Editoriale

L’estate appena trascorsa, che meteorologicamente parlando si è conclusa il 31 agosto 2016,  è stata molto diversa rispetto alla precedente.  Di seguito vengono quindi analizzate le principali grandezze atmosferiche relative alle estati 2015 e 2016, con particolare attenzione ai dati misurati all'osservatorio Fiori del Baldo, il più alto del veronese, gestito dall'associazione "MeteoMonteBaldo" (http://www.meteomontebaldo.it/wordpress/)

Di seguito le anomalie di altezza geopotenziale a 500 hPa nell’estate 2015 e 2016 rispetto alla media 1981-2010 (fonte NCEP/NCAR).

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Siamo ormai giunti a fine Luglio, l'Estate meteorologica terminerà tra un mese, il 31 Agosto, i due terzi del cammino sono stati percorsi. E’ tempo per bilanci parziali e previsioni sull’ultima parte dell’Estate.

Fig.1 Pressione al suolo e geopotenziale a 500hPa. Un classico esempio di alta pressione delle Azzorre, con correnti per lo più occidentali, Italia protetta dall'anticiclone ma solo parzialmente, lasciando spazio a instabilità pomeridiana. Nessuna rimonta significativa dell'alta pressione africana.

Questo Luglio 2016 è stato certamente più caldo del normale, all'incirca +1.5°C rispetto alle media 1981-2010, mentre da un punto di vista pluviometrico è risultato vicino alle medie. Ovviamente la pluviometria è molto variabile anche a pochissimi km di distanza, dal momento che in Estate la maggioranza delle precipitazioni, in alcuni casi la totalità, è di natura convettiva. I fenomeni convettivi, ossia i temporali, sono caratterizzati da uno scarso sviluppo orizzontale, motivo per cui se a Verona abbiamo assistito a un vero diluvio tra il 27 e il 28 Luglio, altrettanto non si può dire per molte altre zone della provincia o della regione.

Questi i numeri, ma andando ad approfondire la questione, ci rendiamo conto che l'alta pressione delle Azzorre ha fatto il suo ritorno in grande stile sull'Estate italiana, mentre l'alta pressione sub tropicale continentale, ossia "l'anticiclone africano" come viene definito dagli organi d'informazione, è stato spesso e volentieri confinato sulla Spagna, con velocissime e fugace puntate sull'Italia settentrionale. Sono certamente stati più frequenti e duraturi i break temporaleschi, portati da aria nord atlantica, umida e fresca, che a contrasto con l'aria calda mediterranea genera rovesci e temporali. Questo quadro d'insieme sembra contrastare con i valori registrati, sarebbe lecito attendersi un mese in media termica o addirittura leggermente più fresco e con piogge nella media o leggermente superiori. Di fatto questo Luglio 2016 è un emblema del GW, ossia del riscaldamento globale, come del resto i suoi predecessori, il Luglio 2015 e il Luglio 2014. Nel 2014 abbiamo avuto uno dei mesi di Luglio più piovosi e meno soleggiati degli ultimi 100 anni, eppure le temperature sono risultate solo leggermente sotto media. Nel 2015, al contrario, l'alta pressione "africana" ha dominato in lungo e in largo, portando al Luglio più caldo di sempre, ossia da quando esistono misure affidabili. Questo Luglio 2016, pur con delle dinamiche "normali", ha fatto registrare temperature significativamente sopra media, pur ben lontane dallo scorso anno. Ciò sta a significare che non solo il GW determina dinamiche atmosferiche votate al caldo (come nel Luglio 2015), ma anche quando le dinamiche sono standard, le temperature sono più elevate.

Cosa ci dobbiamo attendere per Agosto? La premessa è questa: l'ultima decade di Luglio e la prima di Agosto difficilmente vedono cambi di scenario, domina lo status quo. Questo perché le alte pressione sub tropicali hanno ormai terminato la loro risalita verso Nord, di fatto stazionano all'apice settentrionale, prima della regressione verso Sud che normalmente avviene a partire dalla seconda decade d'Agosto. Allo stesso tempo il Vortice Polare non è ancora formato, quindi non è in grado d'influenzare il tempo alle medie latitudini. Questa mancanza di forzanti importanti, fa sì che la dinamica presente perduri senza scossoni. Quindi è lecito attendersi una prima decade d'Agosto calda, con l'alta pressione delle Azzorre a dominare le scene, con qualche veloce break temporalesco accompagnato da un modesto calo termico. Dalla seconda decade d'Agosto dovremmo avere maggiore dinamicità: le correnti dovrebbero essere più ondulate, quindi con maggiori scambi meridiani, grazie al progressivo rinforzo delle correnti nord atlantiche. Ciò dovrebbe tradursi in ondate di caldo molto intense, forse le più intense della stagione, ad opera dell’alta pressione africana, ma non durature e spazzate via da intensi temporali accompagnati da repentini cali termici. Nel complesso, quindi, le prime due decadi di Agosto dovrebbero risultare decisamente sopra media termica, mentre la terza prossima alla normalità. Le precipitazioni dovrebbero essere scarse nella prima decade, per poi aumentare nella seconda metà del mese.

Ricordo a tutti che queste non sono previsioni, ma linee di tendenza frutto dell'esperienza, non supportate da nessuna prova scientifica o validazione, motivo per cui il tutto va preso con beneficio del dubbio.

 

 

26 ottobre 2008, situazione da piena estate, la gente si riversa nelle strade del centro cittadino a maniche corte, giacche riposte in armadio in attesa dei rigori invernali, un sole quasi a farti credere che possa essere estate tutto l’anno, i “sempreverdi” commenti delle persone: “ non ci sono più le stagioni di una volta”.. oppure “ la classica ottobrata, ora arriverà l’estate di "San Martino”, altri alle prese con detti che, simpaticamente, prendono in giro le bizzarrie di questo tempo.

Sempre più conferme per una terza decade di Giugno maggiormente votata alla stabilità rispetto alle prime due, cosa per altro non difficile visto l'andamento di questi primi 20 giorni del mese, con i primi caldi stagionali, non certo eccezionali.
Sarà l'Europa orientale il vero target dell'alta pressione sub tropicale e, molto probabilmente, lo sarà per buona parte l'Estate con l'Italia settentrionale ai margini.

In particolar modo il Sud Italia dovrebbe vedere un'estate calda e secca, soprattutto il versante ionico, mentre Nord Ovest italiano e Alpi dovrebbero essere più spesso sotto l'influenza atlantica.

Cosa mi fa pensare che sia l'Europa orientale il target del caldo "fuori scala" per questa seconda parte di Giugno? Il fatto che l'alta pressione delle Azzorre sia da molto tempo defilata sull'Atlantico occidentale, favorendo continue discese di aria fresca e instabile sull'Atlantico orientale e l'Europa occidentale. Ora con l'avanzare della stagione, le alte pressioni tropicali non possono che rinforzarsi e guadagnare terreno verso Nord.
La domanda è: la cella di Ferrel verrà schiacciata dalle correnti atlantiche o si espanderà alla conquista dell'Europa senza incontrare opposizioni? Detto in altri termini: dove si posizionerà la storm track atlantica?

Dando per scontato che il Vortice Polare ormai stia sparando le ultime cartucce e che il FW di tipo Major ( stratosfera molto calda a fine inverno, inizio primavera dopo essere stata incredibilmente fredda per tutto lo scorso inverno, sconquassando i piani troposferici inferiori) stia esaurendo i suoi effetti, lo strom track sarà sempre più influenzato dalle anomalie di temperatura oceaniche, visto che le forzanti dinamiche atmosferiche perdono forza.

Anomalie delle temperature superficiali delle acque. Fonte NOAA

Quindi mi aspetto, in generale, depressioni sul vicino Atlantico, in transito verso l'Europa nord occidentale e centrale, possenti risposte dell'alta pressione sub tropicale sull'Europa orientale, con l'Italia settentrionale protetta dall'alta pressione ma di tanto in tanto vulnerabile al passaggio delle perturbazioni atlantiche. Al Sud, invece, il dominio dell'alta pressione dovrebbe essere molto forte, specie versante ionico e Sicilia.

Ecco a voi, gentili lettori, il testo integrale della lettera inviata dall'Associazione Estremi di Meteo4 a l'"Arena", il pricipale giornale di Verona

PREVISIONI. Un centinaio di centraline 24 ore su 24 scaricano su due siti internet i dati aggiornati in tempo reale

«Meteo4» ha fatto centro È nata la rete fai-da-te
Il progetto di un gruppo di appassionati diventa un servizio regionale di monitoraggio on line.

Il progetto Meteo4/Meteoveneto ha fatto centro. Nato nel 2005 dall’idea di un gruppo di appassionati di meteorologia del Veneto, in particolare veronesi padovani e polesani dotati di stazioni meteorologiche semi-professionali per il rilevamento delle principali grandezze atmosferiche aveva come obiettivo la creazione di un servizio di monitoraggio meteorologico sempre aggiornato, per aiutare concretamente la cittadinanza a conoscere in tempo reale le condizioni del tempo agenti sul territorio.
L’OBIETTIVO. Obiettivo raggiunto, visto che la rete di stazioni meteo ha avuto un rapido successo con l’integrazione in due anni di circa un centinaio di centraline, una sessantina delle quali scaricano in rete i dati in tempo reale sui siti
www.meteoveneto.com e www.meteo4.com. La trasmissione dei dati in diretta è possibile grazie ad una consolle collocata all’interno delle abitazioni dei singoli appassionati, la quale riceve i dati dai sensori posti all’esterno e li comunica ad un computer remoto attivo 24 ore al giorno, che li scarica su internet.
I valori misurati sono riportati quindi su tabelle e grafici a barre per una miglior visualizzazione, e su una mappa geografica che li colloca correttamente sul territorio. Inoltre i dati raccolti confluiscono in un «database», libero e gratuito, concepito appositamente per costituire una «memoria storica» del nostro clima, che è la base per qualunque studio di carattere meteorologico e climatico.
IL PROGETTO. Il progetto è aperto a tutti coloro in possesso di stazioni meteorologiche semi-professionali, in grado cioè di garantire la correttezza e l’uniformità dei dati raccolti, installate e mantenute seguendo rigorosamente la normativa dell’Omm (Organizzazione mondiale della meteorologia).
Il progetto Meteo4/Meteoveneto costituisce quanto di meglio si possa offrire a livello amatoriale per il monitoraggio meteorologico del territorio regionale e limitrofo, ed è inoltre apprezzato anche da molti studiosi e ricercatori dell’atmosfera e del clima, come il Gruppo di fisica dell’atmosfera dell’Università di Trento, guidato dal professore veronese Dino Zardi. E’ importante sottolineare come questa attività non abbia fini di lucro e si basi solo sulla passione e la dedizione di coloro che la portano avanti, la maggior parte dei quali sono soci dell’associazione «Estremi di Meteo4» di Verona, il cui presidente onorario è il meteorologo Emilio Bellavite.
Recentemente gli «Estremi», proprio per monitorare in diretta il clima della città di Verona, hanno acquistato una nuova stazione meteo che è stata installata nella centralissima via Achille Forti.
LA NUOVA CENTRALINA. Il compito di questa nuova centralina sarà di monitorare costantemente il clima cittadino, colmando così una grave lacuna del servizio meteorologico pubblico, ed essere poi inserita nel progetto «Biometeolab», uno studio sull’interazione tra clima e salute umana organizzato dall’Università degli studi di Milano e gestito dal professore veronese Angelico Brugnoli. I dati raccolti saranno utili sia per il monitoraggio ambientale sia per studi scientifici, in particolare per monitorare le ondate di caldo che colpiscono ormai sempre più di frequente Verona e la Pianura Padana.
IL FUTURO. Il progetto è dunque in pieno sviluppo e, anche attraverso la collaborazione con reti amatoriali di altre regioni come quella degli amici di «Garda Meteo» (
www.meteogarda.it), costituirà sempre più un’importante fonte di dati meteo-climatici.
Chiunque volesse ulteriori informazioni o desiderasse sapere come partecipare può scrivere una mail a
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La lettera è stata scritta da Marco Camera e Simone Vesentini, un ringraziamento speciale anche a Luca Panziera che si è occupato di girarla, tramite al padre, al giornale di Verona.