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La terza settimana di ottobre vede una netta transizione tra la fase fredda e secca che aveva caratterizzato il tempo sulla nostra regione dal giorno 12 verso una nuova configurazione assai più mite ed umida indotta da una circolazione meridionale di origine mediterranea.

Ad inizio periodo è ancora l’aria fredda a governare la scena, presentando un minimo di altezza di geopotenziale in quota posizionato sui Balcani ma la cui influenza continua ad estendersi alle regioni orientali italiane, dove le temperature permangono molto al di sotto della media; a livello europeo è interessante notare come dall’Atlantico sia in avanzamento assai rapido una grande ondulazione di Rossby, che dopo essersi formata sulle coste del Labrador ed essersi notevolmente amplificata, si avvicina alle coste occidentali. Una fascia anticiclonica si rinfrorza sulle zone settentrionali e funge da blocco nei confronti di flussi perturbati, in tal modo costretti a scivolare a latitudini inferiori.

 

Altezza di geopotenziale alle 00z di lunedì 19 ottobre: ancora circolazione depressionaria fredda sulle nostre regioni, e saccatura atlantica in sviluppo in pieno Atlantico.

Lunedì 19 è all'insegna del cielo sereno o poco nuvoloso, con aria fredda e secca che continua ad affluire, mantenendo le temperature sotto la media del periodo. Minime negative a due cifre resistono sulla Marmolada (-15.2°) e a Marcesina (-12.3°). Di rilievo i -8.9° di Asiago e i -6° di Santo Stefano di Cadore. In pianura si sono toccati valori minimi prossimi allo 0°, o addirittura negativi (Ponte di Piave -0.8°, Villorba -0.3), causando brinate diffuse. Massime in pianura comprese tra +16.5 e +13°.

Martedì avviene il cambio di configurazione e le correnti iniziano a risentire della forzante barica in arrivo da ovest; nubi basse indotte dall’afflusso di umidità nei bassi strati atmosferici cominciano a formarsi ed avanzare verso nordest, addensandosi in particolar modo sui versanti prealpini e le alte pianure. In quota la circolazione resta ancora per qualche ora da nordovest, in quanto transita l’asse del promontorio temporaneo tra le due azioni perturbate, e successivamente si dispone anch’essa da sudovest, rinforzando, e trasportando aria più umida e mite. Le minime si mantengono su valori piuttosto bassi per ottobre, con vengono infatti registrati -2,3° a Roverchiara e -1,8° a Montecchia di Crosara , nell'alta pianura veronese; in pianura quasi ovunque si registrano valori compresi tra 0° e +3°, fino ai +6,2° di Venezia. Durante il corso della giornata l' aumento della nuvolosità mantiene le massime tra i 13° e i 15° su gran parte della pianura Veneta; valori massimi compresi tra +6° e +9° nei maggiori centri dolomitici.

Mercoledì la struttura depressionaria da ovest si presenta piuttosto barotropica, con i minimi alle varie quote abbastanza ben allineati lungo la verticale e così facendo si indeboliscono i contrasti termo-igrometrici portando a una progressiva attenuazione del maltempo. Tutto questo non impedisce alla saccatura di avanzare verso est, accentuando il flusso di venti da sud miti ed umidi che provocano le prime piogge da stau in tarda serata.

Altezza di geopotenziale alle 00z di mercoledì: si nota come la depressione abbia una struttura abbastanza uniforme e tondeggiante, indice di scarsa frontogenesi e moderata intensità.

In giornata le minime sono in netto aumento rispetto ai giorni precedenti, a causa della nuvolosità diffusa: infatti i valori registrati dalla rete ArpaV in pianura sono compresi tra i 5 ° e gli 8° , ad eccezione di alcune aree del trevigiano: si rilevano +3,2° a Farra di Soligo, +3,5° a Gaiarine, +3,7° a Ponte di Piave e Vazzola. A partire dal primo pomeriggio vengono segnalate le prime precipitazioni sull'arco alpino, con conseguenti prime “sfiocchettate” ad alta quota.
Nel tardo pomeriggio le precipitazioni si estendono anche nel resto del Veneto, specie nel settore centro-occidentale; i maggiori accumuli verranno registrati nell'alta Valle dell'Agno con 21,8 mm al Rif. La Guardia, sopra Recoaro, 20,2 mm al Passo Xomo e 19,6 mm a Recoaro-Turcati. Pochi mm nel resto del Veneto, ad eccezione del Veneziano Orientale che rimarrà completamente a secco fino alle prime ore di giovedì. Le massime si mantengono sui valori dei giorni precedenti, comprese tra 12° e 15°.

Dalla webcam ecco le prime lievi nevicate sulla Marmolada

Giovedì la saccatura entra pienamente nel Mediterraneo, e si divide in due rami: uno, più avanzato, transita sulle nostre regioni nella prima parte del giorno apportando un moderato peggioramento, mentre l’altro, più arretrato e corrispondente all’asse di saccatura, si stacca dal flusso zonale e si allunga verso le regioni centrali italiane, dove riprende forza a contatto con un mare ancora piuttosto caldo riportando condizioni di spiccato maltempo.
La giornata è caratterizzata da diffuse precipitazioni sin dalle prime ore del mattino in tutta la regione, grazie anche ai forti venti di scirocco. Le precipitazioni proseguono fino al primo pomeriggio, dopodichè il cielo inizia a rasserenarsi. La zona delle Prealpi trevigiane è stata quella che ha rilevato i maggiori accumuli piovosi; da segnalare i 72 mm di Gaiarine, 65 mm a Follina, 59.2 mm a Valdobbiadene.
Discrete precipitazioni anche nelle aree domomitiche con 67 mm a Sappada e accumuli intorno ai 30 mm su Comelico, Ampezzano e in Val Cordevole. Registrati inoltre più di 110 mm a Seren del Grappa, più di 90 mma Cima Grappa e Crespano, così come una zona ristretta di Recoaro. Intorno ai 50 mm la zona della Lessinia e gran parte della montagna vicentina fino alla pianura, mentre sotto i Berici si scende sotto i 30 mm. Gran parte della bassa pianura sotto i 30 mm e sotto i 10 mm nel Basso Padovano e su parte del Polesine.

Immagine radar delle ore 10: precipitazioni più intense sulle zone orientali.

Immagine da satellite della serata di giovedì: la perturbazione che ha interessato le nostre regioni è ormai ad est, mentre l'ingresso della saccatura sul Mediterraneo Occidentale ne provoca un rinforzo, con formazione di un rinnovato centro di bassa pressione che però non interessa il Veneto.

Tramonto verso l'Alpe di Siusi

Da ovest è rapida la rimonta di un promontorio anticiclonico di matrice atlantica, che si distende dalla Spagna e dalla Francia, ma non riesce ad impedire a un debole fronte occluso di risalire in seno alla circolazione depressionaria presente al centro-sud Italia nel corso di venerdì, apportando fenomeni via via più deboli procedendo dalle coste adriatiche verso le Alpi.

La giornata si presenta inizialmente generalmente serena, ma con un generale aumento della nuvolosità; tuttavia nei bassi strati l'aria è secca e c'è un'ottima visibilità. Nel corso del pomeriggio inizia a piovere sulla maggior parte del Veneto, a causa di una ritornante che sarà particolarmente generosa in fatto di accumuli specie sul Basso Veneto: oltre 30 mm infatti sul Delta del Po e oltre 40 mm a Porto Tolle; accumuli intorno ai 10 mm su coste e bassa pianura, così come sul'alto vicentino e su parte della Lessinia per l'effetto stau.

Piove anche nelle prime ore di sabato, specie nel rodigino (7,2 mm a Bagnolo di Po, 7 mm a Frassinelle Polesine e San Bellino). Al termine del peggioramento, durato complessivamente 4 giorni, si sfiorano i 130 mm a Seren del Grappa e circa 110 mm sul Pasubio; altri picchi notevoli sul cansiglio (circa 90 mm), a Gaiarine (oltre 80 mm), e nel longaronese con oltre 80 mm a Soffranco. I minori accumuli, sotto i 30 mm, si registrano sulle Dolomiti Settentrionali, sulla costa del Veneziano Orientale, e in alcune zone del Veneto centro-occidentale. Nel corso della giornata il cielo si presenta sereno o poco nuvoloso ovunque, con temperature massime e minime in netto aumento ovunque: si registrano +23,5° a Breda di Piave e +22,7° a Quinto Vicentino; nel resto del Veneto massime comprese tra +19° e +22° e le minime si attesteranno su valori compresi tra +8° e +12°.

Sulle nostre montagne, oltre i 2000 m, son ben visibili gli apporti di neve fresca della nottata precedente.

Marmolada da quota 2540mt, durante la mattinata di sabato

Accumuli totali al termine del peggioramento (cartina creata dall'utente Bassopiave – NEMeteo su elaborazioni di dati ArpaV e di stazioni amatoriali).

Nel fine settimana si impone definitivamente l’alta pressione, supportata da un’avvezione più calda e da aria assai secca specie in quota, che assicura tempo splendido e ottima visibilità: condizioni ideali per apprezzare i colori che l’autunno sa regalare in giornate come queste.

Domenica la giornata inizia all'insegna del cielo sereno e si torna su valori primaverili dopo le piogge e le basse temperature dei giorni precedenti: +24,4° la massima a Breda di Piave, +23,5° a Sorgà, nel basso veronese e +23,3° a Vittorio Veneto. Anche in montagna i valori si presentano in aumento con +10° di massima sul Monte Faloria, +14,3° ad Arabba e +15,6° a Cortina d'Ampezzo. Anche sulla Marmolada si torna a valori positivi, seppur di pochi decimi di grado, dopo una lunga serie di giorni sottozero.


Michele Sartorello, Pier Luigi Masetto e Andrea Costantini