Racconti Meteo

Racconti degli eventi meteo e delle stagioni più significative.

Cronistoria degli eventi meteorologici rilevanti avvenuti nel Veronese.

Sono sempre stato appassionato degli eventi atmosferici ed in generale del clima della mia città natale (Verona) e del suo territorio circostante.

Una città così avara di neve e apparentemente priva di grande interesse meteorologico per gli appassionati di questa scienza.

Il 2014 appena concluso è stato un anno caldo e piovoso, colpa del global warming? Parlo in primis di questo fattore per escluderlo subito dagli indiziati principali, l’anomalia globale delle temperature è stabile a +0.6°/+0.8° dal 1997 perciò se dipendesse solo ed esclusivamente dal GW avremo sempre anni molto caldi come questo. 

La circolazione atmosferica di gennaio e febbraio è stata di stampo atlantico, c’è stato un continuo proliferare di perturbazioni anche di forte intensità che hanno portato alle situazioni alluvionali del periodo 30 gennaio-10 febbraio. Le miti correnti hanno alternato ai giorni di pioggia giornate con nuvolosità e nebbia alta, nel periodo con la più bassa escursione termica la media giornaliera è stata mantenuta alta soprattutto dalle minime.

L'inverno 2013/14 è giunto alla conclusione anche se sono molti a chiedersi quando inizierà, visto che il freddo vero non si è mai visto, in pianura questa stagione verrà ricordata per le piogge e gli eventi alluvionali di fine gennaio/inizio febbraio. Anche in montagna le temperature sono state più alte del normale, però a differenza di altri inverni caldi come il 2006/07 quest'anno c'è stata una nevosità record.

Quali sono le cause di tutto questo? Dall'1 al 20 dicembre l'anomalia calda, soprattutto per alta pianura e rilievi , è da imputare ad una figura anticiclonica. Dal 20 dicembre fino alla fine il caldo è dovuto ad una continua spinta del flusso atlantico che in sostanza ha mantenuto un clima più autunnale che invernale.

 

Gli eventi alluvionali che hanno caratterizzato la fine di gennaio 2014 e l’inizio di febbraio 2014 andrebbero fatti partire da lontano, ad essere pignoli da settembre 2012 che fu il primo mese piovoso dopo una parentesi siccitosa. Da quel mese e fino ad oggi è caduta circa il 140/150 % di pioggia che dovrebbe cadere, tale percentuale è addirittura raddoppiata toccando il 300% su tutta la regione a gennaio 2014. Ritornando un pò indietro i dati ci dicono che l’intero 2013 è stato uno degli anni più piovosi almeno degli ultimi 15 anni.

Partendo da questa premessa si fa più chiaro il quadro generale del periodo piovoso 27 gennaio- 11 febbraio che, a discapito di quantitativi minori e più diluiti nel tempo rispetto al novembre 2010, è stato artefice di eventi alluvionali che hanno avuto la loro magnitudo più forte nella provincia di Padova.

Nei giorni 30 e 31 gennaio forti piogge interessano soprattutto le Prealpi, i fiumi Bacchiglione, Frassine, Fratta e Bisatto si ingrossano fino a superare i livelli di guardia e arrivare a mezzo metro dall’esondazione.

Nella foto qui sotto si può osservare il Bacchiglione a Selvazzano (Foto di Alberto Schiavo)

Di conseguenza il Canale Bisatto che nasce dal Bacchiglione si ingrossa, la sera del 31 la cittadina di Este trema per il passaggio della piena pericolosa

Il mattino seguente gli organi competenti in previsione di ulteriori forti piogge previste tra il 3 e il 4 febbraio decidono di utilizzare i bacini delle idrovore poste lungo il fiume Fratta come bacini di laminazione. Il giorno 1 febbraio sono andato nel bacino dell’idrovora Cavariega, nelle campagne tra Piacenza d’Adige e Vighizzolo

Il Fratta a livelli di piena nei pressi dell’idrovora

I campi di bacino iniziano ad essere allagati

Anche lo scolo di Lozzo, canale secondario che finisce nel Gorzone , raggiunge livelli preoccupanti il giorno 1, nell’immagine qui sotto lo si può vedere nei pressi di Vighizzolo

Gli sversamenti di acqua nelle campagne di bacino continuano anche il 2 febbraio, le campagne del bacino Vampadore a Megliadino San Vitale sono sotto acqua

Il fiume Frassine cala leggermente di livello rimanendo pur sempre su livelli di guardia, nella foto qui sotto nei pressi di Este

Lunedì 3 febbraio nuove piogge interessano la regione ed il Frassine sale fino a toccare la piena di venerdì 31, la foto sottostante è di mezzogiorno

e poi la sera nei pressi di Este

Le piogge continuano, il Bisatto torna alto e supera la piena di venerdì 31 mentre nelle campagne di bacino lungo il fiume Fratta continuano a versare acqua per evitare che ci possano essere eventi catastrofici. Nel primo pomeriggio del 4 febbraio il Fratta a Valli Mocenighe si presentava così

le campagne adiacenti così

Durante la giornata del 4 febbraio lo spegnimento di tutte le pompe idrovore lungo l’asta del fiume Fratta provoca l’esondazione di un canale secondario tra i comuni di Terrazzo e Merlara

In questa foto il punto di esondazione del canale e gli uomini della protezione che tentano di alzare l’argine con sacchi di sabbia

Il giorno 5 e nella prima parte del giorno 6 continuano le piogge, e il riversamento di acqua nelle campagne adiacenti il Fratta.

Nelle due immagini qui sotto potete osservare le campagne tra Terrazzo e Merlara fotografate da Chiara Zanon al tramonto del 6 febbraio

Il sottoscritto la sera si è recato nei pressi dell’idrovora Cavariega

Le piogge sono pesanti sono in sostanza concluse, ma le campagne subiscono un ulteriore carico di acqua fino al pomeriggio del  7 febbraio quando inizia nuovamente il sollevamento meccanico verso il fiume Fratta

La mattina dell’8 febbraio  nei pressi dell’idrovora Cavariega la situazione è questa

In via Dolza a Minotte è così

Al pomeriggio un nuovo sopralluogo vede un lieve abbassamento del livello dell’acqua ma il paesaggio non subisce variazione alcuna. I prossimi scatti sono davvero impressionanti

Una Renault 4 tenta l’impresa di passare per un tratto di strada dove l’acqua è alta (foto di Chiara Zanon)

Il crepuscolo del 9 febbraio le campagne adiacenti il bacino della Cavariega sfornano questo spettacolo impressionante

Buonasera amici lettori di Meteo4,

negli ultimi una fase di alta pressione ha portato alla formazione di nebbie in pianura, rendendo di fatto il tempo grigio , cupo e freddo. Sarà così a tutte le quote? La nebbia solitamente è alta tra i 150 e i 250 m, perciò sopra tale quota si può godere di un ottimo sole e di un inaspettato tepore. 

Abitando vicino ai Colli Euganei si può fare qualche tornante ed andare ad ammirare il mare di nebbia che in pianura ci avvolge, qui sotto metto alcune foto di reportage che ho accumulato in questi giorni

Cascata di nebbia vista da "La Pianora" verso il Cecilia

Vista dal Mottolone/la Pianora verso il Cecilia

La fase di maltempo che ha interessato le regioni settentrionali italiane ed il Triveneto in particolare, ha determinato l’ultimo grave episodio di esondazioni ed allagamenti che ha interessato molti comuni tra la bassa e media pianura padovana. Tralasciando se questo accanimento di perturbazioni atlantiche sia da ascrivere a cambiamenti climatici causati dall’uomo, il dato certo è che l’inverno 2013/14 rappresenta una stagione record sia sotto il profilo delle temperature che delle precipitazioni:  piovose in pianura e nevose in montagna. Il mese di gennaio è stato il più caldo a Padova da quando esistono le rilevazioni ovvero dal ‘700, questo significa che l’anomalia nelle nostre zone è stata tra i 4 e i 5 gradi superiore alle medie storiche. Per capirci un simile discostamento di valori termici lo avevamo registrato nel terribile agosto del 2003. Tuttavia l’altro dato che fa riflettere e che poi ha determinato questa situazione di costante pericolo sono state le precipitazioni eccezionali, in montagna fino a 5 volte quello che cade normalmente durante questo periodo. Tanto per citare un esempio sulle Dolomiti abbiamo avuto paesi isolati da muri di neve alti in alcuni punti fin oltre i 4 metri.

La passione per la meteorologia è innata, una persona ce l'ha dentro fin dall'infanzia, è spesso un evento in particolare ad accendere questa “fiamma” tipo una nevicata o un temporale. I primi tempi era difficile coltivarla, tutto quello che si sapeva lo si sentiva dalla televisione, quando nel programma “Che tempo fa” alla RAI (che andava in onda prima del TG serale) c'erano Bernacca e Baroni a dare piccole lezioni di meteorologia oltre che a fare le previsioni.

Con l'avvento di internet molto è cambiato, molte mappe di previsione sono diventate di dominio pubblico e sono nati i forum di discussione dove gli appassionati possono discutere, confrontarsi e imparare e soprattutto ci siamo accorti di essere in tanti sparsi per l'Italia a condividere questo singolare interesse.

Con l'avvento dei social network c'è stato un ulteriore passo in avanti sulla raccolta e condivisione di informazioni.