L'inizio di settimana è caratterizzato dall'approfondimento del minimo depressionario sceso nel corso della domenica precedente dalla Scandinavia verso le Alpi, che lunedì convoglia correnti fredde e umide da libeccio che causano esteso maltempo su tutta la nostra regione, portando anche la prima neve fino a quote decisamente basse; vediamo nella mappa seguente che mostra l'altezza di geopotenziale alle 00z di lunedì come la depressione in quota generi un minimo sottovento alle Alpi, fautore del peggioramento generalizzato:

 


Si registrano precipitazioni fin dalle prime ore del mattino sulle pedemontane vicentine, veronesi e nel trevigiano, con accumuli di 30-40 mm in mattinata. Nel corso della giornata le precipitazioni si spostano anche nelle zone orientali della regione; gli accumuli maggiori si registreranno nelle trevigiano e sopratutto nell'Alpago (92 mm in Cansiglio, loc. Tramedere). Colpita anche l'estremità orientale della costa veneziana con 69,8 mm a Bibione (VE). Giornata con massime piuttosto basse, tra i 16° e i 18° nella maggior parte della pianura veneta; fa eccezione il Delta del Po con 22° a Porto Tolle e 20.2° a Rosolina. Minime autunnali in montagna con -4,2° sulla Marmolada e +0,4° ad Arabba e Misurina.

Immagine radar delle prime ore di lunedì: si notano già precipitazioni sparse, ma soprattutto strutture più organizzate in arrivo da sudovest


Ecco invece la testimonianza della neve poco sopra Cortina d'Ampezzo, in località Fiames


Martedì la situazione resta depressionaria, anche se il minimo in quota si sposta verso il nord della Spagna, generando nuove perturbazioni; cieli poco nuvolosi al mattino sulle zone settentrionali, mentre sulla fascia meridionale rovesci già dalle prime ore con buoni accumuli, specie nel rodigino: 60,2 mm a Castelnovo Bariano, 57,4 mm ad Adria e 53 mm a Lusia. Nel pomeriggio/sera piogge sparse sul resto della pianura Veneta, in un contesto di variabilità. Rialzo termico in quota con zero termico a quote molto più elevate rispetto a lunedì (ben +11,3 la massima ad Arabba e +13,6 a Cortina) complice l'allontanamento del minimo e una crescente avvezione meridionale. Massime comprese tra +21 e +25 in pianura.

In questo grafico viene mostrata la temperatura alle varie quote ( dall'altezza della stazione di Belluno fino a circa 1200m) mediante scansione con profilatori verticali: vediamo come dopo il raffreddamento tra lunedì e martedì, vi sia una netta risalita termica con colonna d'aria sostanzialmente omogenea e tipica di avvezioni meridionali caldo-umide.


Cumulonimbus fractus verso i colli Euganei – foto di Ale (NordestMeteo)


Mercoledì 16 settembre si assiste alla risalita fin dal mattino di un intenso corpo nuvoloso sviluppatosi nel Mediterraneo e trascinato verso nord dal flusso meridionale. Come spesso accade in questi frangenti, le precipitazioni sono molto più consistenti in pianura e nella fascia pedemontana esposta ai venti sciroccali, e così si hanno accumuli vicini ai 100 mm già nella mattinata in alcune zone tra padovano e rodigino; nel corso del pomeriggio si registrano danni a causa di vari allagamenti. In particolare, i disagi maggiori si sono verificati nel Cavarzerano con l'80% del territorio allagato, nell'adriese (dove è stato chiesto lo stato di calamità) e nel padovano, con svariati sottopassi e scantinati allagati.


Nel corso del pomeriggio le precipitazioni in risalita dall'Adriatico colpiscono anche il Veneto orientale, che fino a quel momento aveva ricevuto fenomeni molto scarsi, con precipitazioni di forte intensità che in poche ore portano l'accumulo a oltre 100 mm anche nel portogruarese. A fine giornata i maggiori accumuli riguarderanno le Prealpi vicentine (219,2 mm a Recoaro – Turcati) e il Veneziano occidentale con 184,8 mm a Valle Averto, 168,8 mm a Mira. Accumuli quasi alluvionali anche nel padovano, con 168,8 mm a Legnaro e 156,6 mm a Padova – Orto Botanico. Nel resto del Veneto quasi ovunque si registrano valori superiori a 50 mm, fatta eccezione per la parte occidentale del rodigino, nel veronese e nelle Dolomiti, zone rimaste ai margini di questa giornata con accumuli piuttosto “democratici”.
La quota neve, a causa dello zero termico elevato, è rimasta sopra i 2500-2700 m, come testimoniano gli estremi termici registrati sulla Marmolata (minima -1,4°, massima +0,6°).


A questo link potrete trovare l'approfondimento sull'episodio di forte maltempo curato da Siro Morello

http://www.meteo4.com/mt/index.php?o...eteo&Itemid=54

Da giovedì la situazione generale comincia a migliorare, ma in quota persiste una moderata circolazione ciclonica che invia correnti miti e instabili da sudest, che generano nuovi episodi di instabilità, più presenti nelle zone occidentali ( più prossime al centro della depressione); durante la notte un temporale autorigenerante colpisce il vicentino e l'alta Marca occidentale; l'accumulo pluviometrico maggiore si riscontra a Rosà (VI), con 21.6 mm.

Immagine radar delle 00.30 di giovedì: si notano i nuclei precipitativi attivi sul territorio.
Nel corso della giornata le temperature massime risalgono a valori tardo estivi: +27,4° a Maser (TV), +27° a Cavarzere (VE) e a Castelfranco Veneto. Alcuni rovesci pomeridiani interessano limitate aree del Veneto Orientale, registrando però scarsi accumuli.

Tra venerdì e sabato si hanno ancora correnti debolmente instabili, con fenomeni locali ma che talora portano ad elevati accumuli; venerdì nelle prime ore del mattino si segnalano locali foschie in pianura, altrove il cielò e nuvoloso. Una discreta cumulogenesi crea rovesci locali di moderata intensità prima sulle Prealpi trevigiane e vicentine e nell'alta pianura della Marca, e poi su gran parte della pianura di Sinistra Piave.

I valori più elevati si registrano nelle seguenti località:

Castelfranco Veneto 33.6 mm
Montecchio Precalcino 29.2 mm
Pove del Grappa loc. Pra' Goll 28.2 mm
Bibione 19.6 mm

La webcam del Col Visentin testimonia la cumulogenesi pomeridiana

Anche nella giornata di sabato non sono mancati temporali nelle Piccole Dolomiti e successivamente, nella serata, saranno colpiti anche i rilievi Berici e il medio-basso padovano. Le massime risultano sopra la media del periodo, con 29,1° registrati a Breda di Piave (TV) e in generale temperature oltre i 27° sulla maggior parte della pianura veneta centro-settentrionale. Al termine della giornata si registreranno 24,8 mm a Lusia (RO) e 18 mm a Quinto Vicentino.
Immagine da satellite nelle ore tardo pomeridiane: si nota come l'instabilità sia ancora attiva, seppure non presenti corpi nuvolosi estesi o intensi.


Piccola cella temporalesca si sviluppa sui rilievi Berici circa 3 ore dopo
La settimana si conclude con un ulteriore aumento della pressione che però ancora non riesce del tutto ad evitare sporadici fenomeni, in un contesto tardo estivo a livello termico: nella giornata di domenica il cielo si presenta poco nuvoloso, con temperature ancora sopra la media del periodo. Qualche locale rovescio sul veronese e sulle Dolomiti: si registrano 11.2 mm a Boscochiesanuova e 10.4 mm a Valeggio sul Mincio. Di seguito le massime più elevate registrate dalla rete ArpaV:

Breda di Piave +29.3
Villorba +29.2
Noventa Vicentina +28.8
Arcole +28.7
Vangadizza +28.7
Lugugnana di Portogruaro +28.6

Da segnalare la formazione, nella serata di domenica sulla pianura emiliana, di un ampio sistema temporalesco in seno alle umide correnti meridionali che è stato classificato come MCS ( Mesoscale Convective System, http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=11937 ) ed ha sfiorato le zone più meridionali ed occidentali; vediamo di seguito l'immagine da satellite ad infrarossi elaborata a colori per evidenziare la temperatura del top delle nubi: ben evidente il colore bianco del sistema in esame, corrispondente a temperature estremamente basse