Racconti Meteo

A fine marzo si prevedeva un cambio di rotta per il nuovo mese e così è stato. Dall'inizio di aprile il Veneto sta facendo i conti con la vera primavera, quella fatta di giorni piovosi alternati ad altri soleggiati ma con nuvole sempre in agguato.

Dopo le piogge che ci hanno colpito la scorsa settimana e  il giorno di Pasqua anche oggi il Veneto sta facendo i conti con il maltempo.

La perturbazione giunta sulla regione è di carattere freddo e la neve ha fatto la sua comparsa a quote medio-basse, già dai 1000-1300 m la dama bianca sta mettendo veste invernale alle nostre amate montagne.

Questa immagine ci arriva dalla web cam del Rifugio Val Formica, a 1600 m sull'altopiano di Asiago

Stando alle previsioni potrebbe essere la nevicata più corposa di tutto il semestre freddo, dato che da novembre a fine marzo sono mancate all'appello le perturbazioni invernali foriere di grande neve in montagna.

La più bella notizia arriva dalla configurazione barica che sta apportando piogge: dopo gli estremi fatti di alluvioni  e successiva siccità finalmente stiamo facendo i conti delle normali perturbazioni primaverili.

Le previsioni sono di maltempo per tutta la giornata di oggi, domani pausa e da sabato si attende l'ennesima fase di maltempo di questo aprile che finalmente ci riporta alla normalità climatica.


L'inverno 2011/12 è giunto al termine, trovare una definizione per questo inverno per certi aspetti controverso è difficile; se si vuole però trovare una figura barica cardine di questa stagione sicuramente la scelta non può che ricadere sull'alta pressione delle azzorre, indiscussa dominatrice sulla nostra regione.

Proprio i primissimi giorni di dicembre vedono il predominio dell'hp già presente da circa quindici giorni, il tempo in questo periodo è nebbioso nella parte meridionale e occidentale del Veneto, soleggiato nel resto della regione. qui sotto si può vedere l'anticiclone con il massimo posizionato appena a nordest della nostra regione.

Dal giorno 3 al giorno 15 l'alta pressione molla leggermente alternandosi alla presenza di correnti atlantiche. Le perturbazioni giungono abbastanza disturbate e disorganizzate, le piogge dei giorni 3 e 12 dicembre non sono certo di aiuto dopo un autunno secco. Il periodo in analisi è comunque scarso di emozioni, i cieli sono spesso nuvolosi e le temperature sono relativamente miti sia di giorno che di notte. Sporadiche e deboli gelate notturne solo tra il 7 e il 9 dicembre.

Dal 16-17 dicembre inzia l'afflusso di correnti più fredde di matrice settentrionale che, unito ad un successivo periodo di debole alta pressione, fa registrare una bella serie di minime negative fino a fine anno soprattutto nel basso Veneto. Le giornate si fanno via via più fredde, in pole position sempre la parte meridionale e occidentale della regione, anche se non mancano i giorni miti che pongono il loro momento clou proprio nel giorno del Santo Natale: le massime si attestano tra i 10° e i 14° in tutta la regione.

Dopo il parziale rinforzo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, l'alta pressione cede leggermente sul suo lato orientale lasciando spazio a correnti settentrionali che trovano la loro massima espressione nel vento di fohn del 6 gennaio: le raffiche massime superano i 50 km/h in diverse località della pianura. Fino ai giorni 13-14 la parola d'ordine nella pianura è "lunga escursione termica": a minime comprese tra 0° e -4° vengono corrisposte massime tra 10° e 14° dando vita così ad un'insolita escursione termica per il periodo in essere.

Sinottica del 6 gennaio

Il primo periodo davvero interessante a livello di freddo si svolge dal 14 al 21 gennaio, soprattutto tra il 16 e il 20 con il basso Veneto primo della classe per massime sotto lo 0°, giornate di ghiaccio si registrano anche se in misura minore su tutta la pianura ed in alcune aree collinare di solito soggette a temperature primaverili in assenza del fenomeno della nebbia, che invece nel periodo in esame è stata presente su vaste zone della regione raggiungendo uno spessore anche superiore ai 400m.

Galaverna nel Basso veneto

La mattinata del 21 conclude la settimana nebbiosa per il Veneto e coincide con un generale rialzo delle temperature massime, fino al 25 molte le massime over 10° registrate nella fascia centro-settentrionale della pianura. Le minime continuano a mantenersi al di sotto dello 0°

Dal 26 l'alta pressione trova il modo di elevarsi verso nordest, dove nel frattempo tra Russia e Finlandia si è instaurata un'alta pressione con valori superiori a 1050 hPa. Il risultato di questo "abbraccio fraterno" conosciuto nell'ambiente meteorologico come "Ponte di Woejkoff" è un generale calo delle temperature giorno dopo giorno, grazie all'aria fredda spedita da questo grande motore di rotazione antizonale, cioè con correnti che si muovono da est verso ovest mentre in condizioni normali succede il contrario: alla luce di questo i termometri di giorno scendono da 10° a 0° in pochi giorni.

Sinottica del 1 febbraio, giorno della prima nevicata: L'alta pressione che dall'Atlantico si spinge fino alla Russia è il cosiddetto "Ponte di Woejkoff" 

Questa "man forte" tra alte pressioni porta ad un periodo freddo con temperature di molto sotto la media. A beneficiare di ciò sarà soprattutto il basso Veneto colpito maggiormente sia per le giornate di ghiaccio che per la neve caduta. A causa della disposizione barica la zona più colpita dalla neve nello specifico è stato il basso Polesine e il delta del PO che possono contare su accumuli totali superiori ai 35 cm, mentre ad essere molto penalizzata ruslta essere la marca trevigiana con accumuli totali inferiori a 10 cm.

In questo periodo con temperature di molto sotto la media ghiacciano anche i canali più grandi e molte zone della Laguna di Venezia

Nella sinottica qui sotto si può notare la continuazione del "ponte" che ha generato la seconda ondata di gelo sul Veneto.

A livello molto localizzato a sorprendere molto in questo febbraio sono tre nevicate:quella del 1 febbraio con accumuli fino ad oltre 15 cm sul Polesine,  quella del 5 febbraio in una zona ristretta sulla riva veneta del lago di Garda con accumuli superiori ai 20-25 cm e quella del 20 febbraio che ha scaricato 35 cm ai 600m di quota del Monte Venda.(nell'immagine qui sotto)

Dopo la fine del freddo diurno dal giorno 15 c'è stato un generale rialzo delle temperature con massime superiori ai 10° e minime che sono rimaste sui -3°/-5°.

L'alta pressione indiscussa dominatrice di tutto l'inverno nel frattempo continua a dettar legge, un effimero dietro-front della stessa permette l'ingresso di una perturbazione tra il pomeriggio del 19 e il giorno 20, tale perturbazione si dimostra essere la più prolifica di tutta la stagione con accumuli diffusi superiori a 10-15 mm. Dopo il passaggio della perturbazione continua la presenza di una escursione termica superiore ai 10°, le gelate si fanno più rare e spesso sono appannaggio del solo Basso Veneto.

L'inverno finisce così com'era iniziato, sotto un'alta pressione che per merito di quest'ultima questo inverno risulta essere uno dei più siccitosi di sempre.

L'anticiclone non è stato solo sinonimo di siccità, questa figura ha comportato anche un alto numero di minime sotto lo 0°, il numero più alto dal 2006/07, un gennaio con 29-30 gelate su 31 giorni non si vedeva da tempo. Per merito di questo molti canali anche minori della bassa pianura hanno potuto fregiarsi della presenza di ghiaccio dal 18 dicembre al 18 febbraio, risultato che non si vedeva da tempo.

Scatto notturno di un canale ghiacciato

Per maggiori approfondimenti vi rimando alla lettura dei seguenti articoli:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=573:febbraio-2012-gelo-e-neve-nel-nordest&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=571:la-nevicata-del-12-febbraio-2012&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=570:neve-quel-feeling-tra-veneto-e-hp-groenlandese&catid=70:domande-e-risposte&Itemid=182

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=569:le-truppe-del-generale-inverno-invadono-il-veneto-gelo-diffuso-e-neve-in-molte-zone&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=568:settimana-gelida-per-la-pianura-veneta&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=566:il-punto-sulla-prima-meta-della-stagione-fredda&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54


Il nordest in questa ondata di gelo storica è rimasto sostanzialmente ai margini come neve, mentre il freddo l'ha fatta sicuramente da padrone con temperature notevoli considerata la situazione. La zona più colpita in fatto di neve è stata il basso polesine con oltre 35 cm caduti, mentre nel resto del veneto si và dai 20 cm totali nel basso veneto occidentale ai 10 cm del veronese, ai 4-5 cm del padovano, trevigiano e veneziano fino ai pochi centimetri di Belluno.

La prima nevicata si ha l'1/2 febbraio, la perturbazione è molto meridionale ed il basso veneto è colpito di striscio. Il polesine accumula mediamente 15 centimetri, mentre nel basso padovano gli accumuli vanno dai 10 cm delle zone adiacenti il fiume Adige in veloce decrescita verso nord, 2-4 cm 10 km più a nord del fiume.. In questa nevicata il centro di Bologna accumula 58 centimetri di neve.
Il forte vento di bora che segue questa prima perturbazione fà sublimare molto velocemente la poca neve caduta e già il 3 febbraio la copertura non era più omogenea nella bassa padovana. Possiamo vedere nell'immagine satellitare del 3 febbraio (il puntino verde è Merlara) come il Veneto ed il NE in generale siano rimasti ai margini.

L'inizio di questo febbraio 2012, verrà ricordato in molte zone d'Italia come uno dei più freddi e nevosi dell'ultimo secolo. Per il freddo le zone più colpite sono state senza dubbio le pianure Piemontesi, dove si sono avvicinati e in qualche caso battuti molti record di freddo che resistevano dal 1956.
I minimi raggiunti in pianura sono stati, tra lunedì 6 e martedì 7 febbraio (fonte Nimbus):

  • -24.4 °C a Romano Canavese (Rete Agrometeorologica Regione Piemonte)
  • -23.9 °C a Candiolo (Rete Agrometeorologica Regione Piemonte)
  • -23.8 °C a Villanova Solaro (ARPA Piemonte)

Estremi di questa entità non venivano ragionevolmente più toccati dal febbraio 1956, quando nella pianura a Sud di Torino si scese a -26 °C (Lombriasco, 14.02.1956).

Ieri per l'ennesima volta da quando è iniziata l'irruzione fredda ha fatto la sua comparsa in Veneto la neve. Se si guarda al semplice risultato finale, cioè gli accumuli di neve, si può notare come la nevicata di ieri sia paragonabile ad un normale evento invernale, quello che invece da un connotato storico a quello che è successo ieri sono le temperature con le quali la neve è caduta. Ma è meglio andare con ordine per spiegare la situazione.

Nella notte tra giovedì e venerdì un blizzard velocissimo ha colpito la nostra pianura, spolverate do qualche centimetro si sono avute quasi ovunque. Nella prima mattinata di sabato era attesa in Veneto una ritornante della perturbazione, l'attesa comunque è stata vana, le nevicate non sono state di rilievo se non per le zone del basso Polesine che ha toccato accumuli fino a 10 cm ed accumuli ventati di neve superiori ai 40 cm.

Nel frattempo la nuova irruzione di aria fredda iniziata giovedì sera ha riportato i termometri verso valori molto freddi, la "pausa mite" con temperature massime superiori ai 5° è stata prontamente rimpiazzata da temperature massime attornianti lo 0°.

Nella giornata di sabato le temperature serali sono scese in picchiata, poco prima di mezzanotte molte stazioni toccavano già i -6°, poi le prime velature del cielo hanno alzato lievemente la temperatura che si è poi stabilizzata oscillando di poco sul valore registrato ad inizio della copertura nuvolosa.

Verso le 5 di domenica è arrivata poi una nuova ritornante della perturbazione giunta venerdì notte, questa volta finalmente produttiva sulla nostra pianura. A differenza delle precedenti nevicate non c'è stata una particolare forza del vento che nel peggiore dei casi ha soffiato a regime di brezza, anche se il particolare che ha colpito di più è stata la temperatura che durante la nevicata ha oscillato tra -4° e -5° in diverse zone: per trovare un'evento di questo tipo con relativa calma di vento bisogna tornare indietro di 21 anni alle nevicate del febbraio 1991. 

L'intensità della neve, la grandezza del fiocco e la temperatura fortemente negativa hanno permesso ad un accumulo immediato della neve al suolo.


Il momento di maggior intensità della nevicata nel Basso Veneto

Gli accumuli comunque  parlano chiaro, la zona più colpita è stato il basso Veneto con accumuli fino a 10 cm, 5-7 cm nel trevigiano, 5 cm nel veneziano, sotto ai 3 cm nel medio-alto vicentino e nel medio alto veronese.

Il futuro? l'ondata di freddo per noi è giunta al termine, questo non significa comunque che avremo a che fare con la mitezza primaverile. L'anticiclone tornerà a dominare la scena e questo farà in modo di avere temperature ancora molto basse al mattino, temperature sempre più miti al pomeriggio. Col passare del tempo si prospetterà l'ipotesi di giornate accompagnate da forte escursione termica.

Una settimana senza dubbio interessante quella che il Veneto ha vissuto, le temperature sono calate dapprima su valori normali per poi finire di molto sotto la media del periodo, sia al suolo che in quota. Quest'ultima precisazione è doverosa visto che finora la maggior parte del freddo presente in pianura era dovuto all'inversione termica mentre a quote collinari sono stati pochi i giorni veramente invernali.

Sabato 28 una perturbazione si è portata sul NordOvest con il suo carico di freddo e neve, mentre la nostra regione è rimasta ai margini. Le temperature massime del 28 sono calate di qualche grado, portandosi dagli 11° di metà settimana ai 6-8° su tutta la pianura, lunedì 30 è stato l'ultimo giorno mite con massime tra 4-6° .

Da martedì è iniziato il tanto atteso ingresso dell'aria fredda, la temperatura ha faticato a superare il limite dei 3°, nella parte più sudoccidentale della regione i termometri hanno faticato a raggiungere 1° di massima.

Mercoledì è arrivata la neve, non per tutti. La zona più colpita è stato il basso polesine con accumuli che hanno raggiunto i 15 cm, 10 cm nell'alto polesine . Tra 5 e 10 cm nel basso veronese ed estremo sudovest padovano, tra 3-5 cm nel veronese, basso padovano e basso vicentino. Quello che però bisogna mettere in risalto è il carattere di bufera con cui è scesa la neve accompagnata da un forte vento ed una temperatura compresa tra -1° e -3° nel momento di maggiore forza delle precipitazioni.

Dal tardo pomeriggio/sera di lunedì fino alla mattinata di sabato molte località sono rimaste per molto tempo sotto lo 0°, la motivazione di tutto ciò va ricercato nella formazione della nebbia dopo il passaggio di aria fredda in quota.


In un primo momento la nebbia è stata appannaggio delle solite zone della pianura veronese, basso vicentino , basso padovano e polesine.

Successivamente la nebbia ha coinvolto anche i colli euganei e parte della provincia di Venezia fino alla costa.

Ma di questo ne ho già parlato in questo articolo: http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54 

Per quel che riguarda le massime giornaliere più basse bisogna dire che si sono registrate tra martedì e giovedì, nei punti più freddi della pianura le temperature in pieno giorno non hanno superato i -1.5°/-2°.

Giovedì 19, nel momento di maggior espansione della nebbia il fenomeno è riuscito a coinvolgere anche l'alto veneziano e varie zone della Marca trevigiana.

Cito le massime di alcune stazioni arpav trevigiane: Conegliano Veneto(TV) -0.2, Treviso città -1° ,Zero Branco(TV) -1.3.

In provincia di Venezia: Venezia Istituto Cavanis, Cavallino e Bibione -0.4°, Fossalta di Portogruaro -0.9°.

La nebbia ha coinvolto pure l'alta padovana e il medio vicentino , lo testimoniano i -1° di massima di Cittadella e Padova Orto Botanico e i -0.9° registrati a Quinto Vicentino e Rosà.

Nemmeno Verona città ha mancato l'appuntamento con la giornata di ghiaccio, la stazione Meteo4 di Verona Centro ha registrato -0.9° di massima.

Un dato di rilievo da segnalare per la giornata di giovedì sono i -2.2° di massima registrati dalla stazione MeteoVeneto di Abano. 

Dicevo all'inizio dell'articolo che la nebbia ha coinvolto anche i Colli Euganei, la stazione Arpav di Faedo Cinto Euganeo posta a 247m di quota ha registrato due giornate di ghiaccio: Martedì 17 ha avuto una massima di -0.8°, giovedì 19 una massima di -0.6°; la stazione di Calaone a 70m di quota ha toccato i -1.5° di massima martedì e giovedì, -1° mercoledì. 

Venerdì 20 la nebbia si è dissolta velocemente nel pomeriggio, nonostante l'aumento termico alcune località hanno comunque registrato una giornata di ghiaccio. La stazione Arpav di Barbarano Vicentino ha avuto una massima di -0.3°, la stazione Meteoveneto di Abano(PD) una massima di -0.6°, quelle di Lendinara(RO) e Merlara(PD) -0.8°, la stazione Arpav di Roverchiara (VR) una massima di -0.3°

Nella serata di venerdì e nella prima mattinata di sabato il fenomeno della nebbia è tornato temporaneamente, ma poi il sole ha definitivamente dominato con temperature salite sopra i 7° in molte località. 

Il numero di giornate di ghiaccio registrate in pianura questa settimana è stato da 1 a 4 a seconda delle località. Le stazioni Meteo4/MeteoVeneto di Merlara  e Lendinara hanno registrato 110 ore consecutive di temperature sotto lo 0° e 4 gg di ghiaccio.