Racconti Meteo

Siamo giunti ai 2/3 dell'estate meteorologica e mi sembra giusto fare il punto su come è andata fino a questo momento la stagione in essere. Soprattutto le persone che conosco mi parlano di un'estate spesso zoppicante, che non decolla, sarà vero?

Guardando i dati a nostra disposizione l'anomalia è negativa soprattutto rispetto alle medie dell'ultimo decennio che spesso ci ha abituati ad ondate di caldo fuori norma e prolungate, se però si vanno a guardare le medie di riferimento classiche si noterà subito che l'estate sta trascorrendo in media o leggermente sopra.

Andiamo per ordine, se utilizziamo come media di riferimento il decennio 2001/2010 fino a questo momento l'estate risulta sotto la media tra il mezzo grado ed il grado. Se la media di riferimento usata comprende gli ultimi 25 anni l'estate risulta all'incirca in media (mi scuso fin da subito se tralascio il decimo).

Se invece la media di riferimento usata è quella classica 61/90 l'estate fino a questo punto risulta leggermente sopra media all'incirca di mezzo grado.

Finora non sono state raggiunte punte record di caldo, in tal senso i dati di Meteo4/MeteoVeneto parlano chiaro, le temperature massime di tutta la stagione si aggirano sui 33/35°, toccati tra l'altro in poche occasioni, ben lontane dai fasti dello stesso periodo in esame del decennio 2001/2010 che spesso ci ha proposto valori massimi stagionali sui 36/38°.

La causa di tutto ciò va ricercata in un anticiclone africano poco predominante, che anche nella versione ibrida azzorriano-africano ha dovuto cedere dopo pochi giorni di presenza il passo alle interferenze nordatlantiche che in questa stagione si sono fatte sentire spesso

nella foto il cielo di sabato pomeriggio verso i Colli Euganei

Nella giornata di sabato è iniziato un nuovo afflusso di aria più fredda ed instabile che ha generato piogge nella mattinata di sabato stesso. Nel pomeriggio e fino a mezzanotte si sono avute condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso e le temperature massime hanno faticato molto a valicare il limite dei 26-27°.

Dopo la mezzanotte l'aria fredda è entrata in maniera definitiva generando rovesci e temporali anche di forte intensità che hanno avuto il pregio di portare giù l'aria fredda presente in quota: ecco che durante il temporale nella notte tra sabato e domenica la temperatura è scesa fino a 14°.

La natura autunnale del peggioramento ha fatto sì che il cielo rimanesse nuvoloso fino al primo pomeriggio, e altri brevi rovesci di pioggia si sono alternati fino a poco dopo il mezzodì.

Il pluviometro che ha accumulato più precipitazioni è stato quello di Mira con 103.4 mm, molte altre stazioni hanno accumulato tra 25 e 50mm di pioggia.

L'aria fredda e le nuvole hanno limitato di molto la salita delle temperature: solo pochissime stazioni hanno superato i 22° di massima, molte località non sono salte neppure sopra  i 20° nell'ambito di una giornata pienamente autunnale.

In serata poi molte stazioni registravano già 13-14° alle ore 22, valori che si registrano solitamente in una serata di metà settembre.

Un primo tentativo di porre fine al caldo si era avuto a metà della scorsa settimana ma i risultati non erano stati soddisfacenti: il passaggio nuvoloso senza precipitazioni aveva aumentato la sensazione di afa (30° col 66% di ur a mezzogiorno), la mancanza delle precipitazioni stesse non ha quindi tirato giù l'aria relativamente più fredda in quota e perciò si sono avute temperature leggermente più fresche solo al primo mattino ma sempre sopra i 30° di giorno.

La saccatura di martedì invece è stata più produttiva in termini di precipitazioni e di conseguenza anche le temperature sono calate. La pioggia è caduta tra il primo pomeriggio di martedì e le prime ore di mercoledì.
Nella notte tra martedì e mercoledì la nuvolosità ha impedito un buon raffreddamento lasciando le minime in pianura sui 15-18° circa, il sole pomeridiano poi non ha avuto la forza di far salire i termometri sopra i 30° in nessuna località della regione.

Nella mattinata odierna nelle zone più fredde della pianura le temperature sono scese sotto i 13°

Per quanto durerà lo stand-by estivo? Sembra ci siano buone probabilità che questo break duri fino a fine mese.

Nei giorni scorsi si è ritirato l'ultimo meteoman  della vecchia guardia Guido Caroselli, tra l'altro uno dei primi anelli di congiunzione con la nuova meteorologia non più basata sulla consueta rubrica che si teneva alle 17:30 o 19:30 di ogni sera,  ma basata con rapporti con le persone comuni attraverso internet. Al 99% delle persone l'addio di Caroselli passerà inosservato, però a chi è appassionato di meteo questa risulta essere una perdita importante.

Molti meteofili che frequentano i forum tra i 25 e i 50 anni si sono interessati alla materia seguendo la rubrica " Che Tempo Fa", cosa aveva di così tanto particolare questo spazio televisivo da essere tanto caro a noi? Il programma non era strutturato in maniera da mettere in rilievo solo una semplice cartina con i classici disegni (sole, nuvola, pioggia, neve..),ma  veniva messa in onda e spiegata una carta europea delle figure bariche e i venti associati, uno spazio quindi non solo previsionale ma anche didattico che dava basi di meteorologia anche alle persone comuni.

Ancora adesso quando sento parlare di meteorologia gente che ha più di 60-70 anni mi accorgo che quel programma durato 40 anni condotto da Bernacca, Baroni e poi Caroselli ha dato una vera e propria formazione di base, quei 3 minuti di ogni sera hanno fatto un piccolo ma importante miracolo: portare la meteorologia in tutte le case.

Il futuro? è già arrivato, la figura del meteoman è sparita già da tempo, oramai spopolano le previsioni automatiche del web, che hanno spesso limiti in affidabilità e non danno nessuna didattica di base. Chi si interessa ancora di meteorologia a livello didattico lo può fare attraverso i forum appositi, le mappe dei centri di calcolo mondiali sono visibili a tutti e perciò chi vuole imparare qualcosa lo può fare guardando e discutendo quelle mappe con altre persone. Ecco perciò che il decadimento della figura del meteoman ha creato due faldoni contrapposti: quello delle previsioni automatiche e quello dei tantissimi meteoman improvvisati.

La siccità invece è distribuita a macchia di leopardo, per merito di alcuni eventi temporaleschi (vedi foto)  che hanno colpito qua e là alcune zone della regione: alcune località hanno accumuli pluviometrici minori di 10 mm, altre superiori 100mm. in qualsiasi caso i giorni con pioggia sono stati molto rari, di questo mese rimarrà ben impresso nella memoria il dominio incontrastato del bel tempo.
Le température massime assolute di questo mese si sono registrate negli ultimi giorni, che sono stati quelli che ci hanno mandato avanti di due mesi facendo sembrare questo periodo una normale settimana di luglio. Cito alcuni valori della rete Meteo4/Meteoveneto: San Giovanni Lupatoto2 33.4°, Cadidavid 33.2°, Verona Saval , Oppeano e Resana 33.1°. Valori di massima assoluta sopra i 30° in tutta la pianura. Da segnalare pure i 29.9° di Chioggia e i 29.1° di Jesolo che sono località costiere, i 24.1° di Tonezza del Cimone a 1000 m di quota e i 17.5° di Cima Grappa ad oltre 1700m di quota.Il trend di temperature alte iniziato ad aprile sembra non dare segni di arresto, i termometri registrano costantemente valori sopra la media del periodo tanto che ad oggi le temperature medie mensili si attestano tra 19.5° e 21°, valori che sono usuali nel mese di giugno.In questo mese di maggio sono stati rarissimi i momenti in cui si è respirata aria di primavera.Nella foto: fulminazioni notturne durante uno dei rari eventi temporaleschi a Ponso (PD)
In questo mese di maggio sono stati rarissimi i momenti in cui si è respirata aria di primavera.Nella foto: fulminazioni notturne durante uno dei rari eventi temporaleschi a Ponso (PD)Nella foto: fulminazioni notturne durante uno dei rari eventi temporaleschi a Ponso (PD)

Nelle ultime due settimane nella regione si sono avute giornate soleggiate e temperature sopra la media, non bastasse negli ultimi giorni i termometri hanno subito un ulteriore impennata fino a spazzare via ogni record esistente per la prima decade di aprile.

Per arrivare a questa situazione termica ci sono stati due elementi principali: la persistenza della campana anticiclonica sub-tropicale e il successivo fenomeno del fohn con termiche pienamente estive a 850 hPa (1350m)

La caratteristica principale del vento di fohn è che stavolta non è arrivato dagli Appennini ma bensì dalle Alpi, ecco quindi che veronese e basso padovano occidentale hanno avuto temperature più “fresche” rispetto all’alto padovano, trevigiano e vicentino quando solitamente capita l’esatto contrario.

Sono passati meno di 3 mesi dalla mancata alluvione di Natale, meno di 5 mesi dall’alluvione di novembre , e ci si trova ancora qui a discutere di una terza alluvione appena passata la metà di marzo.

Il motivo va ricercato in una ritrovata pluviometria che ha caratterizzato la settimana in essere dopo un periodo tranquillo (sotto il profilo pluviometrico). Ha piovuto spesso questa settimana ma è soprattutto nella giornata di mercoledì che la regione ha dovuto fare i conti con piogge pesanti.