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Undici metri di neve sul Carega - Da L'Arena del 16/04/2009

INVERNO DA RECORD. I primi dati confermano le eccezionali precipitazioni sulle montagne veronesi: dalla Lessinia al Baldo accumuli incredibili da novembre a marzo

Primi fiocchi già a fine ottobre: 530 centimetri a San Giorgio, 169 a Bosco e ben 195 a Velo E sul Tomba si è arrivati a 6 metri e mezzo

Innevamento eccezionale a Malga Grolla, letteralmente sepolta: la foto è stata scattata il 9 febbraio

Baldo e Lessinia. Si è chiuso con un bilancio difficilmente ripetibile nel medio e breve termine la stagione invernale in Lessinia: record per quantità di neve caduta (530 centimetri a Malga San Giorgio) e addirittura il doppio stimato sul Carega (circa 11 metri), ma soprattutto per la precocità del fenomeno nevoso. Non è da meno il monte Baldo, con accumuli stagionali sulle creste da variano da otto a dieci metri a seconda delle zone e dell'esposizione.
Dopo una spolverata a settembre, la prima vera neve in Lessinia è arrivata il 30 e 31 ottobre con ben 13 centimetri ai 1500 metri di Malga San Giorgio e 30 centimetri sul gruppo del Carega (2.259 metri la cima più elevata). È stato il buongiorno di una stagione che si annunciava con l'oro in bocca per gli operatori del settore, nonostante con l'inverno fosse ancora lontano.
A mantenere il buon umore sono poi seguite altre ottime nevicate nel mesi di novembre e dicembre che hanno portato da subito lo spessore del manto nevoso a livelli eccezionali per il periodo. A memoria d'anziano è infatti rarissimo che in Lessinia nevichi prima di Natale e le grandi nevicate si sono sempre concentrate nel mesi di gennaio, febbraio e marzo.
Lo confermano anche Flavio Menini e Corrado Vaona che dispongono di una banca dati completa degli accumuli di neve sull'altopiano dei Lessini, alle varie quote, nell'ultimo quadriennio e con stime affidabili anche sul Carega dove, per ovvi motivi di sicurezza, è impensabile compiere regolari misurazioni manuali.
Perché la caratteristica di Menini, che segue il settore orientale, e Vaona quello occidentale della Lessinia, è una passione infinita per la meteorologia e le misurazioni che li portano regolarmente a ogni nevicata a salire in quota. I dati raccolti confluiscono sul sito www.meteo4.com attraverso la loro associazione «Estremi di Meteo4» di cui fanno parte e che si occupa di studiare il microclima del Veronese.
Sono loro che possono confermare i dati raccolti nelle diverse uscite: 169 centimetri di neve sono caduti complessivamente su piazza Chiesa a Boscochiesanuova (a 1106 metri di quota) da ottobre a marzo; un metro in meno (65 centimetri) è stato registrato a Cerro, 85 centimetri a Roverè e ben 195 centimetri a Velo, che pur essendo posto a una ventina di metri più in baso di Bosco, gode di una miglior esposizione ai venti umidi e ha generalmente un mezzo grado di temperatura in meno del confinante paese lessinico.
Accumuli più consistenti a parità di quota sono stati registrati in alta Val d'Illasi e in Val d'Alpone, vallate che hanno precipitazioni invernali più consistenti e temperature leggermente più basse.
In particolare la frazione di Giazza, sebbene ad appena 760 metri di quota, conferma il nome che fa riferimento al freddo e al ghiaccio: «La valle si stringe e per questa conformazione orografica è normale che nevichi a quella quota quando altrove è solo acqua», spiega Menini, per la colonna di freddo che scende compatta dalle altitudini superiori fino al fondovalle».
Alle quote più elevate sono caduti quasi 300 cm di neve a 1.300 metri, 530 cm a San Giorgio e circa 650-670 cm sulla corona di cime attorno a San Giorgio a 1750 metri (Tomba, Sparavieri, Castel Gaibana).
Se la neve è stata precoce, ha però fatto mancare singoli grandi eventi come le furiose nevicate di fine febbraio e inizio marzo del 2004, che isolarono per più giorni diverse contrade della Lessinia a quote superiori ai 600 metri o come è accaduto più recentemente, nel gennaio 2006, quando in 48 ore San Giorgio fu coperto di 80-100 centimetri di neve.
A giorni saranno disponibili anche i dati rilevati dal servizio Meteomont, del Corpo forestale dello Stato che coprono il periodo dall'11 dicembre al 20 aprile su tutta la Penisola.
Per gli amanti delle statistiche si può aggiungere che da fine ottobre ad oggi ci sono stati in Lessinia 54 giorni in cui è caduto almeno un centimetro di neve, «suddivisi in 35 singoli eventi e tali si intendono se accadono dopo almeno 8-10 ore di pausa l'uno dall'altro», spiega Menini.
Sulle cime del Carega i due appassionati del gruppo Estremi di Meteo4 hanno stimato, come si accennava, accumuli impressionanti di 10,50-11 metri di neve totale, ma lassù la stagione nevosa potrebbe non essere ancora finita.

Vittorio Zambaldo,Flavio Menini,Corrado Vaona