Racconti Meteo

 

  Pesanti scarti termici positivi e freddo latitante, precipitazioni in media.

Se si dovesse parlare di questo inverno con uno spirito puramente freddofilo/nivofilo si potrebbe benissimo fare a meno di costruire una analisi della stagione appena trascorsa, ma dovendo stare sopra le parti ci si accorge subito che di cose da dire ce ne sono tante e che tutte queste cose portano a descrivere un inverno dalle caratteristiche eccezionali.

 

  

Colli euganei tra nebbia e galaverna

 


Temperature ancora una volta sopra la media in un quadro primaverile.


Negli ultimi anni ci eravamo abituati a vivere un clima invernale fino alla seconda decade di marzo. Ancora rimangono limpidi ricordi soprattutto del 2004 e del 2005 anni in cui l'inverno ha dato il meglio di sé tra fine febbraio e inizio marzo; anche lo scorso anno dopo una piccola parentesi mite a metà febbraio l'inverno è tornato alla grande tra fine febbraio e metà marzo.



Gioia e delusione per un evento tanto atteso.

La discesa di aria artica marittima sviluppatasi dal mare di Norvegia ed entrata alle nostre latitudini con una doppia azione, attraverso la valle del Rodano e la porta della Bora, ha portato sulla nostra regione una situazione climatica più consona al periodo. L'irruzione tutto sommato non è stata di forte intensità e in molti casi le temperature sono tornate in media, la mitezza dei mesi scorsi però ha accentuato la sensazione di freddo.


Dopo la parentesi della galaverna clima nuovamente sopra la media.
 



Ci eravamo lasciati nell’ultimo articolo descrivendo una situazione di giornate di ghiaccio in pianura, questa parentesi fredda è durata poco e da inizio anno la situazione termica è nuovamente sopra la media.
Una situazione a dir poco assurda che ha avuto una rottura del tempo a cavallo tra l’1 e il 2 gennaio e per il resto ha portato giornate soleggiate che hanno fatto pensare a tutto ma non di essere in Gennaio.

Gelata mattutina a Castelbaldo (Padova).

Ultima settimana dai connotati sempre più invernali, segnata da nebbie e gelate mattutine con un peggioramento durato più di qualche giorno.

Quest'anno l'estate sembra non finire mai, da diversi mesi nella regione si fanno i conti con temperature di oltre 3° sopra la media mentre l'hp tropicale è sempre pronto ad invadere le nostre terre, l'autunno vuole continuare per la sua strada fregandosene delle date meteorologiche e astronomiche mentre l'inverno sembra latitare, ma non è così e ora vedremo il perché.

 Dominio spezzato da 2 perturbazioni e un'incursione gelida.

 

Scatto novembrino a Cornoleda nei Colli Euganei. Foto di Siro Morello.

L'autunno è una stagione intermedia divisa in due tronconi: una parte post-estiva e una pre-invernale, in entrambi i casi vi dovrebbe essere la presenza di numerosi giorni di pioggia mentre in risposta delle belle giornate dal sapore estivo, caratteristiche di settembre, ci dovrebbe essere un periodo finale di stagione dal sapore invernale.

Una fiondata artica ha fatto piombare la temperature sotto lo 0° in molte zone della pianura.

 

La notte tra l'1 e il 2 novembre ha visto una discesa di aria gelida che in primis ha colpito le quote alte facendone crollare la temperatura a -20° sulla Marmolada mentre in pianura vi è stato un leggero fohn che ha fatto salire i termometri fino a 14/15° di massima diffusamente in tutta la pianura.