Didattica

Una importante attività della nostra Associazione è il monitoraggio delle depressioni fredde di pianura e delle doline. Si tratta di depressioni artificiali e naturali che riproducono dei microclimi specifici in cui in particolari condizioni meteorologiche si possono verificare delle condizioni di marcata inversione termica.

Tre le due tipologie, le doline sono certamente gli ambienti più affascinati ed estremi in cui avvengono sbalzi termici di alcune decine di gradi in pochi minuti, escursioni giornaliere di 30/40 °C, gradienti termici  verticali che raggiungono anche i 2 °C per metro, temperature inferiori di 30 °C rispetto al terreno circostante. In questi siti tali eventi si verificano con una certa frequenza.

I fattori che esaltano questo microclima dipendono dalla morfologia del sito e delle aree circostanti, dallo “Sky-view factor” (porzione di cielo visibile), dalle caratteristiche del suolo e del sottosuolo dall’altitudine e longitudine (che regola la durata dell’irraggiamento solare).

La morfologia della Lessinia è caratterizzata da numerose doline di piccola e media dimensione di origine generalmente carsica (dissoluzione del carbonato di calcio). Si trovano in genere due tipi di doline, quelle ad imbuto create dal dilavamento superficiale e quelle da crollo di cavità carsiche sotterranee. Alla prima tipologia appartengono la “Busa Malga Malera di Sotto”, la “Busa del Grolla”, la “Pozza Morta”, il ”Buco del Ciglione” e altre numerose doline. Il “Covolo di Camposilvano”, il “Buso del Valon” e “l’Anfiteatro di Scardon” sono invece doline generate da crollo.

La ricerca e lo studio delle Doline nei Lessini sono stati effettuati da Corrado Vaona e Flavio Menini dell’associazione Estremi di Meteo4 nell’ambito di un progetto più ampio in collaborazione con l’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia, con Arpav, Osmer Friuli, Umfvg e Meteotriveneto.

Dopo il monitoraggio da parte di quasi tutte le doline della Lessinia, l’attenzione si è soffermata sulla dolina della “Busa Malga Malera di Sotto” che è risultata quella più performante in termini di temperature minime. Dal 2008 Flavio Menini e Corrado Vaona effettuano un monitoraggio costante durante la stagione invernale.

Per la misurazione delle temperature sono stati usati Datalogger (strumenti capaci di memorizzare le temperature a scansione (campionamenti) di 15 minuti una dall’altra, e ad alta risoluzione(0,0625 °C) modello “I Button”, inseriti in schermi modello “Davis”. I dati venivano scaricati ed analizzati a fine stagione. Il record di questa dolina è di -34.9°C registrato il 4 gennaio 2009 alle ore 02.45. Si tenga comunque presente che anche durante le ondate di caldo estive più intense, di notte all’interno della dolina le temperature possono scendere sotto lo zero.

Malera

 

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Visto l’interesse crescente ed i risultati raccolti l’Associazione ha richiesto all’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia di installare un impianto più complesso in grado di migliorare il monitoraggio e di avere il dato della temperatura in tempo reale on-line. Grazie all’interesse ed impego del dott. Diego Lonardoni dell’Ente Parco in data 9 novembre 2017 siamo stati autorizzati all’installazione.

Per fare questo è stato necessario affiancare al sensore un piccolo trasmettitore radio alimentato, un pannello fotovoltaico e un gruppo batterie in box a terra. La messa on-line dei sensori permetterà non solo di disporre del dato in diretta ma di controllare la funzionalità del rilevamento termico.

Quindi mentre la precedente installazione prevedeva semplicemente un palo in acciaio, uno schermo solare e un termometro accoppiato con data-logger, la nuova installazione è implementata con un secondo sensore termico schermato (adatto per la trasmissione all’apparecchio radio), un apparecchio radio di piccole dimensioni posto in una cassettina esterna attaccata al palo, un pannello fotovoltaico sulla testa del palo e un gruppo batterie di piccole dimensioni collocato a terra (sotto il manto nevoso per isolarlo termicamente). Per il rischio di effetto bandiera sul pannello fotovoltaico è stata predisposta una tirantatura leggera del palo.

Domenica 12 novembre è stata realizzata l’installazione.

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L’impianto ha superato positivamente i primo test nella notte tra domenica e lunedì quando sulle creste della zona hanno soffiato venti fino a 145 km/h.

A breve il dato on-line sarà pubblicato sulla nostra rete e per ora lo potete consultare al link:

https://it.aprs.fi/?c=raw&call=IK3XTM-4

Per l’installazione ringraziamo l’Ente Parco Regionale della Lessinia nella persona del dott. Diego Lonardoni che si è interessato per il rilascio dell’Autorizzazione ed i soci Flavio Menini, Corrado Vaona, Gianluca Benedetti, Simone Buttura e Massimo Merzari che si sono adoperati per la realizzazione dell’impianto.

Articolo aggiornato all'1 dicembre 2017 in seguito ai dati di temperature minime ricevuti dalla Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo della centralina meteorologica di Borgo Roma, Verona sud.

  • Introduzione generale

L’isola di calore urbana è un fenomeno a scala locale che interessa i centri urbani e si identifica con un aumento della temperatura dell’aria rispetto alle zone rurali. Ciò è dovuto principalmente alla presenza di superfici asfaltate ed edificate che assorbono l’energia solare durante il giorno e la riemettono sotto forma di radiazione infrarossa durante la notte. Altri fattori meno importanti che influenzano l’andamento della temperatura in contesti urbani sono il traffico veicolare, la vicinanza ad aeree industriali e, in inverno, l’utilizzo del riscaldamento.

Questa sera l’aria molto fredda in quota ha mantenuto della nuvolosità alta e stratificata costituita da microscopici cristalli di ghiaccio. Al tramonto è quindi comparso un effetto iridescente ad arcobaleno che disegnava una volta attorno al sole. Si tratta semplicemente della rifrazione della luce solare che, attraversando i cristalli di ghiaccio, viene scomposta con lo stesso principio del prisma ottico.

Oggi come ormai ben sapete è il cinquantesimo anniversario della cosiddetta “Alluvione di Firenze”, ma questo termine è un po’ stretto da un punto di vista geografico perché in realtà fu il Nord-est  l’area maggiormente colpita sia in termini precipitativi sia per i danni e le vittime. Certamente a Firenze il fenomeno fu molto concentrato in termini di vittime, danni e sfollati e quindi per il nome simbolico di questa alluvione si prese il nome della città Toscana.

I cumuli sono associati a forti correnti ascensionali verticali che portano l’aria calda dal suolo all’alta atmosfera. La risalita veloce di questa massa d’aria crea un’onda d’urto che spinge verso l’alto gli strati d’aria sovrastanti. Se questi strati sono umidi e vicini alla temperatura di rugiada, il sollevamento provocato dall’onda d’urto permette la loro condensazione e, nella zona di sollevamento, si formano delle nubi stratificate molto sottili che tendono a mantenere intatta la loro stratificazione.

Sottocategorie

Raccolta di risposte che il meteorologo Emilio Bellavite ha dato alle innumerevoli domande che gli sono state rivolte nel corso degli anni. Chiunque avesse domande riguardanti il clima non solo di Verona, può iscriversi al nostro Fourm, dove troverete chi sarà in grado di rispondere.

Sezione dedicata agli strumenti meteorologici, al loro posizionamento, alle norme OMM.
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