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Reportage
Racconti Meteo

 

La prima decade di novembre porta sull’Italia e anche sul Veneto una serie di perturbazioni di origine nord atlantica, caratterizzate da temperature che favoriscono nevicate a quote piuttosto basse, e con quantitativi che, in particolare per alcune zone prealpine, sono assai notevoli per il periodo.

Possiamo sostanzialmente dividere i giorni dal 2 al 10 in tre fasi:

I ) Nel corso della notte tra domenica 1 e lunedì 2 il primo fronte perturbato si avvicina velocemente alle Alpi, generando una depressione sul Mar Ligure al suolo che tende a chiudersi ed evolvere verso est. Transita dapprima il fronte caldo, seguito rapidamente dal fronte freddo che lo solleva generando un fronte occluso, responsabile del prolungarsi delle precipitazioni fino alle prime ore di martedì 3. In questa occasione, l’aria fredda aggira le Alpi sia da ovest che da est, consentendo alla neve di scendere e imbiancare copiosamente anche la montagna prealpina.

 

 

Mappa di altezza di geopotenziale per martedì 3 novembre ore 00Z: minimo barico in piena azione sul Veneto e l'Italia.

Ecco gli accumuli mappati da Alessandro-Basso Piave per questo primo peggioramento

II ) Tra la fine di martedì e la prima parte di sabato la depressione atlantica invia una saccatura verso l’Italia, ma il ramo ascendente di questa struttura, al quale sono generalmente associati i fenomeni più significativi, si posiziona sul nostro centro-sud e i Balcani, mentre più a nord prevalgono cieli da variabili a nuvolosi con temperature mediamente basse. 

Da segnalare il transito di un moderato sistema perturbato nel corso di venerdì, più attivo sulla fascia orientale, prodotto dal temporaneo avvicinarsi del ramo ascendente della saccatura in rotta verso levante. 
Da notare come, estendendo la visuale verso l’Oceano Atlantico, l’alta pressione delle Azzorre sia ben forte, così facilitando lo scorrimento lungo il suo fianco orientale di nuove depressioni in marcia verso l’interno del continente europeo. 

III ) Tra la serata di sabato e lunedì, avviene la seconda fase del peggioramento della prima decade, a causa dell’entrata da ovest-nord-ovest di una saccatura oceanica. 

E’ interessante approfondire in questo ambito la discussione per quanto riguarda l’individuazione dell’esatto posizionamento del minimo barico principale, da parte dei modelli matematici di previsione, nel corso dei giorni precedenti al peggioramento. 
In una prima fase, i modelli principali suggerivano come la bassa pressione avesse spazio sufficiente per avanzare verso est, dopo essere entrata tra Francia e Corsica, prima di chiudersi nel minimo orografico sottovento alle Alpi e scivolare poi verso sudest; questo aveva inizialmente indotto a formulare previsioni di maltempo piuttosto esteso e anche intenso, con accumuli anche notevoli stante il flusso sud-occidentale in quota piuttosto sostenuto e coadiuvato da venti meridionali nei bassi strati. 

All’avvicinarsi dell’evento, è stato possibile cogliere come le proiezioni tendevano gradualmente a mostrare una saccatura più stretta, incalzata da ovest dallo sviluppo di un promontorio anticiclonico che creava un’accelerazione del flusso a monte della struttura, favorendo così una più rapida traslazione a sud del minimo ( in direzione della Sardegna invece che della Liguria), con conseguente minor azione perturbata sul Veneto. 
In questa situazione infatti, la nostra regione si sarebbe trovata più ai margini della bassa pressione, con correnti al suolo tendenti a disporsi da est-nord-est e quindi più secche e con minore effetto stau contro i rilievi prealpini ( fanno eccezione in questo caso le prealpi Vicentine e Veronesi esposte ad est, dove infatti si registrano accumuli nevosi massimi di 50cm). 

Con la consapevolezza che i “run” assumono crescente attendibilità al diminuire della distanza temporale con l’evento in esame, anche le previsioni per l’utenza si sono dovute adeguare, proponendo un peggioramento tra debole e moderato per il territorio montuoso ed accumuli non marcati ( tra 10 e 20mm), mentre una maggiore influenza si sarebbe avuta sulla fascia meridionale, più vicina al fulcro del sistema perturbato. 

Mappa di altezza di geopotenziale per domenica 8 novembre: il minimo si estende tra Liguria, Corsica e Sardegna senza avanzare verso

L’entrata decisa della saccatura a tutte le quote nel corso di domenica genera un minimo che tende ad ampliare la sua azione a gran parte dell’Italia, e nella notte su lunedì si ha la formazione di un fronte occluso che rinnova le condizioni piovose sul nostro territorio. 

Mappa di Basso Piave per i giorni dal 7 al 10 novembre: si notano i picchi sul vicentino.


A partire da lunedì pomeriggio, ma con maggior convinzione nei giorni seguenti, la situazione generale vede un allentamento dei fenomeni, con progressivo colma mento della bassa pressione in quanto l’aria gradualmente si mescola su grande scala e vengono a mancare condizioni barocline. Il ciclone in quota tende a sovrapporsi con il minimo al suolo, e questo porta alla dissipazione dell’intero sistema che si verifica tra mercoledì 11 e giovedì 12 novembre, con definitivo allontanamento del maltempo verso est. 

Dal satellite ancora instabilità lunedì 9, ma non si notano più strutture ben definite, segno che la circolazione va scemando.

La mappa con gli accumuli complessivi tracciata da Basso Piave: spicca la marginalità dell’evento per le Dolomiti Settentrionali

Una versione su foglio elettronico è scaricabile a questo indirizzo: http://www.nordestmeteo.it/download.php?id=237

Martedì si assiste nella mattinata all’ingresso di venti secchi orientali che rimuovono velocemente l’umidità con ampie schiarite e ottima visibilità, così come la giornata successiva, che pone fine alla fase di maltempo più persistente dell’autunno 2009. 
A questo proposito giova ricordare come la stagione in corso abbia presentato ben poche occasioni di peggioramenti tipicamente autunnali, in totale contrasto con la passata stagione 2008-2009, foriera di numerose perturbazioni piovose e ben in linea con l’andamento degli anni più secchi degli anni ’90 e 2000. 

L'immagine della mattinata di martedì mostra come il flusso secco orientale fa apparire ampie schiarite in estensione verso sudovest.

Nella mattinata del 12 novembre si sono avute delle locali gelate come a Roverchiara con -1°, Castelbaldo e Merlara con -0.6°, mentre molte altre stazioni hanno avuto minime solo di qualche decimo sopra lo 0°.

Da sabato 14, e ancor di più da domenica 15 è iniziato un periodo dominato dall'anticiclone africano che su molte zone della regione ha prodotto nebbie alte e cieli grigi. Il risultato termico è stato di un clima primaverile in montagna con il relativo scioglimento di molta neve caduta ad inizio mese, in pianura le temperature si sono attestate tra i 9° di minima ed i 13° di massima fino a domenica 22 novembre.