Racconti Meteo

Dieci anni fa la pianura veneta è stata coinvolta da un bel blizzard rimasto nel cuore di tutti i meteofili, a distanza di tempo vorrei ripercorrere tra queste righe le fasi salienti di quel 13 dicembre.

 

Ad inizio dicembre l'Europa meridionale è sotto il dominio dell'alta pressione, mentre  nelle repubbliche ex-sovietiche c'è un nucleo gelido e bassopressorio che nella settimana precedente al 13 dicembre fa registrare valori giornalieri fino a -20° di minima e -10° di temperatura massima

Col passare dei giorni l'anticiclone che dominava l'europa meridionale va man mano a posizionare i suoi massimi tra Regno Unito e Scandinavia, mentre il nucleo gelido e bassopressorio scivola verso sudovest, colpendo i balcani e l'Europa centrale.

Proprio in quest'ultime zone citate qualche giorno prima del 13 dicembre si registrano valori di temperatura minima molto freddi: -14 a Budapest ,  -17° a Bratislava, -11 a Bucarest, -11° a Zagabria(Zagreb/Pleso), -10° a Praga.

Nella mappa di reanalisi delle 12Z del 13 dicembre il nucleo alle spalle di Trieste.

Alle prime ore del 13 dicembre il nucleo è ormai alle porte di Trieste, mentre nonostante il sole del mezzogiorno la giornata non è delle più calde. Cito alcuni dati di temperatura massima: Treviso Istrana 2.4°, Venezia Tessera 3.8°, Verona Villafranca 4°. In alcune località del polesine a causa della gelida nebbia mattutina che si è diradata solo poco prima dell'evento la temperatura massima ha superato di poco gli 0°.

Nel primo pomeriggio il nucleo entra definitivamente in Pianura Padana e tutto è perfetto: valori tra -35 e -40 a 5000m di quota, valori tra -10 e -15° a 1300m di quota, aria fredda continentale al suolo, pressione sui 1020 hPa ma geopotenziali molto bassi (di solito il burian/blizzard ha queste caratteristiche)

Nella mappa di reanalisi relativa alle 00Z del 14 dicembre il nucleo gelido definitivamente entrato sul nord Italia.

Inizia a nevicare, il vento soffia forte, nel cielo tuoni e lampi: c'è il temporale. La temperatura passa dai 2-3° a -4/-5°, lo spettacolo è a dir poco impressionante,  la neve cade orizzontale e dove accumula ghiaccia all'istante.

Ecco che d'improvviso la natura prende il comando della situazione, i vari black-out costringono le fabbriche a fermarsi, non è il suono di una campanella a sancire la fine di un turno lavorativo, ma l'impeto di un blizzard.

Le strade principali e secondarie che già in una giornata normale soffrirebbero per il troppo traffico , di colpo si trasformano in una lunga carovana di macchine, costrette ad andare a passo d'uomo per il fondo stradale ghiacciato: purtroppo nessuno spazzaneve o spargisale ha potuto fare qualcosa con una nevicata di quel tipo.

Di quella sera ho aneddoti anche buffi, mi ricordo che sono andato per aprire una porta di sicurezza esposta al forte vento di bora risultato? Io ancora attaccato alla porta che nel frattempo si è aperta velocemente a 180° , praticamente spiaccicato al portone della fabbrica senza rendermene conto. Un altro ricordo buffo è sicuramente legato ai finestrini della mia 106: uno non si è nemmeno abbassato per il ghiaccio, l'altro si è abbassato ed il lastrone di ghiaccio che lo ricopriva è diventato il nuovo finestrino. 

Il vento ha continuato a soffiare impetuoso anche a fine evento, la macchina del tempo ci ha riportato indietro di mezzo secolo: il sibilo del vento e la luce di candela in casa sembrano farmi tornare ai racconti di mio padre o mio nonno, tutto sembra così surreale.

Ma quanta neve è caduta? Misurare l'accumulo di neve è stato impossibile, l'unica cosa certa che so è che a causa del continuo soffiare del vento per diverse ore si sono creati accumuli di neve superiori  ad 80 cm nelle strade perpendicolari alla direzione del vento stesso: la neve secca da burian è facilmente trasportabile dall'aria. Ho ancora ben impresse sulla memoria quelle sculture di neve create dal vento sui fossi a lato della strada che hanno reso il paesaggio fiabesco per diverso tempo.

Il mattino seguente sulla pianura veneta si sono registrate minime tra -6° ed i -10°. Freddo temporaneo o inizio di un periodo gelido? Ne parlerò in un successivo articolo che riguarderà il mese che dal 14 dicembre al 15 gennaio.

Chi scrive questo articolo bazzica nei forum di meteorologia dal 2003/04, anche se comunque più attivamente dall'autunno del 2005. Facile ormai dire cos'è per il sottoscritto un forum di meteorologia ma voglio spiegarlo pure a chi approcia alla meteorologia per la prima volta , a chi visita l'home page senza mai passarci ma si è sempre chiesto cos'è un forum, cosa succede, come si vive.

 

Prima di tutto bisogna dire che si tratta di un punto d'incontro, una specie di "piazza virtuale" (permettetemi il termine) dove si discutono tematiche inerenti la materia in questione. Tutti professori? Assolutamenti no, gli iscritti di un forum sono di varia natura, dal manovale edile al laureato in letteratura, insomma non c'è bisogno di essere esperti in partenza: la condivisione, la ricerca, il confronto con il tempo faranno dell'utente nel suo piccolo un "esperto".

 

In un forum si vive spesso di emozioni, il meteofilo scruta i movimenti del cielo usando il cuore e l'anima, il fatto poi di conoscere in anticipo cosa le previsioni prospettano fa sì che gli utenti si carichino di speranze: prima di un'ondata di freddo, di una nevicata, e non solo, anche prima di un temporale o di un'ondata di caldo.

L'emozione più grande? la neve ovviamente è il succo di vita di un forum , è il fenomeno che più di tutti sa rendere i vari utenti dei bambini, ogni nevicata che viene raccontata sembra sempre essere la prima, è un amore vero, dove ogni volta c'è la stessa intensità emotiva della prima volta.

Le emozioni però posso giocare brutti scherzi, in base al tempo previsto e a quello che sta succedendo le varie discussioni possono unire o dividere. Bisogna pensare ad un forum di meteorologia come ad uno stadio, ci sono le varie tifoserie: Non si discute di un fuorigioco, un rigore, un risultato, una formazione, si discute di una mancata nevicata , un episodio particolare, comunque sia il livello di polemica può essere così elevato da riuscire a superare tranquillamente quello che si riscontra in una partita di calcio di Serie A o della Nazionale. 

E nei mesi non invernali? si vive lo stesso, quando i nivofili (così si chiamano gli appassionati di neve) lasciano la piazza rimane comunque chi sa discutere dei primi 20 gradi, di una perturbazione , di un'ondata di caldo, di un temporale. Ed è proprio con questi ultimi due fenomeni che un forum di meteorologia sa riempirsi anche d'estate, nei momenti di maggiori picchi di caldo o nello scrutare l'evoluzione di un temporale il numero di utenti "presenti in piazza" aumenta fino a raggiungere e superare talvolta il numero di visite invernali.

Alla base di un forum poi ci sta l'amicizia, che nasce tra le righe di una discussione e si fortifica per mezzo di incontri dal vivo, poiché nonostante la tecnologia permetta di discutere tra persone che sono distanti tra loro, alla fine è sempre il contatto umano a vincere su tutto. Dietro una tastiera possono nascere incomprensioni che vengono dissolte discutendo a quattrocchi con persone che fino a quel momento erano rappresentate solo da "una fila di byte" sul web.

Per esperienza personale vi posso dire che nel corso degli anni mi sono potuto pregiare di nuove amicizie, che col tempo poi si sono rivelate forti anche al di fuori del classico ambito meteorologico.Dovessi tornare indietro di 8 anni? Senza ombra di dubbio mi iscriverei ad un forum di meteorologia!

In questa ultima settimana la pianura veneta ha sperimentato temperature che per alcune località sono state pienamente invernali.

 

Il motivo del freddo va ricercato nel passaggio di una +2° a 1350m di quota nella giornata di sabato 12 novembre, i cieli sereni e la stagione in essere hanno depositato e "amplificato" il freddo giunto in quota permettendo così l'inversione termica, ovvero quel fenomeno che permette di avere più freddo al piano che in quota.

Il continuo dominio anticiclonico ha poi creato e rafforzato il fenomeno della nebbia, che se all'inizio del periodo in analisi era appannaggio delle ore notturne e del primo mattino, con il passare dei giorni è diventato un fenomeno persistente nell'arco di tutte le 24 ore.

 La nebbia non ha colpito tutta la pianura veneta che così è stata divisa in due: nella pianura trevigiana, alto vicentino,alto padovano e alto veneziano c'è stato un dominio di cieli sereni con temperature sotto lo zero al mattino e superiori ai 10° di giorno,mentre in gran parte del veronese, nel basso vicentino, basso padovano , polesine e nel basso veneziano c'è stato il dominio delle nebbie con estremi termici 0°/3° circa.

Nella maggior parte delle stazioni posizionate nella parte della regione dominata da cieli sereni si stanno registrando temperature minime inferiori allo 0° da lunedì scorso, mentre nella parte dominata dalla nebbia le gelate sono state una rarità.

Come spesso accade con un tempo nebbioso le temperature minime più basse sono state registrate ai limiti della massa nebbiosa, ecco perciò che alcune località della pedemontana veronese sono scese sotto i -4/-5° di minima per più giorni. Cito oltretutto la stazione posizionata alla quota di 70-100m  circa sui Monti Berici in comune di Lonigo,  anch'essa ha toccato i -5°, valore inusuale per quella quota ma che per merito della precisa locazione sul limite della nebbia si è verificato per più giorni. 

 Prima ho parlato di inversione termica, per farne un esempio pratico utilizzerò i dati Arpav di sabato 19 novembre di Noventa Vicentina(pianura a pochi chilometri dai colli euganei) che ha avuto come estremi termici -1.6°/3°,  Faedo (media collina euganea) con 3.2/9.6  e Monte Grande(450m sugli euganei) con 5.3/11.1. I dati sono eloquenti, la pianura ha avuto un clima pienamente invernale per merito di una fortissima inversione termica. 

Questo clima dovrebbe durare fino a domani, poi l'entrata di una debole depressione potrebbe rompere gli schemi consolidati.

Tramonto a Pelizzare di Bagnolo di Po

La rete di stazioni meteo amatoriali, che come al solito permette di avere dati di libera e immediata consultazione, stamattina offre spunti davvero interessanti sugli effetti del calo termico e del comportamento microclimatico di alcune zone di pianura.

Le temperature massime di giovedì in pianura hanno toccato diffusamente i 22-24°, poi da venerdì è iniziato un afflusso di aria sempre più fredda sulla nostra regione che ha fermato i termometri su massime di 16-19° e successivamente nella giornata di ieri (sabato) su valori diffusi di 15-17°.

Nella notte tra venerdì e sabato i termometri non sono scesi su valori eccezionali perché il continuo soffiare del vento non ha permesso all'aria fredda di depositarsi, mentre nella notte appena trascorsa l'assenza di vento ha permesso di risaltare i vari microclimi locali. 

Ecco quindi che nel veronese la stazione meteo di Sarmazza ha toccato una minima di -1.9°, nel padovano la stazione di Merlara ha toccato gli 0.3°. 

Altre stazioni di rilievo: Villafranca Veronese con 2.3°, Bresega 2.8°, San Giorgio delle Pertiche 2.9°. 

Molte stazioni di pianura hanno registrato una minima compresa tra 3° e 5° 

In alcune zone di aperta campagna sono state segnalate le prime brinate.

Ci sarà una replica nei valori minimi del lunedì mattina? Lo scoprirete se andate a visitare i seguenti link:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=283

Le prime nebbie mattutine di metà settembre facevano pensare all'autunno

Dal 1 settembre è iniziato l'autunno meteorologico ma nessuno se n'è accorto, tutto questo a causa di un allungamento della stagione estiva che fino a questi primi giorni di ottobre sta tenendo il comando della situazione.La ragione di tutto questo va ricercata nell'anticiclone che da 2 mesi, a parte una brevissima pausa, sta dominando la scena soprattutto del Mediterraneo Occidentale.

In un articolo pubblicato lunedì scorso parlavo di come l'estate fosse tornata a far parlare di sè facendo registrare proprio in quei giorni le temperature più alte di tutta la stagione estiva 2011. 

Proprio nella giornata di lunedì per molte località è stato il giorno più caldo di questa ondata di caldo (e della stagione). Vale la pena citare i dati di maggior rilievo per evidenziare la vera mole dell'evento:

Galzignano  39.8

Trecenta 38.8

Montegalda 38.8

Noventa Vicentina 38.8

Salizzole 38.7

Castelfranco Veneto 38.6

Balduina Sant'Urbano 38.6

Villadose  38.5 

Per evitare di scrivere troppe righe ho citato solo gli over 38.5°, nella cartina qui sotto ci sono tutte le massime registrate in Veneto il 22 agosto.

Qui sotto invece si può osservare l'anomalie delle temperature europee nel periodo 21-27 agosto

L'importanza dell'evento che abbiamo vissuto si può quantificare tramite al due parametri: la durata dell'intensità ed i record che sono caduti.

I giorni in cui le temperature sono rimaste over 35° sono tanti, per alcune stazioni tale valore era già stato superato il giorno 18 e fino alla giornata di ieri le massime giornaliere non sono scese sotto questo limite: 9 giorni con massime sopra i 35°, un numero già alto per un evento di questa portata in pieno luglio (di solito il mese più caldo)

Se poi si vanno ad osservare i dati della stazione Arpav di Noventa Vicentina si scopre che per questa località le temperature massime dal giorno 21 al giorno 25 non sono mai scese sotto i 38°: dopo il famigerato 2003 nessuna ondata di caldo era riuscita a fare registrare un numero così elevato di temperature record. 

Anche in quota il caldo si è fatto sentire, per più giorni sono stati superati: i 35° a 450m di quota, i 30° a 1000-1200 m di quota, i 22° a 2000m , i 10° a più di 3000 m; anche questo rappresentano temperature record.

Parlando di record appunto nei giorni appena trascorsi ne sono stati frantumati parecchi, cito qui sotto la lista divisa per tipologia: 

Su 123 stazioni considerate ben 114 hanno eguagliato o battuto un record di temperatura massima, ovvero il 92,7% delle stazioni.

Su 123 stazioni, 8 hanno battuto o eguagliato il record di temperatura massima assoluta, ovvero il 6,5% delle stazioni.

Su 123 stazioni, 15 hanno battuto o eguagliato il record di temperatura massima per il mese di Agosto, ovvero il 12,2% delle stazioni.

Su 123 stazioni, 114 hanno battuto o eguagliato il record di temperatura massima per la III decade di Agosto, ovvero il 92,7% delle stazioni.

Per i dati qui sopra ringrazio moltissimo Mesociclone del forum di NordestMeteo.

In conclusione: fino a 20 giorni fa si prospettava un'estate in via di decadenza, i fatti poi hanno dimostrato il contrario facendo piombare su di noi una delle ondate di caldo maggiori degli ultimi 140 anni, sia se si parla di terza decade di agosto, sia per l'intero mese di agosto, sia se si guarda l'intera stagione estiva.

Una decina di giorni fa si discuteva su di un'estate che fino a quel momento si era rivelata con temperature all'incirca in media rispetto alla media 61-90 e sottomedia rispetto alle estati dell'ultimo decennio.

I continui guasti del tempo e le previsioni poco rosee per i caldofili avevano fatto poi discutere sui vari forum di una bassissime probabilità su una ripresa della stagione in essere, il muro dei 35° anche ai meteofili più navigati in materia sembrava un ostacolo insormontabile, ma tutti si sbagliavano.

Nel giro di pochi giorni le previsioni sono cambiate e da lì a breve avrebbe preso il dominio una campana anticiclonica che ha riportato di fatto la stagione estiva nel pieno del suo vigore, i dati in tal senso parlano chiaro: si stanno registrando i valori più alti della stagione nel momento in cui ci dovrebbe essere un lento declino verso l'autunno meteorologico entrante l'1 settembre. Un evento simile a questo accadde più o meno nello stesso periodo del 2000, con una seconda parte di agosto rovente.

Nel basso veneto una componente favonica da SW, cioè di vento, aria asciutta ha fatto sì che potessero venir superati i 37° ma con umidità minime attornianti il 30% rendendo il caldo più sopportabile. Diverso il discorso in altre zone della regione dove l'umidità minima è rimasta superiore al 40%. Ecco perciò che si può dire che la pianura veneta sia divisa in due tipi di caldo, più secco a sudovest della regione, più afoso verso il nordest e le zone costiere.

Vale la pena dare un'occhiata ai dati citando la "pole position" che spetta a Frassinelle Polesine con 38.7°, seguita dai 38.4 di Noventa Vic., 38.3° a Castelfranco Veneto, 38° a Balduina di Sant'Urbano. Molti altri termometri sparsi per la regione hanno superato i 37° di massima nel pomeriggio di ieri.

Il caldo ha colpito comunque a tutte le quote, la stazione di Cima Grappa posta a quasi 1800 m di quota ha toccato i 23.4° di massima. Nelle zone di aperta campagna colpite dal caldo secco si è goduto di una notevole escursione termica, fino a 20° di differenza tra la massima e la minima; al contrario le località marine hanno invece sofferto una minore escursione termica, inferiore ai 9° come a Chioggia che nonostante il termometro di giorno si sia fermato a 33.1° di mattina non è riuscito a scendere sotto i 25.3°.

Il caldo è destinato a durare ancora, l'estate dopo la pausa che si era presa è più viva che mai e per tutta la settimana ci farà sentire il suo alito rovente.