Racconti Meteo

Il giorno 7 fa ingresso sulla regione una perturbazione a carattere freddo, con isoterme sui -5/-6° a 1350m di quota. In pianura inizia a nevicare con 4° e nel giro di poco tempo la temperatura scende a 0° con la neve che cade fino alle prime ore del giorno 8.
Reduci da uno dei novembre più caldi di sempre, tra il 2 e il 3 dicembre fa ingresso aria fredda con precipitazioni che assumono carattere nevoso oltre i 500m. Visto il periodo dopo l'arrivo dell'aria fredda inizia a farsi strada una certa inversione termica, le massime che ad inizio mese toccavano i 9° calano a 6°.
L'inverno 2012/13 è giunto al termine,  che inverno è stato? Se il 2011/12 è stato dominato dall'alta pressione questo invece è stato dominato da un certo dinamismo che seppur con termiche al limite ha portato diverse occasioni da neve.

Dopo questo ulteriore ingresso di aria fredda con la neve al suolo l'inversione termica si fa più forte, il giorno 9 Pelizzare Bagnolo di Po è tra le stazioni più fredde di pianura : il termometro scende a -9.3° al mattino mentre la massima non supera gli 0.4°. Quel giorno molte stazioni del basso Veneto hanno faticato a superare i 3° di massima.

Grazie all'inversione termica si apre appunto un periodo freddo con minime sotto i -4° e massime che toccano i 5°.

La sera del 13 arriva una perturbazione che ha la particolarità di scorrere sopra il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti, il moto della perturbazione stessa pesca aria fredda dalla pianura padana e per metà regione la neve cade quasi ininterrottamente per 12-13 ore a discapito di previsioni che parlavano di pioggia già da subito. Alcune zone del veronese toccano i 16-17 cm di accumulo.

L'inversione termica continua nel frattempo a fare il proprio dovere, tra il 18 e il 22 ci sono i primi accenni di galaverna mattutina ma la temperatura diurna tocca circa 1° in quasi tutta la pianura.

Dal 23 le cose cambiano, entrano in scena le correnti atlantiche in concomitanza con il Natale. Il giorno 26 una perturbazione è portatrice di piogge in pianura con una temperatura di 6°, fino al 28 non si registrano gelate mattutine . Ed è proprio il giorno 28 che in pianura si registra un giorno caldo, soprattutto nella parte sudoccidentale con temperature massime che superano i 10°.

Il mese finisce con giornate dalla lunga escursione termica, le minime toccano i -3° e le massime i 9° .

Il tempo stabile di fine anno con la luna piena regala questo paesaggio mozzafiato.

Ad essere gelida in questo periodo è la notte di Capodanno, c'è la formazione di una nebbia molto bassa con temperature di -1°/-2° al suolo  con la formazione della galaverna al mattino. Nel Veneto sudoccidentale le temperature faticano a superare i 3° mentre nel resto della regione i termometri salgono anche oltre gli 8°.

Il giorno 2 arriva una perturbazione atlantica che porta ad accumuli fino a 15 mm di pioggia in pianura.

A dare notizia il giorno 5 è una fase di potente inversione termica, se in alcune zone di pianura del basso Veneto si faticano a superare i 5/6° di massima oltre i 300 m sui Colli Euganei e nelle altre aree collinari in genere i termometri toccano i 16/17°.

L'inverno rimane in stand-by, al mattino si registrano deboli gelate mentre di giorno la temperatura riesce a superare anche i 10°.

Dal giorno 13 le cose cambiano nuovamente, fa ingresso una nuova perturbazione atlantica che nei giorni successivi viene seguita da aria più fredda che produrrà nuove nevicate. Il momento clou è tra il 15-17 gennaio, nella notte del 15 fa ingresso aria molto fredda che genera rovesci e temporali che fanno crollare la temperatura da 4° a 0° in pochi minuti (foto qui sotto), una nevicata fugace che sarà l'antipasto del 16.

La temperatura il giorno 16 si stabilizza a 5° ma con le precipitazioni inizia un calo termico che porterà a nevicate diffuse in pianura e soprattutto in area collinare con accumuli in quest'ultima anche superiori ai 20 cm. In alcune zone non si è verificato il connubio aria fredda/precipitazioni e perciò il massimo che si è avuto è stata coreografia o neve mista a pioggia.

L'immagine qui sopra mostra come nella notte del 17 alcune zone del basso Veneto si siano trovate nell'occhio del ciclone, perciò quello che doveva essere il momento clou per quelle zone lo è diventato per alcune zone di alta pianura.

Le due foto qui sopra ritraggono scorci innevati del Monte Venda.

Il 19 e il 20 arriva l'ennesima perturbazione della stagione, in pianura si registra la presenza di fiocchi di neve tra la pioggia mentre sopra i 200/300 m di quota nevica.

In un periodo tutto sommato mite altre piogge vengono registrate il giorno 23 mentre sul finire della settimana fa ingresso aria fredda  e una successiva fase di inversione termica che fa scendere i termometri fino a -4°.

Il giorno 27 fa comparsa la nebbia con temperature diffusamente sotto lo 0°, il movimento/dissolvimento della massa nebbiosa è abbastanza curioso, ad un certo punto con il suo nocciolo freddo staziona esclusivamente  sulla Bassa Padovana, Merlara è l'unica stazione di pianura a registrare la di ghiaccio con -0.1°, molte altre stazioni della zona registrano massime di qualche grado sopra lo 0°.

Il 28 gennaio una debole perturbazione porta con sè nuove nevicate, coreografiche in molte zone di pianura hanno maggiore effetto nel veronese.

Il mese finisce con cieli grigi, bassa escursione termica e nessuna gelata.

Il 2 febbraio arriva una perturbazione, che porta una acuta fase di maltempo con forti piogge e calo termico, la neve arriva a cadere anche  a quote collinari verso il finire dell'evento. Per la cronaca in alcune zone di pianura sono caduti oltre 30 mm di pioggia.

Nei giorni 3 e 4 le temperature massime superano i 10°, dal giorno 5 inizia un graduale afflusso di aria fredda in quota, nelle prime fasi la direttrice troppo perpendicolare alla catena alpina ci vede riparati ma successivamente inizia un periodo freddo con il ritorno delle gelate mattutine.

La sera del 9 febbraio fa il suo ingresso aria molto fredda in quota che genera rovesci di neve anche in zone costiere del basso veneziano, la neve ha fatto comparsa anche a Chioggia, spesso fortunata negli eventi nevosi dell'inverno.

Il giorno 11 fa ingresso una perturbazione con isoterme di -4° a 1350 m (termiche al limite per la neve) che sfrutta il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti portando nevicate diffuse in tutta la pianura. L'aumento della temperatura fa piovere nel basso polesine dal pomeriggio mentre nell'alto polesine/bassa padovana occidentale/basso veronese in serata la neve lascia il passo al nevischio bagnato. Comunque sia per molte zone di pianura questo è il miglior evento della stagione con accumuli che toccano i 20 cm, sul Monte Venda a 600m di quota ne cadono 50 cm.

Nella prima foto qui sotto la pianura la sera dell'11 febbraio, nella seconda foto la strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio, nella terza il paese di Teolo la sera del 12 febbraio

La strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio

Il 12 e il 13 il clima è freddo e le temperature rimangono basse anche pieno giorno, poi aria più mite con l'avanzare della stagione fa sentire i propri effetti, a deboli gelate mattutine fanno da contraltare massime oltre i 10°

Dal 20 febbraio lo scenario muta ancora, aria fredda si muove verso di noi. Le temperature calano e nelle prime ore della notte del 21 la neve fa la sua comparsa in pianura, è l'inizio di 2 giorni magnifici sotto il profilo della neve, cadrà spesso anche se in molte zone si ridurrà ad essere solo coreografica. Il massimo splendore della nevicata viene raggiunto da alcune zone della pedemontana veronese che fino a quel momento non avevano avuto molta fortuna con la neve e da Vicenza città.

Il 23  febbraio arriva nuova neve, ben presto sostituita dalla pioggia.

La stagione chiude mite con massime superiori a 10° e piogge portate da instabilità pomeridiana il 27.

In conclusione: l'inverno ha saputo dare molte emozioni per quel che riguarda la neve, la maggior parte delle stazioni di pianura ha registrato una nivometria di molto superiore alla norma, alla luce delle 7 nevicate che ci sono state. Nell'area collinare euganea le nevicate sono state 13.

Non so se sia il termine giusto, però cerchiamo di capirne qualcosa con l’immagine del satellite relativa all’ultima nevicata.

In primo luogo si può notare come basso veneziano, basso polesine, ferrarese, ravennate e parte della provincia di Bologna abbiamo subìto gli effetti dello scirocco che ha fatto girare la neve in pioggia già dal primo pomeriggio.

Poi si può notare i classici effetti del fohn lessinico su Verona e dintorni, in quelle zone a farla da padrone è stata spesso la pioggia con temperature che molto difficilmente sono scese sotto i 2°.

Ma soprattutto quello che mi interessa farvi notare maggiormente sono quelle due macchiette verdi appena sotto ai Colli Euganei ed ai Monti Berici che stanno a significare che queste colline per quanto siano poco alte (444 m i Berici, 601 m gli Euganei) con correnti da NE fanno da “ombra” alle zone appena SW dell’area collinare. Si tratta di fohn? Chiamarlo così potrebbe essere il termine sbagliato ma dice certo vi posso assicurare che a Bresega (che è a SW rispetto agli Euganei) la temperatura nel momento migliore della nevicata non è mai scesa sotto i 0.4° e verso sera c’è stato nevischio con temperature comprese tra 0.9°/1.6° mentre in altre zone non molto lontane nevicava ancora con 0°/0.4°.

L’area di color grigio, che è collocata tra la bianca pianura lombarda e le zone verdi ha avuto pioggia/pioviggine nella fase finale ed una copertura del cielo con temperature positive +1°/+2° con umidità quasi satura 98/99% , tutti fattori che hanno sciolto buona parte del manto nevoso nelle ore successive alla nevicata.

Carissimi amici lettori di Meteo4,

il 2012 è giunto al termine, com'è stato a livello meteorologico? Guardando a livello generale si può parlare tranquillamente di un anno in un certo senso controverso. Parlerò attraverso i dati che più mi appartengono, quelli della stazione di Bresega (PD), spero comunque di riuscire a dare una buona interpretazione dell'anno appena trascorso.

A livello termico sorprende il fatto che i tre mesi invernali (Gennaio,Febbraio e Dicembre) sono finiti tutti sotto la media, e la media delle temperature minime è stata negativa per tutti 3 i mesi. A metà gennaio c'è stato un bel episodio di galaverna durato 3-4 gg in questo angolo di Veneto, poi a febbraio c'è stata una potente irruzione fredda che ha permesso al mese di finire sotto la media nonostante una scaldata finale. La neve è stata pochissima rispetto ad altre zone d'Italia, qui in regione è stato soprattutto il Polesine a vivere i momenti di gloria maggiore. Negli ultimi episodi che ci hanno coinvolto a dicembre la parte del leone è stata fatta da Verona con la splendida nevicata del 13-14 dicembre. L'episodio del 7-8 dicembre ha premiato maggiormente il basso Veneto, notevoli i -9.3° di minima registrati da Pelizzare Bagnolo di Po con copertura omogenea al suolo.

La controversia termica di questo 2012 ha avuto conferme nella stagione estiva, giugno luglio e agosto hanno avuto una media massime superiore a 30° , singolarmente hanno registrato massimi assoluti di 36°, 38.3° e 38.8°. Per la prima volta da quando registro dati dal 1999, l'estate ha chiuso con due serie superiori a 30 gg di massime over 30°, una da 31gg consecutivi dal 15 giugno al 15 luglio e una da 34 gg consecutivi dal 24 luglio al 26 agosto. Particolarmente caldo è stato anche novembre che con una media di 13.9° è stato tra i più caldi a livello secolare.

L'andamento pluviometrico è stato anch'esso controverso, l'anno comunque  è di fatto finito in media con i precedenti 12 anni. Il 2012 è stato caratterizzato da una forte siccità estiva, fino al 30 agosto erano caduti solo 21 mm in 3 mesi, poi il 31 un temporale ha portato la pluviometria a 53 mm , il dato più basso da 1999. L'autunno invece è stato molto piovoso e infatti la pluviometria totale dei 3 mesi è stata di 342mm (370 mm il pluvio manuale) , la stagione ha concluso al primo posto per pluviometria dal 1999. Al forte regime siccitoso di gennaio, marzo, giugno e luglio si sono contrapposti aprile, maggio settembre ottobre e novembre, sottomedia ma non totalmente siccitosi febbraio e agosto.

Con la speranza di un 2013 altrettanto interessante a livello meteorologico vi auguro un buon fine anno ed un felice anno nuovo.

L'ultima volta che la mia stazione ha registrato una massima inferiore a 30° era il 14 giugno, da quel momento in poi si sono avute massime superiori a tale limite, soprattutto dal giorno 16. Un primo picco del caldo si è registrato in data 19 giugno, con termometri sopra i 35° in quasi tutta la pianura e isolati picchi a 37°. 

Sul finire del mese il caldo ha registrato una nuova intensificazione che si è concretizzata nella giornata di ieri 1 luglio con temperature massime superiori a 38° in alcune località.

Vale la pena citare i dati di due tra le principali reti di monitoraggio: quella ufficiale dell'Arpa e quella amatoriale di Meteo4.

Per la rete Arpav al primo posto ci sarebbe la stazione di Galzignano, ho utilizzato il condizionale visto che il valore di 40.2° si stacca troppo dagli altri valori registrati in regione, perciò dal mio punto di vista è più corretto dire che le prime classificate sono Noventa Vicentina e Balduina2 con 38.7°, segue Frassinelle con 38.2°, Pelizzare Bagnolo di Po è l'ultima delle "trentottine" con 38° tondi tondi. Molte le stazioni sopra i 36°.

Superati i 30° fino a poco sotto i 900 m di quota,  a Cortina (1200 m circa) la massima si è fermata a 28.3°, i principali passi dolomitici (generalmente situati tra i 1700 e i 2200m) tutti sopra i 21°. Sulla Marmolada la massima si è fermata a 13.1°: tutti i valori delle stazioni montane citate sono elevati per la quota e per il periodo. 

Per la rete Meteo4 al primo posto ci sono Cerea e  Bresega con 38.3°, Oppeano 38.2°, Soave e Lendinara 38.1°, anche nella rete di Meteo4 molte stazioni sopra i 36°.

Un altro dato importante arriva dalla stazione di Chioggia, appartente a MeteoVeneto che ha registrato 31.3° di massima, è bene ricordare che la stazione è posizionata sulla Laguna omonima e ben poco e raramente risente degli influssi continentali della pianura veneta che si ritrova alle spalle.

Qui sopra c'è la sinottica delle figure bariche in Europa di oggi 26 aprile con i rispettivi nomi

In un'epoca in cui la meteorologia è malata di sensazionalismo cercherò di dare notizie corrette sui prossimi giorni.

La figura dominante sarà l'alta pressione ma non si chiamerà "Hannibal" come qualcuno aveva cercato di battezzarlo ma si chiama "Ignaz". Nessun anticiclone africano a scanso di equivoci, il centro di alta pressione si posizionerà sui Balcani.

Il caldo vero e proprio sarà spedito verso di noi da uno scambio meridiano, ovvero una discesa  di aria perturbata e fredda arriverà a sfiorare il Marocco, come risposta la Spagna orientale  godrà del ramo "umido"della risalita calda mentre noi trovandoci troppo lontani dal centro di bassa pressione ci troveremo in quello secco. 

Il bel tempo per il Veneto però sembra avere vita corta e già domenica soprattutto nella seconda parte ci potrebbe essere un parziale disturbo.

Le température in questi giorni saliranno ed il punto più alto molto probabilmente verrà raggiunto sabato con temperature fino a 28° , il parziale guasto della domenica porterebbe ad un temporaneo lieve calo delle temperature.

Andando un più in là col tempo anche il 1° maggio non sembra essere così caldo come frettolosamente annunciato da qualcuno qualche giorno fa, per ora il domino caldo di hannibal si conferma essere una corposa bufala mediatica studiata ad arte per riempire di clic qualche sito.

A fine marzo si prevedeva un cambio di rotta per il nuovo mese e così è stato. Dall'inizio di aprile il Veneto sta facendo i conti con la vera primavera, quella fatta di giorni piovosi alternati ad altri soleggiati ma con nuvole sempre in agguato.

Dopo le piogge che ci hanno colpito la scorsa settimana e  il giorno di Pasqua anche oggi il Veneto sta facendo i conti con il maltempo.

La perturbazione giunta sulla regione è di carattere freddo e la neve ha fatto la sua comparsa a quote medio-basse, già dai 1000-1300 m la dama bianca sta mettendo veste invernale alle nostre amate montagne.

Questa immagine ci arriva dalla web cam del Rifugio Val Formica, a 1600 m sull'altopiano di Asiago

Stando alle previsioni potrebbe essere la nevicata più corposa di tutto il semestre freddo, dato che da novembre a fine marzo sono mancate all'appello le perturbazioni invernali foriere di grande neve in montagna.

La più bella notizia arriva dalla configurazione barica che sta apportando piogge: dopo gli estremi fatti di alluvioni  e successiva siccità finalmente stiamo facendo i conti delle normali perturbazioni primaverili.

Le previsioni sono di maltempo per tutta la giornata di oggi, domani pausa e da sabato si attende l'ennesima fase di maltempo di questo aprile che finalmente ci riporta alla normalità climatica.


L'inverno 2011/12 è giunto al termine, trovare una definizione per questo inverno per certi aspetti controverso è difficile; se si vuole però trovare una figura barica cardine di questa stagione sicuramente la scelta non può che ricadere sull'alta pressione delle azzorre, indiscussa dominatrice sulla nostra regione.

Proprio i primissimi giorni di dicembre vedono il predominio dell'hp già presente da circa quindici giorni, il tempo in questo periodo è nebbioso nella parte meridionale e occidentale del Veneto, soleggiato nel resto della regione. qui sotto si può vedere l'anticiclone con il massimo posizionato appena a nordest della nostra regione.

Dal giorno 3 al giorno 15 l'alta pressione molla leggermente alternandosi alla presenza di correnti atlantiche. Le perturbazioni giungono abbastanza disturbate e disorganizzate, le piogge dei giorni 3 e 12 dicembre non sono certo di aiuto dopo un autunno secco. Il periodo in analisi è comunque scarso di emozioni, i cieli sono spesso nuvolosi e le temperature sono relativamente miti sia di giorno che di notte. Sporadiche e deboli gelate notturne solo tra il 7 e il 9 dicembre.

Dal 16-17 dicembre inzia l'afflusso di correnti più fredde di matrice settentrionale che, unito ad un successivo periodo di debole alta pressione, fa registrare una bella serie di minime negative fino a fine anno soprattutto nel basso Veneto. Le giornate si fanno via via più fredde, in pole position sempre la parte meridionale e occidentale della regione, anche se non mancano i giorni miti che pongono il loro momento clou proprio nel giorno del Santo Natale: le massime si attestano tra i 10° e i 14° in tutta la regione.

Dopo il parziale rinforzo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, l'alta pressione cede leggermente sul suo lato orientale lasciando spazio a correnti settentrionali che trovano la loro massima espressione nel vento di fohn del 6 gennaio: le raffiche massime superano i 50 km/h in diverse località della pianura. Fino ai giorni 13-14 la parola d'ordine nella pianura è "lunga escursione termica": a minime comprese tra 0° e -4° vengono corrisposte massime tra 10° e 14° dando vita così ad un'insolita escursione termica per il periodo in essere.

Sinottica del 6 gennaio

Il primo periodo davvero interessante a livello di freddo si svolge dal 14 al 21 gennaio, soprattutto tra il 16 e il 20 con il basso Veneto primo della classe per massime sotto lo 0°, giornate di ghiaccio si registrano anche se in misura minore su tutta la pianura ed in alcune aree collinare di solito soggette a temperature primaverili in assenza del fenomeno della nebbia, che invece nel periodo in esame è stata presente su vaste zone della regione raggiungendo uno spessore anche superiore ai 400m.

Galaverna nel Basso veneto

La mattinata del 21 conclude la settimana nebbiosa per il Veneto e coincide con un generale rialzo delle temperature massime, fino al 25 molte le massime over 10° registrate nella fascia centro-settentrionale della pianura. Le minime continuano a mantenersi al di sotto dello 0°

Dal 26 l'alta pressione trova il modo di elevarsi verso nordest, dove nel frattempo tra Russia e Finlandia si è instaurata un'alta pressione con valori superiori a 1050 hPa. Il risultato di questo "abbraccio fraterno" conosciuto nell'ambiente meteorologico come "Ponte di Woejkoff" è un generale calo delle temperature giorno dopo giorno, grazie all'aria fredda spedita da questo grande motore di rotazione antizonale, cioè con correnti che si muovono da est verso ovest mentre in condizioni normali succede il contrario: alla luce di questo i termometri di giorno scendono da 10° a 0° in pochi giorni.

Sinottica del 1 febbraio, giorno della prima nevicata: L'alta pressione che dall'Atlantico si spinge fino alla Russia è il cosiddetto "Ponte di Woejkoff" 

Questa "man forte" tra alte pressioni porta ad un periodo freddo con temperature di molto sotto la media. A beneficiare di ciò sarà soprattutto il basso Veneto colpito maggiormente sia per le giornate di ghiaccio che per la neve caduta. A causa della disposizione barica la zona più colpita dalla neve nello specifico è stato il basso Polesine e il delta del PO che possono contare su accumuli totali superiori ai 35 cm, mentre ad essere molto penalizzata ruslta essere la marca trevigiana con accumuli totali inferiori a 10 cm.

In questo periodo con temperature di molto sotto la media ghiacciano anche i canali più grandi e molte zone della Laguna di Venezia

Nella sinottica qui sotto si può notare la continuazione del "ponte" che ha generato la seconda ondata di gelo sul Veneto.

A livello molto localizzato a sorprendere molto in questo febbraio sono tre nevicate:quella del 1 febbraio con accumuli fino ad oltre 15 cm sul Polesine,  quella del 5 febbraio in una zona ristretta sulla riva veneta del lago di Garda con accumuli superiori ai 20-25 cm e quella del 20 febbraio che ha scaricato 35 cm ai 600m di quota del Monte Venda.(nell'immagine qui sotto)

Dopo la fine del freddo diurno dal giorno 15 c'è stato un generale rialzo delle temperature con massime superiori ai 10° e minime che sono rimaste sui -3°/-5°.

L'alta pressione indiscussa dominatrice di tutto l'inverno nel frattempo continua a dettar legge, un effimero dietro-front della stessa permette l'ingresso di una perturbazione tra il pomeriggio del 19 e il giorno 20, tale perturbazione si dimostra essere la più prolifica di tutta la stagione con accumuli diffusi superiori a 10-15 mm. Dopo il passaggio della perturbazione continua la presenza di una escursione termica superiore ai 10°, le gelate si fanno più rare e spesso sono appannaggio del solo Basso Veneto.

L'inverno finisce così com'era iniziato, sotto un'alta pressione che per merito di quest'ultima questo inverno risulta essere uno dei più siccitosi di sempre.

L'anticiclone non è stato solo sinonimo di siccità, questa figura ha comportato anche un alto numero di minime sotto lo 0°, il numero più alto dal 2006/07, un gennaio con 29-30 gelate su 31 giorni non si vedeva da tempo. Per merito di questo molti canali anche minori della bassa pianura hanno potuto fregiarsi della presenza di ghiaccio dal 18 dicembre al 18 febbraio, risultato che non si vedeva da tempo.

Scatto notturno di un canale ghiacciato

Per maggiori approfondimenti vi rimando alla lettura dei seguenti articoli:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=573:febbraio-2012-gelo-e-neve-nel-nordest&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=571:la-nevicata-del-12-febbraio-2012&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=570:neve-quel-feeling-tra-veneto-e-hp-groenlandese&catid=70:domande-e-risposte&Itemid=182

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=569:le-truppe-del-generale-inverno-invadono-il-veneto-gelo-diffuso-e-neve-in-molte-zone&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=568:settimana-gelida-per-la-pianura-veneta&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=566:il-punto-sulla-prima-meta-della-stagione-fredda&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54