Una settimana senza dubbio interessante quella che il Veneto ha vissuto, le temperature sono calate dapprima su valori normali per poi finire di molto sotto la media del periodo, sia al suolo che in quota. Quest'ultima precisazione è doverosa visto che finora la maggior parte del freddo presente in pianura era dovuto all'inversione termica mentre a quote collinari sono stati pochi i giorni veramente invernali.

Sabato 28 una perturbazione si è portata sul NordOvest con il suo carico di freddo e neve, mentre la nostra regione è rimasta ai margini. Le temperature massime del 28 sono calate di qualche grado, portandosi dagli 11° di metà settimana ai 6-8° su tutta la pianura, lunedì 30 è stato l'ultimo giorno mite con massime tra 4-6° .

Da martedì è iniziato il tanto atteso ingresso dell'aria fredda, la temperatura ha faticato a superare il limite dei 3°, nella parte più sudoccidentale della regione i termometri hanno faticato a raggiungere 1° di massima.

Mercoledì è arrivata la neve, non per tutti. La zona più colpita è stato il basso polesine con accumuli che hanno raggiunto i 15 cm, 10 cm nell'alto polesine . Tra 5 e 10 cm nel basso veronese ed estremo sudovest padovano, tra 3-5 cm nel veronese, basso padovano e basso vicentino. Quello che però bisogna mettere in risalto è il carattere di bufera con cui è scesa la neve accompagnata da un forte vento ed una temperatura compresa tra -1° e -3° nel momento di maggiore forza delle precipitazioni.

Nella foto qui sopra il momento di maggiore intesità della bufera nella strada provinciale che collega i comuni di Masi e Castelbaldo (PD)

Nelle zone colpite dalla neve la massima di mercoledì ha faticato a superare 1°, nell'alta padovana, trevigiano e alto veneziano massima prossima ai 3°.

Da giovedì l'aria fredda, ha fatto calare ulteriormente i termometri , e nonostante il sole si sia fatto vedere nella parte centrale della giornata le temperature si sono attestate tra gli 0° dell'estremo sudovest della pianura agli 1.5°/2° a nordest della stessa.

In questi giorni l'elemento di maggiore spicco è stato il soffiare impetuoso della bora: oltre gli 80 km/h sulla costa, oltre i 50 km/h nell'entroterra.

Venerdì, sempre sotto il continuo soffio della bora gelida supportata da una -13° alla quota di 1350 m circa, si sono registrate le prime giornate di ghiaccio  sulla costa: Chioggia non ha superato i -1.3°, Isolaverde -0.7°. Nel resto della regione massime sotto lo 0° anche nell'alto veneziano, in tutto il polesine e nell'estremo sudovest della regione.

Le minime non hanno raggiunto valori eccezionali, però sono riuscite a toccare i -5°/-8° su tutta la pianura.

Nella giornata di ieri complici velature del cielo le temperature massime sono rimaste sotto lo 0° in pieno giorno su tutta la pianura. In molte zone della regione ci sono state deboli nevicate con temperature comprese tra -2° e -4°. Il massimo accumulo raggiunto è stato di 2-3 cm ma solo a livello molto localizzato, in molti casi c'è stata solo una semplice spolverata.

A dare notizia in questi ultimi giorni è stata la laguna di Venezia che ii molti punti è ghiacciata come non accadeva da tempo.

Sono ghiacciati anche molti canali e fossati della pianura, a dire il vero molti di questi scoli erano ghiacciati già da più di un mese, soprattutto nel basso Veneto, il gelo degli ultimi giorni ha fortificato notevolmente il ghiaccio già presente.

Fontana gelata a Ponso(PD)

Canale ghiacciato tra i comuni di Ponso e Vighizzolo d'Este

Parlavo prima del freddo in quota, tra i dati più significativi voglio citare quelli provenienti dai Colli Euganei. Nelle giornate di inversione termica la stazione posta ai 450m del Monte Grande aveva spesso toccato i 10-12° nel mese di gennaio, con questa ondata di gelo invece non supera gli 0° dal pomeriggio del 30 gennaio, venerdì -8.3°/-3.8° gli estremi termici di giornata.

Stamattina le température minime sono comprese tra -3° e -8°, domattina se i cieli sereni e la calma di vento lo permetteranno avremo minime sotto i -10°