Racconti Meteo

Quando sentiamo parlare della grande neve che ricoprì le pianure del Nord nel 1985 spesso il nostro pensiero va alla perturbazione che a partire da domenica 13 gennaio cominciò a travolgere con il suo bianco carico le regioni settentrionali e che portò su NW, Trentino e Vicenza per il Veneto, accumuli record.
Nel resto della nostra regione già nella notte tra il martedì e il mercoledì la neve era stata sostituita dalla pioggia.
Pochi in realtà ricordano invece che i momenti di gloria per il basso Veneto si ebbero invece nei giorni precedenti:

Situazione generale la notte del 5 Gennaio 1985:

Eh, si, faceva gia' un bel freschetto ai primi di Gennaio del 1985. Tanto che, all'invio di un bel regalino perturbato dritto dritto dal mediterraneo, il giorno 9, a Vicenza vedemmo depositarsi dai 20 ai 25 cm di splendida farina, caduti totalmente con T<0°C.
Non fu la solita nevicata da raddolcimento: nel finale delle precipitazioni  cominciarono a spirare impetuosi venti freddi continentali, al principio di quella seconda, esaltante colata gelida che ci fece precipitare tutti in una vera ghiacciaia.Con la neve al suolo e cotanta manna russa a Vicenza Areoporto si fece il botto, raggiungendo le due decine di gradi sottozero al mattino dell'11 Gennaio. I
ntanto la terza colata gelida si preparava a raggiungerci, ma con una strada diversa: preferi' farsi un giretto a Nord delle Alpi, scendere per la Valle del Rodano e.... i brividi mi vengono, solo al pensarci!

Al mattino di Domenica 13 Gennaio 1985 poca la gente a messa: la stazione dell'Idrografico segno' -17°C come Tminima, e la sera doveva cominciare a nevicare....
Quanti di noi, sapendo che il giorno X comincia una nevicata da raddolcimento, sognano -17°C di minima lo stesso giorno X???? I primi fiocchi, verso le 21 di quella magica Domenica, mi parvero come gemme dorate. Radi, lenti, leggeri... fiabeschi!!! No, Davide, metti la magia nel cassetto: e 1 ora dopo era gia' tutto bianco... realismo, signori miei, realismo!!!

 Domani a scuola sara' festa grande? Ma come affrontare quei 25 cm di neve sopra Viale S.Lazzaro con la mia vecchia Berga? Come salire il cavalca ferrovia in bici? E scendere? Fortunato all'andata... poi a scuola (scuola media inferiore) i bidelli mi hanno chiesto cosa ci facevo li... e al ritorno un bel capitombolo in discesa da quella infida rampa, a causa del quale per poco nn mi infilavo sotto una macchina!!!
Continuo' a scendere alla grande, la neve, Lunedi' 14 Gennaio 1985.
Alle 18 fu diramata la notizia dei 48 cm di manto bianco. Intanto alla sera le precipitazioni diminuirono di intensità, la temperatura, dopo una costante risalita durata una intera giornata, si attesto' sui -2°C.
Attorno alla mezzanotte di Lunedi' le prp cessarono del tutto.
Ripresero intermittenti e moderate al mattino del successivo.
Martedi' in un paesaggio completamente ovattato. Al pomeriggio di Martedi' la neve comincio' a cadere sempre con piu' insistenza, con T comprese tra 0°C e -1°C.

Vicenza era oramai bloccata sotto un manto nevoso il cui spessore si aggirava tra i 50 cm ed i 60 cm.
La notte tra Martedi' 15 e Mercoledi' 16 Gennaio 1985 era prevista l'oramai imminente trasformazione della neve in pioggia, sotto la spinta sciroccale, ma fu cosi' per il basso e per l'Est vicentino.
 Quella notte Bassano, Camisano e Noventa dovettero fare i conti con pesanti allagamenti, con la neve che si appesantiva sempre piu', che fondeva rapidamente sotto l'azione di insistenti rovesci; per Vicenza, Sandrigo, Thiene, Malo... i Colli Berici ed in parte i Colli Euganei concretizzarono una miracolosa protezione edintensificazione da stau.

Cosicché i miei occhi, al mattino di Mercoledi' 16 Gennaio 1985, videro ancora la neve cadere, umida, collosa, ... i miei occhi videro quella neve depositarsi sopra 70 cm e piu' di manto bianco.
Dormivo, quella notte: ma penso che la neve dev'essere caduta veramente forte per generare cotanto spessore, tanto era bagnata!! Le precipitazioni proseguirono piu' attenuate, quel mattino, alternando la Dama alla tanto odiata pioggia.
La T passo' dagli 0°C del mattino ai +1°C di metà giornata.
Dal pomeriggio fu solo pioggia, per il potente manto nevoso al suolo comincio' una fase improntata ad una discreta perdita di spessore per consolidamento.
La sera di quel Mercoledi' la situazione pareva gia' segnata: per il giorno dopo era prevista la cessazione completa dei fenomeni e la comparsa di schiarite, unitamente ad un lento irreversibile aumento termico che avrebbe interessato anche lo stesso Mercoledì. Le aziende municipalizzate misero quindi in campo tutti i loro mezzi, quella sera, per dare una svolta alla disastrata situazione viaria del martoriato capoluogo berico.
 E invece la temperatura, col calar delle tenebre, subi' una leggera discesa e, attorno alle 21... ricomincio' sorprendentemente a nevicare!!

Non fu una nevicata qualsiasi: scese tremendamente fitta, secca, a larghe falde.
Ricomincio' ad accumularsi sulle strade, sulle auto, su ogni cosa. Fu il ko definitivo, per la viabilità cittadina. E festa grande per me, per i miei occhi affamati di neve.
Verso le 02 della notte di Giovedi' ci fu una nuova metamorfosi nelle precipitazioni, che nella fase finale caddero in forma definitivamente liquida.
 I miei ricordi sono indelebilmente condizionati dai timidi raggi solari di quel bianco mattino di Giovedi' 17 gennaio 1985: la neve era incollata ovunque, per le strade alcun rumore... qualche spavaldo personaggio si aggirava attarverso l'immobile Viale S.Lazzaro, sepolta dalla neve!!!
 La Fiat 126 di mia zia Marisa, parcheggiata in emergenza davanti al mio condominio, non era piu' visibile... era completamente sepolta!! I miei vicini di casa Gaetano e Mario, da buoni padri di famiglia qual'erano, si resero utili per liberare cappotta e parabrezza dalla neve, "almeno per renderla visibile agli operatori spartineve"... che in quei giorni, con i loro ingombranti "groeder", mandarono al macero diverse autovetture in città.

 
Il mio parallelografo scassato di Educazione Tecnica affondo' nella Dama per 63 cm, nell'immacolato parcheggio davanti al condominio.
Nota negativa, i disastrosi collassi di strutture industriali in acciaio dovuti all'eccessivo carico della neve.
Numerose attività andarono in crisi, sopratutto tra tHienese (poco piu' di 100 cm di spessore max di neve al suolo), scledense e maladense (circa 80 cm di spessore max neve al suolo), l'economia locale ebbe risentimenti anche negli anni successivi. Solo per tale motivo spererei un tal genere di fenomeno nn si ripetesse piu'.



                                                                                                                                            Daviderose
Nella memoria collettiva tutti ricordiamo il mitico Gennaio 1985 soprattutto per le eccezionali punte di freddo registrate ma nonostante il gran freddo in quella occasione le neve a Verona fù veramente scarsa con solamente 11 cm di
accumulo in centro città.

Sono a descrivervi, pur senza dovizia di particolare, la fenomenologia temporalesca che ha interessato la provincia vicentina nei giorni 29-30 Giugno e 01 Luglio 2005.

Analisi Sinottica:
Dopo una lunghissima fase caratterizzata dalla presenza dell’anticiclone caldo africano su tutto il comparto centrale del Mediterraneo, e dunque da temperature, geopotenziali e umidità elevatissime su tutta la Pianura Padana ( catino caldo ) dalla sera del 28 assistiamo ad un calo dei geopotenziali in quota e della pressione al suolo grazie all’azione destabilizzatricce di una profonda goccia fredda, e al fronte freddo ad essa associat,o in movimento dalla Francia verso le nostre regioni settentrionali in seno alle ritrovate correnti zonali.
Già dal 29 i venti in quota cominciano a mostrare una discreta curvatura ciclonica propizia allo sviluppo di temporali,la corrente a getto tende a rinforzare e al suolo si assiste alla formazione di un piccolo minimo chiuso sulla Provenza francese in movimento verso est.
La struttura perturbata dimostra pertanto una moderata baroclinicità ( mancata corrispondenza verticale tra il minimo in quota e quello al suolo ), e dunque risultano possibili fenomeni anche violenti in seguito allo sfondamento al di qua delle Alpi del fronte freddo.
Il giorno 30 l’Italia settentrionale è sotto correnti troposferiche mediamente zonali a leggera curvatura ciclonica a 500hpa mentre al suolo la pressione è scesa fin vero i 1010mb, condizioni queste sufficienti, insieme alla presenza di aria più fresca in quota, elevato gradiente termico verticale, a creare della forte instabilità convettiva.
Anche il gradiente termico orizzontale risulta di tutto rispetto con 7°C-9°C di differenza nell’arco di circa 500km.Contemporanealmente, sulla pianura Lombardo-Veneta alle medie e basse quote, grava ancora sulle nostre regioni una notevole quantità di aria calda e molto umida con Td ancora superiori ai 27°C; le condizioni paiono dunque più che propizie allo sviluppo di forti temporali dal tardo pomeriggio alla serata.
Ecco nel dettaglio  cosa è accaduto giorno per giorno:
29 Giugno 2005: dopo un prolungato periodo caratterizzato da circolazione altopressoria, con tassi di umidità e valori termici particolarmente elevati nelle zone di pianura (e taluni eventi temporaleschi caratterizzanti solo la fascia prealpina), anche il mattino di tale giornata prende la piega dei precedenti gg, tanto che nel primo pomeriggio si possono registare nuovamente temperature oscillanti tra i 34°-35°C con indici di calore spesso superiori ai 40°C.

Dippoi la situazione volge rapidamente verso il peggioramento: verso metà pomeriggio una cellula temporalesca sviluppa i suoi effetti nella fascia pedemontana tra Mason e Bassano, con intensi rovesci anche grandinigeni (Molvena), al tempo stesso pure l'asiaghese viene interessato da alcuni rovesci temporaleschi.
Ben si distingue, da Maragnole di Breganze, la cellula temporalesca suddetta (foto1).


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Intanto da Ovest é in avanzata un sistema temporalesco con struttura supercellulare, responsabile di pesanti eventi di matrice grandinigena nel bresciano e foriero di particolare turbolenze sui bassi strati nel veronese (raffiche lineari di vento con velocità talvolta superiori ai 140 Km/h).
La metamorfosi in sistema convettivo a mesoscala avviene tra il veronese ed il vicentino, pur tuttavia l'energia in gioco é ancora notevole: in serata dannose grandinate si verificano a Sud e ad Ovest dei Colli Berici, mentre nel medio vicentino ad intensi rovesci temporaleschi si associano improvvise ed intense raffiche di downburst, prima causa di danni alle coltivazioni di mais (foto 2, Monteviale) e a talune strutture edilizie (foto 3, parziale asportazione del pacchetto di impermeabilizzazione nella chiesa di Montorso), nonché alle linee elettriche.


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Pericolose cadute di alberi si segnalano anche all'interno del capoluogo berico, per fortuna senza particolari conseguenze per l'incolumità degli abitanti.
I comuni di Quinto Vicentino, Bolzano Vicentino e Pozzoleone restano senza corrente elettrica dalle 20 del 29 Giugno fino alle 01 del 30 Giugno.
Ai pluviometri si registrano quantitativi di precipitazione compresi tra i 10 mm ed i 30 mm, molto influenzati dal vento forte.

30 Giugno 2005:
Durante la notte tra il 29 ed il 30 Giugno transita, sempre nel medio vicentino, un isolato temporale capace di scaricare ulteriori 5-10 mm tra Montecchio e Quinto Vicentino.
Il 30 Giugno trascorre successivamente all'insegna di una giornata serena o poco nuvolosa.
Nel tardo pomeriggio, intanto, prende forma una cellula temporalesca assai attiva tra il basso Veronese ed il Rodigino (foto 4, vista da Montorso verso SW), con influenza ovviamente nulla sul basso vicentino.


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Si nota però, in serata, una vistosa e aggressiva cumulogenesi sviluppantesi tra la valle dell'Agno e la valle del Chiampo (foto 5).


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Nonostante la sfuriata temporalesca del precedente giorno, la colonna d'aria presenta parametri termo-igrometrici improntati all'instabilità.
Da tale cumulogenesi verranno generate alcune cellule temporalesche, che tra le 22.30 del 30 Giugno e le 01.30 del 01 Luglio daranno luogo a rovesci anche assai intensi nuovamente nel medio vicentino (54 mm a Malo in sole 2 ore), accompagnati da rara grandine e da notevole attività elettrica (foto 6 e foto 7: lampi visti da Quinto, verso N).


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Si verificano, intanto, i primi allagamenti in aree rurali e nei vani interrati.

1 Luglio 2005: di primo mattino transita, sempre nel medio vicentino, un sistema temporalesco in grado di scaricare prp abbondanti in poco tempo (foto 8) e accompagnato da vento forte e attività elettrica rilevante. La temperatura, oramai, é ben scesa sotto i 20°C.


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Nel capoluogo e nei comuni limitrofi gli allagamenti a vani interrati oramai non si contano più.
Con questo temporale taluni siti del medio vicentino registrano cumulati attorno ai 40 mm; prettamente alluvionale il dato di Montegalda, con 70 mm circa caduti in meno di un'ora. Fiumi di acqua sulle strade e alberi sradicati disegnano, alle rive del Bacchiglione, uno scenario da catastrofe.
A metà mattinata un nuovo temporale transita nel medio-alto vicentino: ora le prp nn sono intense come nei precedenti episodi, e sono accompagnate da rara attività elettrica.
Pochi i mm di pioggia scaricati; di seguito le schiarite si faranno sempre più ampie, fino ad una copertura a 2/10 nel pomeriggio.
Proprio nel pomeriggio da Vigardolo é ben distinguibile un cumulo congesto erigersi al di sopra di un compatto banco di strati (foto 9).


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In serata un isolato cumulonembo, proveniente dal veronese, giunge oramai "colmato" nel vicentino con scarsi o nulli effetti.
Cb che, se non altro, ha ben sentenziato la chiusura di questa intensa fase di maltempo.

Davide Rosa   
Simone Vesentini

Ecco alcune foto del blizzard del 28 febbraio 2005...( e con questo è già il terzo 28 febbraio dagli anni 2000 che a Urbana si vede la neve dopo quello del 2001 e del 2004).