Racconti Meteo

Ieri molte località della pianura veneta e della bassa collina euganea non hanno superato gli 0° di massima mettendo a registro quella che in meteorologia si chiama "giornata di ghiaccio". Per capire meglio la situazione bisogna partire dalla giornata di sabato.

Le previsioni mettevano in luce una discesa di aria artica sui Balcani mentre il nordest italiano sarebbe stato preso di striscio, dal sabato al martedì mattina. Solitamente questi eventi portano cieli sereni in tutta la regione però questo sabato non è successo per tutti, nel basso Veneto poco prima del tramonto si è formata la nebbia che ha fatto scendere i termometri dai 5/6° di massima delle 15:30 ai -1° delle 17:30. Nebbia e ghiaccio sono stati assoluti dominatori del panorama fino alle 13 circa della domenica, poi è uscito il sole che in un primo momento non ha fatto altro che risaltare la bellezza della galaverna illuminata dal sole stesso. La temperatura massima si è fermata sotto i 2° nel basso Veneto, sopra i 6-8° nelle restanti zone. 

Galaverna illuminata dal sole alle ore 13:15 di domenica. Foto Siro Morello.

La notte successiva si è riformata la nebbia sempre nelle solite zone, la mattina del lunedì c'è stato spazio per brevi rovesci di neve chimica, cioè di neve che si forma con questi tre ingredienti: nebbia, temperature sotto lo 0° ed inquinamento. In alcune località hanno imbiancato per bene il paesaggio come fosse stata una vera nevicata  In pieno giorno è uscito il sole, la temperatura è rimasta sotto i 3-4° nel basso veneto, sopra i 5-7° nelle restanti zone.

Nella notte tra lunedì e martedì la nebbia si è riformata ed al contrario dei giorni precedenti è aumentata di spessore e di superficie andando a prendere anche diverse località dei colli euganei e berici ed è arrivata fino al litorale veneziano prendendo buona parte della provincia. Anche nella giornata di ieri sono stati segnalati rovesci di neve chimica. Durante il giorno la nebbia si è alzata ma non è sparita, e per via della ridotta escursione termica normale in giornate di questo tipo le temperature massime di molte località di pianura non sono salite oltre lo 0°, nei posti più freddi i termometri non sono saliti oltre i -2°. Le zone che non hanno beneficiato della nebbia hanno tranquillamente superato i 6° di massima.

Tra le località da mettere in rilievo della giornata di ieri vale la pena citare Chioggia, la stazione sulla laguna ha segnato -4.2/-1.5° , Verona centro -4.9/-0.4°, Salzano -5/-1.1°, Sarmazza -9.8/-1.4° e Merlara -4.0/-2.1°. 

Anche ieri perciò il paesaggio è stato imbiancato per il 3° giorno di fila dalla galaverna e per motivi di altezza della nebbia lo strato di galaverna migliore era situato sui colli euganei tra 150 e 250m di quota.

Tra una decina di giorni si arriverà al giro di boa dell'inverno meteorologico e in genere della stagione fredda. Come sta andando?

La stagione sta passando nell'anonimato e finora nessun evento degno di nota ha colpito la regione, perché?

La ragione va ricercata oltre il 50-55° parallelo, sopra questa linea fino a questo momento c'è stata una predominanza di basse pressioni, anche molto forti che sono scese fino a 950 hPa. In questo contesto di correnti zonali ad alte latitudini l'alta pressione delle azzorre non ha trovato lo spazio per salire oltre quel limite "sfogando" la sua forza su di noi.

Nella sinottica qui sotto  si nota come vi sia un grande sistema di basse pressioni che dal Canada va alla Scandinavia, mentre nel mediterraneo centro-occidentale ci sia la protezione dell'anticiclone, costretto a rimanere in quella posizione perchè non riesce a salire

Se da una parte la mancata salita dell'anticiclone ha precluso l'arrivo del freddo soprattutto sul nord Italia, dall'altra il regime anticiclonico ha prodotto nebbie fredde e molte gelate già a novembre, diverse minime anche a dicembre fino alla giornata odierna.,

Nei momenti più freddi sono stati raggiunti o sfiorati i -10° in alcune località della pedemontana veronese, -3/-5°in diverse zone della pianura: valori non eccezionali ma che sono stati raggiunti più volte.

La mia stazione meteorologica ha già registrato 28 gelate su una media (relativa agli ultimi 5 anni) di 45 gelate nel complesso della stagione fredda. 

Nella mappa di reanalisi qui sotto viene ben illustrata una delle possibili configurazioni per portare il freddo su di noi. Rispetto alla mappa postata sopra da notare come l'anticiclone delle Azzorre si spinga fino a sfiorare la Groenlandia e l'aria fredda dal Polo scenda sul lato orientale dell'alta pressione portando il freddo sull'Italia

Arriverà l'inverno fatto di gelo e neve? Finchè l'anticiclone delle azzorre sarà costretto a rimanere sul Mediterraneo centro - occidentale le possibilità saranno pochissime.

Attendiamo migliori aggiornamenti!

Dieci anni fa la pianura veneta è stata coinvolta da un bel blizzard rimasto nel cuore di tutti i meteofili, a distanza di tempo vorrei ripercorrere tra queste righe le fasi salienti di quel 13 dicembre.

 

Ad inizio dicembre l'Europa meridionale è sotto il dominio dell'alta pressione, mentre  nelle repubbliche ex-sovietiche c'è un nucleo gelido e bassopressorio che nella settimana precedente al 13 dicembre fa registrare valori giornalieri fino a -20° di minima e -10° di temperatura massima

Col passare dei giorni l'anticiclone che dominava l'europa meridionale va man mano a posizionare i suoi massimi tra Regno Unito e Scandinavia, mentre il nucleo gelido e bassopressorio scivola verso sudovest, colpendo i balcani e l'Europa centrale.

Proprio in quest'ultime zone citate qualche giorno prima del 13 dicembre si registrano valori di temperatura minima molto freddi: -14 a Budapest ,  -17° a Bratislava, -11 a Bucarest, -11° a Zagabria(Zagreb/Pleso), -10° a Praga.

Nella mappa di reanalisi delle 12Z del 13 dicembre il nucleo alle spalle di Trieste.

Alle prime ore del 13 dicembre il nucleo è ormai alle porte di Trieste, mentre nonostante il sole del mezzogiorno la giornata non è delle più calde. Cito alcuni dati di temperatura massima: Treviso Istrana 2.4°, Venezia Tessera 3.8°, Verona Villafranca 4°. In alcune località del polesine a causa della gelida nebbia mattutina che si è diradata solo poco prima dell'evento la temperatura massima ha superato di poco gli 0°.

Nel primo pomeriggio il nucleo entra definitivamente in Pianura Padana e tutto è perfetto: valori tra -35 e -40 a 5000m di quota, valori tra -10 e -15° a 1300m di quota, aria fredda continentale al suolo, pressione sui 1020 hPa ma geopotenziali molto bassi (di solito il burian/blizzard ha queste caratteristiche)

Nella mappa di reanalisi relativa alle 00Z del 14 dicembre il nucleo gelido definitivamente entrato sul nord Italia.

Inizia a nevicare, il vento soffia forte, nel cielo tuoni e lampi: c'è il temporale. La temperatura passa dai 2-3° a -4/-5°, lo spettacolo è a dir poco impressionante,  la neve cade orizzontale e dove accumula ghiaccia all'istante.

Ecco che d'improvviso la natura prende il comando della situazione, i vari black-out costringono le fabbriche a fermarsi, non è il suono di una campanella a sancire la fine di un turno lavorativo, ma l'impeto di un blizzard.

Le strade principali e secondarie che già in una giornata normale soffrirebbero per il troppo traffico , di colpo si trasformano in una lunga carovana di macchine, costrette ad andare a passo d'uomo per il fondo stradale ghiacciato: purtroppo nessuno spazzaneve o spargisale ha potuto fare qualcosa con una nevicata di quel tipo.

Di quella sera ho aneddoti anche buffi, mi ricordo che sono andato per aprire una porta di sicurezza esposta al forte vento di bora risultato? Io ancora attaccato alla porta che nel frattempo si è aperta velocemente a 180° , praticamente spiaccicato al portone della fabbrica senza rendermene conto. Un altro ricordo buffo è sicuramente legato ai finestrini della mia 106: uno non si è nemmeno abbassato per il ghiaccio, l'altro si è abbassato ed il lastrone di ghiaccio che lo ricopriva è diventato il nuovo finestrino. 

Il vento ha continuato a soffiare impetuoso anche a fine evento, la macchina del tempo ci ha riportato indietro di mezzo secolo: il sibilo del vento e la luce di candela in casa sembrano farmi tornare ai racconti di mio padre o mio nonno, tutto sembra così surreale.

Ma quanta neve è caduta? Misurare l'accumulo di neve è stato impossibile, l'unica cosa certa che so è che a causa del continuo soffiare del vento per diverse ore si sono creati accumuli di neve superiori  ad 80 cm nelle strade perpendicolari alla direzione del vento stesso: la neve secca da burian è facilmente trasportabile dall'aria. Ho ancora ben impresse sulla memoria quelle sculture di neve create dal vento sui fossi a lato della strada che hanno reso il paesaggio fiabesco per diverso tempo.

Il mattino seguente sulla pianura veneta si sono registrate minime tra -6° ed i -10°. Freddo temporaneo o inizio di un periodo gelido? Ne parlerò in un successivo articolo che riguarderà il mese che dal 14 dicembre al 15 gennaio.

Chi scrive questo articolo bazzica nei forum di meteorologia dal 2003/04, anche se comunque più attivamente dall'autunno del 2005. Facile ormai dire cos'è per il sottoscritto un forum di meteorologia ma voglio spiegarlo pure a chi approcia alla meteorologia per la prima volta , a chi visita l'home page senza mai passarci ma si è sempre chiesto cos'è un forum, cosa succede, come si vive.

 

Prima di tutto bisogna dire che si tratta di un punto d'incontro, una specie di "piazza virtuale" (permettetemi il termine) dove si discutono tematiche inerenti la materia in questione. Tutti professori? Assolutamenti no, gli iscritti di un forum sono di varia natura, dal manovale edile al laureato in letteratura, insomma non c'è bisogno di essere esperti in partenza: la condivisione, la ricerca, il confronto con il tempo faranno dell'utente nel suo piccolo un "esperto".

 

In un forum si vive spesso di emozioni, il meteofilo scruta i movimenti del cielo usando il cuore e l'anima, il fatto poi di conoscere in anticipo cosa le previsioni prospettano fa sì che gli utenti si carichino di speranze: prima di un'ondata di freddo, di una nevicata, e non solo, anche prima di un temporale o di un'ondata di caldo.

L'emozione più grande? la neve ovviamente è il succo di vita di un forum , è il fenomeno che più di tutti sa rendere i vari utenti dei bambini, ogni nevicata che viene raccontata sembra sempre essere la prima, è un amore vero, dove ogni volta c'è la stessa intensità emotiva della prima volta.

Le emozioni però posso giocare brutti scherzi, in base al tempo previsto e a quello che sta succedendo le varie discussioni possono unire o dividere. Bisogna pensare ad un forum di meteorologia come ad uno stadio, ci sono le varie tifoserie: Non si discute di un fuorigioco, un rigore, un risultato, una formazione, si discute di una mancata nevicata , un episodio particolare, comunque sia il livello di polemica può essere così elevato da riuscire a superare tranquillamente quello che si riscontra in una partita di calcio di Serie A o della Nazionale. 

E nei mesi non invernali? si vive lo stesso, quando i nivofili (così si chiamano gli appassionati di neve) lasciano la piazza rimane comunque chi sa discutere dei primi 20 gradi, di una perturbazione , di un'ondata di caldo, di un temporale. Ed è proprio con questi ultimi due fenomeni che un forum di meteorologia sa riempirsi anche d'estate, nei momenti di maggiori picchi di caldo o nello scrutare l'evoluzione di un temporale il numero di utenti "presenti in piazza" aumenta fino a raggiungere e superare talvolta il numero di visite invernali.

Alla base di un forum poi ci sta l'amicizia, che nasce tra le righe di una discussione e si fortifica per mezzo di incontri dal vivo, poiché nonostante la tecnologia permetta di discutere tra persone che sono distanti tra loro, alla fine è sempre il contatto umano a vincere su tutto. Dietro una tastiera possono nascere incomprensioni che vengono dissolte discutendo a quattrocchi con persone che fino a quel momento erano rappresentate solo da "una fila di byte" sul web.

Per esperienza personale vi posso dire che nel corso degli anni mi sono potuto pregiare di nuove amicizie, che col tempo poi si sono rivelate forti anche al di fuori del classico ambito meteorologico.Dovessi tornare indietro di 8 anni? Senza ombra di dubbio mi iscriverei ad un forum di meteorologia!

In questa ultima settimana la pianura veneta ha sperimentato temperature che per alcune località sono state pienamente invernali.

 

Il motivo del freddo va ricercato nel passaggio di una +2° a 1350m di quota nella giornata di sabato 12 novembre, i cieli sereni e la stagione in essere hanno depositato e "amplificato" il freddo giunto in quota permettendo così l'inversione termica, ovvero quel fenomeno che permette di avere più freddo al piano che in quota.

Il continuo dominio anticiclonico ha poi creato e rafforzato il fenomeno della nebbia, che se all'inizio del periodo in analisi era appannaggio delle ore notturne e del primo mattino, con il passare dei giorni è diventato un fenomeno persistente nell'arco di tutte le 24 ore.

 La nebbia non ha colpito tutta la pianura veneta che così è stata divisa in due: nella pianura trevigiana, alto vicentino,alto padovano e alto veneziano c'è stato un dominio di cieli sereni con temperature sotto lo zero al mattino e superiori ai 10° di giorno,mentre in gran parte del veronese, nel basso vicentino, basso padovano , polesine e nel basso veneziano c'è stato il dominio delle nebbie con estremi termici 0°/3° circa.

Nella maggior parte delle stazioni posizionate nella parte della regione dominata da cieli sereni si stanno registrando temperature minime inferiori allo 0° da lunedì scorso, mentre nella parte dominata dalla nebbia le gelate sono state una rarità.

Come spesso accade con un tempo nebbioso le temperature minime più basse sono state registrate ai limiti della massa nebbiosa, ecco perciò che alcune località della pedemontana veronese sono scese sotto i -4/-5° di minima per più giorni. Cito oltretutto la stazione posizionata alla quota di 70-100m  circa sui Monti Berici in comune di Lonigo,  anch'essa ha toccato i -5°, valore inusuale per quella quota ma che per merito della precisa locazione sul limite della nebbia si è verificato per più giorni. 

 Prima ho parlato di inversione termica, per farne un esempio pratico utilizzerò i dati Arpav di sabato 19 novembre di Noventa Vicentina(pianura a pochi chilometri dai colli euganei) che ha avuto come estremi termici -1.6°/3°,  Faedo (media collina euganea) con 3.2/9.6  e Monte Grande(450m sugli euganei) con 5.3/11.1. I dati sono eloquenti, la pianura ha avuto un clima pienamente invernale per merito di una fortissima inversione termica. 

Questo clima dovrebbe durare fino a domani, poi l'entrata di una debole depressione potrebbe rompere gli schemi consolidati.

Tramonto a Pelizzare di Bagnolo di Po

La rete di stazioni meteo amatoriali, che come al solito permette di avere dati di libera e immediata consultazione, stamattina offre spunti davvero interessanti sugli effetti del calo termico e del comportamento microclimatico di alcune zone di pianura.

Le temperature massime di giovedì in pianura hanno toccato diffusamente i 22-24°, poi da venerdì è iniziato un afflusso di aria sempre più fredda sulla nostra regione che ha fermato i termometri su massime di 16-19° e successivamente nella giornata di ieri (sabato) su valori diffusi di 15-17°.

Nella notte tra venerdì e sabato i termometri non sono scesi su valori eccezionali perché il continuo soffiare del vento non ha permesso all'aria fredda di depositarsi, mentre nella notte appena trascorsa l'assenza di vento ha permesso di risaltare i vari microclimi locali. 

Ecco quindi che nel veronese la stazione meteo di Sarmazza ha toccato una minima di -1.9°, nel padovano la stazione di Merlara ha toccato gli 0.3°. 

Altre stazioni di rilievo: Villafranca Veronese con 2.3°, Bresega 2.8°, San Giorgio delle Pertiche 2.9°. 

Molte stazioni di pianura hanno registrato una minima compresa tra 3° e 5° 

In alcune zone di aperta campagna sono state segnalate le prime brinate.

Ci sarà una replica nei valori minimi del lunedì mattina? Lo scoprirete se andate a visitare i seguenti link:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=283

Le prime nebbie mattutine di metà settembre facevano pensare all'autunno

Dal 1 settembre è iniziato l'autunno meteorologico ma nessuno se n'è accorto, tutto questo a causa di un allungamento della stagione estiva che fino a questi primi giorni di ottobre sta tenendo il comando della situazione.La ragione di tutto questo va ricercata nell'anticiclone che da 2 mesi, a parte una brevissima pausa, sta dominando la scena soprattutto del Mediterraneo Occidentale.