Racconti Meteo

Il periodo fresco di metà mese è già stato posto nel dimenticatoio, negli ultimi giorni il caldo è andato via via crescendo, ed anche se le temperature non hanno toccato livelli record l’alto tasso di umidità ha creato un’opprimente sensazione di afa che si è fatta sentire anche nella notte.

La spiegazione di tutto questo sta in una moderata ondata di calore che “invecchiando” ha prodotto una stagnazione di umidità in pianura padana con l’aiuto di una relativa calma di vento.

Di giorno il valore di umidità minimo in molte località è stato superiore al 35%, mentre di notte il valore massimo ha superato l’80%, in alcuni casi anche il 90%.

Le temperature della notte poi non sono state certo d’aiuto, infatti solo poco prima dell’alba si sono toccati valori attornianti i 20°, mentre per buona parte della notte il termometro è rimasto tra i 21 e i 24°.

Svariate le località in cui la temperatura minima è stata sopra i 20°, nelle località di mare e nei grossi centri urbani il termometro non è mai sceso sotto i 22°.

Il caldo afoso ha comunque il pregio di non fare toccare ai termometri temperature troppo alte di giorno, ecco quindi che a minime di 20° si sono corrisposte massime comprese tra 30° e 33°, valori non di certo eclatanti e che sono rappresentativi di una normale ondata di calore.

Nei prossimi giorni la situazione non dovrebbe cambiare, forse ci sarà un’ulteriore lieve aumento nei valori termici e nel tasso di umidità.

 

 

Nell’ultimo articolo ho messo in rilievo il ritorno di un tempo spesso perturbato e piovoso che ha caratterizzato la prima settimana di maggio, il maltempo poi ha continuato per la sua strada diventando la caratteristica principale anche di questa seconda settimana del mese.

E' con enorme piacere che pubblichiamo l'intervista integrale che ci è stata gentilmente e con onore concessa da Telenuovo.
Per l'associazione estremi di meteo4 è motivo di fondato orgoglio e felicità.
Non perdiamo occasione di ringraziare pubblicamente ancora una volta TELENUOVO nella persona della Signora Chesini per la grande opportunità concessaci.
Invitiamo tutti a rivedere con noi l'intervista
Con grande soddisfazione per tutta l'associazione, il direttivo e tutti coloro i quali fanno parte della rete di stazioni, del forum, dei visitatori del sito, che speriamo possano crescere ancora maggiormente nei prossimi giorni.

Accedi all'intervista

 

La settimana scorsa ho sottolineato come le temperature di fine aprile fossero state di molto sopra la media: il clima è stato a tutti gli effetti simil-estivo.

In questa prima parte del nuovo mese invece c’è stato un gradito ritorno alla normalità, il clima si è fatto più consono alla stagione mentre c’è da segnalare il ritorno delle piogge, quelle abbondanti che sono spesso mancate nella prima parte di stagione.

 

Tempo fa Fulvio Ts, un utente del forum di Meteo4 aveva lanciato una discussione su possibili prove d’estate per la terza decade di aprile.

Sono effettivamente avvenute? Nel senso stretto della frase queste prove d’estate non sarebbero proprio avvenute, le temperature hanno toccato i 24-25° in maniera diffusa e perciò sono valori ben distanti dalle medie estive.

C’è da dire però che i valori registrati sono stati ben al di sopra della media e che queste lunghe serie di 24-25° si dovrebbero registrare solo nella parte finale di maggio. In questo periodo ci dovrebbero essere molti più giorni di nuvole e pioggia con l’ombrello sempre pronto e le maglie a manica lunga addosso, invece regna sempre un bel sole e durante le ore centrali della giornata si può girare tranquillamente con magliette a manica corta.

Dove sta il cambiamento rispetto a 13-15 anni fa? La mancanza di perturbazioni atlantiche foriere di piogge e la maggior rilevanza che hanno avuto le fasi anticicloniche di natura sub-tropicale hanno prodotto un riscaldamento  della primavera meteorologica nell’ultimo decennio: raggiungere i 20° è diventato oramai facilissimo già dalla terza decade di marzo, i 25° a metà aprile sono diventati una consuetudine ed i 30° a maggio sono diventati una certezza.

 

12 nevicate all'attivo, molte zone hanno toccato e superato i 50 cm di accumulo, poche le zone sotto i 30 cm. Nel momento di maggiore picco del freddo toccati valori che non si raggiungevano dal 91.

L’inverno 2009/10 ha avuto parvenze di straordinarietà , anche se poi la realtà complessiva dice ben altro. Ora attraverso la descrizione dei fatti e l’uso di alcuni dati andremo a vedere cos’è stato straordinario e cos’è stato normale.

 

Il sottoscritto ormai da dieci anni bazzica per la bassa padovana, facendo spola tra Bresega e Castelbaldo, anche e soprattutto durante le nevicate. Questo mi ha permesso di fare attente osservazioni sui differenti accumuli nivometrici che si hanno nella zona che dall’estense ci traghetta nell’alto Polesine.

In base alla direzione dei venti associati alla perturbazione si hanno differenti tipi di nevicata e differenti accumuli: ora andremo a vedere nello specifico l’analisi di ogni tipo di corrente.