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Reportage
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Mi premeva di dare alcune specifiche sul terribile pomeriggio trascorso ieri, caratterizzato da una ininterrotta sequenza di intensi rovesci, taluni anche temporaleschi, in una ben definita porzione di medio-alto vicentino.

Il blocco di precipitazioni si é sviluppato all'incirca nelle 6 ore comprese tra le 13.30 e le 19.30; nella foto seguente ben si notano, in tratteggio semplice, le aree interessate da accumuli superiori ai 50 mm e, con tratteggio doppio, da complessivi cumulati sino a 80-90 mm di Malo e Schio.




Nelle aree non tratteggiate si sono comunque avuti cumuli di pioggia compresi tra 10 e 40 mm circa (20 mm a Molvena, 8 mm a Bassano, 11 mm a Montecchio Maggiore, 20 mm a Quinto Vicentino, 33 mm a Cavazzale), e, per talune di quest'ultime stazioni, i suddetti valori sono parzialmente da attribuirsi ad un episodio temporalesco sviluppatosi in mattinata.
Specifico che la porzione in alto a sx dell'area tratteggiata non é stata coperta da simbologia per mancata conoscenza di dati, pur avendo questa ricevuto cumuli di pioggia sicuramente ancor più elevati!!

In serata, a precipitazioni pressoché concluse, alcuni abitanti di Mason Vicentino hanno potuto assistere ad una locale esondazione del torrente Laverda (in destra idrografica, senza rottura di argine), episodio che comunque non ha recato danni ma solo un po' di tensione tra i proprietari delle vicine case.
La particolarità dell'evento é da ricercarsi sul fatto che il bacino idrografico del Laverda, nell'ambito dell'episodio perturbato posto in analisi, non ha certo ricevuto quantitativi di pioggia alluvionali, trovandosi difatti a margine dell'area maggiormente colpita.
Nello scorso Settembre 2 distinte cellule temporalesche avevano scaricato nella stessa zona quantitativi di pioggia di gran lunga superiori, in un intervallo di tempo molto più ridotto; e in quell'occasione non ci furono esondazioni ne' rotture di argini.
L'immagine seguente localizza l'abitato di Mason, il torrente Laverda, ed il punto ove questo confluisce nel torrente Chiavone, da me personalmente ritenuto il principale responsabile dell'esondazione in esame.
Ho evidenziato in tale mappa i cumulati complessivi di pioggia caduta ieri pomeriggio dagli amici Matteo Breganzese (bacino Chiavone) e Simone Snoww (bacino Laverda).



I dati numerici indicati non lasciano spazio a dubbi.
Ma perché allora il torrente Laverda é andato in crisi?
Ieri pomeriggio, il bacino idrografico del torrente Chiavone é stato interessato dai potenti accumuli sopracitati: di conseguenza nel torrente stesso si é rapidamente sviluppata (ricordo che più é piccolo il bacino, più é breve il tempo di risposta nel novero di eventi precipitativi e più rapidamente si sviluppa l'onda di piena) una serie "lunga" di onde di piena, le quali si sono messe in moto verso valle raggiungendo in breve tempo il punto di confluenza con il torrente Laverda (di sopra indicato con un cerchio verde).
Serie "lunga" significa che nn vi é una sola onda di piena dissipantesi nel retro, ma una serie di onde nelle quali la dissipazione dell'una viene quasi subito sostituita dal picco dell'onda successiva. Fenomeno, questo, che capita di solito nei piccoli bacini.
Nello stesso istante anche il torrente Laverda sviluppava la propria onda di piena, ma singola e di dimensioni più ridotte (date le differenti caratteristiche del bacino e le precipitazioni ben più scarse).

Risulta dunque intuitivo che, non appena il punto di confluenza tra Laverda e Chiavone ha cominciato ad essere interessato dala serie di piene di quest'ultimo, le acque del torrente Laverda ne hanno prontamente risentito, e la difficoltà di tali acque ad immettersi nel Chiavone é quindi traducibile in un innalzamento del livello idrometrico dello stesso Laverda appena a monte della confluenza.
Come un processo a catena il suddetto innalzamento va a provocare lo stesso fenomeno per le acque che giungono da monte, le quali sono costrette a loro volta ad innalzarsi... e così via, il tutto in guisa di una "piena retrograda" risalente il torrente Laverda da valle verso monte.
Nell'immagine posta sotto i due diagrammi presentano in ordinata il livello idrometrico del corso fluviale valutato in asta.




Altrettanto intuitivo é capire cosa succede quando una piena che trasla verso valle si sovrappone, negli effetti, alla piena retrograda risalente da monte... ovvero nel punto di sovrapposizione sono dolori!!!
Per il torrente Laverda tale "incontro" si é concretizzato nella zona indicata dal cerchio verde:



Per la cronaca le acque del Laverda hanno in quel punto valicato l'argine, disperdendosi rapidamente nel vicino prato.
Subito sono intervenute le ruspe del Genio, che hanno eretto a tempo di record un rilevato protettivo (nei riguardi di alcune case adiacenti al prato allagato) deviando il disordinato flusso verso i campi posti leggermente più a valle.
In poco tempo la situazione é rientrata nei ranghi, ed i proprietari delle suddette case hanno potuto trascorrere una notte senza incubi.
Bene cosi'.

Ciao a tutti!!
Davide V