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Montagna ed Itinerari Alpinistici
Eccomi qui di nuovo a cercare di fronteggiare, con impari armi, a mò di novello Davide, i Golia dei reportage in montagna (Daverose e Zampe) con questo breve escursus fotografico dell'uscita effettuata la domenica scorsa (11 giugno 2006) nella zona della Catena dei Lagorai che va da Passo Manghen (2047 mt), fino alla forcella del Montalòn (2133 mt), con anello circolare che ha previsto anche, a mò di ciliegina finale sulla torta, la semplice salita del monte Ziolèra (2478 mt).
Splendida passeggiata di alta quota, alla portata di chiunque, che permette di entrare a diretto contatto con uno degli ambienti alpini più incontaminati esistenti nella zona dolomitica, anche se parlare di Dolomiti per la catena del Lagorai è, geologicamente, un azzardo.
Se infatti per tradizione geografica tale zona va ricompresa di diritto nell'area dolomitica propriamente intesa, dal punto di vista geologico la roccia porfidica, di origine vulcanica ma trasformata tramite processi di metamorfismo subiti in epoche geologicamente più recenti, è quanto di più lontano si possa immaginare dalla celeberrima dolomia, formata da rocce calcaree coralline, condite da un pizzico di magnesio. Questo fatto caratterizza anche l'enorme richezza idrografica superficiale dei Lagorai, il cui nome deriva, per l'appunto, dall'innumerevole presenza di laghi e laghetti (oltre a torrenti e ruscelli), la cui genesi viene favorita dalla totale impermeabilità della roccia porfidica.
Per quanto riguarda le condizioni del tempo domenicale sui Lagorai, esso è stato caratterizzato dall'influenza di due masse d'aria assai diverse tra di loro, la prima molto secca e fresca, di matrice anticiclonica, che stazionava a nord ed ad ovest del Trentino, la quale ha predominato nella mattinata, regalando sole ed ampie visuali sulle catene delle Alpi Venoste (visibili, tra gli altri, la Palla Bianca, il Similaùn e il Pan di Zucchero), nonchè sul Cevedale, il Gran Zebrù e l'Ortles.
Nella seconda metà della giornata ha invece avuto il sopravvento l'aria umida di provenienza balcanica, che già gravava in mattinata sulle pianure del nord-est, risalita tramite il canale della Valsugana, grazie anche alle brezze pomeridiane. Il pomeriggio è stato dunque perlopiù nebuloso e nebbioso, mentre a sprazzi si continava a vedere, verso nord-ovest, le creste di confine totalmente sgombre da nubi, e al ritorno, proprio nel momento del gran banchetto di fine escursione, non è mancato il classico appuntamento con la nuvoletta fantozziana, che in una decina di minuti ha bagnato per bene i dolciumi preparati dalle sapienti mani delle donzelle del gruppo, ed annaquato il vinello proposto dai maschietti.
Alla fine comunque, il sole è ritornato e il pasteggio è finito all'asciutto.
Posto ora un pò di foto, dalle quali potrete rendervi conto delle condizioni ancora buone di innevamento sopra i 2000 metri, specie sul versante nord, insistente sulla catena.
Buona visione!!! salut.gif

Placida visione di Passo Manghen alle 8.00 del mattino....le orde di turisti sono ancora lontane
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Il lago delle Buse e versante nord del Ziolèra, l'obiettivo top della giornata
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Il re Leone, un "modesto" cirmolo di 800 anni
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Avanzando in scenari degni del set "la Compagnia dell'Anello". Unico particolare, non siamo in Nuova Zelanda....
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Un occhio blu turchese della montagna...uno sguardo e l'amore scatta immediato!
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E avanti dello stesso passo....
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Alcuni compagni d'avventura (tra i quali il mitico Nereo, istruttore del sottoscritto durante l'escursione) su una simpatica crestina nevosa di circa 3 metri, situata a 2200 metri in piena esposizione meridionale...poteri dell'accumulo eolico
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