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Reportage
Racconti Meteo

La passione per la meteorologia è innata, una persona ce l'ha dentro fin dall'infanzia, è spesso un evento in particolare ad accendere questa “fiamma” tipo una nevicata o un temporale. I primi tempi era difficile coltivarla, tutto quello che si sapeva lo si sentiva dalla televisione, quando nel programma “Che tempo fa” alla RAI (che andava in onda prima del TG serale) c'erano Bernacca e Baroni a dare piccole lezioni di meteorologia oltre che a fare le previsioni.

Con l'avvento di internet molto è cambiato, molte mappe di previsione sono diventate di dominio pubblico e sono nati i forum di discussione dove gli appassionati possono discutere, confrontarsi e imparare e soprattutto ci siamo accorti di essere in tanti sparsi per l'Italia a condividere questo singolare interesse.

Con l'avvento dei social network c'è stato un ulteriore passo in avanti sulla raccolta e condivisione di informazioni.

 

Perchè facciamo i meteorologi “dilettanti” ? Ci sono da fare delle distinzioni, c'è chi fa raccolta dati e chi fa previsioni, molti fanno entrambe le cose e comunque in genere la maggior parte dei meteofili discute per puro diletto e passa ore davanti al computer a consultare mappe e studiarle, guardare le foto dal satellite per capire dov'è e se sta arrivando o passando una perturbazione, osservare il radar delle precipitazioni per capire se e dove sta piovendo e in che modo lo sta facendo. Il percorso finale in forum e social network permette appunto di discutere e confrontarsi.

Tornando alla distinzione iniziale, chi fa raccolta dati lo fa per vedere quali possono essere le fluttuazioni microclimatiche di un luogo o comunque per tenere memoria di quello che è successo in un tal giorno. L'arrivo dell'elettronica in meteorologia unito ad internet ha permesso di poter condividere i dati in tempo reale e di conseguenza di poter tenere un archivio on-line da poter consultare.

Le previsioni rappresentano anche una sfida personale, riuscire a prevedere il tempo che farà e sentirsi dei Bernacca o dei Baroni nel nostro piccolo.

La cosa non si riduce ristrettamente alle strumentazioni e all'utilizzo di internet. Alla fine da pura amicizia cibernetica alcune amicizie sono passate anche alla vita reale, e ogni tanto ci si trova a discutere ad un tavolo con la scusa di una cena tra amici.

Il meteofilo si gode appieno gli eventi atmosferici, seguendo le immagini dal radar o dal satellite si va alla ricerca di un temporale e delle sue fulminazioni, oppure si va a vedere dove sta nevicando e dove no, muniti di righello per poter essere precisi al centimetro sull'accumulo di neve. La passione della meteorologia si sposa molto bene con quella della fotografia, è per questo che nel mondo degli appassionati c'è chi come il sottoscritto aspetta o va alla ricerca di un temporale per immortalarne i lampi.

Quanto costa la passione?

Condividere i dati ha un costo che varia dai 150 agli 800 euro circa, questo in relazione al modello di stazione meteorologica che si usa e che consiste in una consolle interna che si deve interfacciare con il computer, un gruppo di strumentazioni esterno costituito da un pluviometro che serve a misurare la pioggia caduta, un anemometro che serve a misurare la velocità e la provenienza del vento ed un termo-igrometro che misura la temperatura e l'umidità dell'aria.

Al costo menzionato sopra vanno aggiunti 200 euro se si sceglie di acquistare un plug computer, un particolare computer programmabile ,poco più grande di un pacchetto di sigarette, che consuma 15/20 W al massimo riducendo i costi di elettricità.

Per fare le previsioni poi c'è solo il costo della connessione ad internet. Il lato più impegnativo è dato dal tempo impiegato per la ricerca ed il confronto tra le mappe emesse dai principali centri di calcolo, in molti casi disponibili gratuitamente in rete. L'abilità del meteofilo è quella di stendere una previsione interpretando i vari dati che sono forniti da questi modelli matematici.

Rientri economici: a livello di singole persone non c'è alcun rientro. Solo alcuni siti regionali riescono ad avere piccoli guadagni con banner pubblicitari che servono a pagare il dominio sul web.

Visibilità: in genere è a carattere locale/provinciale o al massimo regionale. Molti meteofili qui in Veneto hanno la stazione meteorologica che fa parte di una rete di raccolta dati effettuata dalla nostra associazione che ha sede a Verona, in questo caso si parla di un progetto che comprende qualche centinaio di stazioni amatoriali sparse per l' Italia.

Le previsioni hanno anch'esse in genere visibilità locale, arrivando in alcuni casi a livello regionale, come dimostra la collaborazione che ha portato “Estremi di Meteo4” a produrre quotidianamente il testo delle previsioni che vanno in onda su TeleChiara, con l'ausilio del veronese Alessandro Battistella e i padovani Marco Camera e Siro Morello.

Dopo l'alluvione del 2010, alcuni meteofili per l'impegno svolto sono riusciti ad avere visibilità sui quotidiani e collaborare con le sedi locali della protezione civile, molto proficue ad esempio le collaborazioni con le sezioni di Montagnana nel padovano e Pressana nel veronese, che rispettano e danno molto credito al nostro lavoro.

Il rapporto con altre associazioni e alcune amministrazioni comunali si è concretizzato nell'organizzazione di serate divulgative con lo scopo di spiegare agli organi della Protezione Civile e alla popolazione come si possono prevedere e soprattutto come ci si può difendere da eventi atmosferici estremi.

L'obiettivo del meteofilo in relazione al rapporto con il pubblico è la corretta trasmissione dei dati e della terminologia più consona nel descrivere un determinato avvenimento atmosferico. Molto spesso purtroppo notiamo come i media abusino di termini impropri come per esempio “tromba d'aria” o “freddo polare”.