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Reportage
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Nel frattempo è attesa una nuova perturbazione ed un forte riscaldamento, il cuscino freddo creatosi con il gelo dei giorni precedenti non vuole cedere ed ormai la strada per nuove nevicate è già segnata. La neve cade per diverse ore tra il 21 e il 22 con temperature che incredibilmente rimangono negative.

 

La nevicata, tra il pomeriggio del 21 e la mattina del 22, è più forte del previsto, tra 10 e 20 cm gli accumuli sul veronese, superiori a 20 cm gli accumuli nel vicentino e nel trevigiano.

Dopo i fasti del 18-19 dicembre la bassa rimane a guardare, tra 1 e 5 cm gli accumuli mentre già nella tarda serata del 21 dal basso veneto iniziano le prime precipitazioni allo stato liquido anche se al suolo il cuscino freddo non vuole cedere.

Si stanno mettendo le basi per il fenomeno del gelicidio che nella mattina del 22 crea non pochi problemi alla viabilità, in alcune zone del Veneto meridionale al mattino sta piovendo con -3° e la pioggia gela immediatamente al contatto col suolo, il paesaggio diventa surreale. L’autostrada A13 viene chiusa tra Padova e Monselice.

Dal tardo pomeriggio del 22 si fa strada il definitivo riscaldamento a parte dal veneto orientale, mentre in quel giorno le massime faticano a superare il grado nel veneto meridionale e occidentale, in quelle zone il riscaldamento partirà dal 23.

Ma perché ha nevicato in alcune zone ed ha fatto gelicidio in altre? Non doveva piovere con temperature miti?. Il forte riscaldamento c’è stato soprattutto in quota, ma non abbastanza forte da compromettere la caduta della neve. La temperatura è salita da -10/-15° (circa) a 0° alle quote medie (un buon riscaldamento), nelle zone meridionali e costiere alle quote medie si è superato di poco lo 0° rendendo liquide le precipitazioni.

Al tempo stesso al suolo si è attivata una debole/moderata ventilazione proveniente dalle zone più interne della pianura padana, che nella giornata di lunedì ha visto nevicare con temperature anche inferiori ai -4°.

Il richiamo freddo al suolo ha perciò fatto in modo di mantenere intatto il freddo nei bassi strati, ecco quindi che dove la colonna d’aria ha tenuto si sono verificate delle nevicate, anche maggiori di quelle del 18/19 dicembre, dove la colonna d’aria è saltata alle quote medie si è verificato un potente episodio di gelicidio.

A conferma del gelo storico che ci ha colpito, anche nei giorni successivi al Natale, in alcuni punti dei corsi d’acqua minori della bassa pianura è ancora presente il ghiaccio accumulatosi dall’11 al 22 dicembre