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Montagna ed Itinerari Alpinistici
Salve a tutti!!

Ieri con la mia fattrice e con il famoso alpinista André Von Bellotten Mit 4 Pennacchien all'attacco del noto caregone dolomitico.
I temporali della passata notte lasciano il segno, nebbioni e CALDO ci accompagnano dall'ancora rabbuiato Rif Venezia.
A 60 anni nn si ha piu' la "cattiveria" di un tempo, e di fronte alle ripide roccette all'attacco della Cengia di Ball mia madre decide di desistere.

Cengia di Ball, in breve: un lungo traversino sospeso nei ripidi versanti SE del Pelmo, mezz'oretta buona di solerte costante attenzione. Al minimo passo falso si va giu'. Lungo i caratteristici "passi del gatto" abbiamo trovato poco piu' di una decina di spit ed un metro e mezzo di cordino da arrosto di faraona, nonché 4 lapidi di chi, su quelle rocce, ha posto fine alla propria esistenza.
Niente lapide per il tedesco dello scorso anno (o l'altro anno, nn ricordo bene), neppure per chissà per quanti altri scemi che hanno sfidato l'Alpe in questione con leggerezza ed imprudente sfrontatezza.

Procediamo di conserva su 3 tratti fino alla grande svasatura del caregone.
Poi su, tra ripidi ghiaioni e rocce rotte.
In corrispondenza dell'ormai completamente deglacializzato Vant (sede del fu "ghiacciaio del Pelmo") sbagliamo tutto e finiamo col giungere poco sotto la spalla Est.
Accortici dell'errore e notando che la turrita cresta di collegamento con la Cima Principale poteva potenzialmente opporci difficolta' tutt'altro che trascurabili scendiamo rovinosamente fino in fondo al Vant per riprendere la strada maestra.
Dai 3060 m della spalla Ovest per facili roccette ed una breve ma assai aerea cresta finale sino alla ventilata vetta!!
E' ancora presto, decidiamo di scendere e goderci una meritata sosta su una assolatissima placconata della spalla Ovest.

Io, André Von Bellotten Mit 4 Pennacchien, ed il Pelmo.... nessun altro a guastare la scena... decido cosi' di esaudire un mio desiderio che coltivavo da tempo: togliermi ogni porcheria di dosso e, cosi' come "mamma m'ha fatto", farmi accarezzare dal vento... farmi completamente avvolgere dai dorati raggi solari... assaporare le calde rocce...
Mezz'ora buona di sublimi sensazioni, lassu' a 3000 m!!!

"No, io da qui non mi muovo piu', sto troppo bene!! E' questa la vera montagna, solitaria, selvaggia... e al tempo stesso sorprendentemente accolgliente!! Ecco, montagna, ora sono completamente tuo, mi sono privato di ogni genere di civiltà e in tal modo mi pongo tra le tue braccia..."

Poi, masticando del buon parmigiano, mi salta una capsula, un pezzo di forzata civiltà.
750 euri di ceramica mi ondeggiano paurosamente in bocca: delicatamente sputo il prezioso oggetto, lo ficco nello zaino e... mi rendo tristemente conto che forse é meglio scendere!!!
Il Von Bellotten Mit 4 Pennacchien avvalla tale mia decisione.
A mo di valanga discendiamo il rupestre caregone fino a riprendere la spiacevole "Cengia di Ball". Significativa l'uscita del Von Bellotten Mit 4 Pennacchien dopo la massacrante discesa del caregone, di fronte alle prime difficoltà dei "passi del gatto": "che brutto posto questo!!"
Cosi' nel superare il punto piu' duro (un passo in spaccata) abbiamo sacrificato 20 minuti buoni per approntare la sicurezza.
Come dei robot completiamo il resto della cengia, e poi su comode ghiaie fino alle miracolose dissetanti birre del rifugio Venezia!!
Recuperata mia madre scendiamo cosi' verso l'opprimente calura padana.

N.d.r: ascensione comunque esaltante, non banale, di grande soddisfazione. La vetta in se merita senz'altro una visita. Rifugio Venezia a cinque stelle, tanto preciso, puntuale, discreto é stato il trattamento riservatoci... e piatti assai prelibati!! Un sentito ringraziamento ad André Von Bellotten Mit 4 Pennacchien, senza il quale il mio nobile culo mai avrebbe posato sulle rocce di cotanta vetta.


Sulla cengia di Ball:




Il caregone del Pelmo:




Sulla cresta finale:




Vetta!!!




L'austera spalla Ovest:




Ciao!!!
Davide V