Racconti Meteo

Nella memoria collettiva tutti ricordiamo il mitico Gennaio 1985 soprattutto per le eccezionali punte di freddo registrate ma nonostante il gran freddo in quella occasione le neve a Verona fù veramente scarsa con solamente 11 cm di
accumulo in centro città.

Sono a descrivervi, pur senza dovizia di particolare, la fenomenologia temporalesca che ha interessato la provincia vicentina nei giorni 29-30 Giugno e 01 Luglio 2005.

Analisi Sinottica:
Dopo una lunghissima fase caratterizzata dalla presenza dell’anticiclone caldo africano su tutto il comparto centrale del Mediterraneo, e dunque da temperature, geopotenziali e umidità elevatissime su tutta la Pianura Padana ( catino caldo ) dalla sera del 28 assistiamo ad un calo dei geopotenziali in quota e della pressione al suolo grazie all’azione destabilizzatricce di una profonda goccia fredda, e al fronte freddo ad essa associat,o in movimento dalla Francia verso le nostre regioni settentrionali in seno alle ritrovate correnti zonali.
Già dal 29 i venti in quota cominciano a mostrare una discreta curvatura ciclonica propizia allo sviluppo di temporali,la corrente a getto tende a rinforzare e al suolo si assiste alla formazione di un piccolo minimo chiuso sulla Provenza francese in movimento verso est.
La struttura perturbata dimostra pertanto una moderata baroclinicità ( mancata corrispondenza verticale tra il minimo in quota e quello al suolo ), e dunque risultano possibili fenomeni anche violenti in seguito allo sfondamento al di qua delle Alpi del fronte freddo.
Il giorno 30 l’Italia settentrionale è sotto correnti troposferiche mediamente zonali a leggera curvatura ciclonica a 500hpa mentre al suolo la pressione è scesa fin vero i 1010mb, condizioni queste sufficienti, insieme alla presenza di aria più fresca in quota, elevato gradiente termico verticale, a creare della forte instabilità convettiva.
Anche il gradiente termico orizzontale risulta di tutto rispetto con 7°C-9°C di differenza nell’arco di circa 500km.Contemporanealmente, sulla pianura Lombardo-Veneta alle medie e basse quote, grava ancora sulle nostre regioni una notevole quantità di aria calda e molto umida con Td ancora superiori ai 27°C; le condizioni paiono dunque più che propizie allo sviluppo di forti temporali dal tardo pomeriggio alla serata.
Ecco nel dettaglio  cosa è accaduto giorno per giorno:
29 Giugno 2005: dopo un prolungato periodo caratterizzato da circolazione altopressoria, con tassi di umidità e valori termici particolarmente elevati nelle zone di pianura (e taluni eventi temporaleschi caratterizzanti solo la fascia prealpina), anche il mattino di tale giornata prende la piega dei precedenti gg, tanto che nel primo pomeriggio si possono registare nuovamente temperature oscillanti tra i 34°-35°C con indici di calore spesso superiori ai 40°C.

Dippoi la situazione volge rapidamente verso il peggioramento: verso metà pomeriggio una cellula temporalesca sviluppa i suoi effetti nella fascia pedemontana tra Mason e Bassano, con intensi rovesci anche grandinigeni (Molvena), al tempo stesso pure l'asiaghese viene interessato da alcuni rovesci temporaleschi.
Ben si distingue, da Maragnole di Breganze, la cellula temporalesca suddetta (foto1).


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Intanto da Ovest é in avanzata un sistema temporalesco con struttura supercellulare, responsabile di pesanti eventi di matrice grandinigena nel bresciano e foriero di particolare turbolenze sui bassi strati nel veronese (raffiche lineari di vento con velocità talvolta superiori ai 140 Km/h).
La metamorfosi in sistema convettivo a mesoscala avviene tra il veronese ed il vicentino, pur tuttavia l'energia in gioco é ancora notevole: in serata dannose grandinate si verificano a Sud e ad Ovest dei Colli Berici, mentre nel medio vicentino ad intensi rovesci temporaleschi si associano improvvise ed intense raffiche di downburst, prima causa di danni alle coltivazioni di mais (foto 2, Monteviale) e a talune strutture edilizie (foto 3, parziale asportazione del pacchetto di impermeabilizzazione nella chiesa di Montorso), nonché alle linee elettriche.


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Pericolose cadute di alberi si segnalano anche all'interno del capoluogo berico, per fortuna senza particolari conseguenze per l'incolumità degli abitanti.
I comuni di Quinto Vicentino, Bolzano Vicentino e Pozzoleone restano senza corrente elettrica dalle 20 del 29 Giugno fino alle 01 del 30 Giugno.
Ai pluviometri si registrano quantitativi di precipitazione compresi tra i 10 mm ed i 30 mm, molto influenzati dal vento forte.

30 Giugno 2005:
Durante la notte tra il 29 ed il 30 Giugno transita, sempre nel medio vicentino, un isolato temporale capace di scaricare ulteriori 5-10 mm tra Montecchio e Quinto Vicentino.
Il 30 Giugno trascorre successivamente all'insegna di una giornata serena o poco nuvolosa.
Nel tardo pomeriggio, intanto, prende forma una cellula temporalesca assai attiva tra il basso Veronese ed il Rodigino (foto 4, vista da Montorso verso SW), con influenza ovviamente nulla sul basso vicentino.


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Si nota però, in serata, una vistosa e aggressiva cumulogenesi sviluppantesi tra la valle dell'Agno e la valle del Chiampo (foto 5).


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Nonostante la sfuriata temporalesca del precedente giorno, la colonna d'aria presenta parametri termo-igrometrici improntati all'instabilità.
Da tale cumulogenesi verranno generate alcune cellule temporalesche, che tra le 22.30 del 30 Giugno e le 01.30 del 01 Luglio daranno luogo a rovesci anche assai intensi nuovamente nel medio vicentino (54 mm a Malo in sole 2 ore), accompagnati da rara grandine e da notevole attività elettrica (foto 6 e foto 7: lampi visti da Quinto, verso N).


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Si verificano, intanto, i primi allagamenti in aree rurali e nei vani interrati.

1 Luglio 2005: di primo mattino transita, sempre nel medio vicentino, un sistema temporalesco in grado di scaricare prp abbondanti in poco tempo (foto 8) e accompagnato da vento forte e attività elettrica rilevante. La temperatura, oramai, é ben scesa sotto i 20°C.


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Nel capoluogo e nei comuni limitrofi gli allagamenti a vani interrati oramai non si contano più.
Con questo temporale taluni siti del medio vicentino registrano cumulati attorno ai 40 mm; prettamente alluvionale il dato di Montegalda, con 70 mm circa caduti in meno di un'ora. Fiumi di acqua sulle strade e alberi sradicati disegnano, alle rive del Bacchiglione, uno scenario da catastrofe.
A metà mattinata un nuovo temporale transita nel medio-alto vicentino: ora le prp nn sono intense come nei precedenti episodi, e sono accompagnate da rara attività elettrica.
Pochi i mm di pioggia scaricati; di seguito le schiarite si faranno sempre più ampie, fino ad una copertura a 2/10 nel pomeriggio.
Proprio nel pomeriggio da Vigardolo é ben distinguibile un cumulo congesto erigersi al di sopra di un compatto banco di strati (foto 9).


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In serata un isolato cumulonembo, proveniente dal veronese, giunge oramai "colmato" nel vicentino con scarsi o nulli effetti.
Cb che, se non altro, ha ben sentenziato la chiusura di questa intensa fase di maltempo.

Davide Rosa   
Simone Vesentini

Ecco alcune foto del blizzard del 28 febbraio 2005...( e con questo è già il terzo 28 febbraio dagli anni 2000 che a Urbana si vede la neve dopo quello del 2001 e del 2004).