Il graupeln è una meteora solida sotto forma di palline di ghiaccio pastose. Cerchiamo di capirne meglio la genesi.

Primo elemento da sottolineare: la descrizione del graupeln viene fatta in seno ai fenomeni grandinigeni, e quindi a fenomenologia collegata a spinte convettive non trascurabili.
Si sa che l'avere moti convettivi di una certa entità é condizione necessaria, ma non sufficiente, per la genesi di cellule temporalesche.

Si collega il graupeln a sistemi perturbati ben caratterizzati da moti convettivi (l'irruzione di aria polare in un'area interessata da masse d'aria piu' tiepida, nella stagione primaverile, ben si sa cosa provoca!) ma non propriamente temporaleschi.

Il graupeln si forma quindi per congelamento di gocce d'acqua sopraffuse (ovvero in forma liquida anche se la T della nube é moolto al di sotto degli 0°C) in forma disordinata attorno a particelle di ghiaccio, senza la regolarità dei cristalli di neve che vanno in seguito a strutturare il fiocco.
Ovvero il chicco di graupeln accresce in forma disordinata (ma compatta) attorno ad un nucleo generatore, causa la turbolenza dei moti convettivi, mentre il cristallo di neve, in un volume d'atmosfera maggiormente "quieto" ed inerte, ha la possibilità di svilupparsi in geometrie ben piu' regolari ed affascinanti.
Sempre che mi si conceda di utilizzare il termine "regolare" per descrivere il singolo cristallo di neve.
In sintesi: il cristallo di neve presenta la classica forma a stella, con uno spessore pari a circa 1/10 del diametro della stella stessa (dalla coesione di piu' cristalli si ha il fioco di neve), mentre il chicco di graupeln (anch'esso comunque caratterizzato da processo di cristallizzazione) si presenta in forma di minuscola e biancastra pallina, con un diametro che mediamente si aggira dai 3 ai 5 mm.

 

   

 

  

 
Immagini al microscopio elettronico che testimoniano la diversità strutturale tra un cristallo di neve ed un chicco di graupeln 

In Italia si parla solitamente di neve tonda: la neve tonda in Germania é chiamata graupeln.
Il graupeln, dalle nostre parti, ha buone possibilità di cadere nella stagione primaverile (stagione di transizione ove il sole "picchia" di piu' e per un maggior numero di ore, generando maggiori possibilità di contrasti termici verticali allorquando risultino presenti infiltrazioni d'aria assai fredde); comunque sia é un fenomeno ancora abbastanza raro.
Diversamente in montagna il graupeln cade piu' di frequente, in guisa di contributo non trascurabile nei bacini d'accumulo di aree glaciali.
E' del tutto da escludere la caduta di graupeln quando una massa d'aria tiepida scorre sopra una massa fredda ben consolidata sugli strati bassi dell'atmosfera (tipo cuscinetto padano), e quindi durante le nevicate "da raddolcimento" tipiche della stagione invernale.
Nell'ambito di tali nevicate puo' cadere della neve in forma granulare ad inizio fenomeni e nelle fasi di "stanca" della nevicata, laddove le deboli precipitazioni in atto cadono comunque in forma di ghiaccio a causa delle T prossime o inferiori agli 0°C. E' neve granulare che non deve essere confusa con il graupeln.
Il graupeln puo' cadere anche con T di 5-6°C al di sopra dello 0, nn dimentichiamocelo!!
 


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