Stampa
Montagna ed Itinerari Alpinistici

Carissimi amanti della montagna,
posto qui in seguito alcune foto dell'escursione domenicale che, complice la splendida giornata post transito del sistema frontale freddo, ha reso veramente speciale la montagna nelle calde vesti colorate dell'autunno.
La meta della gita, alla quale ha partecipato un agguerrito gruppetto di incalliti camminatori del CAI di Vicenza (Fabio, Lisa, Elisa e Laura, oltre al sottoscritto), è stata la cresta del Cimon di Rava, nel gruppo di Cima d'Asta, che non va confuso con quello adiaciente del Lagorai, in quanto morfologicamente distinto e geologicamente diverso. Nell'area di Cima d'Asta dominano infatti incontrastate rocce metamorfiche di tipo granitico, mentre il cuore del Lagorai è costituito da rocce Porfidiche originate dal riempimento con lave vulcaniche in ere geologiche remote della caldera bolzanina. Il Gruppo di Cima d'Asta è nettamente separato dal resto dei Lagorai per mezzo delle profonde incisioni della Val Caoria a est-NE e della Val Calamento ad Ovest, mentre a nord il passo Cinque Croci, con i suoi 2015 mt, costituisce il punto di giunzione tra le due vallate e il punto nodale di contatto tra le due catene montuose. A sud, ovviamente, c'è la Valsugana, dove scorre placido il fiume Brenta, in un ridente paesaggio fatto di frutteti, coltivazioni di frutti di bosco, campi di mais, patate e splendidi boschi, oltre agli ordinati e pulitissimi villaggi trentini.
Una nota sul tempo, come detto splendido, ideale per portare a termine un'escursione che si snodava tra i 1290 del rif. Spiado (sopra Bieno) e i 2400 metri circa della forzelòn di Rava. Lungo in versante sud, infatti, abbiamo potuto godere appieno del generoso soleggiamento novembrino, nè troppo forte nè troppo debole, grazie all'atmosfera tersa e nitida. Solo sulla cresta di Rava, che si dipana lungo un percorso della prima guerra mondiale in trincea praticamente intatto, abbiamo assaporato il freddo vento proveniente dal nord, che soffiava rabbioso sulle cime.
Ma bando alle ciance e spazio alle foto!

  

Parto da una delle ultime, ma significativa perchè ritrae la cresta nella sua intera estensione, con i principali punti nodali : si sale dal pendio più lontano, nel lato sinistro orografico del monte, si prosegue sul crinale fino al Frate, un curioso monolito di roccia che assume veramente la forma di Vescovo, e si continua lungo strette trincee in posizione area e panoramica fino ai piedi del Cimon di Rava, la cima più alta che si ammira nella foto. Alla sinistra di questa di trova il forzelòn di Rava, dal quale si può scendere verso valle oppure proseguire (come abbiam fattom un pò garibaldinamente noi) lungo la scabra ed ostica Corona di Rava, dove il sentiero era franato ed abbiamo dovuto improvvisare una discesa di fortuna lungo ripidi pendii di erba secca ed irsuta, e curiosi depositi di lapilli e ceneri di chiara origine vulcanica.
Ed ora ritorniamo a mostrare le foto in ordine cronologico.

Dopo circa un'ora di cammino, una finestra sull'Alta Valsugana e Cima Dodici, massima elevazione del vicentino. Da notare la foschia da inversione a valle, e i colori dei larici, stupendi...

 

Verso sud est si erge la cupola del Grappa, nella bruma la Valsugana e in fondo il fronte che, valicate le Alpi senza colpo ferire sul lato italiano, scappa veloce verso SE

In cammino lungo le straordinarie vestigia della Grande Guerra, che qui in Lagorai sono particolarmente numerose e ben conservate. Pare proprio di camminare lungo una strada romana....

Inizia la cresta di Rava, e la vicinissima Cima D'Asta, con la sua granitica parete sud, ci farà da compagna lungo tutto il cammino.

Sotto al Frate, vi faccio notare la differenza di dimensioni tra il gigante di roccia e l'omino sulla sx..Smile

Verso Ovest lo sguardo arriva al Gruppo di Brenta e all'Adamello...ghiacciai in stato penoso, nessuna traccia di neve fresca ovviamente....

Le aguzze creste della Corona di Rava..

Il lago grande, il più esteso della numerosa gamma di laghetti alpini che si incontrano a tali quote. Dopo la botta di gelo dei primi giorni di novembre, la superficie risulta parzialmente ghiacciata, come quella delle cascate che immettono acqua nel bacino...tuttavia il ciclo dell'acqua non si è ancora fermato, con somma soddisfazione del sottoscritto che, assetato dall'aria fredda e secca, si è fatto una bella bevuta di ottima acqua di lago alpino! Tongue out

Il luogo dell'approvigionamento idrico...inutile dire che non c'era bisogno di borsette frigo per garantire la freschezza del prodotto!Wink

I curiosi resti di opere di dissodamento d'alpeggio presso malga Ravetta...molte le assonanze con la costruzione nuragica sarda.

Ed infine, un tocco di magia autunnale per chiudere degnamente un'ottima domenica...

                                                                                                                   Wetter Sergy (Forum Meteo4)