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Reportage
Racconti Meteo

Il tempo sulle nostre regioni nel corso della settimana è determinato dal progressivo avvicinamento dell'ormai vecchia depressione presente fin dai giorni conclusivi di settembre in pieno Atlantico ( vedi report della scorsa settimana). In una prima fase l'avanzamento determina una risposta dell'anticiclone subtropicale, che sospinge correnti decisamente calde per la stagione dal Nord Africa verso l'Europa centro-orientale.


Le correnti dominanti sono da sudovest, quindi i cieli risultano spesso velati in montagna mentre nei fondovalle e in pianura l'aria ristagna e si hanno nubi basse e nebbie. 

Lunedì 5 ottobre inizia all'insegna del cielo nuvoloso su tutto il Veneto: si registrano in mattinata, specie nel veneziano, precipitazioni dovute al transito di una lieve saccatura in quota;in una limitata area di bonifica tra Piave e Livenza il radar OsMeR stima accumuli per oltre 50 mm. Viene inoltre segnalata e documentata una decina di waterspouts (trombe marine) sul litorale jesolano. 

 


Tromba marina sul litorale di Jesolo (su gentile concessione di Benvenuto Righetto (MNW) e del porto turistico di Jesolo)


Nelle stesse ore si ripresenta dopo alcuni mesi il fenomeno dell'acqua alta a Venezia, con una marea massima di 90 cm sul medio mare.


Acqua alta in piazza San Marco a Venezia – foto di Primor (Nordestmeteo)


Nel corso della giornata le precipitazioni vanno via via indebolendosi ed il cielo si rasserena, facendo registrare +26,9° di massima a Cavarzere (VE) e valori compresi tra +21 e +26 nel resto della pianura Veneta. 

Nelle giornate di martedì e mercoledì il cielo, nel Veneto centro-orientale, è caratterizzato dal classico grigiore a causa di nubi basse e stratificate ed un' alta percentuale di umidità relativa; al contrario, nel rodigino e nel veronese il cielo è perlopiù sereno o poco nuvoloso. 
Continua il periodo di temperature al di sopra della media: mercoledì, grazie alla giornata serena nel Veneto sud-occidentale, vengono raggiunti +27,6° a Sorgà (VR) e +27,4° a Pellizzare di Bagnolo di Po (RO). Leggermente inferiori le massime nel resto della pianura veneta, comprese tra +24° e +27°; giornate calde anche nelle Dolomiti con +21,7° di massima ad Agordo e +20,0° a Cortina. 

Tra mercoledì e giovedì si assiste alla massima espansione del cuneo anticiclonico, con temperature prettamente estive in alta montagna: anche in Marmolada a 3325m per ben tre giorni le temperature restano al di sopra dello zero, con una minima a +2,7°C il giorno 7.


Altezza di geopotenziale rilevata alle 00z di giovedì 8 ottobre 2009: è evidente la saccatura in arrivo da ovest, piuttosto debole e con scarsi gradienti termici e barici. E' altresì notevole il promontorio che interessa le nostre regioni.

Giovedì si replicano le giornate precedenti, con nebbia alta nel veneto centro-orientale e la presenza di cieli sereni nel Basso Veronese e nel rodigino; in quest'ultimo settore le massime si mantengono su valori estivi con +27,8° ad Adria e +27,7° a Bagnolo di Po. Nel resto del Veneto temperature massime stabili, tra +22° e +27° in pianura e tra +15° e +21° nei maggiori centri dolomitici. Minima ancora positiva sulla Marmolada (+0,5°), mentre a Venezia si attesta a ben +17,2°.


Venerdì si ha un progressivo calo del campo barico in quota, per l'approssimarsi della saccatura atlantica: già nel primo pomeriggio si rilevano rovesci, localmente di forte intensità, su veronese, padovano, prealpi trevigiane e veneziano orientale.


Immagine dal radar Arpav delle ore 14.40 che evidenzia i rovesci sparsi in atto sul Veneto.

Le temperature si mantengono inferiori rispetto ai giorni precedenti a causa del cielo coperto; massime in pianura comprese tra +21° e +24°, in montagna massima di +17,2° ad Asiago, +16,6° a Cortina e +12,8° ad Arabba. Da segnalare i 36 mm accumulati a Lison di Portogruaro grazie al temporale pomeridiano; buoni accumuli anche sulle pedemontane con 27 mm a Follina (TV) e 22,2 mm a Quero (BL). Accumuli di pochi mm nelle zone dolomitiche. 

Nelle primissime ore di sabato 10 ottobre alcuni rovesci colpiscono il veronese occidentale e la pedemontana vicentina, mentre un “trenino” di nuclei si estende tra il padovano e il veneziano orientale, accumulando una manciata di millimetri quasi ovunque. In quota si rileva l'ingresso di aria più fredda che incentiva la formazione di temporali, seppure al di sotto delle attese rispetto a quanto pronosticato in precedenza dai modelli matematici. 


Immagine dal radar Arpav nella notte tra venerdì e sabato.


Nel corso del mattino alcune celle con alta riflettività si concentrano sopratutto sulla città di Venezia e su quella di Verona: alla fine della giornata si registreranno ben 54,4 mm nel capoluogo lagunare. Nel pomeriggio le precipitazioni si estendono su quasi tutte le pianure del Veneto centrale: di seguito i più alti accumuli registrati dalla rete Arpav, oltre alla sopracitata Venezia: 

Faedo Cinto Euganeo 38.8 mm 
Castelnuovo del Garda 37.6 mm 
Galzignano (Via Ca Demia) 37.4 mm 
Grezzana 34.8 mm 
Recoaro 1000 27.2 mm 
Valle Averto 26.4 mm 

Le temperature sono in ulteriore leggero calo, con le massime in pianura comprese tra +18° e +23°, fatta eccezione per i +24,1° registrati a Porto Tolle (RO). Minime ancora molto alte per il periodo: +17,6° a Venezia, +17,5° ad Eraclea e +17,4° a Legnaro (PD). 

Dalla tarda serata avviene il definitivo transito dell'onda ciclonica in quota, con residue piogge in allontanamento verso est ed ingresso di aria temporaneamente più secca nord occidentale, che dispone una splendida domenica di sole e di colori ormai autunnali: il cielo è sereno o poco nuvoloso; le temperature massime in pianura si mantengono sui valori di sabato, mentre le minime sono in calo: -6,7° sulla Marmolada e -0,6° a Marcesina, tra +11° e +15° in pianura.


Nel pomeriggio e soprattutto in serata si notano le prime avvisaglie del flusso freddo e instabile in arrivo da nord, con formazione di cumuli mediocri e successiva intensificazione della nuvolosità; anche in quota i venti aumentano di intensità ma per il cambiamento vero e proprio si dovranno aspettare le prime ore di lunedì. 



Michele Sartorello, Pier Luigi Masetto e Andrea Costantini