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Reportage
Racconti Meteo

12 nevicate all'attivo, molte zone hanno toccato e superato i 50 cm di accumulo, poche le zone sotto i 30 cm. Nel momento di maggiore picco del freddo toccati valori che non si raggiungevano dal 91.

L’inverno 2009/10 ha avuto parvenze di straordinarietà , anche se poi la realtà complessiva dice ben altro. Ora attraverso la descrizione dei fatti e l’uso di alcuni dati andremo a vedere cos’è stato straordinario e cos’è stato normale.

Il mese di dicembre è iniziato con una fase molto mite che già era in atto da metà novembre. Nella prima decade le temperature non sono mai scese sotto lo 0° mentre le massime hanno superato i 10°, il clima è sembrato più tardo autunnale che invernale.

Con l’inizio della seconda decade si è fatta strada aria più fredda che ha abbassato improvvisamente le temperature: le massime sono scese sotto i 10°, poi sotto i 5° e infine sotto lo 0°, le minime sono scese sotto lo 0°, poi nei dintorni dei -5° ed infine anche sotto i -10°.

La seconda decade è stata oltretutto ricca di nevicate, la neve ha fatto la sua comparsa il 14, il 17 e il 18/19. Nell’ultima data citata la neve ha ricordato le epiche nevicate del febbraio ’91: in pianura ha nevicato con temperature comprese tra -2 e -4° a seconda delle località.

Per un maggiore approfondimento vi rimando alla lettura di questi tre articoli:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=497:il-gelo-di-dicembre-2009-parte-prima&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=498:il-gelo-di-dicembre-2009-grandi-nevicate-e-forte-gelo&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=499:il-gelo-di-dicembre-2009-nuove-nevicate-e-il-gelicidio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

Nella terza decade è iniziato un lento riscaldamento per via di correnti atlantiche, la lentezza di questo riscaldamento ha causato nuove nevicate e anche un importante episodio di gelicidio il giorno 22. Dal 23 è iniziato il definitivo riscaldamento ed a Natale c’erano temperature massime comprese tra 8 e 12°, quando solo 5 giorni prima  erano comprese tra -1° e -5°.

Dopo Natale la mitezza ha iniziato a vacillare, qualche spazio di sereno in mezzo alle correnti atlantiche ha permesso ad alcune località di finire leggermente sotto lo 0°.

 

Gennaio, dopo un capodanno mite ecco che il giorno 2 c’è l’ingresso di un nocciolo freddo che ha portato piogge, e con il calo termico a fine evento ha lasciato spazio a qualche fiocco in mezzo alla pioggia. Con il rasserenamento il giorno 3 ha avuto gelate diffuse.

Il giorno 4 un primo sovrascorrimento mite su cuscino freddo ha prodotto le prime deboli nevicate sulla regione, il giorno 5 ne è arrivato un secondo, un po’ più forte che però ha fatto piovere in molte zone, mentre nell’angolo più sudoccidentale della regione sono caduti fino a 8-9 cm di neve.

Dal giorno 6 c’è stato l’ingresso di correnti sciroccali, successivamente c’è stata una fase di cieli nuvolosi che, nonostante l’arrivo di aria più fredda in quota, hanno limitato i cali notturni ma anche la salita delle massime diurne: gennaio infatti ha avuto una media massime bassa .

Ecco una analisi di quel periodo http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=504:il-freddo-ce-ma-non-si-vede&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

C’è stata pure la ricomparsa della nebbia, che però è stata alta: il risultato è stato di giornate con bassissima escursione termica ma mai si sono registrate giornate di ghiaccio.

Sul finire del mese c’è stato il ritorno della neve il giorno 26, la sera del 29 gennaio e la notte del 30/prima mattina del 31: non molti gli accumuli registrati ma il conto delle nevicate nel frattempo è salito già su livelli record dell’ultimo ventennio.

 

L’aria fredda al seguito della perturbazione del 31 gennaio ha fatto iniziare febbraio con temperature molto fredde comprese tra -4° e -8° al primo mattino. Gelate diffuse ma gradualmente di minore intensità fino al giorno 4. Una successiva perturbazione atlantica ha portato cospicue piogge e temperature più miti.

Sul finire della decade però è tornata la neve, il mancato aggancio con un nucleo gelido proveniente dal nord europa non ha portato a grandi cose, ecco quindi che nel momento di maggiore intensità delle precipitazioni le temperature sono a malapena scese sotto il grado pur con una -5/-6° in quota e la nevicata perciò è stata classificata come coreografica o tracce.

Cieli più stabili nei giorni successivi e il normale decadimento dell’inversione termica diurna ha prodotto giornate con minime leggermente negative e massime che gradualmente si sono portate da 7° a 12°.

Sul finire della seconda decade/inizio terza decade ci sono state altre interferenze atlantiche. Negli ultimi giorni c’è stata un esplosione di primavera con massime sui 13-15°

 

 

Alla fine del resoconto ne esce di un inverni finito praticamente in media. Come scusi? Ma se c’è stato molto freddo… verrebbe da dire. In realtà guardando i dati di alcune località del NE si nota chiaramente che l’inverno è finito di solo 0.5° sotto la media (mi scuso fin da ora per la poca precisione, ma in questo campo trovare discrepanze di qualche decimo è normale, mi mantengo sul generico, i pignoli sappiano perdonarmi), poiché oltre che con i picchi bassi dell’11-22 dicembre e del gennaio dalla media massime bassa,  c’è da fare i conti anche con la prima decade di dicembre mite, la scaldata di natale e l’ultima decade di febbraio molto mite.

Ecco qui sotto una cartina della ISAC-CNR sullo scostamento dalle medie invernali

La parvenza di inverno rigido, dal mio punto di vista, si è avuta perché negli ultimi inverni l’anomalia positiva era stata più che alta.

La stagione si è comunque rivelata nel complesso la più fredda, o tra le più fredde, dell’ultimo ventennio e questo ovviamente non è cosa da poco.

 

Tra le cose che sono mancate di più c’è da annotare l’assidua assenza di fasi di alta pressione e cieli stabili, che in pieno inverno dovrebbero garantire lunghe serie di minime sotto lo 0°.

D’altra parte però la dinamicità invernale, dovuta al fatto che la regione è stata spesso il crocevia di scontri tra la “Balena Canadese” e “L’orso russo” , ha costituito come elemento principale la neve, soprattutto nel Basso Veneto: ci sono state 10 nevicate + 2 nevicate a marzo, quando negli inverni di questo tipo nell’ultimo ventennio nevicava 5-7 volte. Ovviamente i più meticolosi dicono che contano i giorni di neve, ecco allora che per merito di alcune nevicate con accumulo avute a cavallo di 2 giorni, i giorni di neve sono stati tra i 9 e i 12 a seconda delle località.

Pubblico qui sotto una cartina relativa agli accumuli complessivi di alcune località, che comprendono il periodo 14 dicembre-11 marzo

Se osserviamo la cartina qui sopra, che si riferisce alla neve accumulata complessivamente tra il 14 dicembre e l’11 marzo, notiamo con piacere che alcune zone del basso Veneto hanno superato addirittura i 60 cm, molte zone del vicentino, padovano e veneziano i 50 cm. Toccati e superati i 30 cm anche in alcune zone del veronese. Sono poche le zone che hanno avuto accumuli inferiori a 30 cm.

 

Nei prossimi inverni 12 nevicate e 50 cm di accumulo verranno più che rimpianti, anche se da buon nivofilo la speranza è sempre quella di ripetere l’impresa.