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Il nordest in questa ondata di gelo storica è rimasto sostanzialmente ai margini come neve, mentre il freddo l'ha fatta sicuramente da padrone con temperature notevoli considerata la situazione. La zona più colpita in fatto di neve è stata il basso polesine con oltre 35 cm caduti, mentre nel resto del veneto si và dai 20 cm totali nel basso veneto occidentale ai 10 cm del veronese, ai 4-5 cm del padovano, trevigiano e veneziano fino ai pochi centimetri di Belluno.

La prima nevicata si ha l'1/2 febbraio, la perturbazione è molto meridionale ed il basso veneto è colpito di striscio. Il polesine accumula mediamente 15 centimetri, mentre nel basso padovano gli accumuli vanno dai 10 cm delle zone adiacenti il fiume Adige in veloce decrescita verso nord, 2-4 cm 10 km più a nord del fiume.. In questa nevicata il centro di Bologna accumula 58 centimetri di neve.
Il forte vento di bora che segue questa prima perturbazione fà sublimare molto velocemente la poca neve caduta e già il 3 febbraio la copertura non era più omogenea nella bassa padovana. Possiamo vedere nell'immagine satellitare del 3 febbraio (il puntino verde è Merlara) come il Veneto ed il NE in generale siano rimasti ai margini.


Altre 2 perturbazioni (4 e 7 febbraio) interessano nuovamente l'italia centrale lasciando sempre ai margini il veneto pianeggiante. Merlara accumula poco meno di 1 cm sabato 4 febbraio, il basso Polesine riesce ad accumulare qualche centimetro in più mentre il resto del Veneto rimane sempre senza nessun accumulo. La costante di questi primi 7 giorni di febbraio sono la bora forte, con temperature negative anche in pieno giorno con il sole. Condizioni che portano la laguna di Venezia al congelamento quasi totale, cosa che non si vedeva dal 1985. (Foto M. Agostinis, Utente Baba forum Meteo4 e Lisa Andriolo)

Molti canali minori della pianura interna sono già ghiacciati dal 18 dicembre, poi con l'arrivo dell'ondata di freddo anche i grandi canali iniziano a gelare come non accadeva dai grandi inverni storici. Qui sotto una foto scattata ad Adria Domenica 5 febbraio. Il soggetto è il ramo del Canal Bianco che passa per il centro di Adria.

In questa prima parte di ondata di gelo le temperature massime sono rimaste spesso nei dintorni dello 0°, mercoledì 8 e giovedì 9 c'è un temporaneo rialzo fino a 6-8°, temperature che sarebbero in linea con un febbraio normale ma che in questo caso visto il precedente periodo hanno dato una relativa sensazione di tepore.

La sera di giovedì 9 febbraio arriva la seconda irruzione di burian. La goccia in quota è velocissima: 30 ore prima dell'arrivo stazionava sulla Lituania, 8 ore prima è sulla Repubblica Ceca, dopo mezzanotte entra sulla nostra pianura come da previsione, accompagnata da venti forti e blizzard.Con il passaggio troppo veloce (blizzard durati al massimo 45-60 minuti) e leggermente più a NW del previsto gli effetti sul Veneto si riducono ad una spolverata di circa 1 cm su tutto il territorio, con accumuli leggermente superiori in pedemontana (circa 4 cm).

Nella notte fra venerdì e sabato la quinta perturbazione (figlia della goccia transitata giovedì) è attesa sulle regioni centrali. Il basso veneto è di nuovo ai margini con accumuli nulli su tutta la regione tranne il basso polesine, ancora colpito abbastanza bene con 10-15 cm di neve.

Quando ormai tutto sembrava sfumato, nella mattinata di domenica, la ritornante della perturbazione di sabato regala un'inaspettata nevicata su tutto il Veneto. Il SW padovano accumula 10 centrimetri, Padova e Venezia 5 cm, Treviso 7 cm. Nevica a larghe falde con temperature comprese fra i -4° ed i 5°, bisogna risalire al 1991 per veder nevicare con queste temperature e vento calmo. Una piccola sopresa alla fine di un grande evento che ha trascurato da un punto di vista della neve solo il NE.

Riporto ora una carrellata di foto della nevicata finale di domenica 12 febbraio, 10 centimetri sofficissimi caduti con temperature fino a -5°.

 

Urbana centro alle 9.30 del mattino

le temperature rigide permettono alla neve sollevata dalle ruote di attaccarsi al posteriore dell'auto


passeggiata mattutina sull'argine dell'Adige fra Castelbado e Begosso con neve a larghe falde

L'ondata di gelo è riuscita a produrre minimi assoluti tra -8° e -14° nella pianura, molti comunque sono stati i giorni in  cui la temperatura minima è scesa sotto i -5°.

I primi giorni di febbraio hanno dato parvenza di non appartenere ad un grande evento, spesso si sono raggiunti risultati a livello termico che possiamo raggiungere anche con giornate di nebbia e inversione termica. Il modo in cui si è ottenuto il risultato è diverso: la temperatura riusciva a calare nonostante la forte bora, solo in un'ottima irruzione fredda può succedere questo. Visto che appunto non si trattava di inversione termica il gelo è stato appannaggio anche delle basse quote collinari, la stazione Arpav situata sul Monte Grande, al centro della pianura veneta sui Colli Euganei in questo periodo ha registrato 11 giornate di ghiaccio, tra i valori di rilievo da evidenziare la massima di -5.4° del giorno 4 e la minima di -9.9° del giorno 6, valori di tutto rispetto per una stazione che spesso è vittima dell'inversione termica con temperature primaverili anche in pieno inverno.

In pianura e nelle località costiere le giornate di ghiaccio registrate sono state da 1 a 5 a seconda delle zone, che si vanno a sommare a quelle già avute a metà gennaio.

La serie di minime di questa ondata di freddo è impressionante, con quella di stamattina siamo a 16 su 16. 

Ma allora che opinione farsi sull'evento? L'evento è di quelli eccezionali: l'ondata di freddo è durata due settimane, ad ogni nevicata la temperatura spesso scendeva sotto i -2°, una nevicata con calma di vento e -4° non accadeva da 21 anni, la laguna ghiacciata non appartiene ad un normale episodio invernale.

Alcuni hanno scomodato eventi storici: per valori raggiunti il Veneto può chiamarsi fuori da questo parametro.

Tempi di ritorno di 20-30 anni? Parzialmente d'accordo visti i fatti, ma se poi si analizza la sola pianura veneta non occorre aspettare tutto questo tempo, con le giuste condizioni si riesce a fare anche meglio di questo evento senza per forza avere termiche eccezionali in quota. Senza andare troppo lontani nel tempo l'ondata di freddo del 14-22 dicembre 2009 in termini di gelo e neve è stata sicuramente più intensa di questa, anche se di minor durata ovviamente