Meteo4 di Emilio Bellavite e Angelico Brugnoli

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Dati Meteo Attuali

Previsioni per Verona e Provincia

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A cura di Massimiliano Veronesi

Previsioni per mercoledì 19 giugno

Il campo di alte pressioni di natura africana raggiunge il suo apice nella giornata di oggi. Abbiamo pertanto condizioni di caldo intenso accompagnato da forte sensazione di afa e di disagio. Il cielo si presenta sereno sin dal mattino senza variazioni di sorta nel corso delle ore. Dal tardo pomeriggio aumento di stratificazioni nuvolose peraltro del tutto innocue, poco altro da segnalare.

Venti assenti.

Temperature in ulteriore lieve aumento vicine ai record mensili.

TENDENZA PER I PROSSIMI 3 GIORNI:

Per domani condizioni per gran parte del giorno soleggiate e assolutamente calde ed afose. E' atteso nel corso delle ore un aumento della nuvolosità in particolare sui monti ma con scarsi effetti reali. I venti iniziano a ruotare da E - NE e le temperature terminano la loro ascesa. Venerdì ancora molto caldo in pianura e cielo sereno o poco nuvoloso. Lieve calo termico e sui monti sono attesi passaggi nuvolosi più importanti con qualche rovescio o temporale sparso nel pomeriggio. Con sabato entra in maniera più decisa l'aria più fresca da settentrione, questo provoca naturalmente dei contrasti che sfociano in temporali maggiori sui rilievi ove potrebbero essere anche di forte intensità. In pianura invece i fenomeni sono di minor conto e più apprezzabile sarà solo il calo termico che vede temperature tornare vicine alle medie del periodo. L'estate prosegue in maniera meno calda ed afosa.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Giugno 2013 13:57
 

Inverno 2012/13: dinamico e nevoso

Valutazione attuale: / 7
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Il giorno 7 fa ingresso sulla regione una perturbazione a carattere freddo, con isoterme sui -5/-6° a 1350m di quota. In pianura inizia a nevicare con 4° e nel giro di poco tempo la temperatura scende a 0° con la neve che cade fino alle prime ore del giorno 8.
Reduci da uno dei novembre più caldi di sempre, tra il 2 e il 3 dicembre fa ingresso aria fredda con precipitazioni che assumono carattere nevoso oltre i 500m. Visto il periodo dopo l'arrivo dell'aria fredda inizia a farsi strada una certa inversione termica, le massime che ad inizio mese toccavano i 9° calano a 6°.
L'inverno 2012/13 è giunto al termine,  che inverno è stato? Se il 2011/12 è stato dominato dall'alta pressione questo invece è stato dominato da un certo dinamismo che seppur con termiche al limite ha portato diverse occasioni da neve.

Dopo questo ulteriore ingresso di aria fredda con la neve al suolo l'inversione termica si fa più forte, il giorno 9 Pelizzare Bagnolo di Po è tra le stazioni più fredde di pianura : il termometro scende a -9.3° al mattino mentre la massima non supera gli 0.4°. Quel giorno molte stazioni del basso Veneto hanno faticato a superare i 3° di massima.

Grazie all'inversione termica si apre appunto un periodo freddo con minime sotto i -4° e massime che toccano i 5°.

La sera del 13 arriva una perturbazione che ha la particolarità di scorrere sopra il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti, il moto della perturbazione stessa pesca aria fredda dalla pianura padana e per metà regione la neve cade quasi ininterrottamente per 12-13 ore a discapito di previsioni che parlavano di pioggia già da subito. Alcune zone del veronese toccano i 16-17 cm di accumulo.

L'inversione termica continua nel frattempo a fare il proprio dovere, tra il 18 e il 22 ci sono i primi accenni di galaverna mattutina ma la temperatura diurna tocca circa 1° in quasi tutta la pianura.

Dal 23 le cose cambiano, entrano in scena le correnti atlantiche in concomitanza con il Natale. Il giorno 26 una perturbazione è portatrice di piogge in pianura con una temperatura di 6°, fino al 28 non si registrano gelate mattutine . Ed è proprio il giorno 28 che in pianura si registra un giorno caldo, soprattutto nella parte sudoccidentale con temperature massime che superano i 10°.

Il mese finisce con giornate dalla lunga escursione termica, le minime toccano i -3° e le massime i 9° .

Il tempo stabile di fine anno con la luna piena regala questo paesaggio mozzafiato.

Ad essere gelida in questo periodo è la notte di Capodanno, c'è la formazione di una nebbia molto bassa con temperature di -1°/-2° al suolo  con la formazione della galaverna al mattino. Nel Veneto sudoccidentale le temperature faticano a superare i 3° mentre nel resto della regione i termometri salgono anche oltre gli 8°.

Il giorno 2 arriva una perturbazione atlantica che porta ad accumuli fino a 15 mm di pioggia in pianura.

A dare notizia il giorno 5 è una fase di potente inversione termica, se in alcune zone di pianura del basso Veneto si faticano a superare i 5/6° di massima oltre i 300 m sui Colli Euganei e nelle altre aree collinari in genere i termometri toccano i 16/17°.

L'inverno rimane in stand-by, al mattino si registrano deboli gelate mentre di giorno la temperatura riesce a superare anche i 10°.

Dal giorno 13 le cose cambiano nuovamente, fa ingresso una nuova perturbazione atlantica che nei giorni successivi viene seguita da aria più fredda che produrrà nuove nevicate. Il momento clou è tra il 15-17 gennaio, nella notte del 15 fa ingresso aria molto fredda che genera rovesci e temporali che fanno crollare la temperatura da 4° a 0° in pochi minuti (foto qui sotto), una nevicata fugace che sarà l'antipasto del 16.

La temperatura il giorno 16 si stabilizza a 5° ma con le precipitazioni inizia un calo termico che porterà a nevicate diffuse in pianura e soprattutto in area collinare con accumuli in quest'ultima anche superiori ai 20 cm. In alcune zone non si è verificato il connubio aria fredda/precipitazioni e perciò il massimo che si è avuto è stata coreografia o neve mista a pioggia.

L'immagine qui sopra mostra come nella notte del 17 alcune zone del basso Veneto si siano trovate nell'occhio del ciclone, perciò quello che doveva essere il momento clou per quelle zone lo è diventato per alcune zone di alta pianura.

Le due foto qui sopra ritraggono scorci innevati del Monte Venda.

Il 19 e il 20 arriva l'ennesima perturbazione della stagione, in pianura si registra la presenza di fiocchi di neve tra la pioggia mentre sopra i 200/300 m di quota nevica.

In un periodo tutto sommato mite altre piogge vengono registrate il giorno 23 mentre sul finire della settimana fa ingresso aria fredda  e una successiva fase di inversione termica che fa scendere i termometri fino a -4°.

Il giorno 27 fa comparsa la nebbia con temperature diffusamente sotto lo 0°, il movimento/dissolvimento della massa nebbiosa è abbastanza curioso, ad un certo punto con il suo nocciolo freddo staziona esclusivamente  sulla Bassa Padovana, Merlara è l'unica stazione di pianura a registrare la di ghiaccio con -0.1°, molte altre stazioni della zona registrano massime di qualche grado sopra lo 0°.

Il 28 gennaio una debole perturbazione porta con sè nuove nevicate, coreografiche in molte zone di pianura hanno maggiore effetto nel veronese.

Il mese finisce con cieli grigi, bassa escursione termica e nessuna gelata.

Il 2 febbraio arriva una perturbazione, che porta una acuta fase di maltempo con forti piogge e calo termico, la neve arriva a cadere anche  a quote collinari verso il finire dell'evento. Per la cronaca in alcune zone di pianura sono caduti oltre 30 mm di pioggia.

Nei giorni 3 e 4 le temperature massime superano i 10°, dal giorno 5 inizia un graduale afflusso di aria fredda in quota, nelle prime fasi la direttrice troppo perpendicolare alla catena alpina ci vede riparati ma successivamente inizia un periodo freddo con il ritorno delle gelate mattutine.

La sera del 9 febbraio fa il suo ingresso aria molto fredda in quota che genera rovesci di neve anche in zone costiere del basso veneziano, la neve ha fatto comparsa anche a Chioggia, spesso fortunata negli eventi nevosi dell'inverno.

Il giorno 11 fa ingresso una perturbazione con isoterme di -4° a 1350 m (termiche al limite per la neve) che sfrutta il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti portando nevicate diffuse in tutta la pianura. L'aumento della temperatura fa piovere nel basso polesine dal pomeriggio mentre nell'alto polesine/bassa padovana occidentale/basso veronese in serata la neve lascia il passo al nevischio bagnato. Comunque sia per molte zone di pianura questo è il miglior evento della stagione con accumuli che toccano i 20 cm, sul Monte Venda a 600m di quota ne cadono 50 cm.

Nella prima foto qui sotto la pianura la sera dell'11 febbraio, nella seconda foto la strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio, nella terza il paese di Teolo la sera del 12 febbraio

La strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio

Il 12 e il 13 il clima è freddo e le temperature rimangono basse anche pieno giorno, poi aria più mite con l'avanzare della stagione fa sentire i propri effetti, a deboli gelate mattutine fanno da contraltare massime oltre i 10°

Dal 20 febbraio lo scenario muta ancora, aria fredda si muove verso di noi. Le temperature calano e nelle prime ore della notte del 21 la neve fa la sua comparsa in pianura, è l'inizio di 2 giorni magnifici sotto il profilo della neve, cadrà spesso anche se in molte zone si ridurrà ad essere solo coreografica. Il massimo splendore della nevicata viene raggiunto da alcune zone della pedemontana veronese che fino a quel momento non avevano avuto molta fortuna con la neve e da Vicenza città.

Il 23  febbraio arriva nuova neve, ben presto sostituita dalla pioggia.

La stagione chiude mite con massime superiori a 10° e piogge portate da instabilità pomeridiana il 27.

In conclusione: l'inverno ha saputo dare molte emozioni per quel che riguarda la neve, la maggior parte delle stazioni di pianura ha registrato una nivometria di molto superiore alla norma, alla luce delle 7 nevicate che ci sono state. Nell'area collinare euganea le nevicate sono state 13.

 

Previsioni Meteo per il il Veneto meridionale

Valutazione attuale: / 8
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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Maggio 2013 08:36
 

L'ombra lessinica , berica ed euganea

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Non so se sia il termine giusto, però cerchiamo di capirne qualcosa con l’immagine del satellite relativa all’ultima nevicata.

In primo luogo si può notare come basso veneziano, basso polesine, ferrarese, ravennate e parte della provincia di Bologna abbiamo subìto gli effetti dello scirocco che ha fatto girare la neve in pioggia già dal primo pomeriggio.

Poi si può notare i classici effetti del fohn lessinico su Verona e dintorni, in quelle zone a farla da padrone è stata spesso la pioggia con temperature che molto difficilmente sono scese sotto i 2°.

Ma soprattutto quello che mi interessa farvi notare maggiormente sono quelle due macchiette verdi appena sotto ai Colli Euganei ed ai Monti Berici che stanno a significare che queste colline per quanto siano poco alte (444 m i Berici, 601 m gli Euganei) con correnti da NE fanno da “ombra” alle zone appena SW dell’area collinare. Si tratta di fohn? Chiamarlo così potrebbe essere il termine sbagliato ma dice certo vi posso assicurare che a Bresega (che è a SW rispetto agli Euganei) la temperatura nel momento migliore della nevicata non è mai scesa sotto i 0.4° e verso sera c’è stato nevischio con temperature comprese tra 0.9°/1.6° mentre in altre zone non molto lontane nevicava ancora con 0°/0.4°.

L’area di color grigio, che è collocata tra la bianca pianura lombarda e le zone verdi ha avuto pioggia/pioviggine nella fase finale ed una copertura del cielo con temperature positive +1°/+2° con umidità quasi satura 98/99% , tutti fattori che hanno sciolto buona parte del manto nevoso nelle ore successive alla nevicata.

 


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