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Reportage
Racconti Meteo

Nei giorni scorsi ho scritto un articolo che trattava del caldo afoso, alla fine dell’articolo scrivevo pure che le temperature e l’umidità avrebbero avuto ulteriori lievi aumenti.

Bene (o male dipende dai punti di vista): un aumento di altri 2-3° c’è stato e anche l’umidità relativa ha avuto un ritocco verso l’alto.

Tutto questo per colpa di una configurazione che non ha subito sostanziali cambi, c’è stato solo un ulteriore apporto di aria calda che con l’aiuto del catino padano ha completato il quadro della situazione.

Praticamente quello che stiamo vivendo in questo periodo non è altro che il corrispettivo di quello che succede d’inverno con la presenza della nebbia: con il passare dei giorni c’è una maggiore stagnazione di umidità e un “rafforzamento” della temperatura (verso il freddo d’inverno, verso il caldo d’estate).

Ecco quindi che con il passare dei giorni la sensazione di caldo e afa si sono fatte maggiori, soprattutto all’alba e alla sera per via di una maggiore umidità presente nell’aria.

Per spiegare al meglio cosa significhi questa ondata di caldo, cito i dati di ieri della stazione Meteoveneto, essendo essa più urbanizzata rispetto ad Arpav credo  che rispecchi maggiormente il quadro della situazione.

La stazione di Verona Saval ha avuto una minima di 26.9°, Cavazzale 25.9°, Chioggia (direttamente della laguna) 25.7°, Cadidavid 24.8°, San Giovanni Lupatatoto 24.2°; pochissime le stazioni sotto i 21° di minima.

La stazione di Cadidavid ha raggiunto una massima di 35.6°, San Giovanni Lupatoto e Oppeano 35.3°, Bresega 35°, San Martino di Lupari 34.9°; molte le stazioni con valori massimi sopra i 33°.

Anche l’umidità relativa merita una citazione, nella giornata di ieri sono poche le stazioni che sono andate sotto il 40% di U.R. minima e l’80% di U.R. massima, tra i dati più importanti cito gli estremi 43/94 di Adria Valliera e i 49/91 di Bovolenta.

Poche novità all’orizzonte se sono quella di sopportare ancora questa ondata di caldo