza dell’ultimo quindicennio è di grossi quantitativi di pioggia raggruppati in pochi eventi che risultano essere oltretutto più violenti.
Riscaldamento
Secondo i dati del climatologo Massimiliano Veronesi, che raccoglie i dati dal 1985 ed ha compiuto una ricerca sui dati di Verona dal 1948, il mese che ha avuto un riscaldamento maggiore è stato giugno che rispetto alle medie 61/90 è sempre sopra. Più estremo agosto, continua Veronesi, che ha contrapposto mesi molto caldi come nello ’03 e ’09 a mesi molto freddi come lo ’05 e ’06.
E' con enorme piacere che pubblichiamo l'intervista integrale che ci è stata gentilmente e con onore concessa da Telenuovo. Per l'associazione estremi di meteo4 è motivo di fondato orgoglio e felicità. Non perdiamo occasione di ringraziare pubblicamente ancora una volta TELENUOVO nella persona della Signora Chesini per la grande opportunità concessaci. Invitiamo tutti a rivedere con noi l'intervista Con grande soddisfazione per tutta l'associazione, il direttivo e tutti coloro i quali fanno parte della rete di stazioni, del forum, dei visitatori del sito, che speriamo possano crescere ancora maggiormente nei prossimi giorni.
Accedi all'intervista

In un’epoca di circolazione a targhe alterne, motori euro 4, biocarburanti, e tutte le altre manovre per ridurre l’inquinamento e le emissioni di CO2 che sarebbero in parte responsabili del riscaldamento globale, ecco che un’eruzione vulcanica potrebbe cambiare il clima globale raffreddandolo. Come?
Un vulcano emette oltre alla lava molti gas, cito: anidride carbonica, idrogeno, anidride solforosa, vapore acqueo. Questi gas emessi in enormi quantità nell’atmosfera possono ridurre la forza che il sole ha su di noi, raffreddando di qualche decimo la temperatura globale.
Nel 1991 il Pinatubo con la sua eruzione abbassò la temperatura globale di 0.5°.
Ora c’è in gioco l’eruzione di un vulcano islandese, che anch’esso sta immettendo nella nostra atmosfera enormi quantità di gas e polveri che potrebbe avere ripercussioni globali su temperature e la grande circolazione atmosferica.
Io ci tengo a sottolineare il fatto che la questione è globale, perché? Mi dispiace per i fans del freddo, ma per avere ripercussioni sull’Italia ci vogliono configurazioni atmosferiche specifiche, ancor più particolari se parliamo del Veneto.
Infatti l’eruzione del Pinatubo (1991) avvenne dopo il gelido febbraio del ’91, per cui non ha niente a che vedere con l’evento, e gli inverni del ‘91/’92 e 92/93 non brillarono certo per freddo e neve nella nostra regione.
Perciò occhio alle informazioni che prendete dai vari media: il raffreddamento globale e le ripercussioni sul Veneto sono due cose ben distinte.
|