Eh, si, faceva gia' un bel freschetto ai primi di Gennaio del 1985. Tanto che, all'invio di un bel regalino perturbato dritto dritto dal mediterraneo, il giorno 9, a Vicenza vedemmo depositarsi dai 20 ai 25 cm di splendida farina, caduti totalmente con T<0°C.
Non fu la solita nevicata da raddolcimento: nel finale delle precipitazioni  cominciarono a spirare impetuosi venti freddi continentali, al principio di quella seconda, esaltante colata gelida che ci fece precipitare tutti in una vera ghiacciaia.Con la neve al suolo e cotanta manna russa a Vicenza Areoporto si fece il botto, raggiungendo le due decine di gradi sottozero al mattino dell'11 Gennaio. I
ntanto la terza colata gelida si preparava a raggiungerci, ma con una strada diversa: preferi' farsi un giretto a Nord delle Alpi, scendere per la Valle del Rodano e.... i brividi mi vengono, solo al pensarci!

Al mattino di Domenica 13 Gennaio 1985 poca la gente a messa: la stazione dell'Idrografico segno' -17°C come Tminima, e la sera doveva cominciare a nevicare....
Quanti di noi, sapendo che il giorno X comincia una nevicata da raddolcimento, sognano -17°C di minima lo stesso giorno X???? I primi fiocchi, verso le 21 di quella magica Domenica, mi parvero come gemme dorate. Radi, lenti, leggeri... fiabeschi!!! No, Davide, metti la magia nel cassetto: e 1 ora dopo era gia' tutto bianco... realismo, signori miei, realismo!!!

 Domani a scuola sara' festa grande? Ma come affrontare quei 25 cm di neve sopra Viale S.Lazzaro con la mia vecchia Berga? Come salire il cavalca ferrovia in bici? E scendere? Fortunato all'andata... poi a scuola (scuola media inferiore) i bidelli mi hanno chiesto cosa ci facevo li... e al ritorno un bel capitombolo in discesa da quella infida rampa, a causa del quale per poco nn mi infilavo sotto una macchina!!!
Continuo' a scendere alla grande, la neve, Lunedi' 14 Gennaio 1985.
Alle 18 fu diramata la notizia dei 48 cm di manto bianco. Intanto alla sera le precipitazioni diminuirono di intensità, la temperatura, dopo una costante risalita durata una intera giornata, si attesto' sui -2°C.
Attorno alla mezzanotte di Lunedi' le prp cessarono del tutto.
Ripresero intermittenti e moderate al mattino del successivo.
Martedi' in un paesaggio completamente ovattato. Al pomeriggio di Martedi' la neve comincio' a cadere sempre con piu' insistenza, con T comprese tra 0°C e -1°C.

Vicenza era oramai bloccata sotto un manto nevoso il cui spessore si aggirava tra i 50 cm ed i 60 cm.
La notte tra Martedi' 15 e Mercoledi' 16 Gennaio 1985 era prevista l'oramai imminente trasformazione della neve in pioggia, sotto la spinta sciroccale, ma fu cosi' per il basso e per l'Est vicentino.
 Quella notte Bassano, Camisano e Noventa dovettero fare i conti con pesanti allagamenti, con la neve che si appesantiva sempre piu', che fondeva rapidamente sotto l'azione di insistenti rovesci; per Vicenza, Sandrigo, Thiene, Malo... i Colli Berici ed in parte i Colli Euganei concretizzarono una miracolosa protezione edintensificazione da stau.

Cosicché i miei occhi, al mattino di Mercoledi' 16 Gennaio 1985, videro ancora la neve cadere, umida, collosa, ... i miei occhi videro quella neve depositarsi sopra 70 cm e piu' di manto bianco.
Dormivo, quella notte: ma penso che la neve dev'essere caduta veramente forte per generare cotanto spessore, tanto era bagnata!! Le precipitazioni proseguirono piu' attenuate, quel mattino, alternando la Dama alla tanto odiata pioggia.
La T passo' dagli 0°C del mattino ai +1°C di metà giornata.
Dal pomeriggio fu solo pioggia, per il potente manto nevoso al suolo comincio' una fase improntata ad una discreta perdita di spessore per consolidamento.
La sera di quel Mercoledi' la situazione pareva gia' segnata: per il giorno dopo era prevista la cessazione completa dei fenomeni e la comparsa di schiarite, unitamente ad un lento irreversibile aumento termico che avrebbe interessato anche lo stesso Mercoledì. Le aziende municipalizzate misero quindi in campo tutti i loro mezzi, quella sera, per dare una svolta alla disastrata situazione viaria del martoriato capoluogo berico.
 E invece la temperatura, col calar delle tenebre, subi' una leggera discesa e, attorno alle 21... ricomincio' sorprendentemente a nevicare!!

Non fu una nevicata qualsiasi: scese tremendamente fitta, secca, a larghe falde.
Ricomincio' ad accumularsi sulle strade, sulle auto, su ogni cosa. Fu il ko definitivo, per la viabilità cittadina. E festa grande per me, per i miei occhi affamati di neve.
Verso le 02 della notte di Giovedi' ci fu una nuova metamorfosi nelle precipitazioni, che nella fase finale caddero in forma definitivamente liquida.
 I miei ricordi sono indelebilmente condizionati dai timidi raggi solari di quel bianco mattino di Giovedi' 17 gennaio 1985: la neve era incollata ovunque, per le strade alcun rumore... qualche spavaldo personaggio si aggirava attarverso l'immobile Viale S.Lazzaro, sepolta dalla neve!!!
 La Fiat 126 di mia zia Marisa, parcheggiata in emergenza davanti al mio condominio, non era piu' visibile... era completamente sepolta!! I miei vicini di casa Gaetano e Mario, da buoni padri di famiglia qual'erano, si resero utili per liberare cappotta e parabrezza dalla neve, "almeno per renderla visibile agli operatori spartineve"... che in quei giorni, con i loro ingombranti "groeder", mandarono al macero diverse autovetture in città.

 
Il mio parallelografo scassato di Educazione Tecnica affondo' nella Dama per 63 cm, nell'immacolato parcheggio davanti al condominio.
Nota negativa, i disastrosi collassi di strutture industriali in acciaio dovuti all'eccessivo carico della neve.
Numerose attività andarono in crisi, sopratutto tra tHienese (poco piu' di 100 cm di spessore max di neve al suolo), scledense e maladense (circa 80 cm di spessore max neve al suolo), l'economia locale ebbe risentimenti anche negli anni successivi. Solo per tale motivo spererei un tal genere di fenomeno nn si ripetesse piu'.



                                                                                                                                            Daviderose