Didattica

Il vecchio uragano Helene declassato a depressione tropicale è in avvicinamento al Regno Unito e presto verrà riassorbito dal flusso zonale occidentale (westerlies) scomparendo completamente. Da queste mappe possiamo evidenziare come una depressione tropicale si distingua da quelle extra-tropicali che in genere interessano le nostra latitudini.

SatModrid

La depressione tropicale non è governata dallo scontro di un fronte freddo con l’avvezione calda ma dai moti convettivi che avvengono all’interno di una enorme bolla d’aria calda presente sia nei bassi strati sia in quota. Questa bolla è evidente nell’altezza del PVU che rappresenta più o meno la tropopausa, nella temperatura potenziale equivalente a 850hPa e nella temperatura a 500 hPa.

Trop Geopot e P0

Trop T500hPa

Trop Theta850hPa

Trop PVU

 

 

Di seguito è invece mostrato un esempio di depressione extra-tropicale che fa riferimento al 12 ottobre 2017. In questo caso il centro di bassa pressione è guidato dal fronte polare d’aria fredda che interagisce con un’avvezione calda. Tuttavia, l'avvezione calda non coincide con il centro depressionario ma lo anticipa, cioè il baricentro della massa d'aria calda (fronte caldo) è situato centinaia/migliaia di chilometri più a est del centro depressionario. In corrispondenza del centro depressionario è inoltre evidente una forte discontinuità dell’altezza troposferica (PVU) a demarcare appunto le diverse masse d’aria che interagiscono generando la depressione.

Geopot e P0T500hPa

Theta850hPa

PVU

 

Ormai siamo a 4-5 giorni dall’evento e quindi in un range temporale in cui si possono formulare delle previsioni attendibili… stiamo parlando dell’ondata fredda prevista per domenica 25 febbraio che assumerà probabilmente un carattere eccezionale e forse storico per buona parte dell’Europa. Dalla lontana Siberia verranno mosse verso ovest ingenti masse d’aria fredda continentale che si sposteranno oltre gli urali fino al cuore dell’Europa, compiendo un movimento antizonale (da est verso ovest). È come se per un periodo il motore dell’atmosfera ingranasse la retro generando alle latitudini medie dell’emisfero boreale un’ampia ed estesa circolazione da est verso ovest.

Una importante attività della nostra Associazione è il monitoraggio delle depressioni fredde di pianura e delle doline. Si tratta di depressioni artificiali e naturali che riproducono dei microclimi specifici in cui in particolari condizioni meteorologiche si possono verificare delle condizioni di marcata inversione termica.

Tre le due tipologie, le doline sono certamente gli ambienti più affascinati ed estremi in cui avvengono sbalzi termici di alcune decine di gradi in pochi minuti, escursioni giornaliere di 30/40 °C, gradienti termici  verticali che raggiungono anche i 2 °C per metro, temperature inferiori di 30 °C rispetto al terreno circostante. In questi siti tali eventi si verificano con una certa frequenza.

I fattori che esaltano questo microclima dipendono dalla morfologia del sito e delle aree circostanti, dallo “Sky-view factor” (porzione di cielo visibile), dalle caratteristiche del suolo e del sottosuolo dall’altitudine e longitudine (che regola la durata dell’irraggiamento solare).

La morfologia della Lessinia è caratterizzata da numerose doline di piccola e media dimensione di origine generalmente carsica (dissoluzione del carbonato di calcio). Si trovano in genere due tipi di doline, quelle ad imbuto create dal dilavamento superficiale e quelle da crollo di cavità carsiche sotterranee. Alla prima tipologia appartengono la “Busa Malga Malera di Sotto”, la “Busa del Grolla”, la “Pozza Morta”, il ”Buco del Ciglione” e altre numerose doline. Il “Covolo di Camposilvano”, il “Buso del Valon” e “l’Anfiteatro di Scardon” sono invece doline generate da crollo.

La ricerca e lo studio delle Doline nei Lessini sono stati effettuati da Corrado Vaona e Flavio Menini dell’associazione Estremi di Meteo4 nell’ambito di un progetto più ampio in collaborazione con l’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia, con Arpav, Osmer Friuli, Umfvg e Meteotriveneto.

Dopo il monitoraggio da parte di quasi tutte le doline della Lessinia, l’attenzione si è soffermata sulla dolina della “Busa Malga Malera di Sotto” che è risultata quella più performante in termini di temperature minime. Dal 2008 Flavio Menini e Corrado Vaona effettuano un monitoraggio costante durante la stagione invernale.

Per la misurazione delle temperature sono stati usati Datalogger (strumenti capaci di memorizzare le temperature a scansione (campionamenti) di 15 minuti una dall’altra, e ad alta risoluzione(0,0625 °C) modello “I Button”, inseriti in schermi modello “Davis”. I dati venivano scaricati ed analizzati a fine stagione. Il record di questa dolina è di -34.9°C registrato il 4 gennaio 2009 alle ore 02.45. Si tenga comunque presente che anche durante le ondate di caldo estive più intense, di notte all’interno della dolina le temperature possono scendere sotto lo zero.

Malera

 

inverno rid

Visto l’interesse crescente ed i risultati raccolti l’Associazione ha richiesto all’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia di installare un impianto più complesso in grado di migliorare il monitoraggio e di avere il dato della temperatura in tempo reale on-line. Grazie all’interesse ed impego del dott. Diego Lonardoni dell’Ente Parco in data 9 novembre 2017 siamo stati autorizzati all’installazione.

Per fare questo è stato necessario affiancare al sensore un piccolo trasmettitore radio alimentato, un pannello fotovoltaico e un gruppo batterie in box a terra. La messa on-line dei sensori permetterà non solo di disporre del dato in diretta ma di controllare la funzionalità del rilevamento termico.

Quindi mentre la precedente installazione prevedeva semplicemente un palo in acciaio, uno schermo solare e un termometro accoppiato con data-logger, la nuova installazione è implementata con un secondo sensore termico schermato (adatto per la trasmissione all’apparecchio radio), un apparecchio radio di piccole dimensioni posto in una cassettina esterna attaccata al palo, un pannello fotovoltaico sulla testa del palo e un gruppo batterie di piccole dimensioni collocato a terra (sotto il manto nevoso per isolarlo termicamente). Per il rischio di effetto bandiera sul pannello fotovoltaico è stata predisposta una tirantatura leggera del palo.

Domenica 12 novembre è stata realizzata l’installazione.

Foto 02 rid

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L’impianto ha superato positivamente i primo test nella notte tra domenica e lunedì quando sulle creste della zona hanno soffiato venti fino a 145 km/h.

A breve il dato on-line sarà pubblicato sulla nostra rete e per ora lo potete consultare al link:

https://it.aprs.fi/?c=raw&call=IK3XTM-4

Per l’installazione ringraziamo l’Ente Parco Regionale della Lessinia nella persona del dott. Diego Lonardoni che si è interessato per il rilascio dell’Autorizzazione ed i soci Flavio Menini, Corrado Vaona, Gianluca Benedetti, Simone Buttura e Massimo Merzari che si sono adoperati per la realizzazione dell’impianto.

L’anno climatico solare 2017 non presenta avvenimenti particolari da ricordare. Ha visto un andamento abbastanza lineare e l’unica nota da segnalare è la scarsa propensione pluviometrica. Fino a settembre infatti registra una bassa piovosità entrando di diritto tra gli anni più secchi del dopoguerra. Nel finale la tendenza si modifica leggermente, grazie ad un autunno sufficientemente umido. Da un punto di vista termico, anche questo anno risulta decisamente sopra media pur non rientrando nei primi 3 più caldi degli ultimi 30anni.

Articolo aggiornato all'1 dicembre 2017 in seguito ai dati di temperature minime ricevuti dalla Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo della centralina meteorologica di Borgo Roma, Verona sud.

  • Introduzione generale

L’isola di calore urbana è un fenomeno a scala locale che interessa i centri urbani e si identifica con un aumento della temperatura dell’aria rispetto alle zone rurali. Ciò è dovuto principalmente alla presenza di superfici asfaltate ed edificate che assorbono l’energia solare durante il giorno e la riemettono sotto forma di radiazione infrarossa durante la notte. Altri fattori meno importanti che influenzano l’andamento della temperatura in contesti urbani sono il traffico veicolare, la vicinanza ad aeree industriali e, in inverno, l’utilizzo del riscaldamento.

Sottocategorie

Raccolta di risposte che il meteorologo Emilio Bellavite ha dato alle innumerevoli domande che gli sono state rivolte nel corso degli anni. Chiunque avesse domande riguardanti il clima non solo di Verona, può iscriversi al nostro Fourm, dove troverete chi sarà in grado di rispondere.

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