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Reportage

LA PASSIONE METEO AL SERVIZIO DELLA COLLETTIVITA'

PROGETTO MEZZANE - 8 GIUGNO 2016 – PRIMO TEST DEL SISTEMA

A cura di Simone Buttura e Massimo Merzari

Il Mezzane è un corso d’acqua a regime torrentizio che vede raramente la presenza di deflussi idrici all’interno del suo alveo. Ha un bacino imbrifero modesto di circa 50 km2 ed è quindi particolarmente sensibile ai temporali intensi ma di breve durata.

Fino al 2009 la presenza d’acqua si rilevava al massimo in un paio d’occasioni all’anno ma con portate del tutto modeste. Poteva capitare addirittura l’assenza di acqua per più anni consecutivi. Dal 2009 il regime pluvimetrico del Veneto ha invece realizzato un break che ha comportato un salto in avanti sia nella piovosità media annua sia nella di frequenza degli eventi pluviometrici estremi.

Il 16 maggio 2013 si è registrata una piena improvvisa a seguito di un temporale molto violento ma non certamente eccezionale. È stato calcolato che la piena ha realizzato una portata massima di circa 52 m3/s, esondando per sormonto in più punti e provocando una rotta disastrosa tra gli abitati di San Pietro di Lavagno e Mezzane di Sotto. Nell’abitato di San Pietro di Lavagno si registrava purtroppo una vittima travolta dalle acque fuoriuscite dal corso d’acqua.

Con la collaborazione dell’Associazione Meteo4 e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, con l’appoggio del Comune di Lavagno, è nato quindi il “Progetto Mezzane” che fondamentalmente ha lo scopo di rispondere a questa domanda “Cosa si può fare per non essere colti impreparati una seconda volta?”. Inizialmente abbiamo cercato di comprendere il comportamento idrologico di questo particolare corso d’acqua ed il primo intervento per il sistema di allerta ha riguardato l’installazione di una centralina meteo DAVIS VP2 in località Centro di Tregnago nel baricentro del bacino. Questa stazione è necessaria sia per il nowcasting meteo sia per raccogliere i dati necessari agli studi idrologici di approfondimento.

Il 2014 è stato un anno di studio che, grazie alla elevata piovosità estiva e alle numerose piccole piene del fiume, ci ha permesso di definire delle prime soglie pluviometriche che ci indicano se ci saranno o meno dei deflussi in alveo. In particolare meteo4 ha seguito e supportato un tesista del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università degli Studi di Padova per Tesi intitolata “Caratterizzazione del regime di piena del Torrente Mezzane a Mezzane di Sotto” nella quale sono state individuate delle soglie pluviometriche sulla centralina di Centro oltre le quali si attivano dei deflussi nel torrente.

La peculiarità del torrente Mezzane è che il suo regime idrologico risulta influenzato in modo sensibile dalla piovosità stagionale. Capita infatti che in una stagione secca un temporale che scarichi 60 mm in un ora non sia in grado nemmeno di generare deflussi mentre nel 2013 (stagione molto piovosa) un temporale che ha scaricato 30 mm in tre ore abbia causato una piena disastrosa. Le soglie pluviometriche sono quindi variabili in base al regime pluviometrico stagionale.

Nel 2014 è stato definito anche lo schema del sistema di allerta basato non solo sul nowcasting meteo ma anche sull’analisi delle previsioni meteo in modo individuare in anticipo certe situazioni meteorologiche che potrebbero risultare critiche ma anche per effettuare una disamina del bollettini di allerta che vengono emanati dal Centro Funzionale Decentrato – Protezione Civile della Regione del Veneto.

Oltre alla centralina di Centro di Tregnago, dal disponiamo 2016 di una seconda centralina a San Valentino di Badia calavena (sulla parte montana est) e tra poco sarà installata una terza centralina in zona San Rocco nel comune di Roverè v.se..

Meteo4 esegue un approfondimento meteo specifico, segue il nowcasting meteo-idrologico e si occupa della gestione delle varie centraline.

protezione civile e meteo4

Il giorno 8 giugno 2016 c'è stato un importante test del sistema di allerta. Un fronte freddo proveniente dal mare del Nord valicava le Alpi ed andava ad interessare la pianura Padana. Trovando masse d'aria molto umida preesistente si sono create le condizioni per lo sviluppo di temporali molto intensi. In particolare sulla zona da noi presa in esame i valori di CAPE (energia di galleggiamento di una particella d'aria) si attestavano sui 1600-2000 J/kg e la quantità di vapore acqueo tra 0 e 500 metri era su valori di  11 g/kg. La debole ventilazione in quota permetteva la semi stazionarietà dei sistemi convettivi che tendevano quindi a scaricare ingenti quantitativi di pioggia sempre sulle stesse zone.

Nel primo pomeriggio prendevano vita diversi temporali sulle prealpi del nord Italia, uno di questi tra le 15 e le 17 interessava il bacino del Mezzane e, per la poca ventilazione in quota, stazionava per circa 30 minuti interessando sempre la medisima zona. Nelle immagini seguenti il radar della Protezione Civile alle 14:00 e la mappa delle fulminazioni alle 15:00.

RadarPCFulminazioni15

Le due centraline utilizzate per il monitoraggio del bacino registravano ingenti quantitativi di pioggia in un tempo molto limitato. La stazione di centro tra le 15.35 e le 16.05 registrava 19.4 mm di pioggia con rain rate massimo di 257.7 mm/h alle 15.40; quella di San Valentino registrava 34.6 mm tra le ore 15.20 e le 16 con rain rate max di 182.8 mm/h alle 15.35. Poichè vi era un superamento netto delle soglie pluviometriche scattava il sistema di allertamento con le seguenti tempistiche:

L'allertamento ha permesso di posizionare appena in tempo degli escavatori sui ponti per liberare il legname che tende ad intasare la luce (problematica cronica e conosciuta).

 Foto escavatore