Reportage

A cura di Alberto Zanetti, Simone Buttura, Angelo Amicarelli, Stefano Calabria e Massimo Merzari

1.     Aspetti meteorologici generali dell’evento

Nella giornata di sabato 1 settembre 2018 una saccatura di origine atlantica si isolava per cut-off dal flusso umido principale facendo affluire sul nord Italia correnti umide ed instabili in grado di dar vita a intensi temporali. Il nocciolo d’aria più fresca permaneva su Piemonte e Lombardia richiamando in quota sul veronese blande correnti meridionali a spiccata curvata ciclonica. Queste, associate alla forte divergenza ciclonica in quota e all’afflusso umido nei bassi strati atmosferici dal mar Adriatico, determinarono la stazionarietà dei temporali severi che hanno causato alluvioni lampo e allagamenti su gran parte della pedemontana veronese.

Domenica 14 Luglio 2019 presso Contrada Valle di Camposilvano sui Monti Lessini nel Comune di Velo Veronese è stata ospite la nostra associazione “Estremi di Meteo4 APS”.

ContradaPaolo e Marco

Esterno ed interno della malga ristrutturata

 

Si sono tenute conferenze molto partecipate in due sessioni distinte, una in tarda mattinata e l’altra nel primo pomeriggio nelle quali, dopo una breve presentazione della associazione da parte del Presidente Paolo,  i nostri soci Marco e Massimo hanno parlato dei principi basilari della meteorologia e della previsione meteorologica oltre che delle peculiarità climatiche dei Lessini e del Veronese.

La fenomenologia dell’evento avvenuto nella sera di Lunedì 29 Ottobre 2018 su vaste aree di Alpi e Prealpi centro orientali, riguarda una ventilazione sinottica sostenuta che ha assunto delle ulteriori accelerazioni di natura geometrica, isallobarica e da compressione in concomitanza con l’ingresso del fronte freddo. Diversamente dal solito, il fronte freddo è entrato da sud sospinto da correnti portanti molto veloci e da un minimo profondo, caratterizzato da un elevato gradiente orizzontale di pressione e da un rapido movimento da Sud verso Nord.

Come si può osservare dalle seguenti due mappe della temperatura potenziale a 850hPa alle 18:00 (UTC) del 29 Ottobre, il fronte freddo è adagiato alle Prealpi Venete mentre tre ore dopo è già sulla Germania meridionale.  L’aria fredda ha quindi attraversato l’arco alpino in modo repentino andando a scalzare l’aria calda nelle vallate che in molto casi hanno visto il passaggio da calma di vento a raffiche oltre i 100 km/h in pochissimi minuti.

nmm 5 6 0 teta850 mod

Temperatura equivalente a 850 hPa alle ore 19:00 del 29 ottobre come prevista dal modello WRF-NMM Meteociel (fronte a ridosso delle Prealpi)

nmm 5 9 0 teta850 mod

Temperatura equivalente a 850 hPa alle ore 22:00 del 29 ottobre come prevista dal modello WRF-NMM Meteociel (fronte sulla bassa Germania)

Eccoci per il solito riassunto e l'analisi dell'andamento meteo climatico del mese appena trascorso. L'autunno in corso presenta un profilo assai mite e molto piovoso. Nonostante vi sia da sottolineare che le precipitazioni si stanno verificando in modo estremo e raggruppate in pochi giorni, caratteristica sia di settembre che di ottobre.

OTTOBRE 2018

Andando per ordine la prima decade è quella che apparentemente pare la più "normale", infatti sebbene più calda dello storico, non presenta anomalia di grande interesse. La solita alta pressione detta legge ma è spesso messa in crisi da veloci sistemi perturbati come quello del giorno 6 che porta ad una giornata tipicamente autunnale. E' solo un fuoco di paglia con la seconda decade, torna il calo anomalo che diventa particolarmente intenso per il periodo appena dopo metà mese. Potenti strutture di alta pressione che pescano aria calda dall' Africa insistono nel nostro continente ed in particolare nelle nostre regioni. Il mese diventa secco e molto caldo per il periodo, la terza decade in ogni caso, se non dal punto di vista termico, cambia le carte in tavola. Tra il 20 ed il 21 il caldo viene messo provvisoriamente da parte a causa dell'arrivo di aria più consona con la stagione, dall'est Europa ma a parte qualche minima decente non succede un granché. La svolta avviene verso fine mese quando l'alta pressione punta i meridiani sull'Atlantico e sull'Italia si mette in moto un vero e proprio ciclone devastante che spinge venti di libeccio e scirocco verso di noi. Purtroppo il contrasto fra l'aria calda prima presente e l'instabilità creata, diventa distruttivo. Tra il 29 ed il 31 in particolare nel nord est, si sviluppa un peggioramento che crea situazioni catastrofiche, in particolare nel bellunese, dove la furia del vento distrugge ettari di foreste e crea danni enormi. In Trentino e Alto Adige piogge torrenziali e vento causano altri gravissimi danni mentre nel veronese, la paura si limita ad osservare l'Adige in costante aumento di portata. La città si salva grazie all'apertura della galleria del Garda, altrimenti si rischiavano esondazioni in città e provincia. La furia degli elementi è stata dettata, almeno qui da noi, non tanto dalle piogge che sono state certamente abbondanti ma non eccezionali, quanto dal vento e dai pericoli derivati dall'afflusso di piene di fiumi e torrenti. La situazione migliora proprio il giorno 31 con la cessazione dei fenomeni dopo 2 giorni di maltempo intenso. 
Il mese segna naturalmente un forte sopra media e chiude con un media aritmetica di +17.36° contro uno storico 1985-2017 di +15.31°, si colloca al terzo posto per mese di ottobre più caldo dal 1985.
Registra un totale di 107 mm di pioggia contro un media di 81 mm.
La temperatura più alta registrata è stata di +26° e la più bassa di +7.7°
Media delle temperature massime +21.99°
Media delle temperature minime +12.74°.

ott2018

Nell'immagine viene riportata la temperatura media giornaliera di ottobre 2018 rispetto alla media storica 1985-2017: in rosso sono i giorni sopra le media, in blu i giorni sotto la media.

Dati stazione di Cadidavid - Verona
1985/2018
di Massimiliano Veronesi

Mese molto mite quello appena trascorso. Per circa 25 giorni abbiamo avuto un settembre con caratteristiche estive e solo nel finale ha presentato il volto tipico del mese in oggetto.

 

SETT2018VR

 

Settembre parte con il botto, proprio il primo giorno, in seno ad una rottura tipica della stagione estiva si sviluppa un peggioramento temporalesco molto importante che produce una serie di eventi pericolosi e tracimazioni varie, in particolare nelle zone della Valpolicella. Una depressione di natura artica in discesa dalla Scandinavia crea le condizioni per la nascita di celle temporalesche veloci e violente, una di questa scarica in zona Santa Maria di Negrar, Negrar e tutta la vallata fino ed oltre 200mm di pioggia in poche ore, naturalmente le conseguenze non si fanno attendere. Tracimazioni da scoli d’acqua che non riescono a sopportare tanta pioggia e torrenti ben oltre le capacità di portata. Non solo l’ovest della provincia è sotto scacco ma anche la parte orientale con precipitazioni fino ad oltre i 100mm in parecchi comuni della provincia orientale. L’episodio si chiude in questa giornata, successivamente l’estate torna padrona della scena, regalando un fuori programma di stagione, l’alta pressione sub tropicale infatti torna a dirigere le sorti climatiche e lo farà pur con alti e bassi praticamente fino al 25 del mese. Clima caldo a tratti molto caldo per il periodo con più giornate over 30°, spesso serene da mattina a sera come mai successo nei mesi precedenti. In un continuo di bellissime e calde giornate estive, vi è spazio per pochi peggioramenti, uno di questi il giorno 18 dovuto al passaggio di una modesta linea d’instabilità atlantica che apporta delle deboli precipitazioni. Immediatamente torna alla carica l’alta pressione sub tropicale alimentata da aria calda africana e di nuovo le temperature massime, nonostante l’inizio della terza decade, superano i 30°. Il quadro barico cambia radicalmente solo con il 25 del mese, quando l’alta pressione rinforza sulle isole britanniche e dal lato orientale scende aria fredda per il periodo di estrazione polare. In poche ore il vento, pur in presenza di una giornata serena, fa crollare la temperatura che rientra dopo tanto tempo entro le medie climatiche. I giorni successivi sono molto freddi in particolare durante le ore notturne e le minime scendono sotto i 10° per valori davvero inconsueti per settembre. A Cadidavid si raggiunge la minima di tutto rispetto di 8,6°. Il terzo valore più basso dal 1985 per il quartiere a sud di Verona. Infine il mese chiude di nuovo con l’immancabile alta pressione (da segnalare i valori altissimi di pressione oltre i 1040 hpa e vicino al record del 2003 di 1040,4 hPa) che protegge le nostre regioni, regalando bel tempo e di nuovo temperature oltre le medie del periodo. Il mese termina a Verona Cadidavid, a causa della costante presenza del sole, a +1,95° oltre le medie (85-17) e con 45.5mm di pioggia, quasi tutti raccolti il primo giorno, un valore di circa 33mm in meno rispetto le medie storiche. La temperatura massima raggiunta di +32.2° e la minima di + 8,6°.

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