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Montagna ed Itinerari Alpinistici
Questo breve report, scaturito da una gita compiuta dal sottoscritto con alcuni amici fidati (Alberto e Fabio) domenica scorsa, 15 ottobre. Ecco alcune immagini della giornata domenicale:

Il faggio solitario non si fa ingannare dal sole estivo...il tempo del riposo invernale sta arrivando

  



Una chiesetta in stile locale emerge tra fronde cariche di caldi colori autunnali



Il bosco ceduo d’autunno, una tavolozza cromatica infinita





Sfilano le massime elevazioni della provincia di Vicenza: da sinista verso destra Cima XI (2228 mt), la piramide di Cima XII (2336 mt), cima Trentin (2325 mt) nel cui vallone sotto le pareti sommitali si notano residui di neve di inizio ottobre. Il Portule è invece invisibile,defilato a destra.



Contrariamente al mio solito stile, vorrei spudoratamente a pubblicizzare un’iniziativa turistica montana, in quanto, a mio modo di vedere, essa è illuminata e lungimirante, ponendosi altresì in completa antitesi con la consueta visione del turismo montano di massa, fatto di impianti di risalita che lordano i fianchi delle montagne, di nuove piste da sci con moderni impianti d’innevamento artificiale, costruiti ad hoc per appagare la brama di novità degli appassionati, infarcito di nuove funivie di ultima generazione che scavalcano arditi monoliti di roccia, i quali dovrebbero di regola rimanere inviolabili, By fear Means. L’immagine delle Olimpiadi invernali torinesi del 2006, per farla in breve.
In val di Sella, pittoresca Valle laterale di destra orografica della Valsugana, che s’incunea sotto l’acrocoro sommitale dell’Altopiano d’Asiago (Cima XI-Cima XII-Caldiera-Portule-Larici-Cima Vezzena) si pone davanti all’occhio del turista una natura pulita. Certo non intatta, in quanto plasmata dall’uomo nel corso dei secoli, che qui ha creato malghe, alpeggi, un rifugio e alcune colonie estive. Ma una natura che dà senso d’armonia, che assume le sembianze di arte per allietare lo spirito. Ciò che caratterizza questa piccola vallata senza sbocchi, il cui mesto destino appariva quello di diventare uno dei tanti luoghi spopolati e dimenticati della media montagna, è proprio l’arte. Arte semplice, fatta con mezzi forniti da madre natura, incastonata lungo un’immaginaria galleria all’aperto, che si snoda tra boschi e prati. Le opere dei vari autori, tutte biodegradabili e perciò destinate, in un arco di tempo piuttosto breve, a venir metabolizzate dall’ecosistema, si sono sedimentate nel corso degli anni a partire dal 1986, primo anno in cui partì l’esposizione “ArteSella”, una vera e propria vetrina mondiale d’arte moderna in paesaggio montano.
La scelta di dedicare quest’area depressa ad un’iniziativa del genere, rivoluzionaria e coraggiosa, sta pagando con l’instaurarsi di un flusso turistico costante, anche in periodi apparentemente morti per la montagna come quello autunnale, che sta regalando sviluppo, ricchezza e benessere agli abitanti della Valsugana. Ho appurato con i miei occhi gli affari d’oro che i 4-5 esercizi commerciali disseminati nella valle hanno fatto domenica, nonchè la facilità con la quale i prelibati cestini di Lamponi e Fragole, ultimi frutti di una stagione estiva che non sembra ancora finire in quota (sole e temperatura oltre i 20 C°, che meraviglia!), venivano ingurgitati dagli affamati turisti presso il chiosco di un coltivatore locale, che ha i campi di queste prelibatezze proprio nella parte sommitale della vallata.
Tutto questo flusso di reddito, particolare non da poco, arriva senza massacrare la montagna (i parcheggi e i punti ricettivi ci sono, certo, ma sono di contenute dimensioni, non deturpanti per il paesaggio) ma, anzi, valorizzandola. Molte persone, spesso “allergiche” alle alte quote, arrivano fin qui, spinte dalla curiosità, per vedere quell’incredibile creazione che è la Cattedrale vegetale, scoprendo al contempo il fascino sottile e penetrante della montagna..
Per la cronaca la Cattedrale vedetale riproduce, nelle forme, una chiesa gotica, con un’ottantina di colonne fatte di intelaiature in legno all’interno delle quali stanno crescendo, con i normali tempi necessari, delle piante di Frassino. Quando, fra una quindicina d’anni, le piante saranno a completa maturazione, ciò che resterà sarà una chiesa vegetale a tre navate, formata unicamente dalle fronde delle piante. Ma questa è solo la più famosa delle tante creazioni artistiche, originali e fatte sempre ed unicamente con mezzi naturali, che allietano il cammino del viandante lungo la val di Sella. Per motivi di copyright non potrò postare le foto delle opere d’arte sul forum, Perciò se vi stuzzica l’idea vi invito ad andare a vederle con i propri occhi. Ah, particolare non da poco, eccetto nel periodo estivo di punta (Luglio ed Agosto) l’accesso a tale galleria d’arte ha come unico prezzo da pagare un pò di sudore sulla fronte, per salire i dolci pendii della valle lungo il percorso espositivo.

Salutone a tutti

Sergio Nichele