Sabato e Domenica sono stato in Marmolada. Domenica ho salito la parete Nord fino a Punta Penia mentre altri amici la Via dei Finanzieri sotto Punta Rocca.

Verso La Marmolada
Vi allego qualche foto perché la giornata
(Domenica specialmente) era assolutamente straordinaria.
Dal punto di vista meteo una leggera brezza da Nord-Est ha seccato
l’aria permettendoci una luminosità straordinaria e una totale assenza
di nubi che si vedevano invece crescere soltanto (tracciando una linea
ideale) a sud delle Pale di San Martino. Si veda persino il
Grossklokner, il Grossvenediger, tutta la catena di confine con
l’Austria fino al Gran Zebrù. Oltretutto tale aria secca unita al vento
catabatico del ghiacciaio ha permesso, nonostante lo zero termico a
4200mt un perfetto rigelo notturno della neve fin dai 2500-2600mt.
Veniamo quindi alla neve e al ghiacciaio.
Neve al suolo dai 2500mt, continua dai 2600mt. Fino a 2800-2900mtmt è presente uno strato, naturalmente variabile vista la stagione, dai 20 ai 70cm in totale stato di fusione che ricopre il ghiaccio sottostante. La mia idea è che al di sotto dei 2900mt nel giro di 10gg la neve residua scomparirà a meno di nuovi improbabili crolli termici, peraltro non in vista. Dai 2800mt ai 3150mt non ho effettuato misurazioni (terreno ripido) e ne ho fatte altre nei semi pianori sommitali di Punta Penia intorno ai 3200-3250mt rilevando 120cm di neve, poi una placca molto dura e poi altri 80cm prima di arrivare al ghiaccio. Potrei quindi dedurre che la neve residua invernale a quella quota è stimabile in 200cm che sarebbe anche un discreto risultato (il luogo subisce erosione da vento). Però non ho eseguito un profilo per cui qualche dubbio su quella placca dura a 120cm mi rimane. Il ghiacciaio ha un bell’aspetto, i crepi sono per lo più ben coperti, insomma a prima vista sembrerebbe una buona stagione di accumulo. In realtà quei 20-70cm in totale fusione mascherano una situazione ben diversa (fino ai 2900mt) che secondo me si rivelerà rapidamente e inaspettata agli occhi di molti nel giro di un paio di settimane. Sempre che il meteo non ci dia una mano.

Serauta

Sassolungo + Ciavazes dal Sass Pordoi

Federica ride, troppo forte!!
Fabio Zamperetti
Neve al suolo dai 2500mt, continua dai 2600mt. Fino a 2800-2900mtmt è presente uno strato, naturalmente variabile vista la stagione, dai 20 ai 70cm in totale stato di fusione che ricopre il ghiaccio sottostante. La mia idea è che al di sotto dei 2900mt nel giro di 10gg la neve residua scomparirà a meno di nuovi improbabili crolli termici, peraltro non in vista. Dai 2800mt ai 3150mt non ho effettuato misurazioni (terreno ripido) e ne ho fatte altre nei semi pianori sommitali di Punta Penia intorno ai 3200-3250mt rilevando 120cm di neve, poi una placca molto dura e poi altri 80cm prima di arrivare al ghiaccio. Potrei quindi dedurre che la neve residua invernale a quella quota è stimabile in 200cm che sarebbe anche un discreto risultato (il luogo subisce erosione da vento). Però non ho eseguito un profilo per cui qualche dubbio su quella placca dura a 120cm mi rimane. Il ghiacciaio ha un bell’aspetto, i crepi sono per lo più ben coperti, insomma a prima vista sembrerebbe una buona stagione di accumulo. In realtà quei 20-70cm in totale fusione mascherano una situazione ben diversa (fino ai 2900mt) che secondo me si rivelerà rapidamente e inaspettata agli occhi di molti nel giro di un paio di settimane. Sempre che il meteo non ci dia una mano.

Tramonto di Sabato sera sul Sassolungo


Serauta

Sulla placca finanzieri


Panorama verso il Boè. Che giornata!


Sassolungo + Ciavazes dal Sass Pordoi

Federica ride, troppo forte!!
Fabio Zamperetti
