Racconti Meteo

Racconti degli eventi meteo e delle stagioni più significative.

Cronistoria degli eventi meteorologici rilevanti avvenuti nel Veronese.

Sono sempre stato appassionato degli eventi atmosferici ed in generale del clima della mia città natale (Verona) e del suo territorio circostante.

Una città così avara di neve e apparentemente priva di grande interesse meteorologico per gli appassionati di questa scienza.

Con questo testo ho voluto sfatare questo mito ovvero se è vero che la neve a Verona è sempre stata una meteora rara è anche vero che durante la sua storia il territorio Veronese ha vissuto eventi "estremi" o comunque degni di essere menzionati soprattutto nelle stagioni calde ma anche in alcune stagioni invernali.

Libro

Questi eventi sono stati tramandati in vario modo: lapidi, iscrizioni, testi a partire dal Medioevo se non addirittura dai tempi di Roma fino ad arrivare ai giorni nostri.

Nel libro sono raccolte in ordine rigorosamente cronologico (e descritte nel modo di chi le ha vissute) memorabili procelle che hanno colpito il territorio Veronese e vi è anche qualche cenno ad eventi notevoli avvenuti al di fuori di esso.

La ricerca che è stata lunga e laboriosa è dedicata all'associazione "Estremi di Meteo4"  e ai suoi soci onorari Emilio Bellavite e Angelico Brugnoli che ci hanno lasciato la loro eredità di passione e conoscenza della Meteo.

Paolo Donà

Direttivo "Estremi di Meteo4"

*In occasione del festival della meteorologia di Rovereto è possibile conoscere la nostra associazione e ricevere il libro stampato (fino ad esaurimento scorte) come regalo di benvenuto per i nuovi iscritti del 2016. (Iscrizione annuale a Meteo4 ammonta a 20 euro)

www.festivalmeteorologia.it

http://events.unitn.it/festivalmeteorologia/associazioni

E' possibile comunque per chi è interessato ottenere la versione e-book cercando con i più noti motori di ricerca sul web.

Anteprima del libro

 

Il 2014 appena concluso è stato un anno caldo e piovoso, colpa del global warming? Parlo in primis di questo fattore per escluderlo subito dagli indiziati principali, l’anomalia globale delle temperature è stabile a +0.6°/+0.8° dal 1997 perciò se dipendesse solo ed esclusivamente dal GW avremo sempre anni molto caldi come questo. 

La circolazione atmosferica di gennaio e febbraio è stata di stampo atlantico, c’è stato un continuo proliferare di perturbazioni anche di forte intensità che hanno portato alle situazioni alluvionali del periodo 30 gennaio-10 febbraio. Le miti correnti hanno alternato ai giorni di pioggia giornate con nuvolosità e nebbia alta, nel periodo con la più bassa escursione termica la media giornaliera è stata mantenuta alta soprattutto dalle minime.

Leggi tutto: Il 2014 nella bassa padovana

L'inverno 2013/14 è giunto alla conclusione anche se sono molti a chiedersi quando inizierà, visto che il freddo vero non si è mai visto, in pianura questa stagione verrà ricordata per le piogge e gli eventi alluvionali di fine gennaio/inizio febbraio. Anche in montagna le temperature sono state più alte del normale, però a differenza di altri inverni caldi come il 2006/07 quest'anno c'è stata una nevosità record.

Quali sono le cause di tutto questo? Dall'1 al 20 dicembre l'anomalia calda, soprattutto per alta pianura e rilievi , è da imputare ad una figura anticiclonica. Dal 20 dicembre fino alla fine il caldo è dovuto ad una continua spinta del flusso atlantico che in sostanza ha mantenuto un clima più autunnale che invernale.

 

Leggi tutto: Inverno 2013/14: il più caldo degli ultimi 300 anni

Gli eventi alluvionali che hanno caratterizzato la fine di gennaio 2014 e l’inizio di febbraio 2014 andrebbero fatti partire da lontano, ad essere pignoli da settembre 2012 che fu il primo mese piovoso dopo una parentesi siccitosa. Da quel mese e fino ad oggi è caduta circa il 140/150 % di pioggia che dovrebbe cadere, tale percentuale è addirittura raddoppiata toccando il 300% su tutta la regione a gennaio 2014. Ritornando un pò indietro i dati ci dicono che l’intero 2013 è stato uno degli anni più piovosi almeno degli ultimi 15 anni.

Partendo da questa premessa si fa più chiaro il quadro generale del periodo piovoso 27 gennaio- 11 febbraio che, a discapito di quantitativi minori e più diluiti nel tempo rispetto al novembre 2010, è stato artefice di eventi alluvionali che hanno avuto la loro magnitudo più forte nella provincia di Padova.

Nei giorni 30 e 31 gennaio forti piogge interessano soprattutto le Prealpi, i fiumi Bacchiglione, Frassine, Fratta e Bisatto si ingrossano fino a superare i livelli di guardia e arrivare a mezzo metro dall’esondazione.

Nella foto qui sotto si può osservare il Bacchiglione a Selvazzano (Foto di Alberto Schiavo)

Di conseguenza il Canale Bisatto che nasce dal Bacchiglione si ingrossa, la sera del 31 la cittadina di Este trema per il passaggio della piena pericolosa

Il mattino seguente gli organi competenti in previsione di ulteriori forti piogge previste tra il 3 e il 4 febbraio decidono di utilizzare i bacini delle idrovore poste lungo il fiume Fratta come bacini di laminazione. Il giorno 1 febbraio sono andato nel bacino dell’idrovora Cavariega, nelle campagne tra Piacenza d’Adige e Vighizzolo

Il Fratta a livelli di piena nei pressi dell’idrovora

I campi di bacino iniziano ad essere allagati

Anche lo scolo di Lozzo, canale secondario che finisce nel Gorzone , raggiunge livelli preoccupanti il giorno 1, nell’immagine qui sotto lo si può vedere nei pressi di Vighizzolo

Gli sversamenti di acqua nelle campagne di bacino continuano anche il 2 febbraio, le campagne del bacino Vampadore a Megliadino San Vitale sono sotto acqua

Il fiume Frassine cala leggermente di livello rimanendo pur sempre su livelli di guardia, nella foto qui sotto nei pressi di Este

Lunedì 3 febbraio nuove piogge interessano la regione ed il Frassine sale fino a toccare la piena di venerdì 31, la foto sottostante è di mezzogiorno

e poi la sera nei pressi di Este

Le piogge continuano, il Bisatto torna alto e supera la piena di venerdì 31 mentre nelle campagne di bacino lungo il fiume Fratta continuano a versare acqua per evitare che ci possano essere eventi catastrofici. Nel primo pomeriggio del 4 febbraio il Fratta a Valli Mocenighe si presentava così

le campagne adiacenti così

Durante la giornata del 4 febbraio lo spegnimento di tutte le pompe idrovore lungo l’asta del fiume Fratta provoca l’esondazione di un canale secondario tra i comuni di Terrazzo e Merlara

In questa foto il punto di esondazione del canale e gli uomini della protezione che tentano di alzare l’argine con sacchi di sabbia

Il giorno 5 e nella prima parte del giorno 6 continuano le piogge, e il riversamento di acqua nelle campagne adiacenti il Fratta.

Nelle due immagini qui sotto potete osservare le campagne tra Terrazzo e Merlara fotografate da Chiara Zanon al tramonto del 6 febbraio

Il sottoscritto la sera si è recato nei pressi dell’idrovora Cavariega

Le piogge sono pesanti sono in sostanza concluse, ma le campagne subiscono un ulteriore carico di acqua fino al pomeriggio del  7 febbraio quando inizia nuovamente il sollevamento meccanico verso il fiume Fratta

La mattina dell’8 febbraio  nei pressi dell’idrovora Cavariega la situazione è questa

In via Dolza a Minotte è così

Al pomeriggio un nuovo sopralluogo vede un lieve abbassamento del livello dell’acqua ma il paesaggio non subisce variazione alcuna. I prossimi scatti sono davvero impressionanti

Una Renault 4 tenta l’impresa di passare per un tratto di strada dove l’acqua è alta (foto di Chiara Zanon)

Il crepuscolo del 9 febbraio le campagne adiacenti il bacino della Cavariega sfornano questo spettacolo impressionante

La fase di maltempo che ha interessato le regioni settentrionali italiane ed il Triveneto in particolare, ha determinato l’ultimo grave episodio di esondazioni ed allagamenti che ha interessato molti comuni tra la bassa e media pianura padovana. Tralasciando se questo accanimento di perturbazioni atlantiche sia da ascrivere a cambiamenti climatici causati dall’uomo, il dato certo è che l’inverno 2013/14 rappresenta una stagione record sia sotto il profilo delle temperature che delle precipitazioni:  piovose in pianura e nevose in montagna. Il mese di gennaio è stato il più caldo a Padova da quando esistono le rilevazioni ovvero dal ‘700, questo significa che l’anomalia nelle nostre zone è stata tra i 4 e i 5 gradi superiore alle medie storiche. Per capirci un simile discostamento di valori termici lo avevamo registrato nel terribile agosto del 2003. Tuttavia l’altro dato che fa riflettere e che poi ha determinato questa situazione di costante pericolo sono state le precipitazioni eccezionali, in montagna fino a 5 volte quello che cade normalmente durante questo periodo. Tanto per citare un esempio sulle Dolomiti abbiamo avuto paesi isolati da muri di neve alti in alcuni punti fin oltre i 4 metri.

Leggi tutto: L'alluvione di febbraio 2014

Buonasera amici lettori di Meteo4,

negli ultimi una fase di alta pressione ha portato alla formazione di nebbie in pianura, rendendo di fatto il tempo grigio , cupo e freddo. Sarà così a tutte le quote? La nebbia solitamente è alta tra i 150 e i 250 m, perciò sopra tale quota si può godere di un ottimo sole e di un inaspettato tepore. 

Abitando vicino ai Colli Euganei si può fare qualche tornante ed andare ad ammirare il mare di nebbia che in pianura ci avvolge, qui sotto metto alcune foto di reportage che ho accumulato in questi giorni

Cascata di nebbia vista da "La Pianora" verso il Cecilia

Vista dal Mottolone/la Pianora verso il Cecilia

Leggi tutto: Il mare di nebbia visto da sopra

La passione per la meteorologia è innata, una persona ce l'ha dentro fin dall'infanzia, è spesso un evento in particolare ad accendere questa “fiamma” tipo una nevicata o un temporale. I primi tempi era difficile coltivarla, tutto quello che si sapeva lo si sentiva dalla televisione, quando nel programma “Che tempo fa” alla RAI (che andava in onda prima del TG serale) c'erano Bernacca e Baroni a dare piccole lezioni di meteorologia oltre che a fare le previsioni.

Con l'avvento di internet molto è cambiato, molte mappe di previsione sono diventate di dominio pubblico e sono nati i forum di discussione dove gli appassionati possono discutere, confrontarsi e imparare e soprattutto ci siamo accorti di essere in tanti sparsi per l'Italia a condividere questo singolare interesse.

Con l'avvento dei social network c'è stato un ulteriore passo in avanti sulla raccolta e condivisione di informazioni.

 

Leggi tutto: Vivere la passione per la meterologia

Il giorno 7 fa ingresso sulla regione una perturbazione a carattere freddo, con isoterme sui -5/-6° a 1350m di quota. In pianura inizia a nevicare con 4° e nel giro di poco tempo la temperatura scende a 0° con la neve che cade fino alle prime ore del giorno 8.
Reduci da uno dei novembre più caldi di sempre, tra il 2 e il 3 dicembre fa ingresso aria fredda con precipitazioni che assumono carattere nevoso oltre i 500m. Visto il periodo dopo l'arrivo dell'aria fredda inizia a farsi strada una certa inversione termica, le massime che ad inizio mese toccavano i 9° calano a 6°.
L'inverno 2012/13 è giunto al termine,  che inverno è stato? Se il 2011/12 è stato dominato dall'alta pressione questo invece è stato dominato da un certo dinamismo che seppur con termiche al limite ha portato diverse occasioni da neve.

Dopo questo ulteriore ingresso di aria fredda con la neve al suolo l'inversione termica si fa più forte, il giorno 9 Pelizzare Bagnolo di Po è tra le stazioni più fredde di pianura : il termometro scende a -9.3° al mattino mentre la massima non supera gli 0.4°. Quel giorno molte stazioni del basso Veneto hanno faticato a superare i 3° di massima.

Grazie all'inversione termica si apre appunto un periodo freddo con minime sotto i -4° e massime che toccano i 5°.

La sera del 13 arriva una perturbazione che ha la particolarità di scorrere sopra il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti, il moto della perturbazione stessa pesca aria fredda dalla pianura padana e per metà regione la neve cade quasi ininterrottamente per 12-13 ore a discapito di previsioni che parlavano di pioggia già da subito. Alcune zone del veronese toccano i 16-17 cm di accumulo.

L'inversione termica continua nel frattempo a fare il proprio dovere, tra il 18 e il 22 ci sono i primi accenni di galaverna mattutina ma la temperatura diurna tocca circa 1° in quasi tutta la pianura.

Dal 23 le cose cambiano, entrano in scena le correnti atlantiche in concomitanza con il Natale. Il giorno 26 una perturbazione è portatrice di piogge in pianura con una temperatura di 6°, fino al 28 non si registrano gelate mattutine . Ed è proprio il giorno 28 che in pianura si registra un giorno caldo, soprattutto nella parte sudoccidentale con temperature massime che superano i 10°.

Il mese finisce con giornate dalla lunga escursione termica, le minime toccano i -3° e le massime i 9° .

Il tempo stabile di fine anno con la luna piena regala questo paesaggio mozzafiato.

Ad essere gelida in questo periodo è la notte di Capodanno, c'è la formazione di una nebbia molto bassa con temperature di -1°/-2° al suolo  con la formazione della galaverna al mattino. Nel Veneto sudoccidentale le temperature faticano a superare i 3° mentre nel resto della regione i termometri salgono anche oltre gli 8°.

Il giorno 2 arriva una perturbazione atlantica che porta ad accumuli fino a 15 mm di pioggia in pianura.

A dare notizia il giorno 5 è una fase di potente inversione termica, se in alcune zone di pianura del basso Veneto si faticano a superare i 5/6° di massima oltre i 300 m sui Colli Euganei e nelle altre aree collinari in genere i termometri toccano i 16/17°.

L'inverno rimane in stand-by, al mattino si registrano deboli gelate mentre di giorno la temperatura riesce a superare anche i 10°.

Dal giorno 13 le cose cambiano nuovamente, fa ingresso una nuova perturbazione atlantica che nei giorni successivi viene seguita da aria più fredda che produrrà nuove nevicate. Il momento clou è tra il 15-17 gennaio, nella notte del 15 fa ingresso aria molto fredda che genera rovesci e temporali che fanno crollare la temperatura da 4° a 0° in pochi minuti (foto qui sotto), una nevicata fugace che sarà l'antipasto del 16.

La temperatura il giorno 16 si stabilizza a 5° ma con le precipitazioni inizia un calo termico che porterà a nevicate diffuse in pianura e soprattutto in area collinare con accumuli in quest'ultima anche superiori ai 20 cm. In alcune zone non si è verificato il connubio aria fredda/precipitazioni e perciò il massimo che si è avuto è stata coreografia o neve mista a pioggia.

L'immagine qui sopra mostra come nella notte del 17 alcune zone del basso Veneto si siano trovate nell'occhio del ciclone, perciò quello che doveva essere il momento clou per quelle zone lo è diventato per alcune zone di alta pianura.

Le due foto qui sopra ritraggono scorci innevati del Monte Venda.

Il 19 e il 20 arriva l'ennesima perturbazione della stagione, in pianura si registra la presenza di fiocchi di neve tra la pioggia mentre sopra i 200/300 m di quota nevica.

In un periodo tutto sommato mite altre piogge vengono registrate il giorno 23 mentre sul finire della settimana fa ingresso aria fredda  e una successiva fase di inversione termica che fa scendere i termometri fino a -4°.

Il giorno 27 fa comparsa la nebbia con temperature diffusamente sotto lo 0°, il movimento/dissolvimento della massa nebbiosa è abbastanza curioso, ad un certo punto con il suo nocciolo freddo staziona esclusivamente  sulla Bassa Padovana, Merlara è l'unica stazione di pianura a registrare la di ghiaccio con -0.1°, molte altre stazioni della zona registrano massime di qualche grado sopra lo 0°.

Il 28 gennaio una debole perturbazione porta con sè nuove nevicate, coreografiche in molte zone di pianura hanno maggiore effetto nel veronese.

Il mese finisce con cieli grigi, bassa escursione termica e nessuna gelata.

Il 2 febbraio arriva una perturbazione, che porta una acuta fase di maltempo con forti piogge e calo termico, la neve arriva a cadere anche  a quote collinari verso il finire dell'evento. Per la cronaca in alcune zone di pianura sono caduti oltre 30 mm di pioggia.

Nei giorni 3 e 4 le temperature massime superano i 10°, dal giorno 5 inizia un graduale afflusso di aria fredda in quota, nelle prime fasi la direttrice troppo perpendicolare alla catena alpina ci vede riparati ma successivamente inizia un periodo freddo con il ritorno delle gelate mattutine.

La sera del 9 febbraio fa il suo ingresso aria molto fredda in quota che genera rovesci di neve anche in zone costiere del basso veneziano, la neve ha fatto comparsa anche a Chioggia, spesso fortunata negli eventi nevosi dell'inverno.

Il giorno 11 fa ingresso una perturbazione con isoterme di -4° a 1350 m (termiche al limite per la neve) che sfrutta il cuscino freddo creatosi nei giorni precedenti portando nevicate diffuse in tutta la pianura. L'aumento della temperatura fa piovere nel basso polesine dal pomeriggio mentre nell'alto polesine/bassa padovana occidentale/basso veronese in serata la neve lascia il passo al nevischio bagnato. Comunque sia per molte zone di pianura questo è il miglior evento della stagione con accumuli che toccano i 20 cm, sul Monte Venda a 600m di quota ne cadono 50 cm.

Nella prima foto qui sotto la pianura la sera dell'11 febbraio, nella seconda foto la strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio, nella terza il paese di Teolo la sera del 12 febbraio

La strada che scende a Galzignano la mattina del 12 febbraio

Il 12 e il 13 il clima è freddo e le temperature rimangono basse anche pieno giorno, poi aria più mite con l'avanzare della stagione fa sentire i propri effetti, a deboli gelate mattutine fanno da contraltare massime oltre i 10°

Dal 20 febbraio lo scenario muta ancora, aria fredda si muove verso di noi. Le temperature calano e nelle prime ore della notte del 21 la neve fa la sua comparsa in pianura, è l'inizio di 2 giorni magnifici sotto il profilo della neve, cadrà spesso anche se in molte zone si ridurrà ad essere solo coreografica. Il massimo splendore della nevicata viene raggiunto da alcune zone della pedemontana veronese che fino a quel momento non avevano avuto molta fortuna con la neve e da Vicenza città.

Il 23  febbraio arriva nuova neve, ben presto sostituita dalla pioggia.

La stagione chiude mite con massime superiori a 10° e piogge portate da instabilità pomeridiana il 27.

In conclusione: l'inverno ha saputo dare molte emozioni per quel che riguarda la neve, la maggior parte delle stazioni di pianura ha registrato una nivometria di molto superiore alla norma, alla luce delle 7 nevicate che ci sono state. Nell'area collinare euganea le nevicate sono state 13.

Non so se sia il termine giusto, però cerchiamo di capirne qualcosa con l’immagine del satellite relativa all’ultima nevicata.

In primo luogo si può notare come basso veneziano, basso polesine, ferrarese, ravennate e parte della provincia di Bologna abbiamo subìto gli effetti dello scirocco che ha fatto girare la neve in pioggia già dal primo pomeriggio.

Poi si può notare i classici effetti del fohn lessinico su Verona e dintorni, in quelle zone a farla da padrone è stata spesso la pioggia con temperature che molto difficilmente sono scese sotto i 2°.

Ma soprattutto quello che mi interessa farvi notare maggiormente sono quelle due macchiette verdi appena sotto ai Colli Euganei ed ai Monti Berici che stanno a significare che queste colline per quanto siano poco alte (444 m i Berici, 601 m gli Euganei) con correnti da NE fanno da “ombra” alle zone appena SW dell’area collinare. Si tratta di fohn? Chiamarlo così potrebbe essere il termine sbagliato ma dice certo vi posso assicurare che a Bresega (che è a SW rispetto agli Euganei) la temperatura nel momento migliore della nevicata non è mai scesa sotto i 0.4° e verso sera c’è stato nevischio con temperature comprese tra 0.9°/1.6° mentre in altre zone non molto lontane nevicava ancora con 0°/0.4°.

L’area di color grigio, che è collocata tra la bianca pianura lombarda e le zone verdi ha avuto pioggia/pioviggine nella fase finale ed una copertura del cielo con temperature positive +1°/+2° con umidità quasi satura 98/99% , tutti fattori che hanno sciolto buona parte del manto nevoso nelle ore successive alla nevicata.

Carissimi amici lettori di Meteo4,

il 2012 è giunto al termine, com'è stato a livello meteorologico? Guardando a livello generale si può parlare tranquillamente di un anno in un certo senso controverso. Parlerò attraverso i dati che più mi appartengono, quelli della stazione di Bresega (PD), spero comunque di riuscire a dare una buona interpretazione dell'anno appena trascorso.

A livello termico sorprende il fatto che i tre mesi invernali (Gennaio,Febbraio e Dicembre) sono finiti tutti sotto la media, e la media delle temperature minime è stata negativa per tutti 3 i mesi. A metà gennaio c'è stato un bel episodio di galaverna durato 3-4 gg in questo angolo di Veneto, poi a febbraio c'è stata una potente irruzione fredda che ha permesso al mese di finire sotto la media nonostante una scaldata finale. La neve è stata pochissima rispetto ad altre zone d'Italia, qui in regione è stato soprattutto il Polesine a vivere i momenti di gloria maggiore. Negli ultimi episodi che ci hanno coinvolto a dicembre la parte del leone è stata fatta da Verona con la splendida nevicata del 13-14 dicembre. L'episodio del 7-8 dicembre ha premiato maggiormente il basso Veneto, notevoli i -9.3° di minima registrati da Pelizzare Bagnolo di Po con copertura omogenea al suolo.

La controversia termica di questo 2012 ha avuto conferme nella stagione estiva, giugno luglio e agosto hanno avuto una media massime superiore a 30° , singolarmente hanno registrato massimi assoluti di 36°, 38.3° e 38.8°. Per la prima volta da quando registro dati dal 1999, l'estate ha chiuso con due serie superiori a 30 gg di massime over 30°, una da 31gg consecutivi dal 15 giugno al 15 luglio e una da 34 gg consecutivi dal 24 luglio al 26 agosto. Particolarmente caldo è stato anche novembre che con una media di 13.9° è stato tra i più caldi a livello secolare.

L'andamento pluviometrico è stato anch'esso controverso, l'anno comunque  è di fatto finito in media con i precedenti 12 anni. Il 2012 è stato caratterizzato da una forte siccità estiva, fino al 30 agosto erano caduti solo 21 mm in 3 mesi, poi il 31 un temporale ha portato la pluviometria a 53 mm , il dato più basso da 1999. L'autunno invece è stato molto piovoso e infatti la pluviometria totale dei 3 mesi è stata di 342mm (370 mm il pluvio manuale) , la stagione ha concluso al primo posto per pluviometria dal 1999. Al forte regime siccitoso di gennaio, marzo, giugno e luglio si sono contrapposti aprile, maggio settembre ottobre e novembre, sottomedia ma non totalmente siccitosi febbraio e agosto.

Con la speranza di un 2013 altrettanto interessante a livello meteorologico vi auguro un buon fine anno ed un felice anno nuovo.

L'ultima volta che la mia stazione ha registrato una massima inferiore a 30° era il 14 giugno, da quel momento in poi si sono avute massime superiori a tale limite, soprattutto dal giorno 16. Un primo picco del caldo si è registrato in data 19 giugno, con termometri sopra i 35° in quasi tutta la pianura e isolati picchi a 37°. 

Sul finire del mese il caldo ha registrato una nuova intensificazione che si è concretizzata nella giornata di ieri 1 luglio con temperature massime superiori a 38° in alcune località.

Vale la pena citare i dati di due tra le principali reti di monitoraggio: quella ufficiale dell'Arpa e quella amatoriale di Meteo4.

Per la rete Arpav al primo posto ci sarebbe la stazione di Galzignano, ho utilizzato il condizionale visto che il valore di 40.2° si stacca troppo dagli altri valori registrati in regione, perciò dal mio punto di vista è più corretto dire che le prime classificate sono Noventa Vicentina e Balduina2 con 38.7°, segue Frassinelle con 38.2°, Pelizzare Bagnolo di Po è l'ultima delle "trentottine" con 38° tondi tondi. Molte le stazioni sopra i 36°.

Superati i 30° fino a poco sotto i 900 m di quota,  a Cortina (1200 m circa) la massima si è fermata a 28.3°, i principali passi dolomitici (generalmente situati tra i 1700 e i 2200m) tutti sopra i 21°. Sulla Marmolada la massima si è fermata a 13.1°: tutti i valori delle stazioni montane citate sono elevati per la quota e per il periodo. 

Per la rete Meteo4 al primo posto ci sono Cerea e  Bresega con 38.3°, Oppeano 38.2°, Soave e Lendinara 38.1°, anche nella rete di Meteo4 molte stazioni sopra i 36°.

Un altro dato importante arriva dalla stazione di Chioggia, appartente a MeteoVeneto che ha registrato 31.3° di massima, è bene ricordare che la stazione è posizionata sulla Laguna omonima e ben poco e raramente risente degli influssi continentali della pianura veneta che si ritrova alle spalle.


L'inverno 2011/12 è giunto al termine, trovare una definizione per questo inverno per certi aspetti controverso è difficile; se si vuole però trovare una figura barica cardine di questa stagione sicuramente la scelta non può che ricadere sull'alta pressione delle azzorre, indiscussa dominatrice sulla nostra regione.

Proprio i primissimi giorni di dicembre vedono il predominio dell'hp già presente da circa quindici giorni, il tempo in questo periodo è nebbioso nella parte meridionale e occidentale del Veneto, soleggiato nel resto della regione. qui sotto si può vedere l'anticiclone con il massimo posizionato appena a nordest della nostra regione.

Dal giorno 3 al giorno 15 l'alta pressione molla leggermente alternandosi alla presenza di correnti atlantiche. Le perturbazioni giungono abbastanza disturbate e disorganizzate, le piogge dei giorni 3 e 12 dicembre non sono certo di aiuto dopo un autunno secco. Il periodo in analisi è comunque scarso di emozioni, i cieli sono spesso nuvolosi e le temperature sono relativamente miti sia di giorno che di notte. Sporadiche e deboli gelate notturne solo tra il 7 e il 9 dicembre.

Dal 16-17 dicembre inzia l'afflusso di correnti più fredde di matrice settentrionale che, unito ad un successivo periodo di debole alta pressione, fa registrare una bella serie di minime negative fino a fine anno soprattutto nel basso Veneto. Le giornate si fanno via via più fredde, in pole position sempre la parte meridionale e occidentale della regione, anche se non mancano i giorni miti che pongono il loro momento clou proprio nel giorno del Santo Natale: le massime si attestano tra i 10° e i 14° in tutta la regione.

Dopo il parziale rinforzo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, l'alta pressione cede leggermente sul suo lato orientale lasciando spazio a correnti settentrionali che trovano la loro massima espressione nel vento di fohn del 6 gennaio: le raffiche massime superano i 50 km/h in diverse località della pianura. Fino ai giorni 13-14 la parola d'ordine nella pianura è "lunga escursione termica": a minime comprese tra 0° e -4° vengono corrisposte massime tra 10° e 14° dando vita così ad un'insolita escursione termica per il periodo in essere.

Sinottica del 6 gennaio

Il primo periodo davvero interessante a livello di freddo si svolge dal 14 al 21 gennaio, soprattutto tra il 16 e il 20 con il basso Veneto primo della classe per massime sotto lo 0°, giornate di ghiaccio si registrano anche se in misura minore su tutta la pianura ed in alcune aree collinare di solito soggette a temperature primaverili in assenza del fenomeno della nebbia, che invece nel periodo in esame è stata presente su vaste zone della regione raggiungendo uno spessore anche superiore ai 400m.

Galaverna nel Basso veneto

La mattinata del 21 conclude la settimana nebbiosa per il Veneto e coincide con un generale rialzo delle temperature massime, fino al 25 molte le massime over 10° registrate nella fascia centro-settentrionale della pianura. Le minime continuano a mantenersi al di sotto dello 0°

Dal 26 l'alta pressione trova il modo di elevarsi verso nordest, dove nel frattempo tra Russia e Finlandia si è instaurata un'alta pressione con valori superiori a 1050 hPa. Il risultato di questo "abbraccio fraterno" conosciuto nell'ambiente meteorologico come "Ponte di Woejkoff" è un generale calo delle temperature giorno dopo giorno, grazie all'aria fredda spedita da questo grande motore di rotazione antizonale, cioè con correnti che si muovono da est verso ovest mentre in condizioni normali succede il contrario: alla luce di questo i termometri di giorno scendono da 10° a 0° in pochi giorni.

Sinottica del 1 febbraio, giorno della prima nevicata: L'alta pressione che dall'Atlantico si spinge fino alla Russia è il cosiddetto "Ponte di Woejkoff" 

Questa "man forte" tra alte pressioni porta ad un periodo freddo con temperature di molto sotto la media. A beneficiare di ciò sarà soprattutto il basso Veneto colpito maggiormente sia per le giornate di ghiaccio che per la neve caduta. A causa della disposizione barica la zona più colpita dalla neve nello specifico è stato il basso Polesine e il delta del PO che possono contare su accumuli totali superiori ai 35 cm, mentre ad essere molto penalizzata ruslta essere la marca trevigiana con accumuli totali inferiori a 10 cm.

In questo periodo con temperature di molto sotto la media ghiacciano anche i canali più grandi e molte zone della Laguna di Venezia

Nella sinottica qui sotto si può notare la continuazione del "ponte" che ha generato la seconda ondata di gelo sul Veneto.

A livello molto localizzato a sorprendere molto in questo febbraio sono tre nevicate:quella del 1 febbraio con accumuli fino ad oltre 15 cm sul Polesine,  quella del 5 febbraio in una zona ristretta sulla riva veneta del lago di Garda con accumuli superiori ai 20-25 cm e quella del 20 febbraio che ha scaricato 35 cm ai 600m di quota del Monte Venda.(nell'immagine qui sotto)

Dopo la fine del freddo diurno dal giorno 15 c'è stato un generale rialzo delle temperature con massime superiori ai 10° e minime che sono rimaste sui -3°/-5°.

L'alta pressione indiscussa dominatrice di tutto l'inverno nel frattempo continua a dettar legge, un effimero dietro-front della stessa permette l'ingresso di una perturbazione tra il pomeriggio del 19 e il giorno 20, tale perturbazione si dimostra essere la più prolifica di tutta la stagione con accumuli diffusi superiori a 10-15 mm. Dopo il passaggio della perturbazione continua la presenza di una escursione termica superiore ai 10°, le gelate si fanno più rare e spesso sono appannaggio del solo Basso Veneto.

L'inverno finisce così com'era iniziato, sotto un'alta pressione che per merito di quest'ultima questo inverno risulta essere uno dei più siccitosi di sempre.

L'anticiclone non è stato solo sinonimo di siccità, questa figura ha comportato anche un alto numero di minime sotto lo 0°, il numero più alto dal 2006/07, un gennaio con 29-30 gelate su 31 giorni non si vedeva da tempo. Per merito di questo molti canali anche minori della bassa pianura hanno potuto fregiarsi della presenza di ghiaccio dal 18 dicembre al 18 febbraio, risultato che non si vedeva da tempo.

Scatto notturno di un canale ghiacciato

Per maggiori approfondimenti vi rimando alla lettura dei seguenti articoli:

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=573:febbraio-2012-gelo-e-neve-nel-nordest&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=571:la-nevicata-del-12-febbraio-2012&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=570:neve-quel-feeling-tra-veneto-e-hp-groenlandese&catid=70:domande-e-risposte&Itemid=182

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=569:le-truppe-del-generale-inverno-invadono-il-veneto-gelo-diffuso-e-neve-in-molte-zone&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=568:settimana-gelida-per-la-pianura-veneta&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=567:17-gennaio-2012-giornata-di-ghiaccio&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54

http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&view=article&id=566:il-punto-sulla-prima-meta-della-stagione-fredda&catid=20:racconti-meteo&Itemid=54


Qui sopra c'è la sinottica delle figure bariche in Europa di oggi 26 aprile con i rispettivi nomi

In un'epoca in cui la meteorologia è malata di sensazionalismo cercherò di dare notizie corrette sui prossimi giorni.

La figura dominante sarà l'alta pressione ma non si chiamerà "Hannibal" come qualcuno aveva cercato di battezzarlo ma si chiama "Ignaz". Nessun anticiclone africano a scanso di equivoci, il centro di alta pressione si posizionerà sui Balcani.

Il caldo vero e proprio sarà spedito verso di noi da uno scambio meridiano, ovvero una discesa  di aria perturbata e fredda arriverà a sfiorare il Marocco, come risposta la Spagna orientale  godrà del ramo "umido"della risalita calda mentre noi trovandoci troppo lontani dal centro di bassa pressione ci troveremo in quello secco. 

Il bel tempo per il Veneto però sembra avere vita corta e già domenica soprattutto nella seconda parte ci potrebbe essere un parziale disturbo.

Le température in questi giorni saliranno ed il punto più alto molto probabilmente verrà raggiunto sabato con temperature fino a 28° , il parziale guasto della domenica porterebbe ad un temporaneo lieve calo delle temperature.

Andando un più in là col tempo anche il 1° maggio non sembra essere così caldo come frettolosamente annunciato da qualcuno qualche giorno fa, per ora il domino caldo di hannibal si conferma essere una corposa bufala mediatica studiata ad arte per riempire di clic qualche sito.

Il nordest in questa ondata di gelo storica è rimasto sostanzialmente ai margini come neve, mentre il freddo l'ha fatta sicuramente da padrone con temperature notevoli considerata la situazione. La zona più colpita in fatto di neve è stata il basso polesine con oltre 35 cm caduti, mentre nel resto del veneto si và dai 20 cm totali nel basso veneto occidentale ai 10 cm del veronese, ai 4-5 cm del padovano, trevigiano e veneziano fino ai pochi centimetri di Belluno.

La prima nevicata si ha l'1/2 febbraio, la perturbazione è molto meridionale ed il basso veneto è colpito di striscio. Il polesine accumula mediamente 15 centimetri, mentre nel basso padovano gli accumuli vanno dai 10 cm delle zone adiacenti il fiume Adige in veloce decrescita verso nord, 2-4 cm 10 km più a nord del fiume.. In questa nevicata il centro di Bologna accumula 58 centimetri di neve.
Il forte vento di bora che segue questa prima perturbazione fà sublimare molto velocemente la poca neve caduta e già il 3 febbraio la copertura non era più omogenea nella bassa padovana. Possiamo vedere nell'immagine satellitare del 3 febbraio (il puntino verde è Merlara) come il Veneto ed il NE in generale siano rimasti ai margini.

Leggi tutto: Febbraio 2012: Gelo e neve nel Nordest

A fine marzo si prevedeva un cambio di rotta per il nuovo mese e così è stato. Dall'inizio di aprile il Veneto sta facendo i conti con la vera primavera, quella fatta di giorni piovosi alternati ad altri soleggiati ma con nuvole sempre in agguato.

Dopo le piogge che ci hanno colpito la scorsa settimana e  il giorno di Pasqua anche oggi il Veneto sta facendo i conti con il maltempo.

La perturbazione giunta sulla regione è di carattere freddo e la neve ha fatto la sua comparsa a quote medio-basse, già dai 1000-1300 m la dama bianca sta mettendo veste invernale alle nostre amate montagne.

Questa immagine ci arriva dalla web cam del Rifugio Val Formica, a 1600 m sull'altopiano di Asiago

Stando alle previsioni potrebbe essere la nevicata più corposa di tutto il semestre freddo, dato che da novembre a fine marzo sono mancate all'appello le perturbazioni invernali foriere di grande neve in montagna.

La più bella notizia arriva dalla configurazione barica che sta apportando piogge: dopo gli estremi fatti di alluvioni  e successiva siccità finalmente stiamo facendo i conti delle normali perturbazioni primaverili.

Le previsioni sono di maltempo per tutta la giornata di oggi, domani pausa e da sabato si attende l'ennesima fase di maltempo di questo aprile che finalmente ci riporta alla normalità climatica.

L'inizio di questo febbraio 2012, verrà ricordato in molte zone d'Italia come uno dei più freddi e nevosi dell'ultimo secolo. Per il freddo le zone più colpite sono state senza dubbio le pianure Piemontesi, dove si sono avvicinati e in qualche caso battuti molti record di freddo che resistevano dal 1956.
I minimi raggiunti in pianura sono stati, tra lunedì 6 e martedì 7 febbraio (fonte Nimbus):

  • -24.4 °C a Romano Canavese (Rete Agrometeorologica Regione Piemonte)
  • -23.9 °C a Candiolo (Rete Agrometeorologica Regione Piemonte)
  • -23.8 °C a Villanova Solaro (ARPA Piemonte)

Estremi di questa entità non venivano ragionevolmente più toccati dal febbraio 1956, quando nella pianura a Sud di Torino si scese a -26 °C (Lombriasco, 14.02.1956).

Leggi tutto: Febbraio 2012: Grande gelo e neve conquistano l'Italia

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