In questo reportage (un lavoraccio non da poco) un bel confronto fotografico tra 3 Inverni consecutivi 2003-04 2004-05 2005-06 in Val Camossara, sul Pasubio. Tre Inverni comunque eccellenti per le nostre Prealpi vicentine per quanto riguarda l’innevamento. Molto diversi ma con risultati clamorosi soprattutto nel 2004 e quest’anno.
 


 

Le immagini del 2004 sono del 04 Febbraio in pieno anticiclone africano con zero termico oltre i 3000mt e prima delle grandi nevicate.
Le immagini del 2005 sono del 15 Gennaio con zero termico a 500-700mt.
Le immagini del 2006 sono del 05 Febbraio con zero termico a 500-700mt e dopo una settimana di caldo anomalo.
Interessante perché il periodo è lo stesso e molte foto sono simili. La risalgo sempre una volta all’anno se le condizioni sono decenti….
Specifico le caratteristiche della Val Camossara:
Gruppo del Pasubio: si tratta di una lingua di neve che si trova, guardando dalla pianura vicentina, all’estrema destra del massiccio. Esposizione Sud-Est pieno, incassata tra le rocce per 1000mt di dislivello, attraversa la strada delle gallerie e sbocca a Bocchetta Campiglia con vista sul Canevon di Campiglia (sopra la strada degli scarubbi). Impossibile non notarla e se qualche vicentino non l’ha mai vista la mattina, baciata dal sole e fantastica nelle sua eleganza e continuità dovrebbe vergognarsene….Dal paese di Valli del Pasubio è talmente evidente e presente da essere quasi invadente.
Si deve raggiungere Ponte Verde (strada Pian delle Fugazze), seguire la strada verso Bocchetta Campiglia (ovviamente ora chiusa al traffico da un bel po’ di neve) per 4-5km circa e ci si arriva sotto. Impossibile sbagliarsi. Poi su sempre dritti. Se vi capita di andarci d’Estate o in Primavera confrontatela con le foto di quest’anno che sto per postarvi. Resterete stupiti da cosa riesce a coprire la neve.
La suddivido in 3 terzi:
il primo terzo, partendo dalla strada è ripido, infestato da vegetazione arbustiva da faggi mezzi distrutti dalla neve, angusto, devastato da frane e valanghe. Insomma uno scaranto praticamente insciabile se non da qualche amante della valle che solo quest’anno sono riuscito a percorrere tutto sci ai piedi. Siamo in pieno sud-est a 900-1200mt di quota.
Il secondo terzo è tra i 1200mt e i 1500mt, si apre, diventa ben più sciabile ma è solcato da un canalone naturale formatosi per frane e valanghe che bisogna quasi sempre evitare in genere sulla dx (sx idrografica). La vegetazione è scomparsa. La pendenza è varia anche se per brevi tratti piuttosto sostenuta.
L’ultimo terzo è bellissimo, ampio, sempre abbastanza ripido (30-35 gradi), incassato tra le rocce sale sinuoso ma nello stesso tempo rettilineo verso la forcella controllata da un buffo gendarme di pietra, incrollabile nella sua pazienza.
In discesa sembra di sciare sopra i tetti di Valli del Pasubio, in salita è un vero e proprio forno. Domenica grondavo sudore da tutti i pori in manichette corte a 1800mt, tanto per rendere l’idea e Domenica lo zero termico era a 500-700mt…..La neve naturalmente si assesta e si consolida in pochissimo tempo e, oltre il primo terzo, non prende le bastonate che ci si immaginerebbe proprio grazie alla densità che riesce a raggiungere.

Cominciamo dal primo terzo:
Non ho foto del 2004. Vi assicuro che non ho potuto utilizzare gli sci per i primi 200mt di dislivello, ma c’era un innevamento quasi continuo fino in strada. Non sufficiente però.
Foto del 15/01/2005. Commenti inutili credo…

  

Foto del 05/02/2006. Siamo proprio bassissimi. E’ un miracolo riuscire a sciare in questo tratto e vedere un innevamento simile, ve lo assicuro...

Riassumendo si intuisce che in questa prima parte sciare è un’impresa e solo con forti nevicate fino a bassa quota è pensabile riuscirci e comunque per brevi periodi. Troppo sole, troppo caldo, troppo ripido, troppo un intrigo di piante spezzate, macigni sparsi e ghiaioni sconvolti

Secondo terzo:
Foto del 04/02/2004. Secondo terzo parte superiore

Foto del 15/01/2005.Secondo terzo parte inferiore

Ne metto un’altra per risollevare il morale (si fa per dire). Secondo terzo parte centrale..

Foto del 05/02/2006 E’ la parte più bassa del secondo terzo. Innevamento eccellente. Raro trovare queste condizioni in quella zona..

Considerazioni: in annate favorevoli questo secondo terzo diventa sciabile e molto divertente. La neve riesce a riempire il canalone centrale, i macigni e tutta la poca vegetazione ancora in vita. In situazioni sufficienti ma non ottimali (2005) diventa un calvario. La neve deve essere abbondante.

L’ultimo terzo è comunque sempre fantastico:
Foto del 04/02/2004.

Foto del 15/01/2005


Foto del 05/02/2006

Concludo questo reportage facendo notare che quest’anno per le Prealpi siamo sicuramente e nettamente sopramedia, anche rispetto al 2004, ma ce ne vorrà di fortuna per poter rivaleggiare in accumuli massimi al suolo con quell’anno storico per innevamento nella fascia prealpina. Vedremo Febbraio e Marzo come si comporteranno. Il punto di partenza è di gran livello, vedremo la conclusione.
Un appuntino: il 2005 tanto bistrattato in queste foto non è poi stato malvagio per le Prealpi. Bisogna ricordarsi, ogni tanto, la fortuna avuta dalle nostre parti in queste ultime 3 invernate….

Allego una foto che per gli estimatori dei sogli rossi, del soglio d’Uderle e delle varie vie di arrampicata in zona non può che essere apprezzata.
I sogli del Pasubio:

                                                                                                               

Fabio Zamperetti ( Estremi Meteo4 )