Purtroppo con il cuore gonfio di tristezza vi annuncio che ieri sera e' mancato Andrea Bonvicini il nostro Lamiera dopo una lunga malattia, difficile definire una persona splendida che ha segnato in positivo la mia e le nostre vite. Ho preparato un pensiero che cerca di ricordare brevemente quello che lui e' stato per me e per noi: 

 

Caro amico che non ci sei piú, ti ho conosciuto insieme ad altri attraverso la condivisione della passione più bella e più pura che esista per noi amanti degli estremi: raccontandoci e raccontando via web l'incredibile notte tra il 28 ed il 29 febbraio 2004, quando la natura si scatenò regalando quell'evento storico di un'incredibile pioggia che in pochi istanti divenne neve, magicamente, incredibilmente, sbaragliando ogni previsione e facendoci letteralmente esplodere dall'emozione...

Ci siamo visti per la prima volta nel mese di aprile di quell'anno: il neonato gruppo dei ''lampionari'' strumento essenziale e kabalatorio per quei pazzi sognatori che guardandolo aspettano la loro serata di gloria, tu ti eri appostato con un amico prima di tutti in un grande parcheggio commerciale, scelto come luogo d'incontro e per primo ti chiedevi come sarebbe stato l'incontro con questi ''personaggi'' del terzo tipo, matti ci dicevano in tanti, unici al mondo almeno pensavamo..... finché internet e i forum meteo non ci hanno fatto uscire allo scoperto. Incredibile ma vero non eravamo soli nell'universo!!!! Perché ammettiamolo amare un fenomeno come la neve non ha nulla di razionale e di comprensibile, difficile da spiegare agli altri....qualcosa che si tinge di: dolce, antico, malinconico ed inebriante, un sentimento irripetibile e trasmissibile solo a pochi. Per anni continuavi a ripeterlo ogni volta che ci incontravamo ''la nostra amicizia xe proprio incredibile, nessun la pole capire'', ed era vero perché quella sera é stata l'inizio di una lunga storia durata 13 anni.
In queste ore che seguono la notizia della tua scomparsa sto mettendo a fuoco i nostri ricordi e i momenti passati assieme: al mare a Milano Marittima grazie alla tua generosa ospitalitá misto veneto-romagnola, in montagna, alle cene....persino in improbabili nostre prestazioni canore in qualche sperduta casa di campagna polesana, in qualche serata d'inverno a -2 e sognare quella neve tanto difficile ogni volta da rivedere, tant'é che ad ogni evento concluso si diceva ''chissá quando la rivedemo la prossima volta''...Si Andrea come vedi alla fine torniamo sempre a parlare di lei, dilatando all'infinito con i nostri ricordi un episodio che durava poche ore nella maggior parte dei casi. 
In questi passaggi sta la metafora della nostra vita, anche tra noi persone dovremmo non dare sempre per scontato il ''rivederci'', ma alla fine il ricordo che abbiamo ognuno di noi supera sempre in durata e nel tempo i momenti passati insieme: la fotografia di una nevicata puó al massimo solo sbiadire ma rimane incancellabile, allo stesso modo la memoria delle persone con cui si é stati felici e si sono condivise esperienze come con te.
Tu ci hai dato molto, in certi momenti tutto, un consiglio ed un sostegno lo ricordo pochi mesi prima della mia laurea quando venni a trovarti al mare in un freddo agosto del 2005....già perché a noi piaceva così, estremi in spiaggia da soli con vento, temporale e temperatura sotto i 20 gradi a ridere e scherzare del nostro essere così diversi ma trovare il tutto assolutamente normale. Ricaricatomi dopo giorni di mare senza sole (beccato l'agosto più freddo da 30 anni) a settembre finí la tesi in tempo record.
Oppure non dimentichiamoci le cene meteo che diventavano un rodeo di racconti meteo storici, gogliardate e confidenze tra amici.....non posso dimenticare le tue appassionate narrazioni dell'inverno del 1985, ce le hai raccontate centinaia di volte, ma sempre ci prendeva un sussulto al cuore, traspariva tutto il tuo romanticismo nel descrivere un'emozione unica irripetibile che faceva sognare e ridere al tempo stesso: quel giorno di gennaio di 32 anni fa quando inforcasti gli scii di fondo e grazie alla coltre di neve da Adria fino Rovigo, convincendo un barista a metà strada ad offrirti da bere perchè gli dicesti che scendevi da Belluno....... ''Fin da la?'' ''Eh si con sto tempo ghe ne go profitá''.
Impossibile riportare tutti i gli istanti di vita vissuta assieme, fortunatamente sono talmente tanti.....il mio pensiero in questo momento assieme al tuo vanno alle persone che ti hanno voluto bene alle quali mancherai: Michela e Carlotta su tutte, due donne splendide che non potevano avere marito e padre migliore e viceversa. Ecco per noi lampionari da ora loro due diventeranno come te la nostra famiglia: cugine, zie, figlie, amiche....sicuramente la cosa che piu ti preoccupava durante la tua malattia era la paura di lasciarle, ma la nostra promessa e che se lo vorranno, noi tutti continueremo a condividere con loro tutte le occasioni che il tempo ci darà. In queste righe ho detto poco, praticamente nulla, un granello di sabbia per raccontare quello che sei stato e che continuerai ad essere: un musicista, un poeta della lingua veneta, un basso polesano alto 1,83 mt come ti definivi.....vorrei aver salvato l'audio di tante telefonate insieme, ma non serve, non si scorderanno mai...

Un grande saluto, una lacrima, un sorriso ed un bacio
Mio/Nostro grandissimo AMICO