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Gli eventi alluvionali che hanno caratterizzato la fine di gennaio 2014 e l’inizio di febbraio 2014 andrebbero fatti partire da lontano, ad essere pignoli da settembre 2012 che fu il primo mese piovoso dopo una parentesi siccitosa. Da quel mese e fino ad oggi è caduta circa il 140/150 % di pioggia che dovrebbe cadere, tale percentuale è addirittura raddoppiata toccando il 300% su tutta la regione a gennaio 2014. Ritornando un pò indietro i dati ci dicono che l’intero 2013 è stato uno degli anni più piovosi almeno degli ultimi 15 anni.
Partendo da questa premessa si fa più chiaro il quadro generale del periodo piovoso 27 gennaio- 11 febbraio che, a discapito di quantitativi minori e più diluiti nel tempo rispetto al novembre 2010, è stato artefice di eventi alluvionali che hanno avuto la loro magnitudo più forte nella provincia di Padova.
Nei giorni 30 e 31 gennaio forti piogge interessano soprattutto le Prealpi, i fiumi Bacchiglione, Frassine, Fratta e Bisatto si ingrossano fino a superare i livelli di guardia e arrivare a mezzo metro dall’esondazione.
Nella foto qui sotto si può osservare il Bacchiglione a Selvazzano (Foto di Alberto Schiavo)

Di conseguenza il Canale Bisatto che nasce dal Bacchiglione si ingrossa, la sera del 31 la cittadina di Este trema per il passaggio della piena pericolosa


Il mattino seguente gli organi competenti in previsione di ulteriori forti piogge previste tra il 3 e il 4 febbraio decidono di utilizzare i bacini delle idrovore poste lungo il fiume Fratta come bacini di laminazione. Il giorno 1 febbraio sono andato nel bacino dell’idrovora Cavariega, nelle campagne tra Piacenza d’Adige e Vighizzolo
Il Fratta a livelli di piena nei pressi dell’idrovora

I campi di bacino iniziano ad essere allagati

Anche lo scolo di Lozzo, canale secondario che finisce nel Gorzone , raggiunge livelli preoccupanti il giorno 1, nell’immagine qui sotto lo si può vedere nei pressi di Vighizzolo

Gli sversamenti di acqua nelle campagne di bacino continuano anche il 2 febbraio, le campagne del bacino Vampadore a Megliadino San Vitale sono sotto acqua

Il fiume Frassine cala leggermente di livello rimanendo pur sempre su livelli di guardia, nella foto qui sotto nei pressi di Este

Lunedì 3 febbraio nuove piogge interessano la regione ed il Frassine sale fino a toccare la piena di venerdì 31, la foto sottostante è di mezzogiorno

e poi la sera nei pressi di Este

Le piogge continuano, il Bisatto torna alto e supera la piena di venerdì 31 mentre nelle campagne di bacino lungo il fiume Fratta continuano a versare acqua per evitare che ci possano essere eventi catastrofici. Nel primo pomeriggio del 4 febbraio il Fratta a Valli Mocenighe si presentava così

le campagne adiacenti così

Durante la giornata del 4 febbraio lo spegnimento di tutte le pompe idrovore lungo l’asta del fiume Fratta provoca l’esondazione di un canale secondario tra i comuni di Terrazzo e Merlara

In questa foto il punto di esondazione del canale e gli uomini della protezione che tentano di alzare l’argine con sacchi di sabbia

Il giorno 5 e nella prima parte del giorno 6 continuano le piogge, e il riversamento di acqua nelle campagne adiacenti il Fratta.
Nelle due immagini qui sotto potete osservare le campagne tra Terrazzo e Merlara fotografate da Chiara Zanon al tramonto del 6 febbraio


Il sottoscritto la sera si è recato nei pressi dell’idrovora Cavariega

Le piogge sono pesanti sono in sostanza concluse, ma le campagne subiscono un ulteriore carico di acqua fino al pomeriggio del 7 febbraio quando inizia nuovamente il sollevamento meccanico verso il fiume Fratta
La mattina dell’8 febbraio nei pressi dell’idrovora Cavariega la situazione è questa

In via Dolza a Minotte è così

Al pomeriggio un nuovo sopralluogo vede un lieve abbassamento del livello dell’acqua ma il paesaggio non subisce variazione alcuna. I prossimi scatti sono davvero impressionanti



Una Renault 4 tenta l’impresa di passare per un tratto di strada dove l’acqua è alta (foto di Chiara Zanon)

Il crepuscolo del 9 febbraio le campagne adiacenti il bacino della Cavariega sfornano questo spettacolo impressionante


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La fase di maltempo che ha interessato le regioni settentrionali italiane ed il Triveneto in particolare, ha determinato l’ultimo grave episodio di esondazioni ed allagamenti che ha interessato molti comuni tra la bassa e media pianura padovana. Tralasciando se questo accanimento di perturbazioni atlantiche sia da ascrivere a cambiamenti climatici causati dall’uomo, il dato certo è che l’inverno 2013/14 rappresenta una stagione record sia sotto il profilo delle temperature che delle precipitazioni: piovose in pianura e nevose in montagna. Il mese di gennaio è stato il più caldo a Padova da quando esistono le rilevazioni ovvero dal ‘700, questo significa che l’anomalia nelle nostre zone è stata tra i 4 e i 5 gradi superiore alle medie storiche. Per capirci un simile discostamento di valori termici lo avevamo registrato nel terribile agosto del 2003. Tuttavia l’altro dato che fa riflettere e che poi ha determinato questa situazione di costante pericolo sono state le precipitazioni eccezionali, in montagna fino a 5 volte quello che cade normalmente durante questo periodo. Tanto per citare un esempio sulle Dolomiti abbiamo avuto paesi isolati da muri di neve alti in alcuni punti fin oltre i 4 metri.
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Buonasera amici lettori di Meteo4,
negli ultimi una fase di alta pressione ha portato alla formazione di nebbie in pianura, rendendo di fatto il tempo grigio , cupo e freddo. Sarà così a tutte le quote? La nebbia solitamente è alta tra i 150 e i 250 m, perciò sopra tale quota si può godere di un ottimo sole e di un inaspettato tepore.
Abitando vicino ai Colli Euganei si può fare qualche tornante ed andare ad ammirare il mare di nebbia che in pianura ci avvolge, qui sotto metto alcune foto di reportage che ho accumulato in questi giorni
Cascata di nebbia vista da "La Pianora" verso il Cecilia

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La passione per la meteorologia è innata, una persona ce l'ha dentro fin dall'infanzia, è spesso un evento in particolare ad accendere questa “fiamma” tipo una nevicata o un temporale. I primi tempi era difficile coltivarla, tutto quello che si sapeva lo si sentiva dalla televisione, quando nel programma “Che tempo fa” alla RAI (che andava in onda prima del TG serale) c'erano Bernacca e Baroni a dare piccole lezioni di meteorologia oltre che a fare le previsioni.
Con l'avvento di internet molto è cambiato, molte mappe di previsione sono diventate di dominio pubblico e sono nati i forum di discussione dove gli appassionati possono discutere, confrontarsi e imparare e soprattutto ci siamo accorti di essere in tanti sparsi per l'Italia a condividere questo singolare interesse.
Con l'avvento dei social network c'è stato un ulteriore passo in avanti sulla raccolta e condivisione di informazioni.
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Il giorno 7 fa ingresso sulla regione una perturbazione a carattere freddo, con
isoterme sui -5/-6° a 1350m di quota. In pianura inizia a nevicare con 4° e nel
giro di poco tempo la temperatura scende a 0° con la neve che cade fino alle prime
ore del giorno 8.
Reduci da uno dei novembre più caldi di sempre, tra il 2 e il 3 dicembre fa
ingresso aria fredda con precipitazioni che assumono carattere nevoso oltre i 500m.
Visto il periodo dopo l'arrivo dell'aria fredda inizia a farsi strada una certa
inversione termica, le massime che ad inizio mese toccavano i 9° calano a
6°.
L'inverno 2012/13 è giunto al termine, che inverno è stato? Se il
2011/12 è stato dominato dall'alta pressione questo invece è stato
dominato da un certo dinamismo che seppur con termiche al limite ha portato diverse
occasioni da neve.

Dopo questo ulteriore ingresso di aria fredda con la neve al suolo l'inversione termica si fa più forte, il giorno 9 Pelizzare Bagnolo di Po è tra le stazioni più fredde di pianura : il termometro scende a -9.3° al mattino mentre la massima non supera gli 0.4°. Quel giorno molte stazioni del basso Veneto hanno faticato a superare i 3° di massima.
Grazie all'inversione termica si apre appunto un periodo freddo con minime sotto i -4° e massime che toccano i 5°.
La sera del 13 arriva una perturbazione che ha la particolarità di scorrere sopra il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti, il moto della perturbazione stessa pesca aria fredda dalla pianura padana e per metà regione la neve cade quasi ininterrottamente per 12-13 ore a discapito di previsioni che parlavano di pioggia già da subito. Alcune zone del veronese toccano i 16-17 cm di accumulo.
L'inversione termica continua nel frattempo a fare il proprio dovere, tra il 18 e il 22 ci sono i primi accenni di galaverna mattutina ma la temperatura diurna tocca circa 1° in quasi tutta la pianura.
Dal 23 le cose cambiano, entrano in scena le correnti atlantiche in concomitanza con il Natale. Il giorno 26 una perturbazione è portatrice di piogge in pianura con una temperatura di 6°, fino al 28 non si registrano gelate mattutine . Ed è proprio il giorno 28 che in pianura si registra un giorno caldo, soprattutto nella parte sudoccidentale con temperature massime che superano i 10°.
Il mese finisce con giornate dalla lunga escursione termica, le minime toccano i -3° e le massime i 9° .

Il tempo stabile di fine anno con la luna piena regala questo paesaggio mozzafiato.
Ad essere gelida in questo periodo è la notte di Capodanno, c'è la formazione di una nebbia molto bassa con temperature di -1°/-2° al suolo con la formazione della galaverna al mattino. Nel Veneto sudoccidentale le temperature faticano a superare i 3° mentre nel resto della regione i termometri salgono anche oltre gli 8°.
Il giorno 2 arriva una perturbazione atlantica che porta ad accumuli fino a 15 mm di pioggia in pianura.
A dare notizia il giorno 5 è una fase di potente inversione termica, se in alcune zone di pianura del basso Veneto si faticano a superare i 5/6° di massima oltre i 300 m sui Colli Euganei e nelle altre aree collinari in genere i termometri toccano i 16/17°.

L'inverno rimane in stand-by, al mattino si registrano deboli gelate mentre di giorno la temperatura riesce a superare anche i 10°.
Dal giorno 13 le cose cambiano nuovamente, fa ingresso una nuova perturbazione atlantica che nei giorni successivi viene seguita da aria più fredda che produrrà nuove nevicate. Il momento clou è tra il 15-17 gennaio, nella notte del 15 fa ingresso aria molto fredda che genera rovesci e temporali che fanno crollare la temperatura da 4° a 0° in pochi minuti (foto qui sotto), una nevicata fugace che sarà l'antipasto del 16.

La temperatura il giorno 16 si stabilizza a 5° ma con le precipitazioni inizia un calo termico che porterà a nevicate diffuse in pianura e soprattutto in area collinare con accumuli in quest'ultima anche superiori ai 20 cm. In alcune zone non si è verificato il connubio aria fredda/precipitazioni e perciò il massimo che si è avuto è stata coreografia o neve mista a pioggia.

L'immagine qui sopra mostra come nella notte del 17 alcune zone del basso Veneto si siano trovate nell'occhio del ciclone, perciò quello che doveva essere il momento clou per quelle zone lo è diventato per alcune zone di alta pianura.


Le due foto qui sopra ritraggono scorci innevati del Monte Venda.
Il 19 e il 20 arriva l'ennesima perturbazione della stagione, in pianura si registra la presenza di fiocchi di neve tra la pioggia mentre sopra i 200/300 m di quota nevica.
In un periodo tutto sommato mite altre piogge vengono registrate il giorno 23 mentre sul finire della settimana fa ingresso aria fredda e una successiva fase di inversione termica che fa scendere i termometri fino a -4°.
Il giorno 27 fa comparsa la nebbia con temperature diffusamente sotto lo 0°, il movimento/dissolvimento della massa nebbiosa è abbastanza curioso, ad un certo punto con il suo nocciolo freddo staziona esclusivamente sulla Bassa Padovana, Merlara è l'unica stazione di pianura a registrare la di ghiaccio con -0.1°, molte altre stazioni della zona registrano massime di qualche grado sopra lo 0°.
Il 28 gennaio una debole perturbazione porta con sè nuove nevicate, coreografiche in molte zone di pianura hanno maggiore effetto nel veronese.
Il mese finisce con cieli grigi, bassa escursione termica e nessuna gelata.
Il 2 febbraio arriva una perturbazione, che porta una acuta fase di maltempo con forti piogge e calo termico, la neve arriva a cadere anche a quote collinari verso il finire dell'evento. Per la cronaca in alcune zone di pianura sono caduti oltre 30 mm di pioggia.
Nei giorni 3 e 4 le temperature massime superano i 10°, dal giorno 5 inizia un graduale afflusso di aria fredda in quota, nelle prime fasi la direttrice troppo perpendicolare alla catena alpina ci vede riparati ma successivamente inizia un periodo freddo con il ritorno delle gelate mattutine.
La sera del 9 febbraio fa il suo ingresso aria molto fredda in quota che genera rovesci di neve anche in zone costiere del basso veneziano, la neve ha fatto comparsa anche a Chioggia, spesso fortunata negli eventi nevosi dell'inverno.
Il giorno 11 fa ingresso una perturbazione con isoterme di -4° a 1350 m (termiche al limite per la neve) che sfrutta il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti portando nevicate diffuse in tutta la pianura. L'aumento della temperatura fa piovere nel basso polesine dal pomeriggio mentre nell'alto polesine/bassa padovana occidentale/basso veronese in serata la neve lascia il passo al nevischio bagnato. Comunque sia per molte zone di pianura questo è il miglior evento della stagione con accumuli che toccano i 20 cm, sul Monte Venda a 600m di quota ne cadono 50 cm.
Nella prima foto qui sotto la pianura la sera dell'11 febbraio, nella seconda foto la strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio, nella terza il paese di Teolo la sera del 12 febbraio



Il 12 e il 13 il clima è freddo e le temperature rimangono basse anche pieno giorno, poi aria più mite con l'avanzare della stagione fa sentire i propri effetti, a deboli gelate mattutine fanno da contraltare massime oltre i 10°
Dal 20 febbraio lo scenario muta ancora, aria fredda si muove verso di noi. Le temperature calano e nelle prime ore della notte del 21 la neve fa la sua comparsa in pianura, è l'inizio di 2 giorni magnifici sotto il profilo della neve, cadrà spesso anche se in molte zone si ridurrà ad essere solo coreografica. Il massimo splendore della nevicata viene raggiunto da alcune zone della pedemontana veronese che fino a quel momento non avevano avuto molta fortuna con la neve e da Vicenza città.
Il 23 febbraio arriva nuova neve, ben presto sostituita dalla pioggia.
La stagione chiude mite con massime superiori a 10° e piogge portate da instabilità pomeridiana il 27.
In conclusione: l'inverno ha saputo dare molte emozioni per quel che riguarda la neve, la maggior parte delle stazioni di pianura ha registrato una nivometria di molto superiore alla norma, alla luce delle 7 nevicate che ci sono state. Nell'area collinare euganea le nevicate sono state 13.
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Non so se sia il termine giusto, però cerchiamo di capirne qualcosa con l’immagine del satellite relativa all’ultima nevicata.

In primo luogo si può notare come basso veneziano, basso polesine, ferrarese, ravennate e parte della provincia di Bologna abbiamo subìto gli effetti dello scirocco che ha fatto girare la neve in pioggia già dal primo pomeriggio.
Poi si può notare i classici effetti del fohn lessinico su Verona e dintorni, in quelle zone a farla da padrone è stata spesso la pioggia con temperature che molto difficilmente sono scese sotto i 2°.
Ma soprattutto quello che mi interessa farvi notare maggiormente sono quelle due macchiette verdi appena sotto ai Colli Euganei ed ai Monti Berici che stanno a significare che queste colline per quanto siano poco alte (444 m i Berici, 601 m gli Euganei) con correnti da NE fanno da “ombra” alle zone appena SW dell’area collinare. Si tratta di fohn? Chiamarlo così potrebbe essere il termine sbagliato ma dice certo vi posso assicurare che a Bresega (che è a SW rispetto agli Euganei) la temperatura nel momento migliore della nevicata non è mai scesa sotto i 0.4° e verso sera c’è stato nevischio con temperature comprese tra 0.9°/1.6° mentre in altre zone non molto lontane nevicava ancora con 0°/0.4°.
L’area di color grigio, che è collocata tra la bianca pianura lombarda e le zone verdi ha avuto pioggia/pioviggine nella fase finale ed una copertura del cielo con temperature positive +1°/+2° con umidità quasi satura 98/99% , tutti fattori che hanno sciolto buona parte del manto nevoso nelle ore successive alla nevicata.
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Carissimi amici lettori di Meteo4,
il 2012 è giunto al termine, com'è stato a livello meteorologico? Guardando a livello generale si può parlare tranquillamente di un anno in un certo senso controverso. Parlerò attraverso i dati che più mi appartengono, quelli della stazione di Bresega (PD), spero comunque di riuscire a dare una buona interpretazione dell'anno appena trascorso.
A livello termico sorprende il fatto che i tre mesi invernali (Gennaio,Febbraio e Dicembre) sono finiti tutti sotto la media, e la media delle temperature minime è stata negativa per tutti 3 i mesi. A metà gennaio c'è stato un bel episodio di galaverna durato 3-4 gg in questo angolo di Veneto, poi a febbraio c'è stata una potente irruzione fredda che ha permesso al mese di finire sotto la media nonostante una scaldata finale. La neve è stata pochissima rispetto ad altre zone d'Italia, qui in regione è stato soprattutto il Polesine a vivere i momenti di gloria maggiore. Negli ultimi episodi che ci hanno coinvolto a dicembre la parte del leone è stata fatta da Verona con la splendida nevicata del 13-14 dicembre. L'episodio del 7-8 dicembre ha premiato maggiormente il basso Veneto, notevoli i -9.3° di minima registrati da Pelizzare Bagnolo di Po con copertura omogenea al suolo.
La controversia termica di questo 2012 ha avuto conferme nella stagione estiva, giugno luglio e agosto hanno avuto una media massime superiore a 30° , singolarmente hanno registrato massimi assoluti di 36°, 38.3° e 38.8°. Per la prima volta da quando registro dati dal 1999, l'estate ha chiuso con due serie superiori a 30 gg di massime over 30°, una da 31gg consecutivi dal 15 giugno al 15 luglio e una da 34 gg consecutivi dal 24 luglio al 26 agosto. Particolarmente caldo è stato anche novembre che con una media di 13.9° è stato tra i più caldi a livello secolare.
L'andamento pluviometrico è stato anch'esso controverso, l'anno comunque è di fatto finito in media con i precedenti 12 anni. Il 2012 è stato caratterizzato da una forte siccità estiva, fino al 30 agosto erano caduti solo 21 mm in 3 mesi, poi il 31 un temporale ha portato la pluviometria a 53 mm , il dato più basso da 1999. L'autunno invece è stato molto piovoso e infatti la pluviometria totale dei 3 mesi è stata di 342mm (370 mm il pluvio manuale) , la stagione ha concluso al primo posto per pluviometria dal 1999. Al forte regime siccitoso di gennaio, marzo, giugno e luglio si sono contrapposti aprile, maggio settembre ottobre e novembre, sottomedia ma non totalmente siccitosi febbraio e agosto.
Con la speranza di un 2013 altrettanto interessante a livello meteorologico vi auguro un buon fine anno ed un felice anno nuovo.