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Racconti Meteo


L'inverno 2011/12 è giunto al termine, trovare una definizione per questo inverno per certi aspetti controverso è difficile; se si vuole però trovare una figura barica cardine di questa stagione sicuramente la scelta non può che ricadere sull'alta pressione delle azzorre, indiscussa dominatrice sulla nostra regione.

Proprio i primissimi giorni di dicembre vedono il predominio dell'hp già presente da circa quindici giorni, il tempo in questo periodo è nebbioso nella parte meridionale e occidentale del Veneto, soleggiato nel resto della regione. qui sotto si può vedere l'anticiclone con il massimo posizionato appena a nordest della nostra regione.

Dal giorno 3 al giorno 15 l'alta pressione molla leggermente alternandosi alla presenza di correnti atlantiche. Le perturbazioni giungono abbastanza disturbate e disorganizzate, le piogge dei giorni 3 e 12 dicembre non sono certo di aiuto dopo un autunno secco. Il periodo in analisi è comunque scarso di emozioni, i cieli sono spesso nuvolosi e le temperature sono relativamente miti sia di giorno che di notte. Sporadiche e deboli gelate notturne solo tra il 7 e il 9 dicembre.

Dal 16-17 dicembre inzia l'afflusso di correnti più fredde di matrice settentrionale che, unito ad un successivo periodo di debole alta pressione, fa registrare una bella serie di minime negative fino a fine anno soprattutto nel basso Veneto. Le giornate si fanno via via più fredde, in pole position sempre la parte meridionale e occidentale della regione, anche se non mancano i giorni miti che pongono il loro momento clou proprio nel giorno del Santo Natale: le massime si attestano tra i 10° e i 14° in tutta la regione.

Dopo il parziale rinforzo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, l'alta pressione cede leggermente sul suo lato orientale lasciando spazio a correnti settentrionali che trovano la loro massima espressione nel vento di fohn del 6 gennaio: le raffiche massime superano i 50 km/h in diverse località della pianura. Fino ai giorni 13-14 la parola d'ordine nella pianura è "lunga escursione termica": a minime comprese tra 0° e -4° vengono corrisposte massime tra 10° e 14° dando vita così ad un'insolita escursione termica per il periodo in essere.

Sinottica del 6 gennaio

Il primo periodo davvero interessante a livello di freddo si svolge dal 14 al 21 gennaio, soprattutto tra il 16 e il 20 con il basso Veneto primo della classe per massime sotto lo 0°, giornate di ghiaccio si registrano anche se in misura minore su tutta la pianura ed in alcune aree collinare di solito soggette a temperature primaverili in assenza del fenomeno della nebbia, che invece nel periodo in esame è stata presente su vaste zone della regione raggiungendo uno spessore anche superiore ai 400m.

Galaverna nel Basso veneto

La mattinata del 21 conclude la settimana nebbiosa per il Veneto e coincide con un generale rialzo delle temperature massime, fino al 25 molte le massime over 10° registrate nella fascia centro-settentrionale della pianura. Le minime continuano a mantenersi al di sotto dello 0°

Dal 26 l'alta pressione trova il modo di elevarsi verso nordest, dove nel frattempo tra Russia e Finlandia si è instaurata un'alta pressione con valori superiori a 1050 hPa. Il risultato di questo "abbraccio fraterno" conosciuto nell'ambiente meteorologico come "Ponte di Woejkoff" è un generale calo delle temperature giorno dopo giorno, grazie all'aria fredda spedita da questo grande motore di rotazione antizonale, cioè con correnti che si muovono da est verso ovest mentre in condizioni normali succede il contrario: alla luce di questo i termometri di giorno scendono da 10° a 0° in pochi giorni.

Sinottica del 1 febbraio, giorno della prima nevicata: L'alta pressione che dall'Atlantico si spinge fino alla Russia è il cosiddetto "Ponte di Woejkoff" 

Questa "man forte" tra alte pressioni porta ad un periodo freddo con temperature di molto sotto la media. A beneficiare di ciò sarà soprattutto il basso Veneto colpito maggiormente sia per le giornate di ghiaccio che per la neve caduta. A causa della disposizione barica la zona più colpita dalla neve nello specifico è stato il basso Polesine e il delta del PO che possono contare su accumuli totali superiori ai 35 cm, mentre ad essere molto penalizzata ruslta essere la marca trevigiana con accumuli totali inferiori a 10 cm.

In questo periodo con temperature di molto sotto la media ghiacciano anche i canali più grandi e molte zone della Laguna di Venezia

Nella sinottica qui sotto si può notare la continuazione del "ponte" che ha generato la seconda ondata di gelo sul Veneto.

A livello molto localizzato a sorprendere molto in questo febbraio sono tre nevicate:quella del 1 febbraio con accumuli fino ad oltre 15 cm sul Polesine,  quella del 5 febbraio in una zona ristretta sulla riva veneta del lago di Garda con accumuli superiori ai 20-25 cm e quella del 20 febbraio che ha scaricato 35 cm ai 600m di quota del Monte Venda.(nell'immagine qui sotto)

Dopo la fine del freddo diurno dal giorno 15 c'è stato un generale rialzo delle temperature con massime superiori ai 10° e minime che sono rimaste sui -3°/-5°.

L'alta pressione indiscussa dominatrice di tutto l'inverno nel frattempo continua a dettar legge, un effimero dietro-front della stessa permette l'ingresso di una perturbazione tra il pomeriggio del 19 e il giorno 20, tale perturbazione si dimostra essere la più prolifica di tutta la stagione con accumuli diffusi superiori a 10-15 mm. Dopo il passaggio della perturbazione continua la presenza di una escursione termica superiore ai 10°, le gelate si fanno più rare e spesso sono appannaggio del solo Basso Veneto.

L'inverno finisce così com'era iniziato, sotto un'alta pressione che per merito di quest'ultima questo inverno risulta essere uno dei più siccitosi di sempre.

L'anticiclone non è stato solo sinonimo di siccità, questa figura ha comportato anche un alto numero di minime sotto lo 0°, il numero più alto dal 2006/07, un gennaio con 29-30 gelate su 31 giorni non si vedeva da tempo. Per merito di questo molti canali anche minori della bassa pianura hanno potuto fregiarsi della presenza di ghiaccio dal 18 dicembre al 18 febbraio, risultato che non si vedeva da tempo.

Scatto notturno di un canale ghiacciato

Per maggiori approfondimenti vi rimando alla lettura dei seguenti articoli:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=573:febbraio-2012-gelo-e-neve-nel-nordest&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=571:la-nevicata-del-12-febbraio-2012&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=570:neve-quel-feeling-tra-veneto-e-hp-groenlandese&catid=70:domande-e-risposte&Itemid=182

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=569:le-truppe-del-generale-inverno-invadono-il-veneto-gelo-diffuso-e-neve-in-molte-zone&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=568:settimana-gelida-per-la-pianura-veneta&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=566:il-punto-sulla-prima-meta-della-stagione-fredda&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54