La settimana scorsa ho sottolineato come le temperature di fine aprile fossero state di molto sopra la media: il clima è stato a tutti gli effetti simil-estivo.

In questa prima parte del nuovo mese invece c’è stato un gradito ritorno alla normalità, il clima si è fatto più consono alla stagione mentre c’è da segnalare il ritorno delle piogge, quelle abbondanti che sono spesso mancate nella prima parte di stagione.

 

In un ambito di giorni spesso perturbati, soprattutto dal 2 al 6 del mese, il giorno con maltempo più pesante è stato il giorno 4 che è stato teatro di piogge abbondanti per buona parte della giornata. Gli accumuli del giorno sono stati veramente rilevanti, in cima alla classifica si è posizionata come sempre la zona di Recoaro: 168 mm accumulati dal pluviometro di Turcati Recoaro, 153.2 mm a Recoaro 1000, 138.8 al Rifugio la Guardia. Molte località delle Prealpi Vicentine hanno superato i 100 mm, toccati i 146.4 mm a Malga Valpore nel versante nord del Monte Grappa, nei pressi del comune di Seren del Grappa (BL).

Molte località della pianura adiacente le prealpi vicentine-trevigiane hanno superato i 50 mm di accumulo il giorno 4, caduti tra i 20-30 mm anche nel basso Veneto, sotto i 20 mm alcune località del veronese e molte zone del Polesine di solito fanalino di coda con questo tipo di perturbazioni.

Gli accumuli da inizio mese (1-6 maggio) si fanno interessanti: Turcati ha superato i 300 mm e le località vicine sono rimaste poco sotto tale valore, toccati i 100 mm in alcune località di pianura vicentine e trevigiane, 70 i mm di accumuli di molte località della fascia centrale della pianura, sopra i 40 mm anche svariate località del Veneto meridionale, fanalino di coda Pradon Porto Tolle poco sopra i 20 mm di accumulo totale (1-6 maggio).

In montagna c’è stato il ritorno della neve, sui 1800/2000 m di quota anche in maniera abbondante: fino a 50 cm a 2000 metri di quota, superiori ai 70 cm sopra i 2500 m(Accumuli 72h del bollettino arpav del 6 maggio). Un sospiro di sollievo per i nevai delle nostre montagne, dopo che il caldo anomalo di fine aprile aveva sciolto con una certa velocità considerevoli quantitativi di neve.

Nell'immagine qui sotto il Col Gallina nella mattina di giovedì