Racconti Meteo

Reportage di Luca Stevanato

Dopo la rottura dell'argine del Frassine due giorni fà, l'acqua si sta riversando negli abituali scoli costruiti per far defluire le acque piovane. Lo scolo principale è il Brancaglia ed il Vampadore. La situazione del Brancaglia si stà sistemando con la rottura dell'argine a Tre Canne, mentre il Vampadore non ha nessun possibile sfogo ed il suo livello continua a crescere allagando sempre più la campagna circostante. Il ritmo di crescita del Vampadore è di 1 cm all'ora e molte vie in prossimità dello scolo hanno oltre 1 metro di acqua. Sono fuoriusciti 22 milioni di metri cubi di acqua fin'ora e la maggior parte dovrà passare per questo scolo. Lascio spazio alle impressionanti immagini proveniente da Megliadino San Vitale fra le vie vicine, via Catene e via Vampadore. Purtroppo non posso documentare la situazione nei posti più colpiti vicino alla falla, dove l'acqua ormai dovrebbe essere prossima ai 2 metri d'altezza.
Infine volevo fare un plauso alla solidarietà della gente Veneta, che ha uno spirito di collaborazione unico! Tutti si aiutano con un altruismo incredibile! Qui il servizio completo

 

Prevista con largo anticipo è arrivata una perturbazione che ha scaricato enormi quantitativi di piogge nella fascia prealpina.

Notizie di alluvioni per esondazioni dei corsi d’acqua arrivano in questo momento da Soave e Vicenza.

Ecco alcuni frammenti riportati da Marco Rabito, un appassionato di meteorologia vicentino: “In diretta da Vicenza città, paralizzata e alluvionata, scene impressionanti, persone recuperate col gommone in contrà San Pietro”.. e ancora “vicenza città in ginocchio. Milioni di euro di danni, macchine che galleggiano in via 4 novembre”. Nel capoluogo dell’omonima provincia il Bacchiglione ha esondato in vari punti mettendo in ginocchio la città.

Situazione simile a Soave, dove ha esondato il torrente Tramigna..ecco cosa scrive Giovanni, un meteofilo della zona “Non conosco i dettagli della dinamica di esondazione ma pare che all'ingresso del paese il Tramigna abbia rotto gli argini in 2 punti.

I risultati sono che la parte meridionale del paese è allagata, l'acqua arriva fino all'interno della cinta muraria nei punti più depressi tanto che tutto Corso Vittorio Emanuele è allagato fino a poco primo della porta d'uscita nord.

Il mio giro di perlustrazione si è limitato alle aree accessibili senza "indumenti adeguati"

Intanto aggiungo delle foto poi approfondisco il tema che va ben oltre ai 2 argini rotti...”

Ecco una foto inviata da Giovanni al forum di Meteo4

Questa situazione critica è stata creata dalle abbondanti piogge che hanno colpito duramente la fascia prealpina: toccati i 224 m in 24 ore dal pluviometro di Castana, 197 a Turcati, 193 al Rifugio la Guardia, superati i 100 mm in molte altre località della zona.

Gli enormi quantitativi caduti si sono riversati sui torrenti che scendono dalle montagne: i corsi d’acqua si sono ingrossati a dismisura assumendo una certa forza ed ecco quindi il motivo delle esondazioni.

Per oggi non è previsto alcun miglioramento del tempo, anzi le previsioni davano oggi come la giornata con più pesanti piogge.

Vi rimando a futuri aggiornamenti

 

Nei mesi estivi appena trascorsi il Veneto ha vissuto svariate situazioni climatiche, ecco perciò che a periodi anche lunghi di temperature abbondantemente sopra i 30° si sono alternati periodi con temperature di molto sotto a tale valore , con l’ausilio anche di piogge abbondanti e temporali in alcuni casi violenti (Chiamati con troppa facilità trombe d’aria dai vari media)

I primissimi giorni dell’estate hanno avuto temperature sotto i 20-25° con un clima gradevole, poi dal 4 al 14 del mese c’è stata la prima serie di diffusi over 30° nelle località più continentali, mentre in molte altre località tale valore è stato superato solo a fasi alterne.

Dal 15 al 22 giugno l’estate ha subito una battuta d’arresto che ha avuto il culmine il giorno 20, quando molte stazioni non hanno superato i 17° di massima ed alcuni pluviometri hanno superato i 100 mm di accumulo.

Dal 25 poi l’estate ha preso il volo: nel giro di qualche giorno temperature over 30° sono diventate normali e fino al 23-24 di luglio sono state il motivo trainante della stagione estiva appena trascorsa. Non sono mancate comunque alcune interruzioni dovute a temporanee infiltrazioni di aria fresca che sono state la miccia per temporali anche forti accompagnati da grandinate. In questo periodo caldo sono stati raggiunti i massimi valori termici, con temperature sopra i 36-37°.

Dal 25 luglio al 7 agosto l’estate ha subito una seconda battuta d’arresto, le temperature sopra i 30° sono diventate molto più rare e piogge e temporali in alcuni momenti sono stati veri dominatori della scena. Il giorno 5 è stato il culmine di questa fase fresca con temperature massime comprese tra 19-22° in pianura, alcuni pluviometri hanno superato gli 80 mm di accumulo pluviometrico in una giornata in pieno stile autunnale.

Dal giorno 8 al giorno 12 l’estate ha cercato di farsi largo, ma prontamente nel weekend ferragostano piogge e temperature poco estive hanno dominato la scena.

Dal 18 al 28 del mese l’estate ha ripreso terreno con temperature che hanno toccato i valori più alti del mese, raggiungendo i 35°.

Negli ultimissimi giorni aria fresca ha riportato i termometri sotto i 30° limando leggermente anomalie decadali che altrimenti sarebbero state elevatissime.

Da sottolineare

Quello che più ha colpito durante la lunga fase di caldo a cavallo tra giugno e luglio è stato il ritorno dell’afa “potente”. Nell’ultimo decennio ci eravamo abituati ad onde calde secche con valori di ur sotto il 30%, mentre nell’estate appena trascorsa abbiamo assistito a giornate calde con valori di ur sopra il 40-45% anche per diversi giorni.

Il periodico alternarsi di passate temporalesche a momenti più autunnali ha dato ad alcune località pluviometrie estive molto alte. A CadiDavid, con 405.7 mm, c’è stata la seconda estate più piovosa degli ultimi 25 anni, seconda solo al 1989; Del totale pluviometrico, 232.2 mm ne sono caduti nel solo mese di agosto

Indicativamente l’estate è finita con una anomalia attorno a +0.5/+1.5° rispetto alla media degli ultimi 20-25 anni.

 

Prevista da qualche giorno è arrivata tra sabato e martedì dell’aria fredda  ad abbassare le temperature che nell’ultima decade di agosto erano state di molto sopra la media.

Le temperature minime fino a venerdì superavano tranquillamente i 18°, poi il primo sbuffo di aria fredda di sabato (che ha provocato diversi temporali anche con grandine) ha abbassato di qualche grado i termometri.

Il clou del fresco mattutino si è avuto tra martedì e mercoledì quando i termometri sono scesi sotto i 10° in molte località ad eccezione della costa: di colpo le maniche corte al mattino presto sono state rimpiazzate dalla maglia della tuta.

Vale la pena citare i valori minimi delle due reti che di solito prendo in esame: Arpav e MeteoVeneto/Meteo4.

Inizio da martedì 31 agosto.

Per la prima i valori più bassi in pianura sono stati registrati a Ponte di Piave 6.2°, Portogruaro Lison 7.3°,Trebaseleghe 7.9° , Villorba 8.0, Galzignano 8.3° , Zero Branco 8.4°.

Per la seconda: San Donà e Musile di Piave 8.6°, Merlara 8.8°, Urbana 9.1°.

Curioso poi l’andamento termico del 31 agosto che ha visto un rialzo termico fino a toccare i 27° molto probabilmente per merito di venti di fohn che soprattutto in serata hanno mantenuto alte le temperature delle località in cui soffiava.

Tenendo sotto occhio le temperature martedì sera non era strano vedere temperature prossime ai 10° in località dove c’era calma di vento, e temperature prossime ai venti gradi dove il fohn soffiava ancora.

Finito l’effetto del fohn l’aria fredda ha fatto il suo dovere e anche nel primo mattino di mercoledì 1 settembre si è sofferto il freddo mattutino.

Per la rete Arpav i valori più bassi sono stati registrati a Galzignano 6.2°, Ponte di Piave e Favaro Veneto 6.6°, Eraclea e Villorba 6.9°

Per la rete Meteoveneto/Meteo4 i valori più bassi sono stati registrati a Merlara 6.8°, Urbana 7.6°, Resana 8.4°, Musile di Piave 8.7°.

Stamattina i valori minimi erano di qualche gradio più alti e anche nei prossimi giorni avranno un graduale lieve aumento.

 

Nell'immagine qui a fianco i danni su di un tetto ad Abano dopo il temporale del 23 luglio 2010. (Foto: Nibbio del forum di Meteo4)

 

In diversi articoli il sottoscritto ha sottolineato come il caldo ha dominato più volte la pianura veneta. Nell’ultima settimana però il gran caldo ha lasciato spazio ad un quadro termico più sopportabile, negli ultimissimi giorni si è rimasti addirittura sotto i 27/28° nel periodo che dovrebbe essere tra i più caldi dell’anno.

Alla base di questo raffreddamento c’è un temporaneo cedimento dell’alta pressione che ci dominava da fine giugno: questo cedimento ha permesso all’aria fresca di entrare franca nella nostra pianura.

Ecco quindi che se fino a venerdì 23 i termometri toccavano i 35°, si sono poi stabiliti nei dintorni dei 29/31° ed infine giovedì è stato raggiunto il punto più basso con temperature massime comprese tra 21° e 25°.

Anche il quadro termico del primo mattino è cambiato, per venti giorni ci eravamo abituati a temperature minime sopra i 20°, i 14-16° degli ultimi giorni hanno dato una strana sensazione di freddo estivo.

In generale anche nel resto del mese non sono mancate periodiche (e brevissime) pause dovute a passaggi temporaleschi che in alcuni casi sono stati pure abbastanza violenti. Tali momenti sono stati più produttivi per la fascia centro-settentrionale della pianura, mentre la parte meridionale è rimasta spesso a secco: la pluviometria mensile va dai 10-20 mm della pianura meridionale agli oltre 100 (addrittura 200-300) mm della pianura centro settentrionale.

Il mese concluderà molto caldo, le anomalie delle prime due decadi sono state troppo pesanti ed in quest’ultima decade si dovrebbe finire nella media.

Il fresco ci fa pensare alla fine dell’estate? La risposta è no ovviamente. L’estate in Veneto va a gonfie vele anche fino a metà settembre, perciò ci sono ancora 40 gg di stagione calda davanti.

 

Da una ventina di giorni circa abbiamo a che fare con il caldo, prima più azzorriano e poi più africano, comunque sia afoso. Ora mettersi lì a raccontare giorno per giorno cos’è successo non avrebbe senso però vale la pena  risaltare i picchi alti raggiunti venerdì 16 luglio, perché sono stati quasi raggiunti i valori dell’ondata di caldo del luglio del 2007.

La differenza principale tra queste due onde calde non sta nella temperatura ma nell’umidità, infatti nel 2007 c’è stato un grande aiuto del fohn appenninico  che ha portato a valori minimi di ur inferiori al 20%, mentre in questa onda calda i valori di ur minima sono rimasti ben al di sopra del 40% con indice di calore tra 42° e 51° a seconda dei momenti e delle località, rendendo perciò il tutto più pesante rispetto a quel 19 luglio 2007.

Vale la pena fare una carrellata di valori delle reti Arpav e MeteoVeneto/Meteo4.

Arpav: Maser 39.2,Noventa Vicentina 38.7,Castelfranco Veneto 38.6,  Roncade 37.8,Noventa di Piave 37.6, Rosa' 37.6

Meteoveneto: San Martino di Lupari 38.6°,Oppeano2 38°,Settimo di Pescantina 37.9°, San Donà di Piave 37.8°, cito pure i 37.7° di Salzano raggiunti però il 17 (il 16 aveva toccato un più fresco 36.9°)

Molte altre stazioni appartenenti ad entrambi le reti hanno superato i 36° di massima. I 30° sono stati raggiunti pure in località situate ad una quota di 700/900 m slm (vogliate scusarmi se compio qualche imprecisazione).

Usando una certa logica viene da dire che i valori alti raggiunti siano il risultato di 20 giorni di continuo afflusso sempre più caldo. Il fatto poi di aver avuto elevati indici di calore va additato al potente mix di temperature e umidità elevate che hanno reso soprattutto gli ultimi giorni (in termini reali e di temperatura percepita) tra i più caldi dell’ultimo quindicennio.

 

Nei giorni scorsi ho scritto un articolo che trattava del caldo afoso, alla fine dell’articolo scrivevo pure che le temperature e l’umidità avrebbero avuto ulteriori lievi aumenti.

Bene (o male dipende dai punti di vista): un aumento di altri 2-3° c’è stato e anche l’umidità relativa ha avuto un ritocco verso l’alto.

Tutto questo per colpa di una configurazione che non ha subito sostanziali cambi, c’è stato solo un ulteriore apporto di aria calda che con l’aiuto del catino padano ha completato il quadro della situazione.

Praticamente quello che stiamo vivendo in questo periodo non è altro che il corrispettivo di quello che succede d’inverno con la presenza della nebbia: con il passare dei giorni c’è una maggiore stagnazione di umidità e un “rafforzamento” della temperatura (verso il freddo d’inverno, verso il caldo d’estate).

Ecco quindi che con il passare dei giorni la sensazione di caldo e afa si sono fatte maggiori, soprattutto all’alba e alla sera per via di una maggiore umidità presente nell’aria.

Per spiegare al meglio cosa significhi questa ondata di caldo, cito i dati di ieri della stazione Meteoveneto, essendo essa più urbanizzata rispetto ad Arpav credo  che rispecchi maggiormente il quadro della situazione.

La stazione di Verona Saval ha avuto una minima di 26.9°, Cavazzale 25.9°, Chioggia (direttamente della laguna) 25.7°, Cadidavid 24.8°, San Giovanni Lupatatoto 24.2°; pochissime le stazioni sotto i 21° di minima.

La stazione di Cadidavid ha raggiunto una massima di 35.6°, San Giovanni Lupatoto e Oppeano 35.3°, Bresega 35°, San Martino di Lupari 34.9°; molte le stazioni con valori massimi sopra i 33°.

Anche l’umidità relativa merita una citazione, nella giornata di ieri sono poche le stazioni che sono andate sotto il 40% di U.R. minima e l’80% di U.R. massima, tra i dati più importanti cito gli estremi 43/94 di Adria Valliera e i 49/91 di Bovolenta.

Poche novità all’orizzonte se sono quella di sopportare ancora questa ondata di caldo