La fase climatica che stiamo vivendo è scialba, piatta e scarsamente dinamica. Questo grazie al dominio di un'alta pressione con radici subtropicali che ostacola l'ingresso di correnti perturbate nel bacino del mediterraneo.

La depressione islandese è in ottima forma, ma solo di rado riesce a influenzare la nostra penisola poichè sembra seguire le stesse "strade" battute nel recente passato, cioè predilige per i suoi affondi la regione iberica, bersagliata da pesante e ricorrente maltempo dovuto all'isolamento di gocce fredde derivate appunto dall'azione della bassa islandese. Per questo sovente si parla di "falla barica" in corrispondenza di Spagna e Portogallo: sembra ci sia una "calamita" che attrae cut-off e di conseguenza il maltempo. Maltempo che, quindi, raramente riesce a trovare una via di sbocco verso il mediterraneo centrale, salvo nei pochi casi in cui si sono avuti richiami umido-sciroccali portatori di precipitazioni in aree ben definite e delimitate.

Ne consegue, per l'Italia, un'autunno estremamente mite ed avaro di precipitazioni. Si sono avuti un paio di episodi estemporanei di marcato maltempo principalmente sulle regioni nordoccidentali, che hanno in parte lenito in tali zone i deficit precipitativi, mentre sulle regioni nordorientali il deficit è percentualmente più accentuato. Ed è normalissimo che sia così in presenza di peggioramenti atmosferici provenienti da correnti sudoccidentali.

Alla ricerca di analogie

Da un'attenta analisi dell'archivio wetterzentrale, penso di aver trovato nell'autunno-inverno 1953-54 parecchie analogie con la situazione attuale.
Vediamo queste mappe altamente esplicative:

 

 

Anche allora atla pressione subtropicale altamente invasiva sull'europa centrale, e depressione d'islanda parecchio profonda.



La pricipale valvola di sfogo della depressione d'islanda anche allora è stata la penisola iberica, con modalità del tutto simili a quelle attuali, ossia con iisolamenti di cut-off portatori di maltempo su Spagna e Portogallo. Anche allora, mediterraneo a secco e al "caldo".




Dicembre si aprì con una sostanziale immobilità della configurazione atmosferica, con molti punti in comune con l'attuale, compreso il caldo fuori stagione sull'Italia e l'assenza di perturbazioni sul bacino mediterraneo.

Speranze?

L'evoluzione di allora sembrava voler seguire pedissequamente le stesse "regole del gioco" senza alcuna modifica: sempre HP subtropicale sull'europa centrale, e sempre cut-off perturbati in area iberica:






All'inizio della terza decade di dicembre qualcosa inizia a muoversi: un cutoff spagnolo trova la forza di spingersi più ad est, arrivando ad interessare la penisola italica in un contesto termico però ancora sopramedia:




Il fattore importante, quello che diede una scossa decisiva fu il fisiologico e progressivo indebolimento dell'anticiclone subtropicale; contemporaneamente l'isolamento di una goccia fredda sull'Italia inizio a richiamare correnti via via più fresche da est:





Risultato? Progressiva formazione di ciclogenesi mediterranee via via più fredde:








La situazione è cambiata radicalmente nel giro di 10 giorni, dal piattume altopressorio africano ad una dinamicità meridiana con risvolti termicamente freddi.

Gennaio portò frequenti occasioni per peggioramenti nevosi un pò ovunque:










Sempre più notevole:




Quasi-burian al nord, centro sutto la neve!




Poi, dopo un periodo leggermente più mite, anche se occasionalmente disturbato da episodi perturbati, altro episodio freddo e perturbato a fine mese:




Febbraio si apre con un'altra profonda ciclogenesi mediterranea sul sud che favorisce il richiamo di aria gelida dalla porta della bora:




Poi la stagione invernale andò lentamente attenuandosi, con però altri episodi di maltempo sul bacino mediterraneo.

Considerazioni

Premetto che non vi è assoluta certezza che l'evoluzione dell'inverno 2006-2007 avrà le stesse caratteristiche del sopracitato 1953-1954, però è molto interessante vedere come in passato madre natura ha "ovviato" a una situazione di partenza che è molto simile a quella attuale. Altro punto in comune, e questo lo sottolineo fortemente, è che anche allora la circolazione atmosferica ha seguito un'impronta orientata agli scambi meridiani, con correnti occidentali che solo raramente hanno fatto sentire la loro influenza.
Se, forzando un pò le conclusioni, colleghiamo tutta questa analisi alle varie previsioni stagionali (meteoromagna, meteoveneto del mitico meteos66) che prevedono un gennaio alquanto freddo e "movimentato", sarei abbastanza fiducioso sulla stagione invernale entrante!

Stefano Raimondi