Climatologia

Sezione dedicata al clima e ai cambiamenti climatici in atto.

A pochi giorni dal 13simo anniversario, merita ricordare quanto accadde dal 3 al 6 ottobre 1992 sulla provincia di Vicenza.

Il giorno 3 una perturbazione atlantica appoggiata da una depressione nordatlantica con perno sulle isole britanniche entra sul bacino mediterraneo centro-occidentale con il suo cavo d'onda meridionale.
E' accompagnata da aria moderatamente fredda in quota che punta la valle del Rodano, provocando una prima, debole, ciclogenesi sul golfo ligure.

Le prime precipitazioni tendono ad interessare un po' tutto il nord, con primi accumuli anche in pianura sul Veneto.






Il giorno 4 un’ampia saccatura a 500 hPa abbraccia gran parte dell’Europa centro-meridionale: l'aria fredda in entrata dalla valle del Rodano in contrasto con un mare ancora caldo alimenta e approfondisce tutta la struttura depressionaria, che assume valori di assoluto rilievo (992Hpa il minimo sul Ligure).
Enormi quantità di calore e umidità vengono rilasciate dalle acque calde del mediterraneo per essere condensate nello sviluppo ascensionale in enormi cumulonembi e nembostrati
Intanto, i venti sudorientali al suolo e da sud in quota, spingono i nuclei precipitativi a ridosso delle prealpi vicentine, aperte a sudest e pertanto fortemente esposte a questo tipo di ventilazione orientale.
Il sollevamento orografico della massa d'aria caldo-umida, unito a motivi dinamici (intense PVA, Positive Vorticity Advention) e termodinamici (condensazione del vapore acqueo e rilascio di calore latente quale ulteriore spinta alla crescita verticale delle nubi) instabilizza ancor di più la corrente ciclonica meridionale.
E' il giorno peggiore per il Vicentino: precipitazioni monsoniche si abbattono sui bacini idrografici dei fiumi Agno-Guà, Chiampo, Tesina-Astico e Brenta-
In 24 ore si misurano 168mm a Tonezza del Cimone, 204 ad Asiago, 306 a Posina, 290 a Staro, 325 a Recoaro, 300 a Valdagno, 104 a Bassano del Grappa.




Il giorno 5 la struttura depressionaria al suolo e in quota si sposta a sud verso la sardegna, liberando parzialmente le pianure del nordest ma seguitando a far piovere, seppur in maniera meno consistente rispetto al giorno prima, sui monti del vicentino, principalmente per lo sbarramento orografico offerto al flusso che rimane intenso da sudest al suolo.



Il giorno 6 la depressione, impossibilitata a muoversi verso levante stante la cellula di alta pressione che abbraccia tutta l'Europa, dal Portogallo alla penisola Balcanica, tende a spostarsi nuovamente verso nord, riprendendo ad interessare con il suo carico di pioggia tutto il nordest.
La situazione si fa critica, quasi drammatica per molte aree della provincia.
Rompono gli argini i fiumi Agno-Guà e Chiampo, mentre colmi di piena che si avvicinano al 1966 interessano l'Astico/Tesina e il Brenta.




A fine evento si misurano complessivamente:

347mm a Tonezza
331mm ad Asiago
541mm a Posina
338mm a Treschè Conca
411mm a Velo d'Astico
459mm a Staro
310mm a Schio
517mm a Recoaro
394mm a Valdagno
322mm a Arsiè
382mm a Cismon del Grappa
360mm a Campomezzavia
183mm a Bassano del Grappa

Montebelluna 146mm
Cornuda 195mm
Nervesa 157mm
Istrana 158mm
Villorba 170mm
Treviso 138mm
Castelfranco 158mm
Fener 244mm
Valdobbiadene 216mm
Sernaglia di Soligo 272mm

Affi 217mm
Verona 91mm
Ferrazza 404mm
Chiampo 268mm
Soave 184mm
Campo d'Albero 381mm
Dolcè 150mm
Roverè Veronese 184mm
San Pietro in Cariano 100mm

Filippo Mengotti

Quanto segue è frutto del lavoro di Sergio Nichele e di Angelo Amicarelli

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