Climatologia

Sezione dedicata al clima e ai cambiamenti climatici in atto.

Una breve considerazione sulla concentrazione di inquinanti e la sua dispersione in atmosfera, nata da una mia curiosità personale circa una possibile migliore performance dell'inverno 2006/2007 rispetto a quello, drammatico per la qualità dell'aria, 2005/2006.
In linea di principio, grazie al clima estremamente mite di quest'anno, i riscaldamenti domestici dovrebbero essere andati a regime ridotto, senza contare che più di qualche giornata con temperature primaverili anche in pieno inverno (tipo la giornata di ieri), dovrebbe aver favorito un maggiore rimescolamento delle masse d'aria , e quindi una riduzione delle polveri nelle aree pianeggianti del Veneto.
Ebbene, nonostante queste premesse, i dati permangono assai scoraggianti, e vengono riassunti nella tabella sottostante, riportata dal sito dell'Arpav
ARIA (http://www.arpa.veneto.it/bollettini...o_sup_pm10.asp)

 

La fase climatica che stiamo vivendo è scialba, piatta e scarsamente dinamica. Questo grazie al dominio di un'alta pressione con radici subtropicali che ostacola l'ingresso di correnti perturbate nel bacino del mediterraneo.

IL FREDDO

Fra tutti gli elementi il più minaccioso.
Nel suo viaggio dalle zone più settentrionali del pianeta, porta con sé condizioni meteorologiche molto pericolose.
Tutto comincia quassù, nell’artico

 

INVERNO 1941/42

Inverno davvero gelido, ma non nevoso, tanto che la media totale risulta davvero straordinaria, con un valore complessivo dei tre mesi negativo (-0,1°C). Tale valore supera i due precedenti inverni che si possono già reputare gelidi…….
Se vogliamo dargli un paragone recente, e simile a quello del 2001/2002 come precipitazioni.

L’Europa negli anni 60 divenne ancora soggetta a vistose fasi di NAO negativa, che culminarono nel famoso e poco citato Inverno 1962/63.
In Inghilterra fece registrare una media che non si registrava dal 1740……
Alcune testimonianze parlano di piste da pattinaggio sul fiume Cam, presso Cambridge, per chilometri, dopo averci remato pochi giorni prima in acque così fredde che gli spruzzi gelavano sui remi.
Il Baltico fu coperto completamente dal ghiaccio anche nell’inverno 1965/66 (altro inverno poco citato). Nell’inverno 1971/72 l’Europa orientale e
la Turchia ebbero l’inverno più freddo da 200 anni. Il fiume Tigri gelò per l’unica volta nel secolo.





Concludo questa serie di inverni storici degli anni 40.....


INVERNO 1946/47


Insieme all’inverno 1941/42 rappresenta il secondo inverno più freddo mai registrato dal 1900 ad oggi dopo il 1928/1929, con una media di –0,1°C.
Dicembre si presenta senza particolari ondate di gelo, ma tanta nebbia e forti inversioni termiche, alla fine risulterà sul NE con anomalie di -1,2/-1,4°C dalla media normale.

 PORTO TOLLE - ADRIA - VILLADOSE

RAFFRONTO DURANTE LA NEVICATA DEL 3 MARZO 2005

Da questa immagine si vede nettamente il triangolino a est scuro , praticamente da Adria a est fu pioggia ovunque , mentre a ovest l'ombra del piemonte e' evidentissima !

  

 

Ecco un raffronto molto significativo su cosa successe nel basso Polesine durante la nevicata del 3 marzo 2005
Le stazioni a confronto sono 3 e i dati hanno fonte Arpav .

VILLADOSE : a circa 50 km dal mare e’ notoriamente la piu’ nevosa delle 3 , quella dove meno si sente l’influenza relativa alla componente sciroccale e in cui meglio resistono le temperature basse durante le precipitazioni .

ADRIA : a circa 30 km dal mare si trova quasi sempre sulla linea di confluenza tra il clima piu’ continentale del medio polesine e il clima piu’ mite e marittimo del basso polesine .

PORTO TOLLE : stazione a due passi dal mare , dove l’influenza di quest’ultimo e’ determinante per il clima della zona .