Signore e signori: L’inverno. Dopo il mite inverno che lo ha preceduto ecco una stagione che ha avuto un dicembre e un gennaio veramente straordinari in termini di freddo.
Al suo attivo ha potuto contare su un evento di burian e due nevicate , oltre che una buona serie di gelate. Per la bassa si sono contate pure giornate di ghiaccio e minime a doppia cifra.

In questo articolo si parlerà del 13 dicembre 2001, quell’evento merita un articolo intero. Nei capitoli successivi si discuterà del freddo intenso, di dicembre e gennaio, e di ulteriori nevicate il 26 dicembre e il 15 gennaio. 

Il mese di dicembre si è aperto con giornate non proprio fredde ma che comunque non hanno mai superato i 10° di massima.
Dal giorno 5 è iniziata una serie di minime sotto lo 0°, mentre le massime si sono attestate tra 7° e 9°.

Il giorno 13 è stato il punto di svolta dell’inverno.

Una goccia fredda retrograda, accompagnata da venti di burian ha attraverso tutta l’europa orientale e si è diretta con precisione chirurgica verso il nord Italia. Dalle mappe di reanalisi si nota come le termiche ad 850 hPa fossero comprese tra -10 e -14°. Per quanto riguarda la sinottica invece si nota come le correnti abbiano assunto, nell’entrata sulla pianura padana, una componente leggermente sudorientale, una sorta di scirocco freddo se vogliamo metterla così che è stato più che ottimale.
Questo il cammino della goccia fredda

 

Questa è la sinottica del 13 dicembre (uso quella del 14 ore 00) a 500 hPa

 

Le temperature minime del mattino sono state abbastanza basse, mentre di giorno le massime non sono salite di molti gradi sopra lo 0°. Questi gli estremi termici di alcune località: Verona Villafranca -6/4°, Vicenza -5/3.8°, Venezia Tessera -3.1°/3.8°, Treviso Istrana -5/2.4°, Montagnana -4.9/3.9°. Alcune di quelle minime citate potrebbero essere state rilevate in serata.

Nel primo pomeriggio c’è stato l’ingresso franco del bolide gelido nella nostra regione e gli effetti sono stati immediati. Da est verso ovest, dalle 13 circa in poi la pianura è stata spazzata da venti fortissimi e da una serie di nevicate termoconvettive che hanno avuto differente magnitudo da zona a zona.

I dati che arrivano dagli accumuli nivometrici confermano quanto scritto sopra. C’è da dire che in nevicate di questo genere i dati sono spesso inattendibili, in quanto il vento forte ha dato vita ad una certa discontinuità del manto nevoso: si può dire comunque che gli accumuli sulla pianura si sono attestati tra 5 e 15 cm.

Si parlava di vento forte, questi sono i dati provenienti da alcune stazioni (i valori sono espressi in km/h, velocità media/velocità massima sostenuta) : Verona Villafranca 22.2/55.4, Treviso Istrana 22.6/40.7, Venezia Tessera 18.5/42.4, Vicenza 18.1/29.4.

La natura gelida dell’aria ,caratteristica principale del burian, unita alle precipitazioni intense che hanno riversato ulteriore aria fredda al suolo, ha fatto si che le temperature calassero di oltre 5° anche in poche ore nel pomeriggio. Già durante la nevicata e poi nella prima serata i termometri posti nella pianura erano già scesi sotto lo 0°.

Il giorno seguente si sono registrati questi estremi termici: Treviso Istrana -10/2.4°, Vicenza -9/2°,Verona Villafranca -6/0.3°, Montagnana -5.7/0.9° ,Venezia Tessera -5/2.3°.

Sono passati solo 7 anni da quell’evento, ma dopo 2 inverni miti quei 7 anni sembrano un’eternità.