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Reportage
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Eccomi qui a descrivere quello che è il risultato di un delizioso lavoro di collaborazione tra un Ente Pubblico come l'Arpav di Teolo, ma fatto di veri appassionati meteo prima che di professionisti, e dei veri e propri meteoappassionati della materia, provenienti dal TunderStorm Team, branchia operativa di Meteonetwork e MeteoRomagna.
Ringrazio Dio di aver potuto prendere parte ad entrambe le giornate, nonostante la febbre che nella serata di sabato mi aveva messo a letto con le galline. Domenica mattina, grazie anche all'aiuto di antipiretici, sono stato in condizioni dignitose per continuare a frequentare.
I grandi cerimonieri di questa vera e propria celebrazione solenne del temporale (e dei fenomeni annessi, come tornado grandine), ci hanno condotto con maestria a scoprire i segreti più nascosti di questi fenomeni naturali così spettacolari ma, al tempo stesso pericolosi, dando spazio alle foto, ai filmati, ma anche all'analisi sinottica, per carpire i segreti di un radiosondaggio, per dare un senso preciso a quelle mappe di Cape, Elicità, Storm Motion che spesso plottiamo sui modelli (MeteoBlue in primis) utilizzati per fare le previsioni.
Ed ecco che imparare a riconoscere una supercella, sotto la guida sapiente di Andrea Griffa, diventa improvvisamente semplice, ecco che evitare di perdersi nella giungla dei parametri indicati in un radiosondaggio, sotto la guida austera ma precisa di Pierluigi Randi diventa possibile, ecco che conoscere tutti i più reconditi pregi e difetti dei radar dell'Arpav (in primis quello di Teolo) e dei satelliti di nuova generazione Meteosat2, illustrati da Angelo Formentini, diventa essenziale per alimentare la nostra passione. Grande gioia nell'apprendere che l'Arpav presto dovrebbe mettere delle immagini radar tridimensionali dei nuclei precipitativi, create nel combinato del radar di Teolo e di quello appena attivato di Concordia Sagittaria. IN questo quadro, purtroppo, Verona rimane sempre ai margini, anche se un radar meno performante entrerà in funzione a breve in quel di Valeggio sul Mincio.
Ed ultimo fatto, non meno rilevante, i partecipanti al corso (e quelli che parteciperanno alle prossime edizioni) riceveranno dall'Arpav stessa user e password per accedere ad un database unificato con meteonetwork che servirà per inserire i report di fenomeni meteo estremi (nubifragi (prpc >60 mm), grandinate, tornado, downburst ecc...) da noi osservati, e che confluiranno un un database europeo dei fenomeni estremi stessi, consultabile via internet. Un progetto, credo, da supportare con il massimo entusiasmo.
4 moschettieri dell'Associazione hanno preso parte a questo primo corso: Simone Vesentini (O Vicentini per gli amici tongue.gif laugh.gif ), Paolo Donà, Luca Sassetto e lo scrivente. Auguro a molti altri soci di prendere parte, nelle prossime edizioni a questo progetto: ne vale veramente la pena! Un plauso particolare anche all'immenso Davide Rosa, mio consueto compagno di viaggio, se non mi avesse inculcato una passione meteo così forte non sarei mai stato oggi a Teolo.
Infine un pensiero particolarissimo e sentito abbraccio al caro Angelo Amilcarelli, che per cause di forza maggiore non ha potuto presenziare al corso . Ti auguro di ripagare tale sfortuna con ben 30 cm di neve a San Floriano (in unica soluzione) il prossimo inverno hug.gif .
Per concludere qualche foto (ovviamente di interesse meteo) tratta dalle due giornate:

All'ingresso del tempio della meteo veneta
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L'imbuto Berico/Euganeo visto da Rovolon (PD) domenica mattina. Sullo sfondo le prealpi vicentine, imbiancate fino a 1400 mt dalla nevicata della notte.
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Vista del ridente abitato di Teolo dal Monte Grande. Sullo sfondo il Venda, insidiato dai cumuli stile "mare del nord", spinti dal mare verso ovest da un vento teso di bora.
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Altra foto delle splendide file di cumulus Humilis dalle pendici del Monte Grande. La vista spazia fino ai confini con il Friuli.
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Nichele Sergio