Climatologia

Sezione dedicata al clima e ai cambiamenti climatici in atto.

Eccoci giunti al quarto capitolo del virtuale viaggio climatico a Padova nel quindicennio ‘27/’41. Fra queste righe parleremo di nebbia, e dei temporali e la grandine.

Continua il viaggio nella storia climatica di Padova, il periodo relativo allo studio intrapreso è sempre il quindicennio ‘27/’41. In questo terzo capitolo tratteremo lo studio del vento, che è diviso in due parti: velocità e direzione.

Continua il viaggio tra lo studio del clima di Padova e provincia nel quindicennio 1927/1941. In questo secondo capitolo andremo a vedere le medie annue di umidità relativa e nebulosità

Un buongiorno a tutti i lettori di Meteo4. Con questo articolo voglio iniziare ad illustrare uno studio climatologico di Padova e provincia svolto nel quindicennio 1927/41 a cura dell’ Ufficio Idrografico del magistrato alle acque. Oltre alla stazione di Padova, nello studio effettuato sono state prese in esame pure le stazioni (solo pluviometriche in questo fascicolo) di: Cittadella, Massanzago, Piove di Sacco, Lozzo Atestino, Bagnoli di Sopra e Stanghella.

 

Un'anno fa questa analisi ha volto lo sguardo verso un autunno dominato costantemente dall'HP africano, era solo l'inizio di una tremenda sequenza di stagioni caldissime come inverno e primavera e calde come l'appena trascorsa estate; quest'anno l'analisi volge lo sguardo verso un autunno dinamico, che nel complesso ha finito il suo corso termico in media, mentre la pluviometria è stata costante e flagellata da siccità e pure alluvioni; per l'ennesima volta il grande assente è la zonalità atlantica.

2 MARZO 2008: IL FAVONIO  ENTRA NELLA STORIA DEL NORD-EST



Il favonio è un vento caldo e secco che si presenta quando una corrente è costretta a superare una catena montuosa. Quando la corrente sale verso l'alto, l'aria si espande e si raffredda causando la condensazione del vapore acqueo e talvolta notevoli precipitazioni. L'aria poi supera la cresta, scende verso il basso sul versante opposto sottovento e si scalda per effetto della compressione adiabatica (secondo il gradiente adiabatico secco, cioè di circa 10°C), diventando calda e secca e causando giornate soleggiate.

E’ quello che è avvenuto nella giornata di domenica 2 marzo 2008. Normalmente la regione del Nord-Est non è così portata orograficamente a subire effetti favonici molto consistenti come invece capita più spesso sul Nord-Ovest.  Quello che è successo in questa giornata si può definire storico per lo spessore dell’avvenimento.

Dalle prime ore del mattino di domenica un forte vento caldo e via, via sempre più secco ha iniziato a soffiare da Ovest. Fortissime folate di vento a ripetizione per tutta la giornata hanno elevato le temperature fino a livelli quasi Estivi! Sono caduti diversi record positivi che resistevano da anni se non da decenni. Sono stati battuti record non solo della prima decade del mese ma di addirittura di tutto marzo. E questo al 2 del mese. Se fosse successo 2-3 giorni prima sarebbe stato un qualcosa di epocale per le statistiche. Nell’ordine:

Rovigo con 26,1°C ha superato di un soffio  il record di 26,0°C che apparteneva al 26 marzo 1977;

Bologna-Borgo Panigale (AM) con 26,9°C ha ritoccato il recente record del 21 marzo 2002 di 26,7°C.

Verona-Villfranca (AM) con 27,2°C ha frantumato il record appartenente al 29 febbraio 1989 di 26,2°C.

Ferrara che con 27,6°C (AM) ha umiliato, ma è ancora dire poco, il record di 25,3°C del 22 marzo 2002.

IL CAPODANNO PIU FREDDO DEL SECOLO- 1979 (articolo del 2 gennaio)

Mosca- Avvolta in un manto bianco, con il termometro che ha toccato a Kirov (città a 300km a SW di Mosca) i 55 gradi sottozero, così l’Europa settentrionale e parte di quella centrale si sono congedate dal 1978 ed hanno brindato (si fa per dire) al nuovo anno 1979.
Era dal 1904 che il vecchio continente non registrava un fine anno così glaciale.
Anche nella repubblica autonoma di Komi (ad est di Mosca) dove sabato scorso si erano registrati 51 gradi sotto lo zero, la temperatura è diminuita ulteriormente fino a –55°C.
Per i moscoviti è stato l’anno più freddo del secolo. La temperatura infatti si è attestata sui –35°C, battendo il precedente primato di 33,6 gradi sotto lo zero di oltre settant’anni fa.