Nelle ultime due settimane nella regione si sono avute giornate soleggiate e temperature sopra la media, non bastasse negli ultimi giorni i termometri hanno subito un ulteriore impennata fino a spazzare via ogni record esistente per la prima decade di aprile.

Per arrivare a questa situazione termica ci sono stati due elementi principali: la persistenza della campana anticiclonica sub-tropicale e il successivo fenomeno del fohn con termiche pienamente estive a 850 hPa (1350m)

La caratteristica principale del vento di fohn è che stavolta non è arrivato dagli Appennini ma bensì dalle Alpi, ecco quindi che veronese e basso padovano occidentale hanno avuto temperature più “fresche” rispetto all’alto padovano, trevigiano e vicentino quando solitamente capita l’esatto contrario.

Mostro qui sotto una cartina di temperature registrate alle ore 15.

Cito qui sotto i valori massimi per ogni provincia presi dalle reti Meteo4 e MeteoVeneto.

Treviso: Resana 33.9°; Rovigo: Adria Valliera 33.7°; Vicenza: Cavazzale 32.6°; Padova: San Martino di Lupari 33.5°; Verona: Villafranca 32.7°; Venezia: Salzano 33°,  Belluno: Taibon Agordino 29.6°. 

Ci sono altri dati da mettere in rilievo per la posizione delle rispettive stazioni meteorologiche: i 29.8° di Chioggia per il posizionamento sulla laguna,  i 16.7° di Cima Grappa registrati a 1770 m di altitudine.

Vale la pena citare “il caldissimo podio” delle massime per la rete Arpav: Trissino 34.6°, Quinto Vicentino 34°, Rosà 33.7°.

Se la differenza tra Cima Grappa e la bassa pianura ha toccato i 17° sta a significare che la temperatura è aumentata di 1° ogni 100 m, perciò possiamo parlare di gradiente adiabatico secco.

Trattandosi quindi di un’ondata di caldo fohnizzata si sono registrati valori di umidità minima molto bassi tra il 10% e il 20% in molte stazioni soprattutto vicine alla fascia prealpina.

Oggi le temperature dovrebbero subire una buona flessione, non rientreranno nella media ma di sicuro non saranno battuti nuovi record.