Articolo aggiornato all'1 dicembre 2017 in seguito ai dati di temperature minime ricevuti dalla Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo della centralina meteorologica di Borgo Roma, Verona sud.

  • Introduzione generale

L’isola di calore urbana è un fenomeno a scala locale che interessa i centri urbani e si identifica con un aumento della temperatura dell’aria rispetto alle zone rurali. Ciò è dovuto principalmente alla presenza di superfici asfaltate ed edificate che assorbono l’energia solare durante il giorno e la riemettono sotto forma di radiazione infrarossa durante la notte. Altri fattori meno importanti che influenzano l’andamento della temperatura in contesti urbani sono il traffico veicolare, la vicinanza ad aeree industriali e, in inverno, l’utilizzo del riscaldamento.

Al contrario i fattori che limitano l’aumento termico rispetto alle zone circostanti sono la presenza di spazi verdi e di acqua, l’utilizzo di materiali che aumentino il risparmio energetico (cappotti ed infissi di ultima generazione), e che assorbano il meno possibile la radiazione (tinture bianche e tetti ricoperti da vegetazione).

Quali conseguenze, in linea generale, nei vari parametri meteorologici?

La temperatura varia in media tra il centro e le aree rurali da -0,5 a +2°C nei valori massimi giornalieri. Attraverso degli studi si è verificato come localmente la presenza degli edifici e dell’ombra proiettata nel cosiddetto “canyon urbano” possa addirittura far registrare delle temperature massime inferiori alle zone rurali. Inoltre l’isola di calore è un effetto più sviluppato nei “canyon urbani” più stretti e laddove gli edifici sono più ravvicinati. I principali effetti dell’isola di calore si registrano durante la notte e possono diventare causa di disagio fisico durante le notti estive. In media le temperature minime possono variare dai +2 ai +6°C, in base alla condizione meteorologica presente.

Per quanto riguarda le precipitazioni si stima che i fenomeni temporaleschi siano del 10/15 % più intensi rispetto agli ambienti rurali a causa della maggior quantità di calore a disposizione nei fenomeni convettivi. Inoltre l’aumento dei nuclei di condensazione, ovvero quelle particelle minute dette polveri sottili derivanti dall’inquinamento, favoriscono la condensazione del vapore che darà alla formazione una goccia di pioggia. Maggior condensazione significa maggior nuvolosità e di conseguenza maggiori precipitazioni. L’incremento dei due parametri in media durante un anno è rispettivamente del 5/10 %, e del 10/15%.

Il vento risulta in condizioni di brezza del 20/30 % meno intenso. Gli edifici più esterni dei centri urbani formano una vera e propria barriera per il vento che fatica ad entrare e quindi a raffrescare le restanti zone della città.

  • L’isola di calore a Verona nell’estate 2017

Il problema più grosso dettato dall’isola di calore, come scritto poco fa, si identifica nelle notti estive quando può portare a un notevole disagio fisico. In un’estate particolarmente calda come quella che si è appena conclusa (meno del 2003 ma confrontabile con estati come il 2015, il 2011 e il 2009) l’isola di calore si è fatta ben sentire nella città di Verona, soprattutto nel pieno centro urbano dove da maggio è stata installata una stazione meteorologica per monitorare le condizioni meteo durante gli spettacoli in Arena (installata dallo studio tecnico Salvetti). Grazie ai dati di questa stazione siamo riusciti ad individuare e a stimare l’aumento termico dovuto alla presenza degli edifici. Il nostro studio si è concentrato sull’andamento delle temperature minime a partire dal 18 giugno 2017 fino al 31 agosto 2017.

In media nel centro di Verona la temperatura minima è stata di 22°C, nettamente più alta rispetto ad altri quartieri: in Borgo Roma (dati della Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo) la temperatura media minima è stata di 21,3°C, ai Navigatori di 20,8°C, in Borgo Venezia di 19,7°C e a Corte Molon, in una zona completamente al di fuori del contesto urbano, è stata di 16,7°C.

Durante l’ondata di caldo africano più intensa della stagione, a cavallo del 5 di agosto, si è registrata una temperatura minima di 27,7 °C nel pieno centro di Verona, e di 27,6°C nel quartiere di Borgo Roma: temperature che si dovrebbe avere normalmente in una tarda mattinata d’estate. Nelle altre zone la temperatura minima scendeva fino ai 25,9°C in Borgo Venezia, ai 25°C ai Navigatori e ai 21,5°C a Corte Molon. Ancora più significativa la differenza termica avvenuta l’1 di luglio quando in centro si registrarono 17,1°C di minima mentre a Corte Molon 11,2°C (temperatura più bassa dell’intera estate 2017).

 

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In un secondo momento per valutare meglio l’andamento della temperatura e della differenza termica sono state considerate solo la stazione più calda, ovvero quella posta in centro, e quella più fresca di Corte Molon. Andando a calcolare la media mobile su 5 giorni per togliere il cosiddetto rumore di fondo e tracciando la linea di tendenza si è notato come a parità di condizioni meteorologiche la città risulti più calda nella seconda parte dell’estate. Infatti la linea di tendenza per il centro di Verona tende a rimanere costante durante tutta l’estate, mentre quella di Corte Molon tende ad abbassarsi. Ciò è dovuto all’inerzia dell’isola di calore che si fa maggiormente sentire nella seconda parte dell’estate quando i muri e i materiali edilizi sono impregnati di calore.

Di seguito riportiamo la media mobile con la linea di tendenza

Media mobile arpav arena

 

Mentre qui sotto viene riportata la differenza di temperatura (in azzurro) tra le due stazioni, assieme ai dati delle temperature minime. La linea di tendenza della differenza tra città e Corte Molon è in continua crescita. La differenza più ampia è stata di 8,5°C il 14 di agosto.

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