Racconti Meteo

Le informazioni giornalistiche si sa, spesso sono gonfiate e finalizzate al sensazionalismo. Tuttavia ci pare che le foto riportate nell'articolo dimostrino la bontà degli spessori enunciati nello stesso. Ricordiamo che siamo in Valsugana, a 240 metri sul livello del mare....

Ed inoltre...
     

Come potete ben vedere il tratto di Valbrenta compreso tra Cismòn e Primolano ha preso una nevicata che ha di gran lunga surclassato quella del gennaio 1985!!!
Ecco perché mi esalto cosi' tanto!!
In quei giorni abbiamo avuto una nevicata da record!!!

                                                                                       Davide Rosa  &  Wetter Sergy ( Forum Meteo 4 )
 

 

 Tratto da " Il Gazzettino" del 01 Marzo 2004:
 
  
 
Da notare le foto inerenti a Prato della Valle (centro di Padova) con poca ed umida neve, e la foto di Chiesanuova (poco fuori Padova) con quantitativi di neve da spavento (vedasi la copertura sullo sfondo del probabile annesso rustico).

Differenze cosi' abissali di spessore del manto nevoso non sono certo proprie di una differenza di quantitativi di precipitazioni, sopratutto tra due siti assai vicini tra loro (meno di 4 km separano Chiesanuova da Prato della Valle), ma di una differenza sopratutto "qualitativa".

Capisco che un solo episodio non fa legge, ma la pulce all'orecchio mi é giunta eccome!!
Saluti
                                                                                                                            Davide V.
Mi premeva di dare alcune specifiche sul terribile pomeriggio trascorso ieri, caratterizzato da una ininterrotta sequenza di intensi rovesci, taluni anche temporaleschi, in una ben definita porzione di medio-alto vicentino.

Nella memoria collettiva il gennaio 2006 rimarrà a lungo impresso per le eccezionali punte di freddo raggiunte e gli straordinari accumuli di neve che hanno interessato la quasi totalità del settentrione Italiano. Per Verona, i -21,6°C registrati all’aeroporto di Villafranca il 16 Gennaio e la nevicata che dal 10 al 13 Gennaio ha letteralmente sepolto la città sotto quasi un metro di neve, resteranno molto probabilmente record storici imbattuti per lunghissimo tempo.
Il mese di Gennaio inizia leggermente sopra le medie, con una perturbazione atlantica il cui minimo, invorticatosi sul Golfo di Genova il giorno 2, richiama aria calda sciroccale su tutto il settentrione e lungo l’Adriatico: si hanno piogge in pianura e vistose nevicate da Stau sulle Alpi, attorno ai 1.400m su quelle Orientali, più in basso sul Piemonte (inizialmente neve a bassa quota su Cuneese e Tortonese). Quel giorno in Lessinia la quota neve si alza fino a quota 1.600 a causa del richiamo caldo che come sempre accade, fa nevicare sulla montagna Veronese ben più in alto che altrove. Sul monte Baldo si misurano a fine giornata, a 2.200m di quota, ben 70cm di neve fresca.
Il giorno 3 il minimo, spostatosi sull’Alto adriatico, richiama fredde correnti da Est che come primo effetto hanno quello di abbassare il limite delle nevicate che Ancora persistono sulle Montagne della Lombardia orientale, del Triveneto e Dell’Appennino tosco- emiliano. Nevica intensamente a quote collinari attorno a Bologna, con vento da NE a oltre 40 nodi, nevica In Friuli e Nel Veneto oltre gli 800 m. In serata la perturbazione va esaurendosi su tutto il Veneto tranne sui rilievi dove permengono condizioni di instabilità, mentre continua a nevicare sull’Appennino e a piovere in Bassa Emilia e sulla Romagna, fiocchi cadono misti a pioggia anche su Bologna. La serata del 3 a Boscochiesanuova (1.106m) misuro di persona 25cm di neve fresca, con forte vento da NE e scaccianeve basso.
La mattina del 4 le temperature scendono sotto lo zero in tutto il Nord a causa dei venti freddi, Bologna si sveglia sotto 5 cm di neve farinosissima caduta nella notte sotto forma di bufera. Le temperature vanno dai -6°C di Vicenza, ai -5°C di Torino e ai -4°C di Piacenza, Parma, Bologna. A Verona Villafranca quella mattina il termometro si ferma a -4,3°C con cielo sereno e limpidissimo, la pioggia del giorno prima gela sulle piste, tant’è che l’aeroporto rimarrà chiuso per due ore per permettere le operazioni di pulizia. In tutta la città e in provincia si hanno tamponamenti a causa del ghiaccio sulle strade, la Lessinia rimane bloccata tutta la mattinata a causa della bufera di neve che nella notte ha portato 5 cm di neve farinosissima fino sulle colline adiacenti alla città. Quel pomeriggio la temperatura massima in città è di +7,6°C, complice una sole splendido e la cessazione dei venti da NE.
Il giorno 5 altre ancora minime sottozero, -6,1°C a Verona Villafranca complice la calma di vento, -7°C a Bolzano e alla Malpensa.
Il tutto inizia la mattina del 6 Gennaio quando l’aria freddissima che interessava
l’Europa centro-orientale arriva nella Pianura Padana attraverso la porta della Bora, Il 7 Gennaio i valori minimi raggiungono i –11,7°C all’aeroporto di Villafranca e –9,2°C in
città, lo stesso giorno la temperatura massima in aperta campagna si mantiene sotto lo zero (massima di -2,1°C all’aeroporto) per sfiorare appena lo zero in città solo verso le h 13.00. In tutto il nord Italia le temperature crollano vistosamente: -11°C a Torino, -14°C alla Malpensa, -15°C a Piacenza e Modena, -8°C a Venezia, dove a causa del freddo intenso gelano ampi tratti della Laguna.
Giovedì 8 stessa storia, -11°C a Verona Villafranca, già i telegiornali iniziano a parlare di “ondata di freddo storica”, soprattutto vedendo le previsioni che annunciano una forte perturbazione atlantica al largo della Spagna diretta verso il bacino del Mediterraneo. In quei giorni i siti Meteo vengono letteralmente intasati dagli appassionati che vedono nelle proiezioni a medio termine, forse una replica del tanto idolatrato ’85; non c’è nulla di meglio, per un appassionato, di vedere la Pianura Padana che registra minime negative a due cifre, con una perturbazione atlantica pronta ad investirla!
Venerdì 9 Gennaio la perturbazione entra nel Mediterraneo e da luogo ad una profonda depressione che, dalle Baleari, si dirige verso il Golfo di Genova. Lo stesso giorno, verso ora di pranzo, inizia a nevicare sul basso Piemonte e sulla Liguria, fin sulla costa. La neve è farinosissima a causa delle temperature ben al di sotto dello zero, nel tardo pomeriggio nevica già su Tutto il Nord Ovest, Milano e Torino vengono paralizzate da una fitta nevicata e dal ghiaccio a causa delle temperature che per tutto il giorno si mantengono sotto lo zero (massima della giornata di -3,2°C alla Malpensa).
In serata mi collego ad internet, dove gli appassionati riferiscono di copiose nevicate sul nord Ovest e sull’Emilia Romagna..15 cm a Milano, 20 a Torino e Bologna…non può essere! Dal radar pare che la perturbazione non abbia intenzione di colpire il veneto, ed infatti, nella notte tra il 9 ed il 10, investe L’Emilia Romagna a sud del Po per sfilare in Adriatico…ma qualcosa non quadra! Il satellite mostra come il minimo va approfondendosi in alto Adriatico, invorticandosi e richiamando ulteriore aria gelida da est!
Dopo una notte pressoché insonne mi sveglio, è Martedì 10 Gennaio, mi collego ad internet e non posso credere a ciò che vedo! Durante la Notte la perturbazione che ormai era sulla Slovenia si intensifica a causa dei nuovi venti da NE e inizia ad avanzare rapidamente verso le Pianure del Triveneto!! Nei forum meteo si segnalano autentiche bufere di neve su tutto il Friuli, verso le 10.00 nevica già su tutta la costa veneta, Venezia è sotto la tormenta!! Non mi resta che aspettare e l’attesa si fa spasmodica, guardo fuori ed il cielo è sereno, la temperatura di -6°C nonostante splenda il sole, ma ecco in distanza le nuvole, è lui, il blizzard!! Attorno alle 11.00 l’orizzonte si oscura di nubi blu come se si trattasse di un temporale, il vento da Est intensifica, lo sento, gelido, giù dalla schiena e tra i capelli, le nubi avanzano rapiadamente e da blu diventano bianche, ora tutto il cielo è color latte, il vento continua impetuoso e la temperatura si inchioda a -5°C…alle 11.40 i primi fiocchi, piccolissimi e pungenti, in ogni direzione, orizzontali, obliqui e dal basso verso l’alto, nulla mi poteva far pensare cosa sarebbe successo di li a pochi minuti! Torno su internet per controllare la situazione nel Veneto, ovunque è un autentico Blizzard, temperature ovunque di molto al di sotto dello zero, vento a 50 nodi, 10 cm di Neve a Venezia e Padova, 20 a jesolo, 25 a Udine con nevicata ancora in corso!!! A mezzogiorno è già tormenta. La neve attacca sui muri delle case e dui pali della luce, imbianca subito strade e campagne ma è troppo secca per attaccare sui rami degli alberi, scende intensissima e furiosa, dopo 10 minuti le strade sono già impraticabili, la gente che torna dal lavoro rimane bloccata sulle strade coperte di ghiaccio, è caos! Sto pranzando, sono le una e salta la corrente…ora tutto è nelle mani della tormenta che fa veramente paura, la visibilità è ridotta a zero, l’unico rumore che si sente è quello tremendo del vento tra gli scuri che ulula e sibila, neanche pensarci ad uscire, la temperatura è ferma a -5°C ma il windchill raggiunge valori sicuramente pazzeschi! Per due ore la nevicata continua ad intensificare, ormai siamo a 15cm ma l’accumulo è disomogeneo a causa del vento fortissimo, nel mio vialetto sottovento l’accumulo eolico è spaventoso, quasi un metro di neve scolpita a dune di ogni forma, sicuramente un fenomeno di rilevanza storica nella mia zona, in passato tanto, troppo avara di neve! Questa sembra dover essere la rivincita, finalmente anche Verona vive una nevicata in puro stile Canadese, con temperature glaciali e accumuli consistenti… ma MAI avrei potuto immaginare che quello sarebbe stato solo l’antipasto! La bufera continua, verso le 15.00 però cala d’intensità tant’è che torna la corrente, lo spettacolo fuori è qualcosa di stupefacente, verso le 16.00 smette di nevicare e rasserena quasi subito, misuro di persona 20cm di neve in un luogo riparato, caspita che accumulo, soprattutto se penso che è caduta tutta in 4 ore e con temperatura stabile sui -5°C! Non esito un secondo a mettermi gli scarponi e ad infilarmi la giacca a vento ed esco, i miei piedi sprofondano nella neve farinosa con tonfi felpati, le strade sono totalmente impraticabili, bloccate dal ghiaccio e da autentici muri di neve…Mai visto nulla di simile!! La temperatura sale leggermente a -4°C, un timido sole illumina il paesaggio che dopo 4 ore di tormenta s’è fatto lunare, prendo la pala e mi metto a spalare la neve nel vialetto, neve friabile e duttilissima, secca che si lascia spalare senza troppa fatica. E’ incredibile… mi collego ad internet, il Blizzard dopo aver colpito tutto il Triveneto (tranne l’Alto Adige) ora si sta abbattendo sull’Emilia già colpita dalle nevicate del giorno prima, a Bologna ormai ci sono 40 cm di neve, sulle colline a causa dello stau la neve sfiora il metro! I telegiornali la sera non parlano d’altro, solitamente esagerano ma in questo caso la realtà stessa è un’esagerazione, tutto il Nord Italia è imbiancato, al Nord Ovest a causa della neve del giorno prima, al Nordest per quella fresca caduta nel pomeriggio; le temperature sono ovunque da grande gelo, la laguna Veneta è ormai un unico grande lastrone di ghiaccio, gelano ampi tratti del Po, gelano fiumi e paludi, tutto è bloccato nella morsa di una delle più potenti ondate di freddo che si ricordino! E non è finita, anzi, da giorni si osserva l’evolversi di un’altra perturbazione che ormai è sul Nord della Francia e la sua discesa attraverso la porta del Rodano è prevista per le primissime ore del mattino seguente! La sera del 10 Gennaio si vive in un’ansia snervante, tutto sembra irreale, un awake-dream collettivo, sembra tutto così impossibile che tra gli appassionati regna lo scetticismo, pare infatti molto improbabile l’arrivo di un’altra pesante nevicata sul Settentrione…ma le mappe ed i radar parlano chiaro, la perturbazione c’è ed è molto consistente, la Francia sta già soccombendo sotto copiose tormente di neve, Parigi è paralizzata da mezzo metro di neve… E’ ormai mezzanotte e nei forum nessuno o quasi si scollega, tutti attendono con frenesia e annotano ogni minimo movimento dell’ammasso giallo già sulla Provenza, nella notte inizia a nevicare intensamente a Nizza e Marsiglia, i siti meteo registrano accessi record nonostante sia notte, tutti attendono in gran trepidazione! Alle 3 non reggo più e me ne vado a letto, ho lasciato la perturbazione già sul Golfo Ligure, provo un miscuglio di sensazioni forti, eccitazione e scetticismo, visto l’andazzo delle perturbazioni simili a quella che ci stava per colpire gli scorsi anni (tanta neve da cuscinetto al NW, pioggia sul NE)..
Mercoledì 11 Gennaio mi sveglio, il cielo è appena velato e la temperatura minima tocca l’incredibile valore di -16°C a casa mia, quasi un record storico! Non aspetto un secondo appena e mi collego ad internet, la Liguria è sotto una pesante nevicata, Genova è paralizzata, nel capoluogo ligure nevica con -7°C, nevica su quasi tutto il Nordovest, a Cuneo, Torino, Milano, Cremona, sta iniziando a nevicare a Mantova! Guardo il radar, l’immagine fa paura, un mostro giallo e verde risale la Pianura Padana verso NE, ormai anche per Verona è questione di poco, mezzora al massimo! Sono le 10.30 e i primi fiocchi iniziano a cadere sulla città, la temperatura è incredibilmente ferma a -8°C, ci sono tutti i pretesti per una nevicata d’altri tempi senza rischio di richiamo caldo (visto il contesto gelido in tutta Italia) e di conseguente trasformazione della precipitazione in pioggia! La nevicata assume subito i connotati di autentica tormenta, non tira vento ma cade intensissima attaccando su tutto e posandosi sui 20 cm di neve ancora intatti dal giorno prima, in pochi minuti la città si blocca, viene repentinamente chiuso l’aeroporto di Villafranca, a mezzogiorno tutto il Nord è sotto la neve, a Genova ci sono ormai 40 cm di neve in riva al mare e la precipitazione non pare calare, anzi…
Quel pomeriggio devo dare un esame all’università, inutile dire che diserto i miei doveri da studente, scelta che si rivelerà saggia visto che vengo a sapere che nemmeno il professore è riuscito a raggiungere l’ateneo! Alle 16.00 misuro l’accumulo, sono già 15 i centimetri di neve fresca sui 20 preesistenti, per Verona è già quasi un record, considerando che persino nell’85 nella città scaligera si misurarono appena 18 cm di neve e solo 25 nel mitico 1987..
Incredibilmente il famigerato Föhn lessinico che, puntualmente, col suo grado in più rispetto al resto del Veneto, trasforma le nevicate veronesi in piogge, questa volta si attiva in un contesto tremendamente gelido, facendo sì che la sua opera mitigatrice porti la temperatura attorno ai -4°C anziché -6°C come nel resto del Veneto! La nevicata prosegue intensa tutto il pomeriggio per poi continuare la sera, alle 22.00 circa misuro nuovamente il manto nevoso, al suolo ci sono 35 cm di neve fresca, in tutto più di mezzo metro, accumulo storico che batte i “mitici” 48cm del 1948! Tutto il nord Italia è sotto ormai mezzo metro di neve, a Genova il manto in città sfiora i 60cm, a Milano e Torino ci sono quasi 50 cm di neve, nevica anche in Toscana, Firenze è paralizzata da una furiosa tormenta!! Alle 23.00 esausto dopo una giornata di neve storica vado a letto, soddisfatto anche in caso la nevicata dovesse cessare, anche se le previsioni danno neve per tutto il giorno seguente…
E’ Giovedì 12 Gennaio, prima di alzarmi dal letto ascolto il rumorio fuori dalla finestra, non sento nessun gocciolio di grondaie, ciò vuol dire che la neve almeno ha resistito intatta… Mi fiondo allora giù dal letto, vado alla finestra e non voglio crederci… mi si affaccia uno spettacolo impressionante, la nevicata è ancora intensissima, sui tetti lo spessore della neve fa veramente paura, gli alberi sono piegati da una quantità incredibile di neve, nel vialetto sotto casa mia il manto bianco raggiunge l’altezza della finestre della mia cucina al piano terra, il tutto mi sembra assurdo! Nemmeno un minuto e sono già in tenuta invernale, in cortile a misurare… 80 cm, non può essere!!! La temperatura è di -3,5°C, in giro non si vede nessuna macchina, tutto è immobile, ghiacciato, sepolto da una nevicata che è talmente intensa ed abbondante che persino ai miei occhi da nevofilo pare un flagello, una punizione della natura. Le scuole ovviamente sono chiuse, chiusi gli uffici, i mezzi circolano a singhiozzo… Non mi azzardo nemmeno a prendere l’auto e mi incammino verso il centro di Verona che da casa mia dista 5 chilometri. Sulla statale c’è mezzo metro buono di neve, non conto le macchine ferme a lato della carreggiata semisepolte anch’esse, vedo pochissimi temerari a piedi, sembriamo tutti zombi, ombre di fantasmi che arrancano nel bianco…
Nevica forte, ad un certo punto me ne torno verso casa, camminare è quasi impossibile a meno che non si sia acrobati o trampolieri, io non essendo nulla di tutto ciò faccio una fatica tremenda ad ogni singolo passo. Si sprofonda fino ben oltre il ginocchio, la neve mi entra negli stivali, i miei piedi lessano in un fetido brodo di calzini di lana, mi faccio pena così come sono, nel mio umido disagio. Casa mia sembra un miraggio nel deserto bianco, entro e vado subito in doccia, i piedi mi sembrano esplodere e mi prometto di assistere alla nevicata come spettatore dalla propria finestra… Ma l’istinto vince sulla ragione e dopo pranzo eccomi nuovamente fantasma nella tormenta. Spalo la neve nel vialetto, creo mucchi così alti che quasi penso che mai si sarebbero sciolti. Le fioriere sono sepolte, di certe macchine spunta solo l’antenna, nel pomeriggio passa lo spazzaneve che libera la strada interna al mio quartiere, il getto del suo cannone mi prende in pieno e quasi mi stende, vorrei insultare l’autista ma poi mi rendo conto che, neve più o neve meno, sempre un pupazzo bianco resto! Attorno alle 17.00 incredibilmente smette di nevicare, misuro la neve, al suolo ci sono 90 cm di manto!! Dopo due giorni torna la visibilità nella mia valle, è un panorama irreale, bianco che più bianco no si può (e senza l’uso di Ace candeggina!)
Il cielo è tutto un rincorrersi di nuvolosi scuri, l’aria è gelida, il termometro segna -4°C. Fatto il mio dovere di pala, mi collego ad internet. I forum meteo vanno a rilento, alcuni letteralmente s’intasano. Sono tutti collegati, dati e foto alla mano, per parlare della grande tormenta. Le nevicate intense persistono solo nel Triveveneto orientale e sulle Alpi, c’è chi, spinto da euforica megalomania, parla di due metri di neve a Milano, Torino, Bologna.. ovviamente nessuno (o quasi) ci crede, misurazioni più realistiche danno comunque accumuli da capogiro in tutto il Centronord: Un metro di neve in media ovunque, in campagna, sui monti come in città, ben 120 cm a Bologna, 140 a Trento, 90 cm a Genova e Verona, 70 cm a Trieste e Rimini, 30 a Firenze, 20 cm sulle coste toscane. Tutti gli aeroporti sono chiusi, fermi i treni, bloccati gli automobilisti sulle autostrade…Uno scenario da autentica tormenta canadese! Verso le 20.00 inizia nuovamente a fioccare, veramente non se ne può più!! Nevica debolmente, i fiocchi svolazzano senza grandi accumuli aggiuntivi e così va avanti per tutta la serata.
Venerdì 13 gennaio secondo le previsioni dovrebbe esserci il sole, mi sveglio e stupito vedo che sta ancora nevicando! Temo una ritornante ma veramente mi sembrerebbe troppo, sono gli ultimi fenomeni residui infatti già verso le 11.00 smette di nevicare, misuro 5 cm che vanno ad aggiungersi ai 90 dei giorni precedenti, 95 cm in tutto!! A mezzogiorno inizia a splendere il sole, un sole accecante che abbaglia riflesso sul candore immacolato che ricopre tutto! La temperatura alle 14.00 raggiunge il valore massimo di +0,5°C, il primo valore positivo dopo 7 giorni di ghiaccio ininterrotto! Nonostante il tepore la neve è talmente tanta che non molla di un millimetro, le strade sono ancora semisepolte dalla neve, ciò nonostante parto con la mia macchina destinazione centro città…che grosso sbaglio! Le auto intasano le strade a passo di lumaca, tutto è ancora coperto di decine di centimetri di neve e ghiaccio, L’Adige è come una fiume di granita al limone, tutte le città che attraversa scaricano camionate di neve nelle sue acque, senza contare il ghiaccio che ne ricopre le acque per lunghi tratti. Mi incammino verso il centro storico, che spettacolo impressionante ed inusuale! La mia città è irriconoscibile, sono sparite fontane, aiuole, marciapiedi e piste ciclabili, Via Mazzini (per intenderci la via Montenapoleone Veronese) è coperta da quasi mezzo metro di neve compressa e mai spalata, calpestata da chissà quante scarpe di gucci e tacchi di giovani e signore chic che nemmeno di fronte alla nevicata del secolo han voluto rinunciare al Glamour della passeggiata tra le vetrine.. Per entrare nei negozi bisogna fare uno scalino verso il basso, il nuovo fondo stradale è più alto di mezzo metro!
In serata una nuova colata artica fa precipitare la temperatura, alle 22.00 in città si toccano -8°C con cielo sereno e vento teso da NE.
E’ sabato 14 gennaio, temperatura minima -17,6°C complice la calma di vento e l’effetto albedo, manca un grado per raggiungere il record dell’85! In tutt’Italia si registrano valori da annali, -15°C a Firenze, -9°C a Roma e Ancona, Bolzano, Piacenza e la Malpensa sfondano i -20°C, -36°C A Livigno e sulla Marmolada! La giornata è glaciale in tutto il Nord, Le massime superano gli 0°C solo Dalla toscana in giù e in Liguria (Genova massima di +2°C, Imperia di +4°C). Ormai tutti i fiumi sono gelati a causa del potente effetto albedo, gelano addirittura ampi tratti del mitissimo lago di Garda (non succedeva dal 1929) e dei laghi di Como, Maggiore e d’Iseo. Sulla laguna veneta si cammina tranquillamente in lungo ed in largo, c’è chi ne approfitta per farsi una pattinata da Mestre alla città di Colombina! Nel capoluogo lagunare, dopo la minima di – 16,8°C, i trasporti sono resi difficoltosi dal ghiaccio che si forma persino nel canal grande. Molti canali non sono più navigabili, bloccati dal ghiaccio e sepolti dalla neve. I vaporetti non circolano perché molte condutture dell’acqua sono esplose, il porto di Marghera è bloccato nei ghiacci.
Domenica 15 si replica, tutto il nord è sotto l’influenza di un fortissimo cuscino freddo a da un’alta pressione che schiaccia l’aria Gelida al suolo, ma la mattina dei record sarà quella successiva, l’epocale 16 gennaio 2006.
I -21,6°C registrati alle 7.57 all’aeroporto di Villafranca di Verona rappresentano un record storico assoluto per la città scaligera, che fa registrare una minima altrettanto impressionante di -20,4°C. Torino tocca i -21,2°C, -22,4°C a Piacenza, -23°C nella campagna bolognese, -25°C a Parma e Modena. Venezia e Firenze registrano -19°C, -16°C a Rimini, - 10°C a Genova. Napoli fa segnare -10,5°C, i -7°C di Catania fanno capire la strage di agrumeti e oliveti in tutto il meridione.
Fino al giorno 23 le temperature si mantengono costantemente sotto lo zero al Nord, con minime attorno ai -16/-20°C in pianura Padana, mentre all’estremo sud nei giorni 20-21 una perturbazione Africana invorticatasi nel Tirreno richiama aria gelida sia da est che dal Rodano provocando copiosissime nevicate fino al mare dalla Campania alla Sicilia, seguite da richiamo sciroccale e quindi da pioggia. Venerdì 21 Napoli viene paralizzata da 40 cm di neve, 10 cm di neve cadono anche a Palermo e Catania, la Basilicata è isolata, Potenza sprofonda sotto più di un metro di manto bianco. Nevica intensamente in Puglia, il giorno dopo l’Albania e la Grecia soccombono sotto la più abbondante nevicata che si ricordi (70cm di neve ad Atene).
Il giorno 24 una perturbazione Atlantica giunge al Nord, inizialmente nevica a causa del potente cuscino freddo ancora esistente, poi il richiamo caldo sciroccale si fa manoa mano più intenso e la neve si trasforma in pioggia dapprima al nordest, in serata su tutta la pianura padana (tranne sul cuneese dove continuano le nevicate a Bassa quota). Quel giorno la temperatura massima a Verona raggiunge +6,5°C, temperatura che sembra quasi africana se rapporatata ai ben 18 giorni di ghiaccio consecutivi interrotti solo il giorno 13 da +0,5°C in città! Mercoledì 25 piove in tutto il Nord e nevica abbondantemente sulle Alpi a partire dai 1000m, più in basso solo in Piemonte. La sera schiarisce e, nonostante i due giorni consecutivi di pioggia, al suolo rimangono in media dai 30 ai 60 cm di neve, dove accumulata anche di più, neve che gelerà la mattina successiva e rimarrà al suolo compatta fino alla fine di Febbraio, complici nuove irruzioni fredde e ulteriori nevicate fino alle quote pianeggianti nelle settimane successive. In città a Verona chiazze di neve resistono stoicamente fino alla Primavera, sulle Prealpi ai primi di Maggio si potrebbe ancora sciare.
Un inverno epocale e credo irripetibile per quasi tutt’italia questo appena trascorso, un inverno che nella realtà dei fatti ha superato ogni fantasia più scellerata del più pantagruelico dei nivofili, lasciando tutti di stucco di fronte alla sua imponenza.

Fabio Becchelli
Finito il 2003 che passerà alla storia come l’anno del caldo record estivo e della siccità che ha colpito diverse zone del nord Italia, il 2004 inizia all’insegna del clima mite…ma già il giorno 5, Villafranca, grazie ad un cuneo di alta pressione, viene avvolta dalla nebbia e si registra l’unica giornata di ghiaccio dell’inverno;quel giorno la massima non supererà i -1.1° e la galaverna coprirà ogni superficie e si registrerà la minima del mese con -4.6°. Poi molte nubi e nebbie in un contesto climatico relativamente mite. Il giorno 15 il vento di foehn fa salire la massima a +13.0°e poi torneranno nubi e freddo tanto che la sera del 26 cadrà sul paese 1 cm di neve. Febbraio parte all’insegna della stabilità e delle notevoli escursioni termiche, il giorno 5 si passa dalla nebbia e galaverna del mattino con -2.3° ai 14.2 di massima con il sole…Frequenti episodi nebbiosi e variabilità fino al 19 quando cambia la circolazione e torna la bora e la neve in pianura anche se senza accumulo. Sarà una terza decade piovosa come non succedeva da anni e si rivedrà la neve il 24 e il 26 che lascerà al suolo solo tracce. Nevischio anche il 27 28 e 29!





31/10/2004: Cielo coperto dopo le abbondanti piogge della nottata (38.6 i mm accumulati)e clima sempre molto mite la massima toccherà i 17.4°.

Marzo inizia all’insegna del clima freddo e sereno tanto che la mattina del 2 e del 3 la minima scende sotto lo zero (-1.9° qui in paese);un nuovo impulso freddo favorisce precipitazioni abbondanti e temperature decisamente basse tanto che la notte le piogge si trasformano in neve anche in pianura, misurati 2 cm la mattina del 7 e 1,5 la mattina dell’8! Il tutto seguito dalla pioggia durante il giorno! La Lessinia in questi giorni riceverà una delle più abbondanti nevicate che si ricordino;tutti i paesi oltre gli 800 metri verranno sommersi dalla dama bianca. E poi estrema variabilità con una rimonta anticiclonica a metà mese che porta la temperatura massima a +22.3 il 18. Un aprile nella norma con frequenti rovesci e clima piuttosto gradevole; da segnalare il temporale con grandine il giorno 6 e la nebbia i giorni 1 e 5. La massima del mese raggiungerà i 26.8 il 24 che è un valore di degno rispetto. Un maggio con la tipica variabilità primaverile, frequenti piogge rovesci e temporali ma anche spazio per molto sole. 5 giorni consecutivi di pioggia dal 3 al 7 con temperature inferiori ai 20° di giorno. Il 7 la minima qui in paese segnerà +7.7° valore basso per la stagione ma già il 21 la massima toccherà i 29.3°!




07/03/2004: Tetti con ultimi residui di neve intorno alle 10 del mattino dopo i 2 cm di neve caduti nella notte.


 

07/03/2004: Campi intorno a Custoza il pomeriggio del 7 Marzo, si nota come la neve sia stata più abbondante e sia rimasta più tempo al suolo 4 km ad ovest di Villafranca e a soli 100 metri in più di quota.

Il primo mese estivo inizia all’insegna del fresco e dei temporali anche se con scarsi apporti precipitativi (11,8 mm in tre distinti temporali i giorni 3,4 e 5). Ma dal 7 ecco prendere le mosse la prima ondata di caldo della stagione tanto che già il 10 la massima segnerà 34.6° all’ombra. Sarà un mese con poche precipitazioni e clima caldo; la massima supererà i 30° in 12 occasioni e l’afa attanaglierà le città di pianura con poche pause ventilate. Luglio vedrà molto sole e temperature nella media; a metà della seconda decade una parentesi fredda porterà la neve sulle Alpi intorno ai 2000 metri e il 12 la massima non supererà i 23°! Ma dal 16 prenderà le mosse la principale ondata di caldo della stagione che porterà il 23 ad una massima di +37.2° che rappresenta per Villafranca il record per luglio da quando faccio le rilevazioni e cioè dal 1993. Agosto manterrà la sua linea calda e afosa per buona parte del mese con pochi temporali. Il più violento si scatenerà la notte del 12 e produrrà 30.1 mm di pioggia. 21 giornate con massima oltre i 30°la dicono lunga sull’anomalia positiva di questo mese che tuttavia non è da confrontare nemmeno con il 2003!



24/07/2004: Un violento temporale si sta avvicinando al paese e lo colpirà nella tarda mattinata; apporterà 33.8 mm di pioggia e una discreta rinfrescata.

Ma sarà l’autunno a distinguersi per un’anomalia termica positiva di eccezionale portata. Settembre inizia con uno stop all’estate e un po’ di bora ma già dal 3 le massime tornano a superare i 30° e l’estate continuerà a fare sul serio (32.7 la massima del 4). A metà mese pausa perturbata tanto che il giorno 14 cadranno ben 51.4 mm di pioggia con disagi e allagamenti. Sole e clima mite ci accompagneranno fino a fine mese ad eccezione delle minime dei giorni 25 e 26 che scenderanno sotto i 10° anche qui in paese (9.4 il 26). Un inizio ottobre estivo con massime sempre oltre i 24° e una punta di 26.0 il giorno 9. Parentesi fredda a metà mese (il 18 la minima toccherà i 6.9°) con piovaschi e poi ecco tornare le piogge nella terza decade e con esse anche lo scirocco e il clima eccezionalmente mite per la stagione. Il 27 la massima sfiora i 20°…19.8 per la precisione. Ma è l’inizio di Novembre a fare la storia meteo…dal 2 al 5 le temperature supereranno e di molto i 20°all’ombra con una punta storica di 23.6 il 4. Il 2 e il 7 si scateneranno sul paese due temporali dalle tipiche caratteristiche estive con forti raffiche di vento e pioggia abbondante ma senza grosse variazioni termiche. A metà mese torna il sole ma con esso anche un clima più consono alla stagione. Il giorno 19 in seguito ad un episodio di foehn si ha la prima invasione di aria artica della stagione tanto che il 21 la minima raggiungerà i -2.8° che per il paese di Villafranca sono un valore di tutto rispetto. Dicembre parte all’insegna del clima molto mite di natura oceanica con piogge frequenti e valori termici anomali per il periodo. La temperatura massima supererà tutti i giorni fino al 14 i 10° con punte di 13.9 il 7 e il 9. Veramente notevole l’anomalia termica positiva di questi giorni con minime ben superiori ai 5°! Arriva un po’ di freddo per le festività natalizie, la minima raggiunge i -4.4°il 23 ma l’ultimo giorno dell’anno ci regalerà l’ennesima massima a doppia cifra in questo “caldo”dicembre.



31/10/2004: Cielo coperto dopo le abbondanti piogge della nottata (38.6 i mm accumulati)e clima sempre molto mite la massima toccherà i 17.4°C.
 



14/11/2004: Cielo sereno e terso grazie ai venti da Nord…l’arrivo di aria via via più fredda inizia a far calare le temperature verso valori più consoni per il periodo (13.6 la massima del giorno).


Riassumendo il 2004 in cifre qui a Villafranca :




Daniele Polato
Quando sentiamo parlare della grande neve che ricoprì le pianure del Nord nel 1985 spesso il nostro pensiero va alla perturbazione che a partire da domenica 13 gennaio cominciò a travolgere con il suo bianco carico le regioni settentrionali e che portò su NW, Trentino e Vicenza per il Veneto, accumuli record.
Nel resto della nostra regione già nella notte tra il martedì e il mercoledì la neve era stata sostituita dalla pioggia.
Pochi in realtà ricordano invece che i momenti di gloria per il basso Veneto si ebbero invece nei giorni precedenti:

Situazione generale la notte del 5 Gennaio 1985:

Eh, si, faceva gia' un bel freschetto ai primi di Gennaio del 1985. Tanto che, all'invio di un bel regalino perturbato dritto dritto dal mediterraneo, il giorno 9, a Vicenza vedemmo depositarsi dai 20 ai 25 cm di splendida farina, caduti totalmente con T<0°C.
Non fu la solita nevicata da raddolcimento: nel finale delle precipitazioni  cominciarono a spirare impetuosi venti freddi continentali, al principio di quella seconda, esaltante colata gelida che ci fece precipitare tutti in una vera ghiacciaia.Con la neve al suolo e cotanta manna russa a Vicenza Areoporto si fece il botto, raggiungendo le due decine di gradi sottozero al mattino dell'11 Gennaio. I
ntanto la terza colata gelida si preparava a raggiungerci, ma con una strada diversa: preferi' farsi un giretto a Nord delle Alpi, scendere per la Valle del Rodano e.... i brividi mi vengono, solo al pensarci!

Al mattino di Domenica 13 Gennaio 1985 poca la gente a messa: la stazione dell'Idrografico segno' -17°C come Tminima, e la sera doveva cominciare a nevicare....
Quanti di noi, sapendo che il giorno X comincia una nevicata da raddolcimento, sognano -17°C di minima lo stesso giorno X???? I primi fiocchi, verso le 21 di quella magica Domenica, mi parvero come gemme dorate. Radi, lenti, leggeri... fiabeschi!!! No, Davide, metti la magia nel cassetto: e 1 ora dopo era gia' tutto bianco... realismo, signori miei, realismo!!!

 Domani a scuola sara' festa grande? Ma come affrontare quei 25 cm di neve sopra Viale S.Lazzaro con la mia vecchia Berga? Come salire il cavalca ferrovia in bici? E scendere? Fortunato all'andata... poi a scuola (scuola media inferiore) i bidelli mi hanno chiesto cosa ci facevo li... e al ritorno un bel capitombolo in discesa da quella infida rampa, a causa del quale per poco nn mi infilavo sotto una macchina!!!
Continuo' a scendere alla grande, la neve, Lunedi' 14 Gennaio 1985.
Alle 18 fu diramata la notizia dei 48 cm di manto bianco. Intanto alla sera le precipitazioni diminuirono di intensità, la temperatura, dopo una costante risalita durata una intera giornata, si attesto' sui -2°C.
Attorno alla mezzanotte di Lunedi' le prp cessarono del tutto.
Ripresero intermittenti e moderate al mattino del successivo.
Martedi' in un paesaggio completamente ovattato. Al pomeriggio di Martedi' la neve comincio' a cadere sempre con piu' insistenza, con T comprese tra 0°C e -1°C.

Vicenza era oramai bloccata sotto un manto nevoso il cui spessore si aggirava tra i 50 cm ed i 60 cm.
La notte tra Martedi' 15 e Mercoledi' 16 Gennaio 1985 era prevista l'oramai imminente trasformazione della neve in pioggia, sotto la spinta sciroccale, ma fu cosi' per il basso e per l'Est vicentino.
 Quella notte Bassano, Camisano e Noventa dovettero fare i conti con pesanti allagamenti, con la neve che si appesantiva sempre piu', che fondeva rapidamente sotto l'azione di insistenti rovesci; per Vicenza, Sandrigo, Thiene, Malo... i Colli Berici ed in parte i Colli Euganei concretizzarono una miracolosa protezione edintensificazione da stau.

Cosicché i miei occhi, al mattino di Mercoledi' 16 Gennaio 1985, videro ancora la neve cadere, umida, collosa, ... i miei occhi videro quella neve depositarsi sopra 70 cm e piu' di manto bianco.
Dormivo, quella notte: ma penso che la neve dev'essere caduta veramente forte per generare cotanto spessore, tanto era bagnata!! Le precipitazioni proseguirono piu' attenuate, quel mattino, alternando la Dama alla tanto odiata pioggia.
La T passo' dagli 0°C del mattino ai +1°C di metà giornata.
Dal pomeriggio fu solo pioggia, per il potente manto nevoso al suolo comincio' una fase improntata ad una discreta perdita di spessore per consolidamento.
La sera di quel Mercoledi' la situazione pareva gia' segnata: per il giorno dopo era prevista la cessazione completa dei fenomeni e la comparsa di schiarite, unitamente ad un lento irreversibile aumento termico che avrebbe interessato anche lo stesso Mercoledì. Le aziende municipalizzate misero quindi in campo tutti i loro mezzi, quella sera, per dare una svolta alla disastrata situazione viaria del martoriato capoluogo berico.
 E invece la temperatura, col calar delle tenebre, subi' una leggera discesa e, attorno alle 21... ricomincio' sorprendentemente a nevicare!!

Non fu una nevicata qualsiasi: scese tremendamente fitta, secca, a larghe falde.
Ricomincio' ad accumularsi sulle strade, sulle auto, su ogni cosa. Fu il ko definitivo, per la viabilità cittadina. E festa grande per me, per i miei occhi affamati di neve.
Verso le 02 della notte di Giovedi' ci fu una nuova metamorfosi nelle precipitazioni, che nella fase finale caddero in forma definitivamente liquida.
 I miei ricordi sono indelebilmente condizionati dai timidi raggi solari di quel bianco mattino di Giovedi' 17 gennaio 1985: la neve era incollata ovunque, per le strade alcun rumore... qualche spavaldo personaggio si aggirava attarverso l'immobile Viale S.Lazzaro, sepolta dalla neve!!!
 La Fiat 126 di mia zia Marisa, parcheggiata in emergenza davanti al mio condominio, non era piu' visibile... era completamente sepolta!! I miei vicini di casa Gaetano e Mario, da buoni padri di famiglia qual'erano, si resero utili per liberare cappotta e parabrezza dalla neve, "almeno per renderla visibile agli operatori spartineve"... che in quei giorni, con i loro ingombranti "groeder", mandarono al macero diverse autovetture in città.

 
Il mio parallelografo scassato di Educazione Tecnica affondo' nella Dama per 63 cm, nell'immacolato parcheggio davanti al condominio.
Nota negativa, i disastrosi collassi di strutture industriali in acciaio dovuti all'eccessivo carico della neve.
Numerose attività andarono in crisi, sopratutto tra tHienese (poco piu' di 100 cm di spessore max di neve al suolo), scledense e maladense (circa 80 cm di spessore max neve al suolo), l'economia locale ebbe risentimenti anche negli anni successivi. Solo per tale motivo spererei un tal genere di fenomeno nn si ripetesse piu'.



                                                                                                                                            Daviderose